Il finger food. adesso va tanto di moda. E se non sapete cos’è, non siete al passo con i tempi. Ecco cosa c’è nascosto dietro questa parola che fa tanto moda , Avete presente a Natale quando vostra madre preparava i così detti crostini?! Pane bianco, una spalmata di burro, salmone e prezzemolo. Detta così è un semplice crostino, invece no ora si chiama finger food,. E quando andate a casa di amici e vi presentano gli antipasti? Sembrano antipasti normali, invece è finger food. Forte eh!? State entrando nella logica? Alla festa di vostro figlio, per comodità tagliate la pizza e la focaccia a quadratini? Senza rendervene conto, avete fatto il finger food. Quindi, niente panico, siete alla moda, e non lo sapevate! E se gli amici sono a casa vostra per un aperitivo in compagnia non si usa più aprire un pacchetto di noccioline e due olive, va servito il finger food. Ora, lascio a voi la scelta di come intricarvi la vita, nel senso che ci sono ricette di finger food che portano via più tempo della cottura di una porchetta alla brace, ma tutto quello che potete mangiare “in punta di dita” è considerato finger food. Quindi se volete tagliare a cubetti la porchetta, piuttosto che preparare elaboratissimi bocconcini, fate voi. L’importante e essenziale: la vaschetta che lo contenga. Deve essere fighissima. Così nessuno penserà che avete semplicemente tagliato a cubetti il formaggio alternandolo al pomodoro, oppure arrotolato una zucchina con della ricotta, ma guarderanno la vostra bellissima creazione da finger food. Ora mettiamoci al lavoro esistono minimo settecentomila finger food, a noi la scelta da che parte iniziare
Tag: Food
Le verdure fanno bene alla salute
Le verdure fanno bene alla salute. Lo sanno tutti che se ne dovrebbero mangiare almeno 5 porzioni al giorno, associandole alla frutta, altro elemento benefico per il nostro organismo. Gli esperti consigliano sempre di utilizzare prodotti freschi e di stagione, così da poter fare un pieno di vitamine e preziosi nutrienti. Dobbiamo però fare attenzione a come cuociamo le verdure, per non perdere tutti i benefici. E dobbiamo anche prestare molta attenzione a come tagliare le verdure. Perché altrimenti potremmo distruggere non solo il gusto, ma anche la salute. Secondo NPR’s, che cita diversi studi scientifici, anche il modo con cui tagliamo le verdure può rovinarle dal punto di vista della salute e del gusto. Per questo dobbiamo sapere come si devono tagliare bene, per non buttare via tutto il bene che fanno. Tagliare male le verdure ne modifica il sapore, perché tutto dipende da come viene rotta la struttura cellulare e da quanti liquidi contenenti vitamine e minerali vengono rilasciati. Anche la consistenza può essere modificata da come tagliamo le verdure. Alcune diventano più molli! Tagliare finemente cipolla, aglio e porro è importante, per evitare di rovinarne il sapore. Così come lo stesso dovremmo fare con broccoli, cavoli e cavolfiori. I pomodori tagliati a fette sono in grado di sprigionare tutto il loro sapore fresco che subito ci fa venire in mente l’estate. Lo sapete che affettare le verdure aumenta il contenuto di polifenoli, dall’effetto antiossidante e che danno un sapore amaro al cibo? Succede soprattutto tagliando lattuga, sedano e bietola.Gli antiossidanti così rilasciati, però, si possono danneggiare. Gli esperti inoltre consigliano di tagliare le verdure e refrigerarle, perché le temperature basse aiutano molto.
