La solitudine una condizione di libertà

La solitudine è da sempre vista con un occhio diffidente ma non è affatto una condizione negativa. Scegliere di passare del tempo da soli non significa essere soli, tutto il contrario. Chi di noi non ha mai desiderato un momento di pace e silenzio tutto per sé? E’ successo a tutti, ma quasi sempre accade per “guarire” un certo tipo di situazione. Stiamo soli per pensare, per riflettere, per sbollire la rabbia, per non farci vedere piangere dagli altri. Insomma: oggi, se si sceglie di stare da soli, non è quasi mai per il semplice gusto di godersi la propria compagnia. Una persona che sceglie di mangiare al ristorante da sola, di guardare un film al cinema in solitaria o, più semplicemente, di passeggiare lungo mare da sola è subito etichettato come strano. Perché? Cosa c’è di strano nel voler passare un po’ di tempo in compagnia di sé stessi? È l’università di Dublino che lo conferma: uno studio ha evidenziato infatti che le persone che amano trascorrere con regolarità del tempo da sole sono coloro che hanno maggiore autostima, che sviluppano una migliore creatività e sono più empatiche e attente alle emozioni degli altri. Stando da sole, infatti, si riflette sulla propria persona, ci si conosce e si lavora, inconsciamente, sulla formazione del nostro. Si diventa persone più sensibili, attente e premurose ai bisogni altrui proprio perché abituate a prendersi cura di sé e ad amarsi. La verità è che le persone strane non sono quelle che hanno bisogno di avere dei momenti in solitudine ma quelli che, al contrario, non riescono a rimanere da sole. Non bisogna considerare la solitudine come una malattia e non bisogna vederla con timore o paura: paura di rimanere sole, di deludere gli amici, di mollare i contatti o di allontanare gli amori. Nessuno vi giudicherà se una sera non uscirete per rimanere a casa in solitudine, questa vostra “pausa” vi renderà anzi più socievoli ed empatici la volta successiva. Non sentitevi in colpa se amate trascorrere del tempo solo per voi: ricordatevi che siete l’unica persona con cui passerete tutta la vita. Uscite fuori, godetevi il cielo azzurro distese in giardino su di una amaca, sorseggiando una fresca bibita, guardatevi un bel film al cinema con i pop-corn taglia maxi e andate a letto felici di aver avuto un appuntamento galante con voi stesse.

Non è un pesce d’Aprile

Non è un pesce d’aprile. La stazione spaziale cinese Tiangong-1 cadrà sulla Terra la mattina di Pasqua. L’ora italiana prevista per la collisione sono le 11.26, ma le ultime stime hanno una finestra d’incertezza molto ampia, pari alle 12 ore. Per l’Agenzia Spaziale Italiana non è possibile escludere che precipiti sul territorio italiano anche se la probabilità è bassa Tra le regioni che potrebbero essere coinvolte troviamo la Liguria, l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo, il Molise, il Lazio, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. L’Italia è coinvolta nel monitoraggio attraverso l’Asi che terrà sotto controllo con radar e telescopi. Il raggio del possibile impatto include, non solo il nostro Paese, ma anche zone di Stati Uniti, Brasile, India e Cina.La stazione spaziale Tiangong 1, primo modulo sperimentale cinese, è stata lanciata nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi. Per quanto riguarda l’ atteggiamento da tenere, la comunità scientifica ritiene poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici. Per questo sarebbero più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Meglio stare lontani dalle finestre e porte vetrate e stare sui piani più bassi degli edifici perché i pezzetti potrebbero causare danni sui tetti degli edifici. Alcuni pezzi di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. Se si dovesse vedere un frammento, meglio tenersi a una distanza di almeno 20 metri e segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

