Rosa è il colore del nuovo cibo…degli dei

Non è dato a sapersi se diverrà l’alimento più desiderato dagli amanti dei dolci: verosimilmente, però, il cioccolato rosa sarà presto il più fotografato. La nuova varietà, il primo nuovo tipo di cioccolato introdotto da 80 anni a questa parte, da quando cioè fu lanciato quello bianco, è stata ottenuta nell’arco di 13 anni di esperimenti dalla Barry Callebaut, azienda di Zurigo specializzata in cacao e ricavati, che ne tiene per ora segreta la ricetta. Sono i suoi creatori a raccontare il sapore: meno dolce di quello del cioccolato al latte, con una nota acidula e un profumo delicato di frutti rossi.Nessun estratto naturale, additivo o colorante è però stato aggiunto, per ottenere aroma e colore della quarta varietà ufficiale di cioccolato dopo fondente, al latte e bianco: il Ruby Chocolate deve il suo rosa totalmente al tipo di fava di cacao da cui è estratto, che racchiude lo stesso pigmento ed è raccolta in Costa d’Avorio, Brasile ed Ecuador. La composizione delle nuove stecche è ancora top secret, anche se alcuni sostengono che possa derivare unicamente dalle fave di cacao a differenza del cioccolato al latte, e di quello bianco, che contengono grandi quantità di latte e burro di cacao, rispettivamente. Un po’ di pazienza. Il cioccolato rosa è stato esibito il 5 settembre in Cina nel corso di un evento esclusivo. Al momento se ne sta predisponendo la vendita ai grandi distributori di tutto il mondo: per averlo al dettaglio e assaggiare questa nuova curiosità alimentare occorreranno 6-18 mesi, a seconda dei Paesi e degli accordi.

 

L’uovo è il cibo più nutriente al mondo.

Per l’elevato potere nutritivo è prezioso sotto tutti gli aspetti: è in assoluto la migliore fonte proteica, ricco di vitamina del gruppo B, di vitamine A e D. Per rendersi conto dell’incredibile valore nutritivo basta pensare al fatto che esso è capace di dar vita e nutrire quella vita finché arriva al punto dove può sopravvivere da sola. L’uovo contiene tutte le sostanze per creare una vita e farla crescere. Nessun’altro cibo ha una così alta concentrazione di nutrienti essenziali. E’ un’ottima base per insalate, per farcire panini e tramezzini, oppure ideale mangiato anche da solo come spuntino ricco di proteine. Come cuocerle. Mettere dolcemente le uova in un pentolino con acqua fredda e un pizzico di sale. Fare in modo che l’acqua le copra e la pentola sia piuttosto alta da contenerle tutte senza far uscire l’acqua che bolle. Il sale aiuta a rassodare gli albumi velocemente. Inoltre contribuisce a sigillare le piccole crepe che potrebbero formarsi sui gusci in cottura; Una volta che l’acqua bolle, accendere un timer e impostare un tempo di 8/10 minuti meglio dieci, ma dipende anche dalla consistenza che si desidera; Scolare le uova e metterle subito sotto acqua fredda per fermare la cottura; Schiacciale contro una superficie pulita e piatta e farle rotolare delicatamente con una mano per rompere il guscio. Risciacquare le uova sotto l’acqua fredda corrente man mano che le sgusci per eliminare la membrana e i piccoli pezzetti che restano attaccati. Una curiosità: se si hanno dei dubbi sulla freschezza delle uova, basta fare un controllo mettendole in una ciotola di acqua salata. Se vanno a fondo, sono fresche. Se galleggiano bisogna buttarle. Se un uovo si rompe in cottura, aggiungi aceto all’acqua. Questo è un problema abbastanza comune, soprattutto se le uova sono molto fredde. Se noti che uno si è rotto, aggiungi un cucchiaino di aceto all’acqua di cottura per aiutare le proteine dell’albume a coagularsi in fretta e sigillare l’apertura.

