Una pizza al giorno

Siamo abituati a pensare alla pizza come ad un semplice alimento che può essere più o meno buono e digeribile a seconda degli ingredienti che si utilizzano, della lievitazione, del forno e dell’estro e la bravura di chi la prepara. C’è però un pizzaiolo che è convinto di poter far diventare la pizza una vera e propria medicina.Si tratta di Guglielmo Vuolo, ovviamente napoletano, che il 22 marzo ha presentato proprio nel capoluogo partenopeo una speciale versione della margherita che promette di essere terapeutica. La pizza, unica nel suo genere, proposta da Vuolo offre circa 600 Kcal ed è realizzata con ingredienti dell’Appennino Meridionale ben combinati tra loro e selezionati da Fausto Aufiero, promotore di Nutrire la Vita, progetto di bioterapia nutrizionale.La margherita terapeutica viene lievitata ad hoc, si evita in questo modo che rimangano parti di lievito attive nell’impasto finale, proprio quelle che possono dare fastidi e problemi digestivi a chi poi la consumerà.Ma la vera innovazione sta nell’impasto con cui è preparata la pizza, particolarmente digeribile e sano in quanto realizzato esclusivamente con acqua di mare purissima e made in Italy. La margherita così fatta è, secondo il suo ideatore, un pasto completo, buono, sano e a valenza iposodica.Con l’originale impasto verranno realizzate 5 differenti tipologie di pizze adatte a diverse situazioni tra cui il controllo del peso, l’attività sportiva e il benessere in gravidanza.

Fame da lupi

Forse quello che ci vuole nel periodo di carnevale è una frittella gigante, come quella cucinata alla Fiera del Cibo di Shenyang, in Cina. Una prelibatezza di 2 metri di diametro da gustare con bacchette adeguate, lunghe più di 6 metri. Anche se il titolo ufficiale di frittella più grande del mondo spetta a un manicaretto di 4 metri di diametro realizzato lo scorso settembre a Castel di Lama, nelle Marche. Per friggerlo ci sono voluti 30 volontari, 13 mila litri d’olio e una padella lunga manico compreso  8 metri e mezzo,realizzata da un artigiano

Fantocce e bafane i dolci che fanno tradizione

Le fantocce della Befana sono biscotti  semplici della tradizione che vengono regalati ai bambini il 6 gennaio. Le fantocce e i cavalli fanno parte della tradizione Valdarno, in Toscana, soprattutto di Montevarchi e Terranuova Bracciolini, hanno origini povere molto antiche e sono infatti realizzati con gli ingredienti di base presenti in tutte le case. Le fantocce sono delle bambole in versione befana e si regalano alle bambine, i cavalli sono invece per i maschietti, questi biscotti vengono decorati con cioccolato, caramelle, glassa, zuccherini ecc. Ecco la ricetta per poterli realizzare anche a casa vostra Ingredienti: 1 kg di farina ,200 g di zucchero ,200 g di burro ,6 uova ,1 arancia ,1 bicchierino di Vin Santo  ,1 bustina di lievito per dolci ,Confetti  cioccolato praline per decorare Mettete la farina sulla spianatoia e unite lo zucchero e il lievito, mescolate e poi aggiungete il burro freddo a pezzettini, impastate con i polpastrelli fino ad avere un composto a briciole. Unite le 5 uova, il Vin Santo e poi scorza e succo di arancia e impastate bene fino ad avere un composto morbido e non appiccicoso. Formate una palla, avvolgetela con la pellicola e fate riposare l’impasto in frigo.Stendete l’impasto allo spessore di mezzo centimetro e date la forma di bambola, di befana oppure di cavallo. Mettete l’impasto in una teglia coperta di carta da forno, pennellateli con l’uovo sbattuto e poi aggiungete zuccherini colorati, granella ecc.Cuocete le fantocce in forno caldo a 180°C per 20 – 25 minuti circa.

