Facciamo entrare la primavera in casa

Quello che stiamo vivendo non è certo un momento di serenità, spensieratezza e grande entusiasmo, ciò nonostante  la natura fa il suo corso, inesorabile, e la primavera è arrivata. L’aria è mite, il sole tramonta tardi, gli alberi sono in fiore e gli uccellini cantano fin dal primo mattino.Che ne dite di fare entrare un po’ di questa meravigliosa e esuberante atmosfera anche nelle vostre case? Del resto non potendo uscire – ancora per qualche giorno si spera – e godercela immersi in parchi, giardini, monti e laghi, possiamo sempre iniziare a farci contagiare dai suoi benefici effetti anche all’interno delle quattro mura. Decidiamo, quindi, di dare inizio ai cambiamenti per una primavera che prenda forma anche nelle nostre case. Il nuovo senso di vigore viene reinterpretato con nuove freschissime colorazioni in tavola, dai bicchieri ai portaposate ai piatti; e ancora set di ceste e contenitori dai colori naturali, intrecciati a mano e originali decorazioni per dare personalità ad ogni angolo. Protagoniste indiscussi i fantastici vasi di  piante , e di fiori, con mille sfumature che la natura ci regala in questo periodo.E visto che abbiamo più tempo da dedicare alla nostra casa cogliamo l’occasione per qualche cambio radicale: nuovi quadri  e nuove tinte per le pareti, oltre ad un piccolo orto verticale da posizionare in cucina Non dimenticatevi  infatti del potere delle piante. Che abbiamo un piccolo terrazzo, un più spazioso terrazzo o un giardino, le piante sono ossigeno per noi, senza dimenticare il loro valore  fortemente decorativo e il fatto che prenderci cura di loro ci fa stare bene e ci impegna un po’ il tempo. Ci sono studi che dimostrano che avere piante in casa incoraggia l’entusiasmo e l’ottimismo. La vegetazione porta calma al nostro cervello. Non siete pollici verde? A parte che potete sempre diventarlo, per iniziare potete scegliere vasi di piante grasse e i cactus, semplici da gestire e pare  utili per evitare disturbi come il mal di testa.

 

Cos’è la tristezza?

Potremmo definire la tristezza come una reazione emotiva di passività e ritiro associata a un vissuto di perdita un oggetto, una persona cara, la  salute, scopi o valori esistenziali ecc.. Vivere un lutto, una mancanza, una privazione di qualche tipo è dunque direttamente connesso all’emozione della tristezza.Si tratta per altro di un’emozione primaria, dunque innata e adeguata agli aspetti più basilari della nostra sopravvivenza. Tuttavia, poiché le vicende della nostra vita di homo sapiens sono molto più complesse e sofisticate di quelle dei nostri antenati delle caverne, la tristezza può associarsi ad altri stati emotivi dando luogo a emozioni più ampie come il tradimento ad esempio quando si unisce alla rabbia o l’ansia quando si unisce alla paura.Può anche essere il primo gradino di un più complesso processo di lutto che porta la tristezza iniziale e sfumare in altre emozioni e in sentimenti e stati d’animo via via più vari. Rimpiazzare una perdita con qualcos’altro senza darci tempo di fare esperienza del vuoto e dell’assenza ci impedisce di risanare quella perdita condannandola a rimanere paradossalmente davvero incolmabile. Passare attraverso emozioni come la tristezza e il dolore psichico a esse associato ci rende invece più forti, ci aiuta a far tesoro delle piccole e grandi perdite o delusioni della vita e ci insegna che è anche grazie ad esse che possiamo andare avanti. In Giappone è l’arte del Kintsugi: “Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita e ha una storia, diventa più bella.”

Quadri come appenderli al meglio

Uno dei classici modi per decorare le pareti della propria casa, in qualsiasi ambiente, è arricchirle con dei quadri. Che siano oli, stampe, litografie ristampe di opere celebri, o portafoto con i vostri ritratti o quelli dei vostri cari, ognuno esprime con l’arte che sceglie di appendere in casa propria il suo gusto e personale senso estetico, raccontando attraverso il quadro qualcosa di sé ai suoi ospiti. Per questo è importante sceglierli con cura e appenderli con altrettanta attenzione. Appendere un quadro a prima vista potrebbe sembrare facile. Basta un chiodo ed un martello e il gioco è fatto. In realtà non è così. Bisogna valutare molti aspetti quali, da un punto di vista pratico, il peso e la tipologia, i supporti di cui è dotato, il tipo di parete su cui andremo ad attaccarlo. E, da un punto di vista squisitamente estetico, lo stile e i colori del dipinto o della stampa e dell’eventuale cornice in relazione all’ambiente in cui la andremo a collocare. Ed, ovviamente, alla eventuale presenza di altri quadri o elementi decorativi nella stanza.Da un punto di vista operativo, il quadro potrà essere appeso con chiodi e martello oppure con altri mezzi. Per le stampe o le tele molto leggere, come sono solitamente quelle senza vetro e senza cornice, si può avvalersi anche di nastro biadesivo da parete o le paste adesive. Entrambi questi metodi ci consentiranno di appendere il quadro senza bucare il muro. Per i quadri molto pesanti, invece, occorrerà prendere in esame l’eventualità di utilizzare veri o propri stop da muro. O appositi tasselli da fissare con il trapano. Quando si appendono i quadri, è molto importante anche osservare l’illuminazione. Se il quadro ha un vetro non antiriflesso, è bene che non sia sottoposto a fonti di luce diretta. In caso contrario o quando il vetro è assente, l’illuminazione può invece valorizzare l’opera, come avviene ad esempio nelle stesse gallerie d’arte, con faretti che puntano direttamente sulla tela. Circa il posizionamento di quadri vicini, infine, sarà bene utilizzare un criterio unico per tutti: solitamente i quadri vengono allineati rispetto alla base o, in alternativa, all’immaginaria linea centrale.