Le origini del caffè

Intorno all’anno mille alcuni mercanti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi scuri da cui traevano una bevanda eccitante che chiamavano qahwa. Da qui alla parola turca kahve e all’italiano caffè il passo è stato breve. Ma c’è chi sostiene che il nome in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove la pianta del caffè cresce naturalmente. Il paese dove si consuma più caffè è la Finlandia, con 12 kg l’anno pro-capite. Mentre quello dove se ne consuma meno è Portorico, con 400 grammi di caffè a testa. La media di consumo mondiale è di 1,3 kg all’anno per persona. Sebbene 6 miliardi di espressi consumati in un anno, un volume d’affari di 6,6 miliardi di euro e un consumo di 47 milioni di chilogrammi di miscela, l’Italia è solo dodicesima in classifica, con 5,9 kg di caffè pro-capite. Ecco un intero post dedicato a questa miracolosa bevanda per raccontare le sue origini, ma, forse, questi dati spiegano perché il nostro Paese non riesce proprio a svegliarsi

Cosa accade al nostro corpo se smettiamo di consumare il caffè?

Molti di noi sono sicuramente abituali bevitori di caffè, ma cosa accade al nostro corpo dopo alcuni giorni senza caffeina? La risposta è davvero incredibile. Questa gustosa bevanda è sicuramente quella più consumata in Italia, ma non solo, e molti di noi cominciano la giornata con una tazza di caffè fumante e spesso la consumano anche dopo pranzo e i più temerari anche dopo cena. Questa bevanda viene consumata per diversi anni, tutti noi sappiamo che non è proprio indicata tra le bevande più salutare e magari pensiamo di doverla evitare o addirittura eliminare dalla nostra alimentazione quotidiana. Ma quale sarà la reazione del nostro organismo all’assenza di caffeina? Tutti noi sappiamo che eliminare un qualsiasi alimento dalla nostra dieta, soprattutto se assunto con regolarità, può avere alcuni effetti, ma quali sono?Ecco cosa succede al nostro organismo se eliminiamo il caffè Il caffè è sicuramente una delle nostre bevande più amate, ma cosa succede se smettiamo di consumarlo? Se all’improvviso, magari dalla sera alla mattina, decidiamo di non assumere più questa bevanda potremmo avere alcuni effetti collaterali tra cui mal di testa, stanchezza fisica e difficoltà di concentrazione. Inoltre, anche se non capita sempre, potremmo avere più fame ed essere più irascibili. Se, però, siamo convinti e il nostro obiettivo è quello di una vita salutare dobbiamo resistere almeno una settimana e in seguito gli effetti collaterali appena descritti si smorzeranno per poi sparire del tutto. Nei giorni successivi alla prima settimana il nostro corpo comincerà a sentire i benefici della nostra estrema scelta, infatti, ci sentiremo meno stanchi e il nostro umore sarà ottimo. Possiamo anche pensare di sostituire questa bevanda con una più salutare e adatta alla bella stagione come acqua e limone oppure succhi di frutta fatti in casa. Un’altra alternativa davvero ottima è una bevanda con menta e zenzero.

Il consumo quotidiano di caffè

Una ricerca della Duke University ha rilevato come il consumo quotidiano di caffè, o bevande gassate aumenti di quasi il 10% l’apporto di zuccheri, aumentando così il rischio di disturbi cardiovascolari e obesità. E il riferimento non è solo ai bevande, tradizionalmente ricche di grassi di ogni tipo, ma anche alla semplice tazzina di espresso, soprattutto laddove si abbondi con lo zucchero: ecco perché eliminare il caffè dal menu potrebbe significare risparmiare centinaia di calorie, a tutto vantaggio del girovita.

