E’ tutta Italiana la birra spalmabile

E’ tutta italiana ed è stata presentata al Salone del Gusto: parliamo della birra spalmabile, ottima da abbinare ad antipasti, formaggi, pane e crostini! Da un’idea del Maestro cioccolatiere Pietro Napoleone dell’omonima Cioccolateria di Rieti, nasce un prodotto dall’aroma intenso e dal gusto corposo. Prodotta con birra artigianale bionda. Si presenta come una crema dal gusto morbido e floreale. La birra spalmabile è una sorta di gelatina aromatizzata, adoperabile in due gusti diversi: uno delicato ed uno più intenso e corposo. La birra spalmabile bionda, chiamata Golden Ale Spreadable Beer, è quella dal sapore più morbido, adatta a piatti delicati come insalate, formaggi poco salati, crostacei e dessert alla frutta. La birra spalmabile scura, chiamata Dark Ale Spreadable Beer è ,invece, più forte e decisa, adatta a pietanze come carni rosse, salumi, formaggi stagionati e dolci al cioccolato. Questa particolare birra ha avuto un grande successo in Europa, con numerose richieste da diversi paesi. Per quanto riguarda le ricette cui possiamo dar vita con la birra spalmabile, l’unico limite è la nostra fantasia.

 

Alimenti di stagione

Un’alimentazione e una cucina che seguono il susseguirsi delle stagioni possono divenire molto salutari, divertenti e colorate. L’ occasione di trovare moltissimi tipi di frutta oppure ortaggi in qualsiasi momento dell’anno ci ha disabituato, spesso, a seguire i prodotti tipici della stagione, che di solito sono anche i più buoni e saporiti. Proviamo a vedere quali sono i prodotti della terra e del mare più freschi e gustosi in questi mesi: Verdura: carote, cetrioli, bietole, aglio, fagioli, melanzane, ortiche, lattuga, cavoli , patate , cipolla, cicoria. Frutta: fichi, uva,mandarini, arance, pere mele , uva spina. Pesce: orata, sogliola, dentice, sgombro, spigola, alici, cefali, merluzzo, tonno, sardine, triglie. Una ricetta semplice e veloce con pesce, verdura e frutta ? Sogliola al cartoccio Ingredienti: 4 sogliole intere e pulite   Lavate e tagliate a listarelle le costole della bietola. patate olio d’oliva  sale  pepe   Pelate e tagliate le patate a cubetti: fatele sbollentare in acqua salata per 4  minuti. Ponetele nella teglia; conditele con olio, sale e pepe. In una ciotola condite la bietola a listarelle con olio, sale, pepe e qualche foglia di timo e riempiteci la pancia delle sogliole. Adagiate quindi le sogliole sulla teglia, sopra le patate e infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 20/25 minuti Buon appetito!

Natura colore sapore

Naturalezza, colore, salute: qual è l’ alimento che racchiude in sé tutte queste caratteristiche sono disintossicanti, antisettiche e mineralizzanti; contengono ferro, potassio, calcio, magnesio, fosforo; sono Naturalmente stiamo parlando delle verdure rosse invernali: bieta, barbabietola e cavolo viola. Non solo fanno bene alla salute e sono buonissime, ma in cucina sono anche di ingredienti che consentono di realizzare piatti di grande scena grazie alle colorazioni rosse e violacee che sprigionano. Potrete preparare degli spaghetti rossi con barbabietola, cavolo, cappuccio, viola, e  bieta rossa E’ difficile resistere ad un piatto di spaghettoni quadrati così invitanti! La ricetta è facile e veloce: basta creare una crema di barbabietole, yogurt greco, sale, pepe e limone da ripassare in padella con un paio di alici, rosmarino e salvia. Per finire, condire il tutto con dei croccanti semi di zucca. Colore e sapore saranno sono serviti!

