Ancora…Shabby Chic

Lo Shabby Chic nacque in Gran Bretagna e indica “usurato chic”. I complementi d’arredo sono tutti anticati e rimandano a un ambiente molto romantico. I mobili in legno sono con acutezza intagliati, i tendaggi voluminosi e, in ogni stanza, è presente uno specchio rigorosamente invecchiato ad hoc. Lo stile Shabby Chic ha ereditato, dallo stile svedese, il classico contrasto tra colori chiari e il legno che risalta la lucentezza dell’ambiente, rendendolo ovattato e delicato alla vista. I legni più utilizzati nell’arredamento Shabby, sono il pino, l’abete e il teak che subiscono un processo di sbiancamento. Una cosa che caratterizza lo stile Shabby Chic è la scelta dei colori. La scelta non è molto variegata  presenta una serie di colori chiari e opachi come il beige, l’avorio, il bianco, il tortora e il grigio chiaro. Questi colori, dall’effetto polverulento, sono tenui e delicati. Lo Shabby Chic è famoso per il riciclo creativo di oggetti vecchi ai quali viene data nuova vita. Lo scopo è di anticarli per renderli decisamente vintage e utilizzarli come complementi d’arredo in una casa in puro stile Shabby. La scala a pioli in legno è un must Nello stile Shabby Chic non possono di certo mancare i decori floreali, presenti in ogni angolo della stanza. A dare un tocco di provenzale a questo stile così ricco di influenze, vi sono i mazzi di lavanda ornamentali che vengono inseriti in vasi di latta, portafoto e complementi.

Come toglie la colla dagli abiti

La colla a caldo e i colori sono alcuni dei principali materiali utilizzati per realizzare lavori artigianali fai da te. Molte persone hanno come hobby la creazione di piccoli oggetti di arredo e spesso può capitare che la colla, i colori a tempera e i colori a spirito sporchino gli indumenti. Per fortuna, se si seguono le indicazioni corrette, togliere queste macchie è molto semplice e si può fare con metodi del tutto naturali: ecco tre sistemi perfetti da usare per ogni tipo di materiale! Come togliere le macchie di colla a caldo dai tessuti se la macchia è leggera Se la stoffa non è porosa e la chiazza di colla è molto leggera, sarà sufficiente lasciare seccare la colla, prendere una lima per unghie e togliere la colla ormai indurita con calma, senza bucare il tessuto. Se la colla impiega troppo tempo per seccare, si possono utilizzare anche dei cubetti di ghiaccio, per accelerare il processo. Se I tessuti sono porosi e assorbenti, in questo caso si utilizza l’acetone per rimuovere tutta la colla penetrata nelle fibre. Si prende un batuffolo di cotone, si immerge nell’acetone e si sfrega sulla macchia fino a che non viene rimossa. Nel caso in cui rimangano dei residui, su può versare un po’ di acetone sul tessuto e si lascia riposare per diversi minuti. Il lavaggio va effettuato una volta che tutta la colla è stata rimossa. Alcune macchie di colla a caldo, come anche quelle di attack, sono davvero persistenti e in questo caso, si utilizza un terzo rimedio. Per prima cosa si mette il tessuto nel congelatore, una volta che la macchia è secca, si rimuove la parte superiore con un coltello. Per rimuovere invece la colla penetrata nelle fibre, si utilizza il ferro da stiro ben caldo, si passa sopra alla macchia senza utilizzare il vapore e mettendo sopra un panno di cotone. Il calore del ferro da stiro scioglierà la macchia in pochi minuti ed in modo definitivo.