 

 

L’ hamburger vegetariano che sembra carne

Il clone è il frutto del lavoro del dott. Patrick Brown,  e il suo segreto è stato l’Eme,  ovvero quella che si considera l’emoglobina delle piante. L’Eme si estrae dalle radici di piante, come  piselli e fagioli.Questa molecola  a seguito dell’attrazione dell’ossigeno, attraverso l’atomo di ferro contenuto, cambia colore divenendo rossa  come il sangue. Inoltre, se esposta  all’azione di zuccheri e aminoacidi, riesce anche a prendere il sapore dalla carne. L’Eme è la molecola che dà sapore alla carne. Ed è  il motivo per cui la carne rossa, che ne contiene quantità maggiori, ha un sapore più gustoso rispetto alla carne bianca. Dopo essere arrivati a replicare il gusto di carne, gli scienziati hanno fatto in modo che l’alimento ricordasse il più possibile ad un hamburger vero. Hanno lavorato, dunque, per replicare i tessuti, i grassi e le fibre muscolari di origine animale. L’obiettivo era quello di ottenere un alimento simile  sia nel  gusto che nell’aspetto, poiché finora tutte le riproduzioni a base di tofu e seitan non sono all’altezza di quanto offrono. L’hamburger vegetale, dunque è stato ideato per soddisfare sia chi non riesce a smettere di mangiare carne sia  coloro che già non la mangiano. Gli esperti, inoltre, evidenziano che la produzione di carne è causa di gravissimi impatti negativi sull’ambiente, senza contare poi  gli effetti  per la salute spinti da un consumo eccessivo. La produzione di carne ha effetti ambientali terribilmente distruttivi, inoltre, molti scienziati e medici credono che sia intrinsecamente malsano mangiare carne, devono quindi reinventare un intero sistema per la produzione del cibo, puntando su prodotti come la frutta e la verdura. E il risultato finale è stato quindi un prodotto incredibilmente delizioso che può competere con esito positivo contro un prodotto che la gente ha amato per migliaia di anni. Per quanto riguarda i costi il nuovo alimento è ancora abbastanza caro: circa 20 dollari ad hamburger.

Le uova da record

Si è parlato molto di uova in questi giorni di  Pasqua. Sono loro le vere protagoniste di questa festività. Oggi sono al cioccolato e ce n’è per tutti i gusti. Ma l’usanza di regalarle a Pasqua nasce nel Medioevo, quando il cacao in Europa non si conosceva ancora. Le uova, all’epoca, erano quelle di gallina. Venivano decorate a mano e donate come simbolo di rinascita. Proprio per questo, le uova di cioccolato hanno preso la forma dell’uovo più conosciuto e familiare a noi umani. Quello di gallina.Ma non tutte le uova sono uguali: enormi o piccole come Tic Tac, bianche o blu Tiffany, fino alle forme più strane. Ecco tutto ciò che non ti saresti mai aspettato sulle uova.L’uovo più grande che sia mai stato deposto sulla faccia della Terra apparteneva a un uccello del Madagascar, un parente dello struzzo. Questo genere di uccelli, alti tre metri e pesanti 400 kg, si sono estinti circa un migliaio di anni fa, probabilmente a causa dell’uomo. Ma le loro uova sono perdurate fino ad oggi fossilizzate. Alte circa 30 cm e con un diametro di 20, sono 100 volte più grandi di un uovo di gallina. E sono divenute note al grande pubblico grazie a un documentario Si calcola che ci siano solo 25 uova fossili di questo tipo rimaste intatte. Oggi a detenere il record per l’uovo più grande è il volatile più grande del mondo: lo struzzo Alto circa di 18 cm e con un diametro di 15 cm, l’uovo di struzzo pesa in media un chilo e mezzo. Come 25 uova di gallina insieme. Il più grande in assoluto mai trovato è stato deposto nel 2006 in una fattoria a Borlange, in Svezia. Pesava ben 2 chili e mezzo.Il guscio bianco crema è molto resistente: è spesso 3 millimetri. E se si vuole fare una frittata con l’uovo di struzzo, conviene bucarlo con il trapano. Ma bisogna armarsi anche di molta pazienza: per farlo sodo servono almeno due ore di cottura. Senza contare che bisogna trovare la pentola adatta.I kiwi sono grandi più o meno come le nostre galline, che depositano uova di 60 grammi. Le uova dei kiwi, invece, arrivano a pesare 450 grammi e costituiscono il 25% del peso della femmina. Per colpa di queste uova enormi, la povera femmina non riesce a camminare bene, ma ondeggia penosamente a zampe divaricate. Fino al momento della deposizione, L’uovo più piccolo mai deposto da un uccello appartiene al Colibrì Questo piccolo pennuto, grande appena 6 cm, vive in Giamaica e le sue uova si sono guadagnate un posto nel libro del Guinness World Record. Misurano, infatti, meno di 1 cm di lunghezza e pesano appena 0,4 grammi. E per il loro colore bianco latte sono molto simili alle famose caramelle Tic Tac.