I 5 cibi più costosi

C’è chi si vizia con i viaggi, chi con abiti e oggetti firmati e chi è un vero appassionato di gourmet, ma quello vero! Tanto da spendere un capitale per mangiare cibi eccellenti vediamone alcuni. Al primo posto troviamo un’eccellenza italiana, il tartufo bianco d’Alba. Un investitore di Hong Kong pagò un esemplare da 1,5 kg la bellezza di 160mila dollari, rendendolo l’alimento più costoso in assoluto. Il caviale Almas guadagna il secondo posto: è una particolare varietà di caviale che presenta una colorazione che può andare dal giallo al bianco. Più il colore si avvicina al bianco, più il caviale è pregiato poiché significa che l’età del pesce che l’ha prodotto è più matura. E’ prodotto in Iran: in Europa è possibile acquistarlo soltanto a Londra, in scatole d’oro 25 carati a 24mila euro l’una. Anche la frutta può incidere pesantemente sulla spesa: le angurie nere di Densuke si sviluppano soltanto nella regione di Hokkaido, sono molto rare e, quindi, assai costose. Un’anguria da mezzo chilo può arrivare a circa 6mila dollari. Una bistecca di manzo Kobe può costarvi anche 3mila dollari: si tratta di manzi pregiatissimi, allevati soltanto in Giappone, massaggiati e puliti regolarmente con spazzole e alimentati con il miglior grano. La merenda più costosa del mondo? La potete assaggiare al Westin Hotel di New York: si tratta di un normalissimo anello di pasta lievitata, all’esterno, farcito con una crema di formaggio ornata di tartufo bianco, bacche di goji e uva riesling. Costo: 1000 dollari l’uno. Anche quelle che non sono entrate nei primi 5 meritano di essere citate, come la Pizza Royale 007 dello chef Domenico Crolla: preparata con una combinazione di bevande alcoliche fuse in ingredienti saporiti, aragosta marinata nel cognac, caviale, salmone scozzese affumicato, prosciutto crudo di Parma e foglie d’oro 24 carati, che danno quella croccantezza che non guasta mai. Per la modica cifra di 3.800 euro. Buon appetito!

 

Dolce zucchero quanto ci costi?

Rispetto a suo “cugino” il caffè, sui banconi di bar e ristoranti è spesso lo zucchero a passare inosservato. Punta su quest’ultimo i riflettori uno studio della Fipe che ha comparato i consumi della versione in bustina a quella in zuccheriera nei locali pubblici. Gli appassionati del dolcificante non riescono a dosare perfettamente il contenuto delle bustine creando di fatto uno spreco pari a 46,3 milioni di chili, nettamente superiore a quello che si ha con il saccarosio in zuccheriera Tradotto in percentuali, le bustine determinano  in più i costi a carico dei consumatori. Lo zucchero in bustina fu introdotto nel 2004, nel rispetto di una Direttiva europea, che prevede la somministrazione del prodotto solo preconfezionato. Tuttavia il Ministero delle Attività Produttive ha permesso nei pubblici servizi le dosatrici con beccuccio al posto delle zuccheriere con coperchio. Non ci sono ad oggi evidenze che dimostrino che l’uso delle tradizionali zuccheriere comporti rischi sul piano della sicurezza alimentare la norma le vieta solo per far aumentare il consumo, anzi lo spreco di zucchero; Fipe ribadisce la responsabilità sociale contro lo spreco e per la salute dei consumatori, fermo restando che gli esercenti devono essere liberi di scegliere le modalità di servizio da offrire ai clienti.

I fichi dolcezza di fine estate

La delizia di settembre è pronta ad addolcire la fine dell’estate facendo il pieno di benessere è dolce e godurioso come pochi frutti sanno essere: il fico, gioia settembrina, è una vera golosità. In tutte le sue varianti. Nelle ricette dolci, ma anche in quelle salate. Fresco, ma anche secco. Questo frutto è una delizia per il palato. Ma è anche un toccasana per l’organismo. Benessere, salute e bellezza: i benefici dei fichi sono tantissimi. Dolcissimo, ma in verità non più calorico di un mandarino, o di un grappolo d’uva, il fico fresco apporta numerosi benefici se consumato ogni giorno. Più calorica la versione secca, ma non per questo da evitare. La polpa del fico, composta di semini e mucillagini, assieme alla buccia che in alcune varietà è ottima da mangiare, apporta moltissime sostanze nutritive, se volete unite due ingredienti che, nella storia, avevano una natura economicamente povera, anche se  oggi non è più così ma l’abbinamento continua a essere ottimo: preparate della pizza bianca da condire con fette di fichi, olio, sale e rosmarino, oppure abbinateli al gusto salato del prosciutto. Entrambi gli ingredienti posseggono delle caratteristiche forti ma capaci di andare d’accordo insieme. Inoltre il fico, grazie alla sua croccantezza dovuta ai semi, offre delle sensazioni piacevoli che, unite al prosciutto, non faranno che stimolare la giusta fame se servite come antipasto. Infine nessuno resiste al suo utilizzo nei biscotti ai fichi sono una goduria che non conosce età: piace ai piccoli e ai loro nonni. Su: iniziate a sbucciare i fichi, setacciate la farina, pesate lo zucchero e dateci dentro.