Regali speciali per San Valentino

Vogliamo darvi ispirazione per stupire con il vostro regalo, il giorno di San Valentino suggerendovi dove andare Con chi partire dovete deciderlo voi!!  Blue Lagoon, Giamaica Meta di viaggio perfetta per tutti gli innamorati e location da sogno, è una delle isole più belle e romantiche di tutti i Caraibi. La Blue Lagoon è uno dei tesori più celebri della Giamaica, dove fu girato il film con Brooke Shield Laguna blu. Osservare la laguna abbracciati a bordo di una zattera di bambù sarà un ricordo da portarsi nel cuore. Tuffarsi  nelle acque cristalline, che cambiano colore con la luce del Sole, dove si percepiscono le diverse temperature dovute alle correnti di acqua dolce e salata che si incontrano  in questo luogo. Si dice che abbia effetti afrodisiaci. Mahè, Seychelles In uno dei paradisi terrestri emblema delle vacanze di coppia, come sono le Seychelles, si può trascorrere una vacanza all’insegna del sole e del relax, ma si possono anche vivere emozionanti avventure. Al Constance Ephelia di Mahè, per esempio, circondato da una foresta naturale di mangrovie e affacciata sul Parco marino di Port Launay, si può vogare su una canoa immersi nella vegetazione rigogliosa, incontrare le tartarughe giganti o lanciarsi dalla zipline più grande dell’arcipelago. Oppure ci si può lasciare massaggiare immersi in oli e profumi nella Spa più grande dell’Oceano Indiano.  Il Sudafrica, con i suoi paesaggi mozzafiato, i colori indimenticabili, i tramonti infuocati immersi nella savana è il luogo ideale dove trascorrere una fuga d’amore. Tra le montagne del Cederberg, in una riserva naturale a circa 250 km da Cape Town, si può dormire sotto le stelle e ammirare un cielo che apparirà più vicino e luminoso che mai. Le stanze all’aperto del Kagga Gamma sono ricavate nelle rocce, famose per le forme strane e quasi artistiche, e sono un vero e proprio paradiso nel quale prevalgono pace e tranquillità, con tutti i comfort

 

Tonkatsu, kaiseki e unagi

Chiunque abbia familiarità con la cucina giapponese sa che mangiare è uno degli aspetti più gratificanti di un viaggio in Giappone. Ma non limitatevi ai consueti sushi, tempura o sukiyaki se potreste trascorrere un intero mese in Giappone ogni giorno potreste gustare un piatto diverso. Se poi non potete andare in Giappone provate a farvi servire queste specialità nel ristorante della Vostra città..Kaiseki La cucina kaiseki è il trionfo dell’arte culinaria giapponese, in cui gli ingredienti, la loro preparazione, la sistemazione e la presentazione a tavola collaborano a dar vita a un’esperienza gastronomica unica. Nato per accompagnare la cerimonia del , il pasto kaiseki è essenzialmente vegetariano spesso è servito del pesce, ma la carne non compare mai sul menu. Di solito un pasto kaiseki si consuma nella sala privata di un  ristorante tradizionale particolarmente elegante, che spesso si affaccia su un tranquillo giardino privato. Le piccole porzioni delle numerose portate offrono l’opportunità di osservare i piatti e le ciotole, scelti con estrema cura in base al cibo e alla stagione. Il riso si consuma per ultimo di solito con un assortimento di sottaceti e la bevanda più indicata è il sakè o la birra. Unagi In Giappone l’  anguilla è una costosa prelibatezza. Anche se non gradite questo pesce nel vostro paese dovreste assaggiare l’unagi almeno una volta nel corso del vostro viaggio in Giappone. L’unagi è cucinata alla brace e spennellata con una densa salsa a base di shōyu e sakè. Un pasto intero a base di unagi è costoso, ma molti ristoranti specializzati preparano gli unagi bentō pasti confezionati con anguilla come portata principale. Tonkatsu Il tonkatsu è una cotoletta di maiale impanata e fritta, servita con una salsa speciale, di solito come portata di un pasto a menu fisso è servito sia dai ristoranti specializzati sia dagli shokudō, ma ovviamente il migliore è quello che si gusta nei primi. Quando si ordina il tonkatsu, si può scegliere fra rōsu  un taglio di maiale piuttosto grasso e hire un taglio più magro. È  inoltre consuetudine, al termine della giornata di lavoro, concedersi qualche yakitori spiedini di pollo e verdure alla griglia, che non sono tanto un pasto vero e proprio quanto uno spuntino per accompagnare la birra e il sakè. Questi sono alcuni dei tanti piatti.. . limitarsi al sushi sarà poco…

