Bevuto troppo ieri sera? Se volete un rimedio sicuro andate in cucina: vi presentiamo i cibi che sono in grado di far passare anche il peggiore dei postumi da sbornia Combattere la sbornia con il cibo si può. Basta sapere cosa è meglio mangiare. Avete fatto festa fino a notte fonda e ora siete uno straccio? Quanto vi state pentendo di quell’ultimo mochito che alle 3 sembrava vitale? Per combattere una brutta sbornia ognuno ha un suo personale rimedio, c’è però un decalogo di cibi che, consumati dopo una ubriacatura di quelle da guinness, aiutano a rimettersi in piedi. In questa lista troverete alimenti molto diversi, alcuni super sani, altri junk food, ma tutti uniti da una caratteristica: la capacità di rimettervi in piedi assorbendo l’alcol o aiutandovi a espellerlo. Uova alla Benedict La ricetta perfetta per combattere la sbornia è a base di uova alla benedict. Un piatto piuttosto ricco in grassi e proteine, l’ideale per assorbire l’alcol in eccesso che avete in corpo. Accompagnatelo con del pane rigorosamente tostato. Riso bollito nel suo amido se proprio non vi sentite bene fate bollire del riso e, dopo averlo mangiato, cercate di bere la sua acqua di cottura. L’amido che avrà rilasciato vi farà tornare nel mondo dei vivi. Tè verde Qualunque cosa abbiate bevuto ieri sera, ora passate al tè verde. Preparatevene un termos e, per quanto vi sembri difficile, costringetevi a finirlo entro mezz’ora. Il tè vi farà eliminare le tossine e la maggior parte dell’alcol che ancora vi scorre nel sangue. In poche ore sarete come nuovi e quasi pronti per un altro party.
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Capodanno una app vi aiuta a scegliere
Secondo una recente indagine gli italiani che trascorreranno il Capodanno viaggiando punteranno sulle città d’arte italiane e sulle destinazioni europee. Se Londra si conferma ancora una volta la destinazione più cercata nel 2017, tra le mete preferite spiccano anche Amsterdam e Parigi. Secondo Skyscanner, invece, ai viaggiatori del Belpaese piace la Spagna. Qualunque siano i piani di viaggio, resta sempre il problema su cosa fare a Capodanno, ma anche in questo caso viene in aiuto la tecnologia. Oggi, infatti, è possibile non solo prenotare volo, alloggio e visite guidate online, ma anche i ristoranti grazie a TheFork, principale app di prenotazione online dei ristoranti attiva in 11 Paesi TheFork permette di cercare ispirazione su dove mangiare in base alle proprie preferenze, controllare la disponibilità in tempo reale e prenotare all’istante. Inoltre, durante le festività natalizie è possibile trovare sulle schede dei ristoranti i menù speciali preparati per ogni occasione, e naturalmente anche per il 31 dicembre. Ecco una lista di ristoranti selezionati per voi Se siete a Parigi fatevi coccolare da ‘La Scène Thélème’, un ristorante che vi sorprenderà con la qualità dei suoi piatti A Bordeux, invece, l’ambiente de ‘Le Baril de Sel’ è più familiare e la cucina tipica ma altrettanto gustosa. Se amate il mare d’inverno ‘La Langouste’ di Nizza è un ristorante mediterraneo ottimo, ma il piatto forte è ovviamente l’aragosta. Gita in montagna? A Chamonix consigliatissimo ‘La Remise’.Se amate, come tantissimi turisti internazionali, l’atmosfera unica e inconfondibile di Ginevra, perché non fare tappa al ‘Fiskerbar’ dove la cucina di pesce è portata a livelli ricercatissimi? Per assaporare al meglio le atmosfere natalizie e più genericamente invernali, non c’è nulla di meglio di un bel viaggetto nel Nord Europa. Cogliete, dunque, l’occasione di fare una scorpacciata di cucina danese casereccia al ristorante ‘Karla’ di Copenhagen. Tappa a Stoccolma? Il ‘Björk Bar Grill’ offre molti piatti, in particolare secondi alla griglia, e tante specialità di stagione.Anche al volgere dell’anno, c’è chi cerca i climi più miti. Niente di meglio, allora, di una gita in Portogallo, ancora di meglio nella meravigliosa Porto: qui tappa obbligata al ‘Champ’s Da Baixa Bristô’, per un’ottima cucina dai sapori forti innaffiata da ottimo champagne.