Qualcosa di nuovo

Potremmo mai fare a meno del pane? Gli Italiani probabilmente no, e con loro molte altre culture culinarie che fanno di ‘scarpette’ e panificati vari un pilastro dell’alimentazione. Un pilastro che cambia, coniugando innovazione e tradizione. Nasce in questo contesto Well-Bread, il pane viola realizzato grazie agli studi di Tecnologie alimentari, in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Pisa. Ma di cosa si tratta esattamente? Well-Bread è un pane viola a lievitazione naturale, ottenuto unendo tre ‘super ingredienti’. E’ realizzato con lievito madre, il più antico metodo di lievitazione al mondo. Che permette di aumentare sapore, valore nutrizionale e conservabilità, apportando composti probiotici e sali minerali. L’uso di pasta madre consente inoltre di ridurre o eliminare la quantità di sale aggiunta nell’impasto e ritardare il processo di raffermamento. Prodotto sostituendo parte della farina con patate viola liofilizzate che conferiscono al prodotto un peculiare colore viola associato a un maggior livello di composti antiossidanti. Infine, sono state impiegate le pectine, sostanze contenute nella buccia della frutta che garantiscono migliore struttura e sofficità. Questi composti possono essere ricavati da altre filiere alimentari, contribuendo a ridurre e valorizzare gli scarti di produzione. Il prodotto può rappresentare un modello per l’intero comparto dei prodotti da forno, che prevedrebbe la rivisitazione delle ricette sia di merende o snack, per uno spuntino nutrizionalmente bilanciato, sia di quei dolci che fanno parte a pieno titolo della grande tradizione dolciaria italiana.

Crackers con hummus di barbabietola

Ecco a la ricetta per stupire i vostri amici, Crackers senza lievito croccanti e leggeri, da servire con una crema di ceci e barbabietola, per un antipasto originale da servire in giardino accompagnato da un bicchiere di vino bianco fresco. Versate la farina, di farro integrale 150 g e la farina di grano saraceno 50 g i semi misti e 1 cucchiaino di sale in una ciotola capiente, fate una fontana al centro e aggiungete l’acqua e 20 ml di olio extravergine. Impastate bene gli ingredienti fino a ottenere un impasto morbido ed asciutto. Stendete l’impasto con il matterello in una sfoglia sottilissima dello spessore di 1 mm.Ritagliate i crackers e disponeteli su una teglia rivestita di carta da forno. Spennellate con un velo di olio extravergine rimasto e cuoceteli in forno ventilato a 180 °C per circa 15-20 minuti, finché non saranno dorati. Preparate l’hummus mentre i crackers sono nel forno: scolate i ceci e frullateli con la tahina e con il succo del limone. Aggiungete la barbabietola e un pizzico di sale e continuate a frullare fino a ottenere una crema omogenea. Trasferitelo in una ciotolina e servitelo con i crackers….Favolosi

Lo yogurt alleato in cucina

Lo yogurt si è ritagliato negli anni un posto stabile nel nostro frigorifero; la sua storia mostra come da alimento medicamentoso sia via via diventato un ingrediente necessario in cucina. Spesso è consumato a colazione oppure a merenda ma, allargando la visione che ne abbiamo anche grazie al confronto con altre cucine, scopriamo che lo yogurt può avere molteplici funzioni. Ecco gli usi più comuni in cucina. Maionese light: si può alleggerire la maionese preparata in casa unendola allo yogurt bianco non zuccherato in pari quantità di volume; si ottiene una salsa spalmabile, con un contenuto di grassi inferiore e contraddistinta da una piacevole acidità. Dressing da insalata: emulsionando 100 g di yogurt bianco con un cucchiaino di senape in grani, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio, si ottiene un ottimo condimento per insalate e pinzimonio. Tzatziki: la gustosa salsa tipica della cucina greca ha come ingrediente basilare lo yogurt greco compatto. Basterà aggiungere cetrioli, aglio, un pizzico di sale, olio di oliva e mescolare il tutto con una forchetta per ottenere la salsa fatta in casa. Cheesecake: il tipico dolce americano con una base croccante di biscotti e uno strato di crema di formaggio risulterà meno calorico e lo stesso piacevole sostituendo una parte di formaggio spalmabile con lo yogurt bianco. Zuppe: alcune minestre di verdura tipiche della cucina dell’est Europa hanno come ingrediente lo yogurt bianco, il bortsch ne è un esempio. L’aggiunta di un cucchiaio di yogurt compatto a fine preparazione dona una piacevole sensazione di freschezza e di acidità a un passato di verdura; eccellente anche su una vellutata di piselli e menta oppure su una crema fredda di zucchine e patate.Sostituto del burro: nella preparazione di dolci da forno, soprattutto nel ciambellone oppure nella torta morbida di frutta, lo yogurt sostituisce il burro o il latte senza inficiare la riuscita delle torte. Allo stesso tempo l’acidità e la presenza di fermenti lattici, in sinergia con il lievito in polvere, facilitano la lievitazione favorendo la crescita dell’impasto che risulta particolarmente morbido e spumoso