Spaghetti con asparagi di mare

La salicornia, o asparagi di mare, è una pianta erbacea stagionale e spontanea Si trova soprattutto nelle zone litoranee del Mediterraneo e del Sudafrica. In Italia la troviamo anche sotto Trieste, nella zona  del mar Adriatico, sotto Livorno e nelle isole mar Tirreno. L’alimento si presenta ricco di sali minerali, liquidi e vitamine, ed è utilissimo per chi ha problemi di drenaggio e per chi ha bisogno di sostanze depurative e diuretiche. Giuseppe Torella amante delle Harley-Davidson, non s’è mai perso un motoraduno di quelli dove si beve birra e si mangiano hot dog, ma da buon vegano, con il suo bel giubbotto in “vera finta” pelle, si limitava a patatine fritte col ketchup. Fino a quando non s’è stancato e, forte della passione per il cibo e la cucina che ha sempre avuto, ha iniziato a rivoluzionare le ricette di streetfood, preparando salamelle e porchetta 100% vegetali. Da allora, complice anche l’arricchente esperienza in ristoranti, serve pietanze e stuzzichini cruelty free agli amici motociclisti e spiega, a chi lo desidera, ricette e benefici scoperti in seguito. Cuociamo la pasta. Nel frattempo mettiamo a scottare in una pentola la cipollina con l’aglio e il peperoncino nell’olio bollente. Appena comincia a frizzare, uniamo la salicornia pulita. Togliere le foglie grandi partendo dalla base e tenendo intera la testa. Non usare il resto del gambo. Portiamo a cottura aggiungendo poco brodo ottenuto con l’alga nori in un pentolino a parte. Salare e pepare. Una volta cotta la pasta e scolata, farla saltare in padella con il sughetto. In ultimo aggiungere poco prezzemolo tritato fresco e servite in tavola

Sono arrivate le ciambelle di spaghetti

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Un rischio che aumenta quando le ciambelle in questione non sono dolci e arrivano dalla patria del junk food. Ma, a volte, tocca ricredersi. Potere dello street food, con il sostegno della cucina tradizionale italiana.Il nuovo cibo da strada made in USA è una ciambella sì, però fatta di spaghetti fritti. Si chiama #spaghettidonuts .Il mondo culinario ci sorprende sempre di più. E mentre noi adottiamo sempre più metodi per mantenere la linea e non cedere alle tentazioni, ecco che arrivano nuove prelibatezze che ci mettono curiosità e alle quali non riusciamo proprio a resistere. Insomma, è sempre la stessa storia, vogliamo assaggiarle per forza! Ed ecco fatto Ciro e Eleonora si sono messi all’opera combina un piatto popolare napoletano, la frittata di spaghetti, con un cibo iconico americano: il donut. Nella tradizione napoletana, la frittata di spaghetti è un piatto preparato con la pasta avanzata unita alle uova e al formaggio e poi fritta. Secondo la tradizione, la frittata di spaghetti è rotonda e viene tagliata a fette.Da qui la domanda è: perché non cambiarle forma e renderla più particolare? I due coniugi si sono ispirati semplicemente alla comodità.Quando facciamo un picnic siamo solite portarci dietro un panino o un pezzo di pizza. Ma quando quest’ultima è calda può capitare che ci cada addosso tutto il ripieno e siamo nei guai, soprattutto quando dobbiamo stare fuori casa tutto il giorno.Secondo quanto riportato  gli Spaghetti Donuts sono stati creati proprio per questo tipo di occasione e sono un’ottima alternativa alla pizza perché sporcano molto, molto meno. La coppia lo definisce il cibo perfetto da mangiare durante un picnic o da portare al mare  in spiaggia; non è esageratamente grande quindi si può tenere con una mano, è perfetto sia per il pranzo che per un semplice snack e si può mangiare sia a temperatura ambiente che riscaldato.