Food art: tutte le espressioni del cibo nell’arte, che diventa food art
La Food Art desta sempre più interesse, così come aumenta l’attenzione delle persone per l’origine di ciò che si mangia. I mercati biologici gestiti direttamente dai produttori sono sempre più diffusi e lo stesso accade anche per mostre, progetti, eventi, performance e trucchi creativi che vedono il cibo come tema principale o addirittura come materia della propria esperienza. Il cibo invade i palcoscenici dei teatri, è fotografato come una star, compare come protagonista nelle pellicole cinematografiche, diventa il soggetto di curiosi giochi percettivi e anche la materia prima di vere e proprie performance artistiche. Il termine food art infatti è utilizzato per indicare lavori molto differenti tra loro, dalle opere di David Robinson in cui veri e propri funghi formano paesaggi, alla graphic art di Marco Bollati che indaga il tema alimentazione utilizzando gli strumenti del disegno e del collage, fino alle performance più propriamente artistiche come i lavori di Andrea Salvetti. In altri casi il cibo e il vino si sposano con il design: le cantine, i luoghi di produzione, i mercati diventano “d’autore” poiché progettati da architetti di fama nazionale e internazionale. Pensiamo, ad esempio, al Markthal di Rotterdam in Olanda, alla cantina dell’azienda Rocca di Frassinello e alla cantina Petra del gruppo Terra Moretti progettata da Mario Botta.Si tratta di edifici di alta qualità architettonica che esprimono un rinnovato rapporto estetico fra lo spazio di vendita o produzione e il prodotto. L’utilizzo di tecnologie innovative sono spesso un costante e consentono di rendere più funzionale il processo.Nel caso delle cantine vitivinicole, particolare attenzione è data alla riduzione dell’impatto visivo: gli edifici s’integrano perfettamente con il paesaggio circostante e diventano un moderno “biglietto da visita” sia per le aziende sia per tutto il territorio.
Ecco come riciclare il cibo di un pranzo
Lo spreco di cibo interessa tutti gli alimenti e vi sorprenderà sapere quante cose buone si possono preparare con quelli che voi chiamate “avanzi”! Ecco a voi alcune soluzioni per evitare gli sprechi realizzando nuove ricette facili, veloci e soprattutto gustose! Nonostante ci si impegni nelle dosi delle preparazioni e durante il momento della spesa, può capitare che rimanga del cibo e che restino degli avanzi, soprattutto dopo un pranzo importante o la ricorrenza di una festività. Niente paura, con qualche trucchetto del mestiere è possibile riciclare gli alimenti e ottenere delle nuove ricette con l’aggiunta di qualche elemento essenziale, senza dover buttare via tutto evitando quindi di sprecare il cibo che al giorno d’oggi è molto prezioso. Hai esagerato con le dosi di spaghetti e dopo una bella mangiata hai degli avanzi? Nessun problema: puoi preparare delle ottime frittate di pasta. Basta aggiungere: 2 uova, formaggio grana padano grattugiato, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio d’oliva o una noce di burro per ungere la padella. Se invece è avanzato il risotto del pranzo domenicale, puoi usarlo come impasto per le polpette. Aggiungi al riso: un uovo, della verdura bollita o grattata, qualche pezzetto di mortadella, del pangrattato. Forma dei piccoli bon bon e cuocili al forno o fritti nell’olio di semi. Con la stessa modalità puoi creare dei gustosi arancini siciliani con riso bollito, zafferano e pane raffermo. Se hai avanzato della pasta ripiena in brodo o asciutta come tortellini, ravioli e agnolotti, ci puoi fare la farcia per timballi e preparazioni al forno di sfoglia all’uovo.
