Mai mangiato il Sushi Burrito. Il posticino si chiama FUSHO ed è nato grazie all’intuizione di quattro giovani, uno italiano e tre di nazionalità cinese In un contesto dove il sushi è diventato nazional popolare almeno tanto quanto la pizza, servono roccaforti in cui la qualità sia massima, o innovazioni come il Sushi Burrito. Il termine vi farà storcere il naso, ma la resa è tutt’ altro che malaccio. Sushi Il cibo contemporaneo è uno scenario abbastanza selvaggio. Mille trend spesso fallimentari e idee imprenditoriali bizzarre, ma anche intuizioni intelligenti che promuovono nuovi modi di mangiare e senza dubbio nuovi stili di vita. Il sushi burrito fa parte certamente più alla seconda categoria Qui i sushi burrito vengono preparati all’istante dietro al bancone, sotto gli occhi del cliente. Massima chiarezza e massima qualità delle materie prime: ogni componente viene selezionato e studiato per la riuscita ottimale del prodotto. Il riso è macrobiotico, le farcite spaziano dalla carne al pesce fresco, passando per verdure anche inconsuete, come la patata dolce e salse giapponesi e orientali.Il pesce viene ordinato ogni mattina ed è abbattuto e certificato Alcune tipologie, ad esempio la ricciola, riportano il QR code che ne permette la tracciabilità. I gamberi, di origine argentina, vengono abbattuti e cotti sottovuoto mentre per le fritture vengono usate friggitrici ad aria. Per questo, nel locale non viene utilizzato il fuoco.Ogni mese vengono proposti due sushi burrito con un accostamento di gusti sempre nuovi. Quello di questo mese, ad esempio, è fatto con riso nero, salmone e gamberi crudi, crema di edamame e mango, salsa teriyaki, insalata, goma wakame e daikon.
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Carbonara Day
La questione non trova fine. Ed è tutta italiana. Nelle regioni e nelle città divide case e cuochi. “l’Italia è un Paese diviso da un cibo comune”. Perché guai a chi tocca la pasta o cerca di minare l’idea di ciò che si ritiene tradizionale. E così tutti ad amare la carbonara, salvo litigare sulla ricetta perfetta. Guanciale sì, pancetta no e men che mai bacon. Pecorino sì, Parmigiano no, ma il mix dei due formaggi è spesso tollerato o addirittura ben accetto.L’olio? Assolutamente no per molti è il grasso del guanciale a ungere il tutto mentre altri sono possibilisti, specie se scelgono di sgrassare il guanciale e usarne solo la rimanente carne croccante. La pasta? Per alcuni lo spaghetto è inevitabile, mentre altri scelgono formati corti circolare, come rigatoni e mezze maniche, spingendosi anche al pacchero. L’uovo intero o solo il tuorlo? Può dipendere da quante porzioni devono essere preparate per enormi quantità un po’ di albume è consigliato, ma anche dalla cremosità che si preferisce nel piatto. Aglio e cipolla banditi, ma poi come nell’intimità dell’urna elettorale ognuno ha il suo piccolo segreto. La questione panna nemmeno va citata: potrebbero scoppiare incidenti diplomatici internazionali. Anche provare a mettere in dubbio le sue origini può scatenare conflitti d’identità. Molti credono si tratti di un piatto del tutto tricolore e vanno alla ricerca delle motivazioni del nome. Lo mangiavano durante le riunioni i congiurati iscritti alla carboneria; lo ha inventato un cuoco di Carbonia che lavorava a Roma; era il pranzo tipico dei carbonai dell’Appennino; deve il suo nome alla pioggia di pepe che copre la pasta come polvere di carbone: sono tutte ipotesi più o meno plausibili ma non verificabili. Eppure, secondo il rapporto dell’Accademia Italiana della Cucina, tra tutte le ricette italiane la pasta alla carbonara è la più reinterpretata all’estero. Una ricerca dell’associazione dei Pastai Italiani ha scovato le versioni internazionali più curiose: In Inghilterra è popolare con le zucchine, in Cina e Malesia col pollo, quella con il pesce conquista la Spagna e sta prendendo piede anche nell’Italia più tradizionalista e nell’alta cucina. Altre radicali varianti: nei paesi Anglosassoni l’uovo è a volte sostituito da besciamella. In Giappone, invece, si aggiunge la panna e non è presente il pecorino