Come conservare le uova?

Il dilemma è comune, e riguarda la temperatura a cui vanno mantenute. C’è chi sostiene la necessità del frigorifero, chi caldeggia la temperatura ambiente. La maggior parte degli europei tiene le uova in frigo, ma hanno ragione? I sostenitori della refrigerazione pensano che senza di essa si rischi la formazione di batteri. Diversi produttori, scienziati, chef sostengono che se un uovo è contaminato, la temperatura ambiente permetterà al batterio di moltiplicarsi, mentre il colore, l’odore non cambieranno, per cui capirlo ad occhio nudo sarebbe impossibile. C’è anche uno studio americano, a sostenere questa tesi. Più di 2000 uova provenienti da allevamenti intensive sono state conservate a temperature diverse per 4 settimane. Le uova più danneggiate erano quelle conservate a temperature più alte. Non mancano tuttavia le opinioni inverse: le uova si conservano perfettamente al di sotto dei 20 gradi per anche un mese. E’ per questo che i supermercati le espongono fuori dal frigo. Per una settimana a qualsiasi temperatura ambiente se l’uovo è biologico e fresco. Militari impiegati in spedizioni sottomarine affermano di mantenere le uova in una stanza non refrigerata e consumare tranquillamente le uova per settimane. Inoltre qualcuno afferma che il posizionarle in frigo nello scomparto sulla porta rovina le uova a causa dei continui scossoni. Infine, le uova a temperatura ambiente migliorano anzi, a volte sono la chiave del successo la pasticceria. Alcune sono state tenute alla temperatura media di un frigo, altre a temperatura ambiente. Con cadenza regolare sono state testate le uova, cercando presenze batteriche. Dopo 1 settimana le uova apparivano identiche, dopo 2 settimane i risultati continuavano ad essere uguali. Tutte le uova erano perfettamente sane. Il campione è piccolo naturalmente, ma i risultati, a detta di Jay Tolley, manager dei laboratori, dimostrano che conservare le uova dentro o fuori dal frigo non influisce sulla loro sicurezza.

L’ora migliore per mangiare

Di miti e leggende su quale sia l’orario migliore per fare colazione, pranzare o cenare è pieno il mondo. Secondo alcuni, pranzare dopo le 15 potrebbe favorire l’aumento di peso, perché altererebbe l‘orologio interno all’organismo. In realtà, non esiste una regola universalmente valida che dica quali siano gli orari migliori per ciascun pasto. Sono pochi i consigli fondati su solide basi scientifiche. Ciò che è davvero importante è suddividere l’assunzione del cibo nell’arco della giornata, garantendosi  5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. In questo modo non si arriverà mai al pasto successivo troppo affamati e rischiando di mangiare più del dovuto o in maniera scorretta. Si tende sempre a dare molta importanza al “cosa” e al “quanto” si mangia, ma anche il “quando” è un elemento fondamentale per il benessere dell’organismo. I ritmi della vita ci spingono spesso a consumare i pasti in modo frettoloso e a orari scorretti, o a volte a saltarli addirittura; per raggiungere il benessere e l’equilibrio del nostro corpo, invece, è indispensabile scegliere  i cibi giusti, con le porzioni giuste, nei momenti giusti della giornata. Variare l’alimentazione è fondamentale per sostenere tutte le funzioni dell’organismo. Per coprire il fabbisogno nutrizionale giornaliero occorre mangiare un’ampia varietà di cibo, in particolare frutta, verdura, cereali integrali, legumi,i cibi vanno consumati in quantità moderata, senza strafare, ma comunque in quantità sufficiente per mantenere uno stato di sazietà per almeno tre ore. Moderazione non solo nella quantità, ma anche nella qualità: vanno evitati gli eccessi di alimenti troppo salati, zuccherini o ricchi di grassi