Per non essere mai a corto di energie

Uno dei modi per non essere mai a corto di energie durante il giorno, ovviamente, è il dormire regolarmente ogni notte, ma come si può fare se abbiamo problemi nell’addormentarsi? Ecco qualche suggerimento vedrete che cambiando qualche abitudine, e con un’alimentazione più consapevole, nel breve periodo avvertirete già dei benefici. Limitare o eliminare i caffè pomeridiani: sia che facciate un lavoro attivo o sedentario, il colpo di sonno post-prandiale arriva puntualmente. La cosa più naturale, in questi casi, è prendere un caffè, che però può intaccare il sonno notturno. Un’alternativa più salutare contro la stanchezza potrebbe essere uscire e fare un giro per pochi minuti, o anche solo mettersi alla finestra a respirare un po’ d’aria fresca. Vi sentirete rigenerati nel giro di pochi minuti! Ridurre i cibi con grassi e zuccheri : questi tipi di alimenti possono essere al momento appaganti per lo stomaco ma, da ricerche scientifiche, pare che i grassi e gli aggiunti ostacolano un buon sonno ristoratore. Non mangiare subito prima di andare a dormire: a molti sarà capitato di avere un leggero languorino poco prima di andare a dormire e sgranocchiare qualcosa per tappare il buco. Questo comportamento poco sano favorisce e aumenta il rischio di reflussi acidi notturni, causando bruciori fastidiosi e interruzioni del sonno. L’ideale sarebbe finire di mangiare almeno due ore prima di coricarsi. Moderare il consumo di alcol: uno dei piaceri della vita è concedersi un bicchiere di vino alla fine di una giornata stancante ma se si va oltre potreste avere disturbi del sonno. L’accorgimento migliore, anche se scontato, è limitare la quantità di alcol

I sentimenti vanno coltivati

Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati, parola del grande sociologo Zygmunt Bauman, ogni relazione è unica: “non si può imparare a voler bene”. Amarsi e rimanere insieme tutta la vita, ovvero ciò che oggi è una rarità. Non conosciamo più la gioia dei legami durevoli e lasciarsi disconnettersi  è facilissimo. Cos’è che ci spinge a cercare sempre nuove storie? Il bisogno di amare ed essere amati. L’amore fluido è questo: viviamo nel nostro tormento tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore vero. Un amore separato tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Dunque siamo costretti a vivere relazioni brevi o all’infedeltà. “Nessuno è “prigioniero”. Sta a noi decidere. Alcune scelte sono più facili e altre più rischiose. Quelle a prima vista meno impegnative sono più semplici rispetto a quelle che richiedono sforzo e sacrificio. L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno, l’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore e ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento. L’amore richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l’altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l‘amore. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”.

Perché ti alzi la mattina?

I gatti, passano almeno due terzi della loro vita dormendo. Una giraffa ha bisogno, in media, di 2 ore di sonno al giorno. Un pipistrello ne richiede almeno 20 e non di notte. Nella sua vita un essere umano dorme in media per 230.000 ore. Circa 26 anni. Il sonno è praticamente l’altra metà della nostro arco vitale. Dormire è un momento, intimo, privato, vissuto senza bisogno di relazione. È un appuntamento con l’inconscio. Dormire è concedersi all’io più profondo, il momento in cui il nostro cervello dà il meglio di sé, producendo i nostri sogni. E allora, per cosa vi sveglierete  domani mattina? Per quale ragione lascerete il vostro letto? Per quale sogno da realizzare, quale obiettivo da raggiungere, quale missione da compiere? Per quale guerra da combattere? Cosa vi accende, cosa vi muove? Cosa vi appassiona? Qual è il vero motivo per cui vi svegliate domani mattina? Forse è una domanda insolita ma, trovare una risposta, potrebbe dare un senso nuovo alla giornata