L’ hamburger vegetariano che sembra carne
Il clone è il frutto del lavoro del dott. Patrick Brown, e il suo segreto è stato l’Eme, ovvero quella che si considera l’emoglobina delle piante. L’Eme si estrae dalle radici di piante, come piselli e fagioli.Questa molecola a seguito dell’attrazione dell’ossigeno, attraverso l’atomo di ferro contenuto, cambia colore divenendo rossa come il sangue. Inoltre, se esposta all’azione di zuccheri e aminoacidi, riesce anche a prendere il sapore dalla carne. L’Eme è la molecola che dà sapore alla carne. Ed è il motivo per cui la carne rossa, che ne contiene quantità maggiori, ha un sapore più gustoso rispetto alla carne bianca. Dopo essere arrivati a replicare il gusto di carne, gli scienziati hanno fatto in modo che l’alimento ricordasse il più possibile ad un hamburger vero. Hanno lavorato, dunque, per replicare i tessuti, i grassi e le fibre muscolari di origine animale. L’obiettivo era quello di ottenere un alimento simile sia nel gusto che nell’aspetto, poiché finora tutte le riproduzioni a base di tofu e seitan non sono all’altezza di quanto offrono. L’hamburger vegetale, dunque è stato ideato per soddisfare sia chi non riesce a smettere di mangiare carne sia coloro che già non la mangiano. Gli esperti, inoltre, evidenziano che la produzione di carne è causa di gravissimi impatti negativi sull’ambiente, senza contare poi gli effetti per la salute spinti da un consumo eccessivo. La produzione di carne ha effetti ambientali terribilmente distruttivi, inoltre, molti scienziati e medici credono che sia intrinsecamente malsano mangiare carne, devono quindi reinventare un intero sistema per la produzione del cibo, puntando su prodotti come la frutta e la verdura. E il risultato finale è stato quindi un prodotto incredibilmente delizioso che può competere con esito positivo contro un prodotto che la gente ha amato per migliaia di anni. Per quanto riguarda i costi il nuovo alimento è ancora abbastanza caro: circa 20 dollari ad hamburger.
Cosa è meglio non ordinare al ristorante
Dopo anni e anni di moda del food sempre più diffuso, tendiamo ad esaltare per partito preso tutto ciò che ha a che fare con il cibo: ogni ristorante dove abbiamo mangiato dignitosamente diventa nelle chiacchierate con gli amici un luogo dell’anima, tutti i cuochi sono chef e anche il toast al bar della stazione merita di essere fotografato e condiviso su Instagram, facebook,twitter Eppure anche il mondo della ristorazione è pieno di mode stupide, locali che fanno proposte sbagliate e clienti che fanno richieste soltanto assurde. Chi più dei grandi chef può avere esperienza diretta di questo lato oscuro? Ecco alcuni consigli che dovreste sempre tenere in considerazione. Non ordinate il pesce il lunedì La maggior parte dei ristoranti riceve gli ordini di pesce il giovedì o il venerdì per il weekend, e poi di nuovo il martedì per la settimana. Il lunedì spesso si smaltiscono gli avanzi del fine settimana, ma il pesce fresco mantiene intatte le proprie qualità per tre giorni al massimo. Per evitare guai, comunque, potete sempre chiedere da dove viene il pesce e quando è stato acquistato. Non ordinate cose diverse dalla specialità del locale. Sembrerebbe una regola banale, ma in molti non la seguono e di recente la ha ribadita Michael Armstrong, non ordinate gli spaghetti allo scoglio in pizzeria, il pesce al circolo dei cacciatori, gli spiedini di pollo in un ristorante di sushi. O se lo fate, poi non lamentatevi se il risultato è tutt’altro che gradevole. Non chiedete cambi di ingredienti. A patto che non siate allergici, non chiedete mai di sostituire, togliere o aggiungere un ingrediente in un piatto presente in carta. Se il ristorante è di buona qualità, lo chef sa quello che fa e cosa si abbina bene. Se gli ingredienti non vi piacciono, scegliete un altro piatto. Questo vi metterà al riparo anche dal rischio di stizzire i camerieri, il che come insegna la saggezza popolare non è mai consigliabile.