Lo yogurt alleato in cucina
Lo yogurt si è ritagliato negli anni un posto stabile nel nostro frigorifero; la sua storia mostra come da alimento medicamentoso sia via via diventato un ingrediente necessario in cucina. Spesso è consumato a colazione oppure a merenda ma, allargando la visione che ne abbiamo anche grazie al confronto con altre cucine, scopriamo che lo yogurt può avere molteplici funzioni. Ecco gli usi più comuni in cucina. Maionese light: si può alleggerire la maionese preparata in casa unendola allo yogurt bianco non zuccherato in pari quantità di volume; si ottiene una salsa spalmabile, con un contenuto di grassi inferiore e contraddistinta da una piacevole acidità. Dressing da insalata: emulsionando 100 g di yogurt bianco con un cucchiaino di senape in grani, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio, si ottiene un ottimo condimento per insalate e pinzimonio. Tzatziki: la gustosa salsa tipica della cucina greca ha come ingrediente basilare lo yogurt greco compatto. Basterà aggiungere cetrioli, aglio, un pizzico di sale, olio di oliva e mescolare il tutto con una forchetta per ottenere la salsa fatta in casa. Cheesecake: il tipico dolce americano con una base croccante di biscotti e uno strato di crema di formaggio risulterà meno calorico e lo stesso piacevole sostituendo una parte di formaggio spalmabile con lo yogurt bianco. Zuppe: alcune minestre di verdura tipiche della cucina dell’est Europa hanno come ingrediente lo yogurt bianco, il bortsch ne è un esempio. L’aggiunta di un cucchiaio di yogurt compatto a fine preparazione dona una piacevole sensazione di freschezza e di acidità a un passato di verdura; eccellente anche su una vellutata di piselli e menta oppure su una crema fredda di zucchine e patate.Sostituto del burro: nella preparazione di dolci da forno, soprattutto nel ciambellone oppure nella torta morbida di frutta, lo yogurt sostituisce il burro o il latte senza inficiare la riuscita delle torte. Allo stesso tempo l’acidità e la presenza di fermenti lattici, in sinergia con il lievito in polvere, facilitano la lievitazione favorendo la crescita dell’impasto che risulta particolarmente morbido e spumoso
Pollo… ecco cosa non dovete fare
La carne di pollo va sempre cotta bene. Il pollo crudo infatti è un alimento molto pericoloso: si possono trovare tracce di salmonella o campylobacter. L’alta temperatura per fortuna uccide questi batteri. Lavatevi bene le mani, sia prima della preparazione dei cibi, sia dopo aver cucinato e quindi toccato la carne di pollo cruda. Questa è una cosa da non fare mai: lavare la carne di pollo. Lo si fa pensando che così si possano elimina gli eventuali microrganismi. Sbagliato! Così si aumenta il rischio di contagio. Utilizzarle coltelli, taglieri, posate e stoviglie solo per la preparazione della carne cruda. Non mettete mai la carne cotta nello stesso piatto in cui era stata posata da cruda. Se il tagliere vi serve per pulire un altro alimento, lavatelo prima con attenzione. Pulire con acqua e detersivi le superfici e gli utensili di lavoro sulle quali si è deposta la carne cruda. Il pollo va sempre cotto bene, per distruggere la sua carica batterica. Per questo motivo vi sconsigliamo assolutamente di mangiare il sashimi di pollo, un piatto che arriva dal Giappone e ha conquistato la Gran Bretagna, al punto che la Food Standard Agency è dovuta intervenire per ammonire sulla pericolosità del suo consumo. Il forno a microonde non è un criterio di cottura affidabile perché il riscaldamento della carne potrebbe risultare poco omogeneo Una volta cucinato, se avanza va conservato in contenitori puliti a chiusura ermetica, in frigorifero. Il pollo intero si può conservare nel freezer fino a 12 mesi. A pezzi non più di 9 mesi