Il pane va in pensione

Il cestino del  pane è un immancabile protagonista sulla tavola, magari fatto in casa. E’  infatti diventato negli ultimi anni molto popolare, in molti altri paesi, al punto che sono nate delle apposite pensioni che si prendono cura della vostra “pasta madre” quando siete in vacanza al mare o in montagna o semplicemente mancate per qualche giorno da casa.Per quanto la cosa possa sembrare un incredibile scherzo, in realtà la logica del servizio è molto solida. Usare pasta madre, anziché lieviti artificiali o lievito di birra, è infatti  uno dei modi più efficaci per ottenere un pane di alta qualità. Purtroppo, però, questa richiede molte attenzioni e cure nella conservazione perché mantenga le sue proprietà: ecco dunque che poter affidare la vostra pasta madre a qualcuno mentre voi siete al mare diventa decisamente utile. L’idea di creare la “pensione per il pane” è venuta  inizialmente ad una gastronomia di Stoccolma, che ha lanciato un servizio per ospitare le paste madri dei clienti, a fronte di una tariffa di circa 18€ a settimana, per chi non poteva o voleva  prendersene cura. All’inizio, il servizio aveva attratto solo pochi clienti, ma quando la gastronomia ha iniziato una collaborazione con una studentessa universitaria che per una ricerca stava creando una sorta di “archivio” di paste madri diverse, la cosa ha iniziato a attirare l’attenzione di molti. Sfortunatamente, Urban Deli ha chiuso nel 2014, ma l’idea del servizio non è andata persa: un panificio ha aperto una nuova “pensione per pane” all’interno dell’aeroporto, il posto ideale dove “intercettare” chi parte per un viaggio, e infatti alcune decine di persone ogni settimana usufruiscono di questo insolito servizio.

Il pane meraviglioso alimento

Nessuno può resistere a una fetta di pane caldo accomodata dentro al suo cestino al centro della tavola. Ed è giusto così. Per assecondare questa tentazione esistono tanti ricettari che parlano del pane e del companatico,  chi più o chi meno in  ognuno di noi esiste una passione viscerale per il pane, quello vero, casereccio, con la crosta alta e croccante, il pane di una volta insomma, quello che oggi sembra quasi dimenticato, sommerso da una marea di gallette, focaccine, bocconcini e cracker. Esistono tantissime tradizioni del pane italiano, che in pochi semplici ingredienti racchiude il piacere olfattivo, gustativo e visivo della vita. Se intraprendiamo un viaggio lungo tutto lo stivale  troveremo una quantità non indifferente di forni che lo preparano con le tecniche di un tempo, tramandate rigorosamente di padre in figlio nel corso dei decenni. Gli ingredienti per le panificazioni sono sempre gli stessi: farina, acqua, lievito, spesso il sale e tanta pazienza, o meglio voglia di riscoprire il piacere dell’attesa, mentre il lievito silenziosamente compie il suo dovere. Alle ricette del pane troviamo abbinate infinite ricette di companatico, tutte da gustare rigorosamente con una o due fette di questo meraviglioso alimento. Non resta che sedersi a tavola e…..buon appetito!

La storia della Pizza

Lo sapevate che oggi la pizza non sarebbe la stessa se non ci fossero stati gli Egizi e se Cristoforo Colombo non avesse scoperto l’America? Se oggi possiamo gustare questo piatto, simbolo del made in italy e della dieta mediterranea è proprio grazie a un trascorso glorioso che ha permesso la diffusione della pizza in tutto il mondo. Agli antichi Egizi si deve la scoperta del lievito, in grado di rendere gli impasti morbidi dopo la cottura. Grazie alla scoperta dell’America, sulla pizza è arrivato il pomodoro importato dal lontano Peru nel Regno delle Due Sicilie. Nel 1889, in occasione della visita a Napoli di Re Umberto I e sua moglie Margherita. Raffaele Esposito, considerato il miglior pizzaiolo dell’epoca, servì la pizza ai sovrani. La Regina Margherita, apprezzò così tanto il gusto di quel piatto che ringraziò Esposito per iscritto. Il pizzaiolo napoletano per ricambiare i ringraziamenti della sovrana chiamò la pizza con pomodoro e mozzarella con il nome della regina. Fu allora che nacque la Pizza Margherita.Pizza margherita, close-up, fuoco selettivo