Segreti in cucina
In cucina come ve la cavate? Se non siete esperti chef, a volte può capitare di combinare qualche piccolo guaio. Che in realtà si potrebbe evitare, basta solo conoscere i trucchi che le cuoche più abili e gli chef più preparati di solito usano per non sbagliare mai. Ci sono alcuni consigli che possono venire in nostro soccorso. Come si sbuccia l’aglio? Mettete gli spicchi che vi occorrono in un barattolo chiuso. Agitatelo per bene, vedrete che le bucce si staccheranno con estrema semplicità. Potete anche usare un’altra tecnica: mettete l’aglio intero per 10 o 20 secondi all’interno del forno a microonde. Attenzione alla freschezza delle uova. Mettetela in una pentola piena di acqua. Se stanno sul fondo in orizzontale sono fresche. Se cominciano ad alzarsi sono vecchie di una settimana. Se stanno in verticale hanno 2-3 settimane. Se galleggiano non sono mangiabili! Se dovete preparare tante uova sode, mettetele in forno caldo a 160 gradi per un quarto d’ora. Per mantenere il vino freddo non usate il ghiaccio, che lo annacquerà. Preferibilmente usate degli acini di uva surgelati. Per evitare che la schiuma esca dalla pentola che sta bollendo, mettete sopra un cucchiaio di legno. Funziona davvero! Per cucinare un perfetto pesce alla griglia, mettetelo sopra delle fette di limone che avete in precedenza tagliato.
Uova si…anche a colazione
Le uova sono un alimento poco costoso e facile da cucinare, hanno poche calorie e sono la base di molte ricette, buone e veloci da preparare. Purtroppo tutti noi sappiamo che hanno un alto contenuto di colesterolo, quindi cerchiamo di non abusarne, ma è giusto? Quasi tutti ne conoscono i rischi, ma pochi sanno che le uova sono un alimento molto sano e una fonte interessante di omega 3 e 6, utili per la salute perché aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari. E allora facciamo il punto sulle proprietà dell’uovo e su come introdurlo nella nostra alimentazione. Se segui una dieta ipocalorica, visto che l’uovo non è un alimento troppo calorico, ne puoi mangiare tranquillamente 4 alla settimana.. L’importante è non superare un consumo di 5/6 volte alla settimana, per diversificare le fonti dei nutrienti. Sodo, alla coque o in camicia sono sicuramente i modi meno calorici di cucinare un uovo, ma ci sono tantissime ricette che puoi provare, a cominciare dalla classica frittata Uova si anche nella prima colazione che è il pasto più importante della giornata ed è quindi fondamentale per una sana alimentazione, perché consente una corretta ripartizione dell’apporto calorico nell’arco delle 24 ore. Molti studi hanno dimostrato che fare la prima colazione diminuisce il rischio di obesità. Ma è giusto consumare solo carboidrati oppure è possibile inserire ogni tanto delle proteine come l’uovo?Certo che sì, anzi le uova ti aiutano anche a restare in forma! Lo ha scoperto Maria Luz Fernandez, che, nel corso di uno studio pubblicato sul “Nutrition Research”, ha esaminato gli effetti sull’appetito di due tipi di colazioni, una classica a base di carboidrati e un’altra a base di proteine, quindi contenente uova. Risultato? Chi aveva mangiato le uova si era sentito più sazio ed era arrivato al pranzo senza la sensazione di fame.Quindi si all’uovo a colazione 1 o 2 volte alla settimana, magari sodo oppure alla coque. Questo non significa abbandonare la colazione tradizionale con pane e fette biscottate, anzi! Se le associ però ad altri cibi puoi gustarle anche la mattina e cominciare la giornata con grinta!