La cucina creativa

La cucina creativa di chi ama trascorrere il tempo libero tra i fornelli, è la cucina organizzata in maniera intelligente, riponendo gli utensili nei cassetti e lasciando in bella vista soltanto gli strumenti di lavoro utilizzati quotidianamente. Pelapatate posate, mestoli e mixer possono essere facilmente posizionati all’interno di cassetti,o scatole porta utensili mentre il set di coltelli troverà la giusta collocazione dentro al tagliere o nella credenza insieme ai vassoi. Ora mettetevi comode, prendete il libro di ricette della mamma e circondate il vostro piano da cucina con accessori da pasticceria. Montate le uova con lo zucchero, aggiungete farina, cioccolato e burro fuso,  mescolate il tutto dolcemente con un cucchiaio di legno e… tanto amore, infornate e aspettate che il capolavoro si cuocia per poi gustarvelo di fronte a una tisana o una  tazza di

Fondi di caffè…davvero preziosi

Perchè gettare i fondi di caffè quando con questi potreste fare infinite cose diverse e che non vi sareste mai aspettati? Avreste mai pensato di poterci preparare una maschera esfoliante?  Questo è uno dei modi migliori per riutilizzare il caffè. Per prepararla vi serviranno soltanto 2 cucchiai di fondi di caffè, due di cacao in polvere, 3 di latte intero e uno di miele. A questo punto non dovete far altro che amalgamare insieme gli ingredienti ed applicare la maschera sul viso al mattino per 15-20 minuti ed infine risciacquare con acqua fresca facendo movimenti circolatori per esfoliare. Sapevate che il caffè è anche molto aromatico? Con i fondi di caffè potete preparare dei saponi aromatizzati. Come? Vi basta solo cuocere i fondi di caffè con glicerina e oli essenziali a bagno maria ed infine mettere la miscela ottenuta in lattine di tonno pulite e lasciar raffreddare il tutto. Potete preparare anche un ottimo scrub casalingo al caffè e sale marino. Tutto ciò che dovete fare è mettere in una ciotola il caffè ed il sale ed aggiungere 1 tazza di olio d’oliva o quello che preferite e alcune gocce di un olio essenziale, mescolare il tutto e versarlo in un barattolo di vetro con chiusura ermetica. Un altro modo per riciclare i fondi di caffè è quello di utilizzarli per la pulizia di pentole e padelle; l’alto livello di acidità del caffè lo rende un disincrostante naturale, perfetto per ripulire le stoviglie dallo sporco ostinato. Per sfruttare questo uso avrete bisogno solo dei fondi del caffè ed un panno pulito per eliminare anche le macchie più ostinate. Il caffè è ottimo anche per eliminare i cattivi odori per cui potete usarlo per lavarvi le mani dopo aver affettato aglio e cipolle, i chicci di caffè assorbiranno ogni traccia residua di odore rilasciato da questi alimenti.Sapevate che il caffè è ottimo anche contro le pulci che infestano i nostri amici a quattro zampe? Ebbene sì il caffè è in grado di fare anche ciò, per cui quando lavate il vostro cane potete mescolare il caffè allo shampoo abituale. Potete usare i fondi di caffè anche per ripulire il secchio della spazzatura preparando una sorta di detersivo con il caffè ed il bicarbonato. Il caffè può anche cambiare il colore delle ortensie, basterà porne un cucchiaino nel terriccio della pianta. Inoltre potete preparare dei deliziosi spuntini di caffè ed avena o dare un gusto diverso all’arrosto di maiale.