Storie d’amore mancate….i grandi amici

L’amicizia è misteriosa almeno quanto l’amore. Anche degli amici ci s’innamora, così come a volte “ci si lascia” quasi senza motivo, a meno che si litighi per soldi o per amore le due principali ragioni per cui si litiga. Spesso cambiamo amici, o ce li dimentichiamo, perché cambiamo città, cambiamo partner, cambiamo mentalità, cambiamo stile di vita, diventiamo più selettivi o paranoici, o semplicemente un giorno ti rendi conto che quell’amico te lo sei perso senza ragione. Ci sono amici che ci portiamo dietro dalla scuola, dall’infanzia, dal  ufficio, e che non lasceremo mai. Altri che sono durati una stagione, magari collegati al lavoro o a un periodo specifico della nostra esistenza la fase yoga, la fase botanica, la fase calcistica, la fase disperata. Credo di poter contare su un buon numero di amici, e ognuno è speciale a suo modo: quello che sento quasi solo al telefono; quello con cui posso parlare di sesso; quello con cui posso parlare di soldi; quello cui posso dire un segreto; quello che incontro ogni mattina per fare colazione insieme, quello che mi fa ridere e basta; quello che è disposto ad ascoltarmi; quello che è amico solo su Facebook; quello generoso; quello tirchio ma irresistibile; quello che mi fa innervosire ma alla fine mi piace così; quello che quando lo vedo mi chiedo come ho fatto a non chiamarlo prima. Ciò che è interessante è che il volto dei nostri migliori amici può anche cambiare, ma il loro numero resta sostanzialmente invariato. Come se il nostro cuore potesse confidarsi solo con un certo numero di persone e basta. E’ quanto dimostra uno studio pubblicato in Gran Bretagna. Per rendersene conto, basta pensare a quante persone presteremmo volentieri dei soldi a patto che ne abbiamo abbastanza, oppure confideremmo il codice del Bancomat. Pensateci. Quelli sono gli amici di cui ci fidiamo pochi, eh?. Le amicizie sono tante piccole love story, e ognuna è una storia a sé. Una delle cose più belle è mischiarle, perché ti danno più gioia che pensieri a differenza di certi amori e non ti fanno mai sentire incompreso.

I colori del Natale

Ci siamo,Natale è vicino, con la sua speciale atmosfera, i suoi tradizionali colori, il suo desiderio di pace e serenità. Come possiamo regolarci per preparare un albero davvero speciale? Il rosso è tra i colori classici per gli addobbi e, quest’anno, è tornato particolarmente in auge. Il rosso riesce a regalare un qualcosa di veramente magico al risultato finale. Il suo colore, deciso, ricorda quello del fuoco e si riflette ovunque grazie alla complicità delle luci a intermittenza: sfere, fiori, fiocchi, decori e pacchettini… sceglierli di colore rosso sicuramente non farà passare inosservato anche l’abete più minuto in quanto a dimensioni. E che dire dell’ambiente che lo ospiterà? Senza dubbio trasmetterà calore,eleganza e stile. Secondo le discipline più o meno scientifiche che studiano il “potere” dei colori e la loro capacità di influire con il nostro stato di animo, il rosso Il rosso è il colore del cuore e dell’amore . Unitamente al rosa e all’oro è una nuance legata all’evoluzione spirituale e alla dimensione in cui la nostra affettuosità si apre agli altri: bello, no? Considerando il clima che naturalmente caratterizza il periodo natalizio forse è proprio il rosso, proprio per questo suo intimo significato, il colore simbolo di questo particolare periodo dell’anno! Si abbina facilmente… o quasi!

Ora solare 25 ottobre 2020

Da qualche anno si discute sull’abolizione o meno dell’ora legale, ma ancora una volta ci troviamo a spostare le lancette. Nel 2021, però, dovrebbe arrivare una decisione definitiva di abolire definitivamente il cambio dell’ora tramite una consultazione promossa dall’Unione Europea. Il 76% dei votanti ha risposto in modo favorevole ma non si è giunti ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti i paesi. Mentre la Francia ha deciso di abolire l’ora solare, l’Italia non ha mai preso una posizione. Si dovrebbe arrivare ad una decisione a blocchi in cui i paesi dell’Europa Meridionale potrebbero tenere l’ora legale per tutto l’anno mentre i paesi del Nord opterebbero per quella solare“
Nella notte tra il 24 e 25 ottobre 2020 comunque  le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro di un’ora, precisamente dalle ore 3:00 alle 2:00. Risultato? Potremo dormire un’ora in più, la mattina ci sarà più luce ma il pomeriggio farà buio prima. Ritorneremo a godere della luce del sole fino a sera quando ritornerà l’ora legale, che dovrebbe avvenire l’ultimo week end di marzo 2021, ma il condizionale è d’obbligo. Introdotta nel 1966 l’ora legale, nei mesi caldi, rende le giornate più lunghe regalando un’ora in più di luce alla sera. Se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno avremmo albe molto buie e meno ore di luce alla mattina. Di contro le giornate potrebbero sembrare più lunghe. Da non sottovalutare le ripercussioni sull’umore: nonostante il “jet lag” sia minimo, a qualcuno girerà la luna storta, e per qualche giorno. Nel nostro paese i vantaggi dell’ora legale tutto l’anno sarebbero sicuramente garantiti. Innanzitutto ci sarebbe più risparmio di energia elettrica dello 0,2%: se con l’ora solare il sole sorge alle 4,30 in estate e tramonta alle 20, con l’ora legale il periodo di luce andrebbe dalle 5,30 alle 21.