Un miraggio vi attende

Un’oasi all’insegna della vita all’aria aperta senza rinunciare al lusso, nel deserto del Sahara: incredibile ma vero! Un meraviglioso miraggio vi attende nel Sahara tunisino immerso nella propria oasi Ksar Guilane, situato più a sud nel deserto tunisino su una superficie di 4 ettari offre il suo fascino e l’ombra, la sua primavera e le acque sussurrate dei suoi segui: un lussuoso villaggio vi accoglie in questa terra ospitale di colori e contrasti, tra spezie e profumi. Il Camp Yadis Ksar Guilane si trova precisamente in Tunisia ed è un piccolo accampamento di tende di stralusso, Ogni tenda è fatta di pietra e tela in modo da richiamare l’abitazione tradizionale dei Beduini, con letto, bagno, aria condizionata e riscaldamento perché spesso le notti nel deserto sono gelide!. Tra una passeggiata a dorso di cammello e un nel deserto potete fare  anche fare un tuffo in piscina!

 

 

Il giardino più grande del mondo

Tra le tante altre stravaganze, curiosità e prodigi architettonici, come la prodigiosa stazione di sci indoor, che permette tutto l’anno di avere a disposizione piste perfettamente innevate con vera neve, o un immenso centro commerciale, il Dubai Mall.Al Dubai Miracle Garden trovi 45 milioni di specie diverse di fiori. Ubicato a Dubailand vicino agli Arabian, è stato aperto  il Dubai Miracle Garden una distesa di ben 72 mila metri quadri, con un patrimonio di almeno 45 milioni di specie diverse di fiori. Sicuramente ci si poteva aspettare che, oltre alle aiuole costruite in stile tradizionale qui si possono trovare affascinanti strutture, dove i fiori vengono composti in mille incredibili forme e miscele di colori. Si possono trovare infiniti cuori fioriti, piramidi, grandi stelle multicolori, e perfino igloo, arcate fiorite, e tutto ciò che a fantasia ha suggerito agli architetti del paesaggio che vi hanno messo mano. Nell’arido paesaggio di Dubai tutto ci si aspetterebbe di incontrare, meno che una colossale aiuola fiorita, di fatto il più grande giardino fiorito al mondo. E’ una vera e propria attrazione turistica, che nelle intenzioni dei fondatori dovrebbe attirare almeno un milione di visitatori all’anno una volta che sarà completata l’opera. L’azienda che ha realizzato questo prodigio in pieno deserto, la Akar, ha inoltre avuto un’ottima idea: ad ogni cambio di stagione, e costantemente nel corso dell’anno la disposizione dei fiori e la scelta delle specie varieranno, dando così la possibilità, anche ai visitatori abituali di trovare sempre nuove proposte e composizioni.

La natura si colora

Durante l’estate in molti luoghi, negli angoli più sperduti del mondo, la natura riempie i paesaggi con sfumature di colore dalle tinte strepitose Per ammirare il viola della lavanda nel pieno della sua fioritura in Provenza, tra giugno ed agosto le coltivazioni danno il meglio di sé. In periodi diversi a seconda delle influenze climatiche, inizia la raccolta ed i campi cominciano a spogliarsi di questa veste violacea dal profumo inebriante. Nella zona della Bassa Austria, ed in particolare nella regione di  Waldviertel, la campagna è coinvolta dalla vivace fioritura dei papaveri. Durante un periodo di circa dieci giorni i campi intorno a questo piccolo paese si riempiono di fiori,macchie rosse, bianche e lilla. Molto utilizzato nella piatti  locali, il papavero ha una grande importanza per la gente di questo piccolo paese. E senza allontanarsi troppo, tra la metà di luglio e Settembre nella nostra Toscana, potete ammirare la meravigliosa fioritura delle piante di girasoli, interminabili onde color giallo contornate dal verde delle colline toscane. Anche un po più lontano, poi quando anche l’impossibile diventa possibile, tra agosto ed i primi di settembre dopo il breve periodo delle scarse piogge, il deserto di Namaqualand in Sudafrica si riempie di fiori colorati. Il clima arido di questa zona non lascia molto spazio alla vegetazione, caratterizzata dalle tipiche piante succulente e da molteplici bulbifere. Le temperature di giorno nella stagione più secca toccano spesso i 40° C.  Durate i mesi tra maggio ed agosto le poche gocce di pioggia che cadono favoriscono l’esplosione di una coltre di fiori variopinti, che coprono la superficie di queste terre brulle situate nella costa tra il Sudafrica e la Nami facendole divenire un giardino a cielo aperto