I cibi da non scaldare nel microonde
Secondo una recente indagine sarebbe meglio evitare di riscaldare alcuni cibi nel forno a microonde. Il rischio è che sviluppino batteri pericolosi o addirittura cancerogeni Secondo la Food Standards, il modo in cui il riso cotto viene conservato è ancora più importante del riscaldamento. Se viene lasciato fuori a temperatura ambiente, i batteri si moltiplicheranno, producendo sostanze velenose che possono causare diarrea e vomito. E il riscaldamento non eliminerà queste sostanze I funghi contengono proteine che possono essere facilmente distrutte dagli enzimi e microrganismi, secondo la European Food Information Council. Se non vengono conservati adeguatamente, i funghi si deteriorano velocemente e possono causare il mal di stomaco quando riscaldati. Anche con le patate il problema non sta nel riscaldarle, ma in come le conservi dopo averle cotte. Se le lasci raffreddare a temperatura ambiente, le condizioni possono stimolare la crescita del batterio del botulismo, soprattutto se sono avvolte nella carta stagnola in modo che l’ossigeno non penetra. Riscaldare la patata non sempre uccide questi batteri.Gli spinaci e altre verdure possono contenere alte concentrazioni di ione nitrato, a seconda di dove vengono coltivate. I nitrati in sé sono innocui, ma possono diventare nitriti e poi composti organici chiamati nitrosammine, che spesso sono cancerogene.Riscaldare il pollo nel microonde è un rischio, perché le ondate di calore non penetrano uniformemente in tutte le parti della carne. E nel pollo questo è un rischio, vista l’alta quantità di batteri come la salmonella o il pericoloso Campylobacter. Solo il calore li abbatte, dunque è importante girare frequentemente la carne per assicurare il riscaldamento dentro e fuori
Il tempo nel piatto
L’inverno è arrivato, il clima si è fatto freddo, il camino acceso il Natale che si avvicina e il sole piacevolmente tiepido che invita a stare all’aria aperta magari per una passeggiata in un bosco dove poter ammirare i colori caldi tipici di questa stagione è un vicino ricordo. Perché allora non portare in tavola un po’ di quell’ atmosfera e soprattutto di quei colori? Ecco allora l’occasione giusta per preparare contorno in ricordo dell’autunno, in perfetto stile VisualFood, con le patate che si trasformano in deliziosi funghetti e le verdure che giocano a formare le foglie cadute nel sottobosco…Un vero piacere, per il palato e per gli occhi!
Intossicazioni alimentari dove si nascondono
Nell’immaginario comune un’intossicazione alimentare è facile da contrarre dietro il cibo di strada o quello più elaborato. Invece, c’è molta più probabilità di restare intossicati da cibi valutati “sani”, come le insalate, germogli di soia e succhi di frutta. A spiegarlo è Bill Marler, un legale specializzato in casi di intossicazione alimentare, che ha vinto 780mila euro per i suoi clienti, ha svelato i primi sei alimenti che non mangerebbe neanche sotto tortura. Insalata in busta. Potrebbe sembrare più igienica di quella fresca da lavare, e invece è stata già maneggiata da molte persone, e questo aumenta il rischio di intossicazione. Succhi di frutta a crudo. Possono sembrare sani, ma Marler assicura che uno dei suoi primi casi è stato proprio causato da un succo di mela a crudo diventato un ricettacolo di un pericoloso batterio Germogli di soia. In America, germogli crudi e poco cotti sono stati collegati a più di 30 casi di avvelenamento alimentare batterico negli ultimi 20 anni. L’avvocato dice: “Ci sono stati troppi focolai per non prestare attenzione al rischio di contaminazione del germoglio”. Hamburger al sangue. “Il motivo per cui tutti i prodotti macinati devono essere cotti più a lungo è che i batteri presenti sulla superficie della carne possono essere presenti, tritati, anche all’interno. Se poco cotti possono provocare avvelenamento o salmonella”. Uova crude o poco cotte. “Sebbene il rischio di contaminazione da salmonella è molto minore di quanto non lo fosse vent’anni fa è bene sempre mangiare le uova ben cotte”. Ostriche. Nel corso degli ultimi anni, le ostriche sono diventate più pericolose, secondo Marler a causa del surriscaldamento delle acque. “Le ostriche sono filtratori, raccolgono tutto ciò che c’è nell’acqua. Se ci sono batteri potrebbero esserci problemi, e ne ho visti più negli ultimi cinque anni che negli scorsi venti. Non vale la pena rischiare