Il riscaldamento globale minaccia anche il caffè

La maggior parte delle varietà selvatiche di caffè potrebbe andare definitivamente perduta nei prossimi decenni, a causa di un mix letale di cause di cui fanno parte deforestazione, cambiamenti climatici e parassitosi. La sentenza che arriva da uno studio appena pubblicato su Science Advances getta un’ombra di angoscia anche sulle piantagioni commerciali, oggi dominate da due specie prevalenti: arabica e robusta. La prima è sensibile alle alte temperature, la seconda all’aridità del suolo. Le 124 varietà di piante selvatiche del caffè potrebbero favorire i coltivatori a potenziare la resistenza verso l’uno o l’altro tratto, ma con meno specie a disposizione, anche le opzioni per rinforzare arabica e robusta contro le condizioni ostili si ridurrebbero. I ricercatori del Royal Botanic Gardens, hanno impiegato due decenni per catalogare accuratamente tutte le varietà selvatiche di caffè con la loro distribuzione, i rischi che corrono e le caratteristiche salienti come quantità di caffeina contenuta, resistenza alla siccità e ai parassiti. Dal confronto di questi dati è emerso che 3 specie su 5, rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Su 124, ben 75 sono minacciate di estinzione e tra queste 13 sono gravemente minacciate.Il 72% delle specie selvatiche di caffè cresce in aree protette, tuttavia questi paletti sulla conservazione rimangono spesso soltanto “sulla carta”, perché queste stesse zone non sono immuni da deforestazione e cambiamenti climatici. Mantenere la diversità genetica del caffè fuori dai suoi habitat naturali è difficile e molto costoso: rimangono le banche dei semi ma sono soluzioni di emergenza, afflitte da una cronica carenza di fondi. In Paesi come l’Etiopia, dove un quarto della popolazione vive delle attività legate al caffè, occorre trovare soluzioni con urgenza: una di quelle oggi sperimentate è la suddivisione delle foreste in cui crescono le varietà selvatiche in aree più piccole e facili da monitorare. L’onere di preservare le specie più a rischio non può spettare soltanto ai Paesi produttori. Se tutti beneficiano del caffè, tutti dovrebbero contribuire.

Caffè anche d’estate

Chi non ha bisogno di almeno un caffè per iniziare la giornata? E poi di due, tre, quattro… per continuarla? Con l’estate e la poca voglia di bevande calde però, meglio optare per un caffè freddo in grado di regalarci sì la carica e l’energia che ci servono, ma anche una piacevole sensazione di refrigerio e freschezza. Potete farlo anche a casa, in fondo vi servono solo caffè, ghiaccio e uno shaker se volete anche la schiuma. La prima cosa a cui pensare è dove volete gustare il caffè freddo. Se volete aumentare e prolungare la sensazione di freschezza del caffè, ghiacciate il bicchiere vuoto mettendolo nel freezer per alcuni minuti. Una volta raffreddato il bicchiere, versate all’interno qualche cubetto di ghiaccio e poi subito dopo un caffè lungo. Scegliete a vostro gusto se aggiungere o meno lo zucchero e gustate. Potete anche preparare qualche moka di caffè, versare tutto in una bottiglia, lasciare raffreddare un po’ e poi spostatela in frigo per avere caffè freddo pronto all’occorrenza. Se invece volete un caffè freddo shakerato con la schiuma, prendete uno shaker, inserite nell’ordine il ghiaccio, lo zucchero liquido e per ultimo il caffè. Chiudete subito e shakerate per una decina di secondi. Versate quindi nel bicchiere trattenendo il ghiaccio con lo strainer o con un cucchiaio. Per un po’ di gusto in più potete anche correggere il vostro shakerato con del liquore oppure aggiungere un po’ di panna montata se siete golosi.

Il vero protagonista della nostra vita

Samantha Cristoforetti l’ha bevuto sulla Luna, ma in busta con cannuccia. Niente tazzine. Yoko Ono le ha prima rotte poi riparate con l’oro. Sono distanti i tempi dei western americani, quando John Wayne lo consumava davanti al fuoco acceso. Oggi il caffè è la bevanda più diffusa dopo l’acqua, dai peggiori bar di Caracas ai party sul mare. Oltre 100 qualità e quasi 50 modi di prepararlo. Moka e cialda. Lungo, ristretto, deca, macchiato a latte con latte freddo, o caldo, con ghiaccio o limone di Sorrento. Terra della cuccumella in rame e del caffè sospeso, usanza tutta partenopea, e filosofia di vita . Eppure la prima sala da caffè venne inaugurata distante dal Vesuvio, a Venezia, e la macchina espresso da bar brevettata a Milano dall’ingegnere lombardo Luigi Bezzera , mentre la città si preparava alla sua prima Esposizione Universale. Nel 1906 non era ancora tempo di food, ma il caffè di ieri è uguale a quello di oggi. Ci sono mostre e musei dedicati a lui…il caffè protagonista della nostra vita Un vero e proprio viaggio dalla pianta alla tazzina fino alla caffettiera. Dove c’è cibo c’è caffè.