I piatti più buoni.. pasta riso e pizza
Quali sono i tuoi piatti preferiti? E’ la domanda che , un’associazione ONG che opera contro la povertà, la fame e le ingiustizie, ha rivolto a più di 16mila uomini e donne di 17 Paesi, dall’Australia al Brasile, dal Ghana alla Germania, dalla Spagna alle Filippine.I risultati sono strabilianti: in prima posizione tra i piatti più amati nel mondo scopriamo la pasta, seguita dal riso e dalla pizza. Buon posizionamento anche per le lasagne, che risulta il piatto preferito nientemeno che dai brasiliani. Tra le cucine locali, la favorita al mondo è la cinese, seguita dall’italiana, dalla messicana e dall’indiana. Nonostante il grande successo dei piatti di origine italiana nel sondaggio, non è dato sapere quale sia il piatto preferito degli italiani, che non sono compresi nel campione studiato. Si scoprono invece divertenti curiosità sui gusti degli abitanti del pianeta: gli inglesi mettono al primo posto la bistecca, gli americani la pizza, i brasiliani le lasagne. I più golosi? Sono gli australiani, che su tutto preferiscono il cioccolato. I più “nazionalisti” di tutti sono gli spagnoli, che preferiscono la paella, loro piatto nazionale, i messicani i quali amano particolarmente la cucina messicana, e gli indiani che mettono in prima posizione la cucina indiana. Quanti indiani poi abbiano la possibilità di assaggiare altri tipi di piatti per fare un confronto è un altro discorso, che fuorvia in qualche modo i risultati dell’indagine. Ad esempio, dal sondaggio risulta che in Ghana il cibo preferito è il fufu, un piatto tipico locale: chissà però quanti ghanesi hanno la possibilità di mangiare una bistecca o una pizza, o quanti li abbiano mai assaggiate.
Vi siete mai chiesti cosa mangiano i cervelloni nella Silicon Valley?
Lo stile alimentare più in voga prevede cibi grassi, tante proteine e ben pochi carboidrati. Pare aumenti la produttività, ma farà bene alla salute? Si tratta a tutti gli effetti di una dieta o comunque di un regime alimentare che da diversi anni fa parlare di sè con pareri discordanti. L’idea alla base è quella di ridurre drasticamente i carboidrati, lasciando spazio a cibi ricchi di grassi e proteine come carne, pesce, uova, formaggi e avocado. Togliendo l’organismo dei carboidrati, la nostra principale fonte di energia, si stimola il corpo a bruciare i depositi di grasso. Secondo i sostenitori di questo regime alimentare si registra oltre a una perdita di peso, un aumento della concentrazione e della produttività. Nello specifico i carboidrati dovrebbero essere compresi tra i 20 e i 50 grammi al giorno, un quantitativo quindi davvero irrisorio. I grassi invece dovrebbero rappresentare quasi l’80% dell’apporto calorico giornaliero, mentre alle proteine spetta circa il 20%. Per renderci conto di quanto sia estrema questa dieta va considerato che secondo il Center for Desease invece, mediamente gli americani assumono il 50% delle loro calorie giornaliere dai carboidrati, 30% dai grassi e il 15% dalle proteine.Molti nutrizionisti però sono contrari a questa dieta dal momento che la perdita di peso sarebbe principalmente da attribuire al rilascio di liquidi, oltre al fatto che la chetosi che questo regime alimentare induce porta a lungo termine a cedimenti muscolari e a un sovraccarico con relativo affaticamento di reni e fegato. I benefici quindi sarebbero solo nel breve periodo, a lungo andare invece crescono i rischi per la salute, aumenta la stanchezza, si riducono energia, concentrazione e produttività. Se proprio lo si vuole seguire, essendo un regime alimentare sbilanciato è bene adottarlo solo sotto consiglio medico.