Verità in cucina
Metti il sale perché l’acqua bolle prima e così si risparmia anche del gas”. È uno dei tanti consigli che arrivano in cucina quando si è alla prese con la preparazione di un buon piatto di pasta. Ebbene, questa giustificazione dall’apparenza scientifica che ormai si è diffusa come luogo comune, è falsa. Alcune false nozioni hanno una “presa” talmente forte da propagarsi di persona in persona fino a divenire parte di una cultura locale di cui nessuno si domanda più l’origine, trasformandosi così in verità acquisite. La spiegazione dell’attesa dell’ebollizione dell’acqua prima di salarla per non rallentare l’ebollizione, è un esempio di “bufala” che si è diffusa senza accorgersi del contenuto di un grossolano errore logico. Si può salare la pasta in qualsiasi momento senza che il tempo di attesa dell’ebollizione dell’acqua salata cambi e il motivo è molto semplice: è vero che quando si aggiunge il sale nell’acqua, creiamo una soluzione che, in quanto tale, ha una temperatura di ebollizione maggiore dell’acqua “sciocca”, ma è anche vero che poi la pasta la cuociamo in acqua salata. Sembra incredibile ma questa banale osservazione non viene mai fatta: il confrontare la temperatura di ebollizione dell’acqua salata con quello dell’acqua pura, in cui nessuno cuoce mai la pasta. Quindi, sia che si sali quando l’acqua bolle, oppure da fredda, non potremo evitare di dover fornire quelle calorie in più necessarie per coprire l’innalzamento della temperatura. Né il tempo né il consumo di gas del fornello verranno mai risparmiati o persi, ma saranno sempre gli stessi in entrambi i casi. Dunque salate quando preferite, il tempo di attesa non cambia. Chi fosse davvero interessato a ridurlo, si ricordi invece di usare il coperchio. Prove pratiche mostrano che le differenze, tra il farne uso o meno, possono essere di molti minuti o, in percentuale, del 20%, quindi assolutamente non trascurabili.
Idee a colazione
Quali sono le cose da mangiare più strane con cui avete fatto colazione? Ci hanno sempre ripetuto che la colazione è il pasto più importante della giornata, e noi italiani siamo dei veri esperti di colazioni. Caffè, tè, cappuccino accompagnati da brioches, paste di ogni forma e dimensione, ripiene di marmellata, crema o cioccolato: più o meno, la classica colazione del nostro Bel Paese si svolge così, anche se da regione a regione qualcosa cambia Quando ci rechiamo all’estero a volte restiamo sorpresi nel trovare, come alimenti per la colazione, alcuni cibi che da noi consideriamo più adatti al pranzo oppure alla cena o quantomeno ad uno spuntino pomeridiano ecco due esempi di colazioni strane. Cominciamo con un alimento considerato in Cina come una vera squisitezza, Si tratta di un piatto a base di uova di anatra, gallina o quaglia che vengono tenute per parecchi mesi in una mistura di cenere, sale, argilla e bucce di riso. Questo processo dona al tuorlo un colore marrone scuro, con una texture cremosa ed un odore solforoso e all’albume un aspetto gelatinoso, di colore marroncino trasparente. Le Century eggs sono consumate da sole oppure come ingrediente per altri piatti, sia per la colazione che per gli altri pasti. Chi si reca presso la repubblica Dominicana non può andarsene senza aver provato almeno una volta il Mangù, un classico della cucina locale che non può mancare in una colazione che si rispetti. È un piatto a base di platano, tanto da essere divenuto una vera icona nazionale. I platani vengono bolliti e poi schiacciati, conditi in seguito con cipolle rosse saltate precedentemente cotte con aceto di sidro di mele. Viene aggiunto inoltre del formaggio fritto, del salame dominicano simile alla nostra mortadella più che al salame, accompagnano il tutto uova o avocado.