Come passi il tuo tempo

Passiamo 27 anni della nostra vita dormendo e 25 minuti al giorno battendo le ciglia. Spendiamo 8 anni lavorando e 500 giorni a fare la coda negli uffici. Perdiamo 7 anni ad arrabbiarci nel traffico e solo 3 anni a passeggiare in città. In un’intera vita utilizziamo 6,5 anni seduti a tavola per mangiare, 5 anni per parlare al telefono e un anno intero per fare la spesa. Diciassette anni seduti e 30 stando in piedi. Mediamente, buttiamo 11 anni guardando la tv e dedichiamo solo 100 giorni a fare sesso. Passiamo più di 6 mesi a litigare e solo 16 ore ad avere eccitazioni. Secondo le statistiche, considerando una vita media di 80 anni, quasi cinque li sprechiamo davanti allo schermo di un computer. Non sappiamo quanto queste statistiche siano precise ma, di sicuro, leggendo questo articolo abbiamo consumato un altro prezioso minuto della  vita. Siamo sempre più condizionati da telefonini,pc, e schermi e sempre meno pronti a interagire con chi abbiamo vicino sottraendo del tempo alle cose belle della vita

 

Il ritorno dalle vacanze

Bella cosa le vacanze, peccato il rientro. Come una filastrocca, nel mese d’agosto si levano lamenti da tutta Italia: sono gli ex turisti tornati al lavoro, che rimpiangono le giornate di viaggio, di mare di sole e di spiaggia. Ebbene: esiste un modo perché tutto questo non succeda, perché la sindrome da rientro non scatti, perché la vita sia, anche a fine agosto/inizio settembre un pochino migliore. Preparatevi un’altra vacanza: subito È molto probabile che, in ogni caso, la vacanza appena trascorsa non sia stata perfetta in ogni momento. Pioggia, malattie, inconvenienti vari ritardi, valigie smarrite, furti, litigi possono avere colpito i pochi, sacri, giorni di ferie. Meglio allora averne già un’altra in cantiere, anche solo per un weekend. Aiuta ad assorbire il trauma, impegna la mente in fantasticherie piacevoli, rende più produttivi, bisogna finire tutto il lavoro in tempo per la ripartenza. Cambiare routineTornare al lavoro significa sprofondare, come nelle spire di una piovra, nella routine che durante le vacanze si era interrotta. Le stesse abitudini, gli stessi percorsi, le stesse conversazioni. Le vacanze devono essere un momento di rottura, un’interruzione, ma anche fonte di ispirazione per tentare qualcosa di nuovo, di diverso. Un corso di pittura, un’iscrizione a una palestra, un nuovo modo di disporre degli orari. Approfittare dei cambiamenti imposti dalle ferie per modellare nuove vite è il modo migliore per non farsi incastrare di nuovo in quella precedente. Tornare dalla vacanza e poi, il giorno dopo, al lavoro? Anche no. Meglio prendersi un paio di giorni per riposarsi dalle ferie, rientrare in contatto con le cose che si erano lasciate, riempire il frigo e ricominciare. Si è pronti per tornare a lavorare, senza troppe lamentele Regali per amici e parenti vanno bene. Ma non ci si deve dimenticare di se stessi. Dalle vacanze è meglio tornare con qualcosa in mano, anche piccolo, anche simbolico, anche una conchiglia raccolta in riva al mare riposta nel portafoglio aiuterà a ricordare l’atmosfera appena finita.

Chi tradisce una volta tradirà per sempre

Due cuori e una capanna il detto popolare che evoca la vittoria dell‘amore e del romanticismo non sempre regge. Chi tradisce, tradirà di nuovo”: il detto comune incastra alle loro responsabilità i partner traditori, per sempre bollati con la lettera rossa del tradimento. Riacquistare la fiducia del partner o risultare affidabile agli occhi di uno futuro, risulta più difficile con un amante sul curriculum e uno studio sta dando una base scientifica al motto di saggezza popolare, lasciando intendere che effettivamente in questo caso non si impara dagli errori, ma c’è maggiore possibilità di ricommetterli  Lo studio, pubblicato dalla rivista Archives of Sexual, ha analizzato 500 partecipanti, coinvolti in rapporti sentimentali. I ricercatori hanno chiesto loro di indicare se fossero coinvolti in relazioni con qualcuno diverso dal proprio partner o se sospettassero di esser stati traditi. I risultati hanno dimostrato che le persone che avevano tradito durante il loro primo rapporto erano tre volte più propense a rifarlo rispetto a chi in passato era rimasto fedele.Il tradimento lascia le sue cicatrici anche su chi lo subisce. Chi aveva scoperto l’infedeltà di un ex partner è risultato avere il doppio delle possibilità di iniziare una nuova relazione con qualcuno che in futuro lo tradirà. Il sospetto, poi, sarà difficile da metter da parte e nonostante l’innocenza, sarà quattro volte più probabile ipotizzare la presenza di un amante.A motivare questa tendenza potrebbe essere il fatto che il cervello si abitua a mentire. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience, le piccole bugie desensibilizzano il nostro cervello alle emozioni negative associate, incoraggiando a mentire anche in futuro.Una sorta di allenamento del tradimento, che abitua la mente a mettere da parte senso di colpa, disagio e imbarazzo, quando si cede alla debolezza, preferendo qualcun altro al proprio lui o alla propria lei.