La polenta con i funghi
La polenta coi funghi è un piatto iper-classico, soprattutto nelle regioni montane; ma non c’è angolo d’Italia in cui, specialmente nei mesi freddi, non venga proposta. Un vero comfort food, dal sapore familiare, la consistenza che è quasi una coccola, e una notevole facilità di realizzazione. Vi proponiamo quindi un modo di presentare la polenta coi funghi ‘al contrario’: ovvero riempiendo i funghi con la polenta, e mettendo tutto in forno in modo che diventino dei mini-tortini. si possono usare i funghi champignon, ma occorrerà prepararne molti. Potete cucinare questo piatto anche se avete amici vegani, ma chi ama il formaggio può abbondare con la grattugiata finale Spazzolate delicatamente i funghi per rimuovere eventuali impurità, e togliete i gambi facendo attenzione a non rompere il cappello. Foderate una teglia con carta da forno, adagiateci i funghi con la parte spugnosa rivolta verso il basso, solo un filo di olio e un pizzico di sale. Fate cuocere in forno statico per 20 minuti a 150°, girateli e proseguite la cottura altri 5 minuti. Dovranno ammorbidirsi ma non cuocere troppo: devono mantenere la loro forma.Nel frattempo, preparate la polenta istantanea nulla vi vieta di realizzare quella tradizionale, la cui preparazione sarà però più lunga. Mettete a bollire l’acqua, salatela, e una volta giunta ad ebollizione gettate la polenta a pioggia, mescolando costantemente. In 5-8 minuti si addenserà, sobbollendo, e potrete spegnere. A questo punto, se lo desiderate, potete rendere cremosa la polenta con formaggio. Prendete quindi i funghi e con delicatezza riempiteli con la polenta, generosamente. Fate una sorta di cupoletta. Di nuovo, è il momento del formaggio. Infornate nuovamente la polenta coi funghi al contrario per pochi minuti accendendo la funzione grill. Appena la superficie della polenta sarà dorata, potete togliere dal forno e servire in tavola
La o il Wok
La o il Wok è un tipo di padella semisferica fonda, originariamente in ghisa o in ferro, utilizzata in molti Paesi Asiatici e icona della cucina Cinese, infatti è dalla Cina che viene il suo significato: “Pentola di Cottura”. Il suo punto di forza è la versatilità: i i cinesi la utilizzano per qualsiasi tipo di cottura, da quella al vapore alla frittura, ma anche per saltare, sfumare, brasare e per ridurre le salse. Nella frittura a immersione il Wok è molto indicato per la sua forma, che permette di utilizzare scarse quantità d’olio arrivando subito a temperature elevate. Alcuni Wok sono dotati di griglia incastratile sul bordo della padella, ciò permettere di riporre il cibo già fritto, così da farlo scolare e mantenerlo caldo per il tempo rimanente della frittura. La griglia viene utilizzata anche per la cottura al vapore: basta versare dell’acqua nel Wok e impilare sopra i cestelli, la sua forma concava favorisce il formarsi del vapore, oppure collocare direttamente il cibo sulla griglia. L’affumicatura viene invece praticata collocando il carbone, coperto da segatura, nella padella al posto dell’acqua e adagiando i piccoli pezzetti di carne o pesce, prima aromatizzati in salamoia per qualche ora, sulla griglia. Per stufare carni e verdure, devi mettere piccole quantità d’olio, farlo riscaldare bene, versarvi gli ingredienti che vuoi cuocere e chiudere con un coperchio, in questo modo si formerà del vapore che unendosi con l’olio formerà ottimo liquido di cottura. Ma parliamo del tipo principale di cottura: la cottura al salto. Per questo tipo di cottura i cinesi utilizzano oli non propriamente oli nobili, come quello di arachidi o girasole. Basta metterne pochi cucchiai, ma ovviamente va benissimo anche il nostro olio extravergine di oliva. La tecnica utilizzata dai cuochi orientali si basa sul fatto che sia pesce, verdura o carne dev’essere sempre “in movimento”. Non bisogna, infatti, mai lasciarla nell’olio, ma occorre smuoverla continuamente o, se sei abbastanza abile, grazie al “salto”. Ricorda: il cibo va mosso di continuo, trattenendone una parte sulla parete e cuocendo il tutto in modo rapido e veloce, così i sapori e gli odori si uniranno tra loro e il tutto si cuocerà in modo omogeneo.