Cibi e pigri in forte crescita
Cibi pronti, semipronti, surgelati, per il microonde, da cuocere rapidamente o solo da scaldare, È una gamma molto ampia presente nella grande distribuzione ma stanno crescendo a dismisura anche bar e gastronomie. Un mercato in piena espansione che offre continuamente nuovi prodotti. Nei paesi del centro e Nord Europa solo in una casa su tre si cucina tutti i giorni. Non solo, più sono giovani i membri della famiglia e meno si mettono ai fornelli. L’attitudine alla cucina diventa sempre più rara e i piatti pronti sono ormai una tendenza Se la metà degli ultraquarantenni sa ancora preparare e mettere in tavola un pasto cucinato di sana pianta, tra i più giovani solo uno su cinque è in grado di farlo: al di là di due uova fritte o di una fetta di carne, il resto viene fornito pronto dall’industria alimentare. ma il ricorso ai cibi pronti non è appannaggio solo dei pigri e dei “negati” della pentola. Ci sono anche giovani genitori che ammettono di nutrire i loro figli piccoli con gli omogeneizzati, senza farsi tanti problemi. E i super impegnati con il lavoro, sempre più numerosi, si nutrono di insalate piatti pronti e frutta per evitare di stressarsi ulteriormente con la cucina Il modo in cui le donne trascorrono il loro tempo negli Stati Uniti e negli altri Paesi sviluppati è radicalmente cambiato nel corso del ‘900. Negli Stati Uniti, per esempio, le donne trascorrono circa 45 minuti al giorno per cucinare e pulire che comunque è un tempo molto maggiore rispetto ai 15 minuti di media degli uomini. Tuttavia, anche i tre quarti d’ora delle donne dei giorni nostri sembrano nulla se confrontate alle quattro ore degli anni ’60. Le ragioni sono diverse, una delle più importanti è il cambiamento radicale nel modo in cui viene preparato il cibo. Come spiega Tim Harford, la cena veloce sul divano davanti alla TV hanno radicalmente accorciato i tempi.
Chi lo avrebbe mai detto?
Il ristorante dove è più difficile entrare è nello stato di New York, ma a 250 km dalla Grande Mela precisamente a Earlton, luogo sconosciuto alla maggior parte di foodie e gastroexperts. Qui la lista d’attesa è completa fino al 2025, e hanno smesso di prendere prenotazioni dall’aprile 2014. Damon Baehrel è il proprietario di quello che sembra essere il ristorante più esclusivo in assoluto. Se volete cenare da lui infatti bisogna pensarci almeno cinque anni prima, dato che prima di allora le serate sono già tutte prenotate. Inoltre Damon fa tutto da solo a meno che non si contino la moglie e un amico che lo aiutano a gestire le prenotazioni: è lo chef, ma anche il cameriere, il contadino, il giardiniere, il casaro, il produttore di insaccati e carne, l’enologo, il falegname…Insomma, quando si dice un’impresa individuale. Anche il modo di fare e intendere la cucina qui è particolare: vengono utilizzati unicamente i prodotti a km 0 ricavati dalla proprietà Tutto viene creato, comprese la farina e l’olio. Abbandonato da tempo lo zucchero, come dolcificanti sono invece utilizzati essenze di frutta concentrata, e nel particolare uva .È incredibile come questo chef sia riuscito ad ottenere un tale successo senza mai avvalersi della pubblicità ma solo del passaparola.Tra i clienti vi sarebbero anche molte celebrità, come Martha Stewart e Jerry Seinfeld, e, secondo indiscrezioni, anche la famiglia Obama avrebbe prenotato.Se volete provarlo, massima calma e aspettate il 2020, quando riapriranno le prenotazioni per il 2025.
Percorsi salutari
Molto spesso nei quartieri più poveri delle città americane i cibi più acquistati sono di bassa qualità e poco salutari, il cosiddetto junk food, a scapito di prodotti più buoni. Le campagne di persuasione non sempre riescono a cambiare le abitudini d’acquisto, anche perché a volte frutta e verdura sono difficili da vedere negli scaffali, poco disponibili e di costo elevato. Alcuni studiosi americani hanno quindi sperimentato un metodo più diretto, che ha funzionato. Spostare l’attenzione dei consumatori verso cibi più salutari, in poche parole, più mele, meno merendine. Hanno quindi collocato sul pavimento di alcuni ipermercati grosse frecce verdi che indicano la direzione degli scaffali dove si possono acquistare i cibi più sani. Le frecce avevano anche scritte ed emoticon che favorivano l’approvazione collettiva. Il risultato è stato un aumento dell’acquisto di prodotti più salutari, senza una sostanziale modifica del budget per la spesa da parte dei clienti. In altri supermercati, usati come controllo e privi di segnaletica, le abitudini di acquisto sono rimaste invariate.