Pasquetta le gite fuori porta

Nella Repubblica Ceca è il giorno della pomlázka, che significa sia frustata sia benedizione. I ragazzi colpiscono le ragazze con rametti di salice e loro donano uova colorate. Lo scopo metaforico è quello di scacciare spiriti maligni.  Negli Stati Uniti è il giorno in cui si fa la caccia alle uova nel giardino della Casa Bianca. In Polonia il Lunedì di Pasqua è detto lunedì bagnato. La tradizione vuole che gli uomini inseguano le donne cercando di bagnarle con l’acqua. Da noi è Pasquetta. Pasquetta non è parola che si trovi sul calendario. Ufficialmente è il Lunedì dell’Angelo, il giorno che segue la Pasqua ed è festivo. La tradizione lo vuole giorno di gite fuori porta, di pic nic all’aria aperta,è comunque una festa della chiesa, anche se non di precetto, non è cioè obbligatorio andare a messa.Chiaramente è un diminutivo di Pasqua entrato nell’uso popolare per indicare la giornata festiva che segue la Pasqua. Anche la tradizione della gita fuori porta potrebbe venire dal Vangelo. L’evangelista Luca racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte. Chi apprezzasse le uova sode il giorno di Pasquetta dovrebbe andare a Tredozio qui è la giornata del campionato nazionale di mangiatori di uova sode. A Figline Valdarno, in provincia di Firenze, c’è il palio tra i bambini dopo quello delle contrade la domenica di Pasqua. A Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza c’è la gara del Pont al’ov, un gioco di abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intero. In Puglia c’è il rito per la fertilità alla Sacra Roccia di San Vito, un megalite al centro del pavimento di un tempietto cristiano. Le persone attraversano il foro della roccia per guarire e propiziare la fertilità

Firenze e la sua tradizione..lo scoppio del carro

Ogni anno Firenze celebra la domenica di Pasqua in un modo veramente speciale. Lo Scoppio del Carro è una tradizione nata circa 350 anni fa. Il carro decorato, detto anche il “Brindellone”, fu costruito la prima volta nel 1622. A forma di torre alta 2-3 piani, viene trainato da due buoi addobbati con ghirlande in giro per le strade di Firenze, fino a Piazza del Duomo nello spazio che si trova tra il battistero e la cattedrale. La casa del Brindellone? Vicino Porta a Prato. Come nasce ? Da una scintilla. Chi lo scorta? Un esercito in costume.  Le orgini? “Da pazzi”. Che la colombina debba compiere un doppio viaggio senza intoppi, dall’altare maggiore fino al carro e ritorno, per essere di buon auspicio è noto. Meno conosciuti sono i “segreti” nascosti dietro allo scoppio del carro di Firenze. Il Carro, ben fornito di fuochi d’artificio, quando arriva davanti alla cattedrale si ferma e aspetta l’inizio della messa. Più o meno verso le 11 dall’altare della Cattedrale, mentre all’interno della chiesa si canta la Gloria, l’arcivescovo accende con il fuoco sacro un razzo a forma di colomba chiamato appunto “la Colombina”, che simbolizza lo Spirito Santo, questa a sua volta vola fuori dalla chiesa percorrendo un filo che va a colpire il Carro nella piazza, dando vita a spettacolari fuochi d’artificio che incontrano gli applausi di tutto il pubblico.Se il rituale procede regolarmente e tutti i fuochi d’artificio esplodono, allora si prospetta un raccolto ricco e florido e buona fortuna per la città e per i suoi cittadini. E’ per questo che ogni anno, tutti sperano in uno Scoppio del Carro perfetto!