Il nostro umore dipende anche dalla dieta che seguiamo.
A suggerirlo è uno studio condotto dai membri della Binghamton University i quali hanno condotto un sondaggio online anonimo, chiedendo alle persone di tutto il mondo di completare il questionario Food-Mood Grazie al sondaggio gli esperti hanno scoperto che l’umore nei giovani adulti sembrerebbe dipendere dal cibo, e lo stesso vale per l’umore dei soggetti più anziani. spiegano infatti gli autori dello studio, i quali aggiungono che un altro dato degno di nota è che l’umore dei giovani adulti sembra essere sensibile all’accumulo di sostanze chimiche del cervello:Il consumo regolare di piatti di carne porta all’accumulo di due sostanze chimiche cerebrali note per migliorare l’umore.In altre parole, i giovani adulti che mangiavano carne (rossa o bianca) meno di tre volte a settimana e che facevano sport meno di tre volte alla settimana mostravano un significativo disagio mentale.Al contrario, l’umore degli adulti più maturi sembrerebbe essere più sensibile al consumo regolare di fonti di antiossidanti. Con l’invecchiamento si registra un aumento della formazione di radicali liberi (ossidanti), quindi aumenta il nostro bisogno di antiossidanti.I radicali liberi causano disturbi nel cervello, e ciò aumenta il rischio di disagio mentale. Inoltre, la nostra capacità di regolare lo stress diminuisce, quindi se consumiamo cibi che attivano la risposta allo stress come caffè pasta e pane è più probabile che proviamo angoscia mentale.
Gli italiani vogliono la pasta… di verdura
Secondo un’indagine in cima ai desideri degli italiani in fatto di prodotti vegetali ci sono gli spaghetti fatti con la verdura. Una curiosa ricerca sui prodotti vegetali mette in luce che i consumatori italiani acquisterebbero volentieri la pasta di verdura, ma che non la trovano nei negozi. Cosa gradirebbero gli italiani nel reparto ortofrutta del loro negozio di fiducia? I gusti cambiano e gli italiani sono incuriositi dalle novità. Tra i prodotti che vorrebbero acquistare, ma che non trovano nei supermercati e nei negozi alimentari, al primo posto ci sono gli spaghetti a base di verdure. A scoprirlo è stato Agroter, che ha chiesto a un campione rappresentativo quali prodotti ortofrutticoli compererebbe, ma che non trova nel negozio in cui normalmente compra frutta e verdura. In testa ai desideri degli intervistati ci sono dunque gli spaghetti a base di verdura preparazione che ha riscosso molto successo negli ultimi anni grazie all’accresciuta attenzione verso un’alimentazione più sana, dove trovano spazio i prodotti vegetali. La pasta di verdura la si trova spesso tra le proposte gastronomiche dei ristoranti vegetariani, vegani o soltanto orientati a piatti leggeri e salutari. Si può anche facilmente preparare in casa, basta munirsi dell’apposito attrezzo a spirale che trasforma in spaghetti la verdura. Non solo pasta di verdura Al secondo posto fra i desideri ortofrutticoli degli italiani che non trovano ancora risposta, ci sono le salse fresche di verdure e legumi Seguono poi, germogli freschi flan di verdura smoothies ed estratti, fino ai prodotti noti per le loro proprietà benefiche, come frutti di bosco, frutta esotica e i cosiddetti super food ovvero bacche di goji, curcuma e zenzero, l’attuale tendenza in Italia è quella di declinare i piatti della tradizione in una versione più salutare, ecco allora che anche la pasta diventa vegetale e come si compra la pasta di cereali al supermercato, ci si aspetta di comprare anche quella fatta con le verdure.