Arance candite

Le scorze di arance candite si possono acquistare già pronte, ma farle in casa non è difficile, in più vi permetterà di non sprecare le bucce delle arance. Per prepararne circa 500 grammi di scorzette candite, vi serviranno un chilo di arance non trattate, 600 grammi di zucchero e un litro di acqua. Dividete la buccia dalla polpa delle arance e tagliate la scorza in striscioline di circa mezzo centimetro di larghezza. A questo punto portate ad ebollizione le scorzette in un litro d’acqua e fatele bollire per 5 minuti. Scolatele e fatele raffreddare. In un pentolino a parte preparate uno sciroppo, facendo bollire acqua e zucchero. Una volta che lo sciroppo è giunto alla consistenza desiderata, aggiungete le scorzette e lasciatele sobbollire immerse nello sciroppo per un paio d’ore a fiamma bassa. Chiudete il fuoco e lasciate riposare il composto per 12 ore circa, prima di replicare, cuocere nuovamente per due ore le scorzette nello sciroppo. Ancora una volta al termine dell’operazione, fate riposare per una notte intera le scorze candite prima di consumarle così come sono oppure usarle nella preparazione di dolci. Le scorze di arance candite si conservano per circa 6 mesi se tenute a temperatura in un recipiente che le preservi dal contatto diretto con l’aria, lontano da fonti di luce e calore. Allo stesso modo potete candire altri agrumi, come limone, mandarini,  bergamotto, pompelmo e cedro. I più golosi possono servire i canditi immersi totalmente o parzialmente nel cioccolato fuso. Allo scopo basterà far sciogliere del cioccolato a bagnomaria e poi ricoprire abbondantemente le scorze con il cioccolato fuso, lasciarle riposare in modo che il cioccolato si solidifichi e poi servirle. Oppure immergetele in una fonduta di cioccolato. Fate attenzione: le vostre scorzette di arance candite andranno a ruba e potete rischiare di trovare il barattolo vuoto!!!

Un tiramisù da Guinness

Sono molto dibattute, le origini del tiramisù. Pare che sia originario del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, questo dolce al cucchiaio a base di savoiardi inzuppati nel caffè e ricoperti da una crema con uova, mascarpone e zucchero. Sicuramente, è diffuso in ogni casa d’Italia. Ed è uno dei dessert più rappresentativi.Fra qualche giorno, però, il tiramisù abbandonerà le cucine di case e ristoranti per scendere in piazza. E per prepararsi a battere un nuovo record. Oggi, al Tiare Shopping di Villesse in Friuli Venezia-Giulia, provincia di Gorizia, i presenti potranno assistere alla preparazione del tiramisù più lungo del mondo. Un dolce da Guinness dei Primati, che si inserisce in quel filone di spettacolari preparazioni cominciato nel 2015, con la realizzazione del tiramisù più grande del mondo a Gemona sempre in Friuli Venezia-Giulia, ma in provincia di Udine ben 350 i chilogrammi di peso , e continuato poi con la Tiramisù World Cup di Treviso. Dal mattino e fino alle 17.00, l’evento  è stato pensato per valorizzare le tradizioni del Friuli Venezia-Giulia, con particolare risalto all’enogastronomia e all’alta cucina. Perché, nato proprio in questa regione, il tiramisù è oggi un patrimonio di tutto il Paese. E merita di essere celebrato con un record.Attorno ad un tavolo lungo circa 100 metri, pasticceri professionisti del gusto e volontari lavoreranno assieme fino al verdetto di Lorenzo Veltri, giudice ufficiale del Guinness World Record. L’evento, la cui organizzazione è stata affidata a quel Mirko Ricci detentore del primato per il tiramisù e per i profiteroles più grandi del mondo si svolgerà alla presenza di Natasha Noia da Hell’s Kitchen e dei critici e food writers, che racconteranno storia, aneddoti, ricette e curiosità sul celebre dolce. A sostenere l’iniziativa, diverse aziende: Latterie Friulane, Forno Bonomi, Oro Caffè, Uova Pascolo e Lidt.

50 Sfumature di rosso..cosa c’è da sapere

Dopo “Cinquanta Sfumature di Nero” è arrivato il momento di “Cinquanta Sfumature di Rosso”. Il film con Christian Grey e Anastasia Steele sarà al cinema il prossimo San Valentino, nel frattempo la Universal ha già diffuso il trailer ufficiale in italiano. Ancora una volta i due protagonisti si divideranno fra frustini, sentimenti e suspance. Come successo nei capitoli precedenti infatti la coppia se la dovrà vedere con molti nemici, non solo vecchi amori, come la Mrs Robinson interpretata da Kim Basinger, ma anche il perfido Jake Hyde, pronto a consumare la sua vendetta.  Le indiscrezioni che circolano sono parecchie, anzitutto perché la pellicola è stata girata in concomitanza con il secondo capitolo della saga, sempre a Vancouver. Il regista è lo stesso di “Cinquanta Sfumature di Nero”, si tratta di James Foley, che ha già diretto “House of Cards”. La sceneggiatura invece è stata creata da Niall Leonard, il marito di E.L. James, autrice degli omonimi romanzi. Cosa vedremo in “50 Sfumature di Rosso”? Mr Grey calerà ancora di più le sue difese, soprattutto dopo le tanto sospirate nozze con Anastasia e nuovi eventi sconvolgeranno la loro vita. Non mancheranno, come sempre, scene di sesso bollente, le stesse che hanno reso celebre in tutto il mondo il romanzo. La pellicola sarà l’ultima della saga, anche se secondo molti Dakota Johnson e Jamie Dornan non si diranno presto addio. Nell’ambiente di Hollywood gira voce che E.L. James sia intenzionata a realizzare un quarto film, che racconti la storia dal punto di vista di Anastasia. Nel frattempo, anche per questo nuovo episodio, la Johnson e Dornan hanno dovuto vincere imbarazzo e ansia per girare scene decisamente hot. Il segreto, secondo quanto svelato dagli attori, è stato uno solo: il whisky. “Alla fine, dopo essere diventati amici, il processo è diventato un po’ più facile  ha spiegato l’attrice che interpreta Anastasia e il rituale pre-riprese a base di whisky ci ha sostenuto a sentirci a nostro agio… per quanto possibile”.