Una spiaggia invasa dalla schiuma

Venerdì scorso, gli abitanti di Naqoura, in Libano, sono rimasti a bocca aperta davanti al soffice manto bianco portato dal mare, che si è depositato sulla spiaggia cittadina. Neve? No: una schiuma densa e persistente, in quantità così esagerate da provocare inquietudine. Da che cosa è stata prodotta? Il fenomeno è stato documentato anche altrove ed è dovuto a una mescolanza di acqua, aria e tensioattivi, cioè sostanze che hanno la proprietà di abbassare la tensione superficiale di un liquido. Di solito, poiché le molecole della superficie dell’acqua sono attratte da quelle sottostanti, e vengono quindi “richiamate” verso il basso, le bolle formate dal viavai delle onde del mare scoppiano quasi subito: la superficie ritorna piatta.I tensioattivi, uniti all’acqua, ne fanno diminuire la tensione superficiale: le molecole sottostanti non hanno abbastanza forza per attrarre quelle superficiali e le bolle durano più a lungo Sostanze inquinanti prodotte dall’uomo, come fertilizzanti e sapone, agiscono da tensioattivi, ma la stessa proprietà appartiene anche composti di origine naturale come i grassi delle alghe e di pesci o vegetazione marina in decomposizione. Eventi come un picco di inquinanti rilasciati in mare o una fioritura eccezionale di alghe possono facilitare il fenomeno, che però, in questo caso sembra essere stato causato dal cattivo tempo, che ha agitato le acque facendo crescere gli strati di schiuma. Occasionalmente, la schiuma marina può essere irritante se inalata o toccata: lo è per esempio quando i tensioattivi sono residui di alghe tossiche, che in forma di aerosol può irritare le vie respiratorie

 

Cambiare le lenzuola…. si ma dopo quanto

Che lo si conquisti da soli oppure in compagnia, che lo si utilizzi per dormire o per coccolarsi con il proprio partner, il letto è uno dei luoghi in cui passiamo più tempo. Circa un terzo della nostra vita. Non è chiaro, dunque, il perchè molti sminuiscano l’importanza di mantenerlo in perfette condizioni igieniche. Eppure una attuale ricerca ha dimostrato che in pochi si dedicano al cambio delle lenzuola con la giusta frequenza. Anche dopo gli incontri intimi. L’allergia al cambio delle lenzuola è più diffusa tra gli uomini. Dall’analisi dei dati è emerso, infatti, che, in media si cambiano le lenzuola circa ogni 24 giorni. Le più diligenti sembrano essere le donne che, in genere, non fanno passare più di 19 giorni prima di sostituirle.  Gli uomini, invece, aspettano anche 30 giorni. Anche dopo il sesso le donne sembrano più attente. In genere impiegano due giorni per provvedere al cambio delle lenzuola. Mentre gli uomini le tengono anche per 18 giorni. Le persone single sono, invece, le meno attente in assoluto. Possono far passare anche 37 giorni prima di mettere le lenzuola nel cestino dei panni sporchi. Anche in questo caso sembrano essere gli uomini a far alzare la media. Gli scapoli americani, infatti, dichiarano di dormire con le stesse lenzuola anche per 45 giorni. Proprio perché trascorriamo molte ore nel letto è importante che ci si impegni affinché sia un ambiente salubre. Sulle lenzuola si depositano capelli, sudore, fluidi corporei, cellule morte della pelle. Che si moltiplicano per due se si divide il letto con qualcuno. Tutto questo a prescindere dalle attività a cui ci si è dedicati sotto le lenzuola. L’unico modo per garantire un adeguato livello di igiene è, dunque, cambiare le lenzuola regolarmente. E regolarmente, per gli esperti, significa circa una volta la settimana. E voi, ogni quanto cambiate le lenzuola?