Pollo in agrodolce all’ananas
Prova questa ricetta gustosa che unisce la delicatezza del pollo all’agrodolce dell’ananas Il pollo all’ananas è un piatto tipico della cucina cinese davvero semplice da realizzare. Una ricetta dal gusto agrodolce davvero buona che vi permetterà di variare e dare un sapore diverso al solito petto di pollo. Se accompagnato dal riso può anche diventare un sostanzioso piatto unico. Procedimento: Per prima cosa bisogna tagliare a pezzetti il petto di pollo e infarinarlo per bene, per far sì che rimanga morbido in cottura. Fate scaldare l’olio in un largo tegame e poi aggiungete il pollo che dovrà rosolare per almeno 10 minuti. Mescolate ogni tanto per raggiungere una rosolatura omogenea. Aggiungete poi il sale, lo sciroppo di ananas e 2 cucchiai d’aceto. Mescolate e aggiungete il vino bianco e il dado sbriciolato. Dopo aver fatto amalgamare il tutto lasciate cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso mescolando di tanto in tanto. Attenzione il sugo deve addensarsi ma non deve asciugarsi troppo. La salsa all’ananas: Tagliate a pezzetti di circa 2 cm le fette di ananas ben sgocciolate. Mettetele in un pentolino con lo zucchero e un cucchiaio di aceto a fuoco medio e fatele caramellare per 5 minuti, mescolate bene così da far attaccare lo zucchero all’ananas in maniera uniforme. Dopodiché unite la salsa al pollo e tenete sul fuoco ancora 10 minuti per far insaporire la carne. Una volta che il pollo sarà ben condito, potete decorare il piatto con l’ananas a pezzetti e servire in tavola.
I 6 aperitivi migliori d’Italia
Buffet a base di solo sushi, specialità campane, pugliesi, siciliane, cibi casarecci preparati al momento. E chi più ne ha più ne metta. Sono molti i bar italiani che offrono, a prezzi modici, apericena di elevata qualità. Di seguito segnaliamo alcuni fra i locali che offrono gli aperitivi più apprezzati d’Italia, sia per l’originalità della proposta che per l’attenzione alle materie prime. Al d&g Patisserie di Selvazzano, in provincia di Padova, è andato il premio aperitivo dell’anno assegnato da Gambero Rosso. Punti di forza del locale: eleganza della location, vasta scelta di pasticceria dolce e salata e piatti curati in ogni più piccolo dettaglio. Aperitivo al buio – Milano Se vi trovate a passare per la città meneghina non perdetevi l’aperitivo organizzato dall’Istituto dei Ciechi al «Cafénoir». Si tratta di un aperitivo totalmente al buio. Un’esperienza forte per approfondire un mondo che non è tanto quello di chi non vede, ma, soprattutto, quello che non vediamo noi, spesso accecati dagli “sbrilluccichii” della vita quotidiana. Il gioco è riuscire ad indovinare gli ingredienti. Naturalmente senza usare gli occhi. Aperitivo al Caffè La Serra – Venezia Qui, nello splendente contesto di una serra liberty appena restaurata, potete assaporare l’aperitivo più green di Venezia. Da non perdere lo spritz bio, a base di prosecco da agricoltura biologica e centrifugato di frutta. Una gustosa alternativa allo spritz classico a base di acqua e prosecco. Aperitivo al “Bar senza nome” – Bologna Un’idea straordinaria quella dei due ragazzi sordi che hanno aperto a Bologna il “Bar senza nome”, un luogo che punta «sull’integrazione tra cibo e cultura e sull’incrocio di linguaggi differenti». Tra un caffè e un mojito, infatti, il locale ospita mostre, concerti, presentazioni di libri e corsi di yoga. Per ordinare si può scegliere se tentare l’alfabeto dei segni e ricevere uno sconto! o munirsi di post it nell’apposito “Angolo dei cocciuti”. Aperitivo al Lievita Riccione Il locale dotato di una location innovativa e dal sapore europeo abbinata a un concept particolare che prevede la realizzazione in un laboratorio a vista di dolciumi, focacce servite calde, pani speciali cotti a legna nel grande forno in pietra lavica, che si imbottiscono sul momento. Aperitivo allo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie Roma L’ elegante bar all’interno dell’hotel De Russie, lo Stravinskj consiglia una vasta gamma di cocktail, serviti con deliziosi finger food, salumi, formaggi e delicate tartine. E’ perfetto per un appuntamento di lavoro, ma anche per sorseggiare i migliori Martini della città nel leggendario giardino!