Caramelle per caffeinomani

Dopo il dentifricio alla caffeina per i veri caffeinomani arrivano anche delle caramelle gommose al gusto di caffè e addirittura con diverse varietà di gusto. Capita spesso di non poter prendere un caffè anche se si muore dalla voglia di berlo, magari per la fretta, magari perché bloccati a una riunione o semplicemente nel traffico mattutino. È per questo che la ditta Nootrobox ha inventato le Go Cubes, il caffè da masticare in caramelle gommose che sembrano molto simili alle Big Fruit. Sono disponibili in tre gusti: moka, ristretto e cappuccino. Dentro un pacchetto di Go Cubes ci sono quattro caramelle e la quantità di caffeina che includono è pari a quella di due tazze di normale caffè. Una scatola da 20 confezioni, contenete ognuna quattro cubetti gommosi, costa 39 dollari, e contiene una carica di caffeina pari a 40 tazze di caffè, per un costo di circa 2 dollari a tazza un cubetto gommoso è quindi un po’ più costoso di una tazza di caffè vero e proprio, ma il lusso di averlo disponibile in borsa in caso di emergenza da caffeina non ha prezzo.

 

Il caffè del mattino

La prima cosa che vorremmo al mattino è bere un buon caffè, ma qualche volta ci viene malissimo. O è troppo amaro o ha un pessimo sapore di bruciato. Perché? Che cosa sbagliamo? Ecco alcuni  fattori che possono rovinare il caffè Il primo è la miscela: se improvvisamente non ci piace più, potremmo aver commesso un errore nella conservazione. Bisogna controllare subito se il barattolo in cui la teniamo è chiuso ermeticamente e se per caso lo abbiamo messo vicino ad alimenti particolarmente odorosi, dalle tisane ai preparati per risotti o per il brodo: il caffè assorbe gli aromi circostanti, perciò va tenuto lontano da altri generi alimentari dal sapore forte. In generale, comunque, la miscela adatta al caffè in moka è quella macinata non troppo fino: se ne state usando una molto fine, provate a cambiare Chi utilizza  il caffè in chicchi e li macina da solo, potrebbe averli conservati male o averne acquistati di troppo tostati. I chicchi del caffè si ossidano facilmente, devono stare in un contenitore ermeticamente chiuso e in un luogo asciutto. Se la conservazione è giusta ma il caffè è comunque molto amaro il problema potrebbe stare nella tostatura: potreste aver acquistato dei chicchi bruciacchiati, dovete cambiarli Il secondo fattore che può rovinare un caffè è l’acqua con cui lo si prepara La regola generale è: fate il caffè con l’acqua che berreste. Quindi, se filtrate quella del rubinetto per berla, filtratela anche per fare il caffè Terzo fattore: la moka sporca. Certo, è risaputo che non la si debba lavare con il detersivo, ma ciò non significa che non la si debba pulire. Dopo ogni caffè dovete risciacquarla con acqua calda e farla asciugare perfettamente prima di avvitarla. A volte nella fretta facciamo il caffè male. Ma basta seguire qualche semplice regola per ottenere un buon risultato. Per prima cosa, all’interno della caldaia l’acqua non va mai messa oltre il livello della valvola. Il suggerimento è tenerla di poco più bassa. Poi: il caffè nel filtro non va pressato, bisogna solo colmare fino all’orlo. La moka va avvitata saldamente e messa sul fornello a fuoco minimo. Non appena il caffè gorgoglia la moka va tolta dal fuoco, altrimenti si brucia. L’ultima parte del caffè deve uscire a fuoco. Prima di essere servito il caffè va mescolato sulla moka, per amalgamare la parte più densa uscita per prima e quella più leggera uscita alla fine. Spesso questo passaggio non viene fatto