Uno scanner riconoscerà il vero amore

Tutti possono sentirsi innamorati, ma saper riconoscere se veramente si tratta di vero amore è molto più complesso. In futuro, però, non sarà più un segreto. A prometterlo è un neurologo californiano, pronto a lanciare entro dieci anni un test rivoluzionario. Il Dott Fred Nour ha infatti comunicato che prima del 2028 sarà finalmente pronto il test indolore capace di identificare il vero amore dalla semplice cotta o peggio dal grande abbaglio. Il test per rilevare il sentimento reale sarà assolutamente privo di rischi per il paziente. Verrà adoperato uno scanner per rilevare sostanze chimiche attive presenti nel cervello. Secondo Nour, infatti, chi prova davvero un sentimento amoroso, presenta una quantità significativa di nonapeptidi. Tali sostanze sono invece molto limitate nel cervello di chi non è innamorato. Dalla sua vasta ricerca, il Dr Nour crede che l’unico modo per dimostrare scientificamente che l’amore esiste sia misurare il volume dei nonapeptidi nella parte limbica di età intermedia del cervello di un paziente. I nonapeptidi, che rafforzerebbero infatti il legame per tutta la vita e la monogamia tra i compagni. Il Dr Nour ammette tuttavia che la comunità medica non accetta la risonanza magnetica adeguata come un vero test.. Il neuroscienziato afferma però che la prossima generazione di scanner cerebrali sarà in grado di misurare le sostanze chimiche dell’amore. Ciò avverrà sicuramente entro i prossimi 10 anni. Ovviamente un test come questo ipotizzato da Nour avrebbe anche dei rilievi etici. Non sarebbe certo facile per un medico dover annunciare ad una coppia che uno dei due partner non è innamorato dell’altro. Se a primo avviso può sembrare una scoperta divertente, analizzando bene la situazione, si entra in sviluppi ben più complessi ed importanti. E’ pur vero che un test simile potrebbe mascherare eventuali matrimoni di convenienza o comunque evitare unioni destinate a finire in divorzio. Entrano dunque in campo tutta una serie di considerazioni di carattere etico e psicologico, che deviano dalla pura scoperta scientifica. E secondo noi ,sulle quali, sicuramente, bisognerebbe riflettere.

Ecospace e tiny house

Gli inglesi amano il giardinaggio per tradizione, e amano i loro rifugi nel verde. Per questo negli ultimi anni si va sviluppando una serie di progetti architettonici che ruotano attorno all’idea di piccole costruzioni stilisticamente perfette e totalmente ecosostenibili. Abitare o lavorare in piccole casine da giardino dal design moderno e perfettamente integrato con l’ambiente circostante è diventato molto popolare. Le tiny house alla lettera “piccole case” stanno diventando sempre più popolari, e non solo al di là dell’oceano. Le case di ridotte dimensioni, economiche ed eco-friendly stanno conquistando sempre più persone e rappresentano bene quella voglia di cambiare vita e di rendere il quotidiano più naturale. In tanti preferiscono concentrarsi sui piccoli piaceri della vita e “sacrificare” lo spazio della propria casa per vivere con più intensità là fuori. Meglio mangiare fuori con gli amici, andare all’avventura o fare sport piuttosto che lavorare il doppio per mantenere una casa smisurata e dispendiosa, no? Per le tiny house esiste un vero e proprio movimento, con tanto di manifesto. Un coro a gran voce, legato all’architettura eco-sostenibile e a una vita più semplice, a basso impatto ambientale. Il movimento è in crescita e anche online il fervore è tantissimo, tra comunità, annunci e siti web dedicati ricchi di consigli per diventare un abitante delle tiny house.Per far parte di questo mondo è sufficiente abitare in una casa che misuri 37 metri quadrati o meno. Insomma, con poche migliaia di euro avere una seconda casa è un sogno che ora può diventare realtà anche per quei nuclei familiari non proprio danarosi. Le tiny house presenti sul mercato sono disponibili in tutti i tipi e stili, a seconda delle proprie necessità e dei gusti personali. Alcune sono su ruote, altre sono posizionate sugli alberi, molte sono temporanee. I più ingegnosi se le sono addirittura costruite da soli !