Fiorisce anche il deserto

La pioggia per noi abitanti delle città è solo sinonimo di umido e scomodo. Ma in altri luoghi della Terra, la pioggia non è un evento consueto, ma un’eccezionale regalo del cielo. Come accade per esempio in una delle zone più aride del pianeta, il deserto di Atacama in Cile Dove per anni c’è stata solo sabbia e roccia. Tutti conosciamo El Niño e gli effetti devastanti che ha sul clima. Non sempre, però, questo fenomeno atmosferico è sinonimo di devastazioni. Nel deserto di Atacama in Cile, una delle regioni più aride del pianeta, proprio grazie al El Nino  è sbocciata una distesa infinita di fiori. Coloratissimi, questi fiori sono campioni di pazienza e sinonimo di infinita attesa. Aspettano e ancora, aspettano. Tenendo duro, sempre vivi, spesso sotto forma di bulbi sepolti, con i “motori” al minimo, giusto per garantire la sopravvivenza dei tessuti vegetali. Ma appena arriva l’acqua sotto forma di pioggia o condensa a ridare” vita  alle dune, l’attesa finisce: le piante se ne nutrono ed esplodono in una sinfonia di colori. Ma non tutte insieme. Alternandosi, per non sprecare l’unica preziosissima occasione di essere visitati dagli insetti che, attirati per l’occasione, impollinando i fiori, assicureranno loro una futura riproduzione. Una generazione basilare per queste specie, oltre 200, visto che molte di loro non vivono in altre parti del pianeta: sono dunque rare e, vivendo in condizioni così estreme, è facile per loro estinguersi per sempre. Questo spettacolo della natura è noto come il deserto fiorito. Se avete in programma una vacanza in Cile, non possiamo che consigliarvi di organizzare una escursione.

Il Deserto….bianco

Scarpe di fata, alberi di pietra, che non sono alberi, e rocce che invece lo sono stati, fiori di cristallo su laghi di acido e sculture di lava fredda: in ogni parte del mondo ci sono costruzioni che la natura compone per un attimo o per milioni di anni, belle più di ogni opera umana o disarmanti, come un semplice nastro di Möbius fatto dal vento Millenni di tempeste di sabbia e vento sferzante hanno creato, tra le dune, formazioni rocciose di un bianco abbagliante, che cambiano colore in base all’ora del giorno e assumono forme di animali, gelati, funghi e fiori All’alba e al tramonto, le tonalità aranciate della luce regalano a questo paesaggio colori più caldi: le formazioni gessose si tingono di rosa, e perdono parte del loro bagliore spettrale Ma lo spettacolo più suggestivo si ha nelle ore notturne nelle notti di Luna piena, quando il “ghiaccio del deserto” mette in mostra il suo manto candido, e rivela forme inaspettate e invisibili durante il giorno. Che popolano un’area deserta e priva di vegetazione di figure dal fascino spettrale. Il Deserto Bianco è raggiunto dai quattro per quattro che trasportano turisti desiderosi di apprezzare da vicino le sculture naturali del luogo, le sue piccole depressioni, i canyon e l’ospitalità beduina, nomadi liberi e sognatori, che aprono le loro tende per fornirvi la loro ospitalità, un lato lungo della tenda rimane aperto durante il giorno e viene chiuso solo di notte o quando si scatenano le tempeste di sabbia. Il tessuto fitto fatto con pelli di capra, sorretto da pali e corde, non fa passare la pioggia torrenziale che cade in queste zone e mantiene gli ambienti ben areati, freschi d’estate e caldi d’inverno. L’arredamento è formato da tappeti, cuscini, recipienti, pochi arnesi e un piccolo focolare sul quale si prepara  immancabile…..il del deserto