I piatti più buoni.. pasta riso e pizza

Quali sono i tuoi piatti preferiti? E’ la domanda che , un’associazione ONG che opera contro la povertà, la fame e le ingiustizie, ha rivolto a più di 16mila uomini e donne di 17 Paesi, dall’Australia al Brasile, dal Ghana alla Germania, dalla Spagna alle Filippine.I risultati sono strabilianti: in prima posizione tra i piatti più amati nel mondo scopriamo la pasta, seguita dal riso e dalla pizza. Buon posizionamento anche per le lasagne, che risulta il piatto preferito nientemeno che dai brasiliani. Tra le cucine locali, la favorita al mondo è la cinese, seguita dall’italiana, dalla messicana e dall’indiana. Nonostante il grande successo dei piatti di origine italiana nel sondaggio, non è dato sapere quale sia il piatto preferito degli italiani, che non sono compresi nel campione studiato. Si scoprono invece divertenti curiosità sui gusti degli abitanti del pianeta: gli inglesi mettono al primo posto la bistecca, gli americani la pizza, i brasiliani le lasagne. I più golosi? Sono gli australiani, che su tutto preferiscono il cioccolato. I più “nazionalisti” di tutti sono gli spagnoli, che preferiscono la paella, loro piatto nazionale, i messicani i quali amano particolarmente la cucina messicana, e gli indiani che mettono in prima posizione la cucina indiana. Quanti indiani poi abbiano la possibilità di assaggiare altri tipi di piatti per fare un confronto è un altro discorso, che fuorvia in qualche modo i risultati dell’indagine. Ad esempio, dal sondaggio risulta che in Ghana il cibo preferito è il fufu, un piatto tipico locale: chissà però quanti ghanesi hanno la possibilità di mangiare una bistecca o una pizza, o quanti li abbiano mai assaggiate.

Vi siete mai chiesti cosa mangiano i cervelloni nella Silicon Valley?

Lo stile alimentare più in voga prevede cibi grassi, tante proteine e ben pochi carboidrati. Pare aumenti la produttività, ma farà bene alla salute? Si tratta a tutti gli effetti di una dieta o comunque di un regime alimentare che da diversi anni fa parlare di sè con pareri discordanti. L’idea alla base è quella di ridurre drasticamente i carboidrati, lasciando spazio a cibi ricchi di grassi e proteine come carne, pesce, uova, formaggi e avocado. Togliendo l’organismo dei carboidrati, la nostra principale fonte di energia, si stimola il corpo a bruciare i depositi di grasso. Secondo i sostenitori di questo regime alimentare si registra oltre a una perdita di peso, un aumento della concentrazione e della produttività. Nello specifico i carboidrati dovrebbero essere compresi tra i 20 e i 50 grammi al giorno, un quantitativo quindi davvero irrisorio. I grassi invece dovrebbero rappresentare quasi l’80% dell’apporto calorico giornaliero, mentre alle proteine spetta circa il 20%. Per renderci conto di quanto sia estrema questa dieta va considerato che secondo il Center for Desease invece, mediamente gli americani assumono il 50% delle loro calorie giornaliere dai carboidrati, 30% dai grassi e il 15% dalle proteine.Molti nutrizionisti però sono contrari a questa dieta dal momento che la perdita di peso sarebbe principalmente da attribuire al rilascio di liquidi, oltre al fatto che la chetosi che questo regime alimentare induce porta a lungo termine a cedimenti muscolari e a un sovraccarico con relativo affaticamento di reni e fegato. I benefici quindi sarebbero solo nel breve periodo, a lungo andare invece crescono i rischi per la salute, aumenta la stanchezza, si riducono energia, concentrazione e produttività. Se proprio lo si vuole seguire, essendo un regime alimentare sbilanciato è bene adottarlo solo sotto consiglio medico.

Frutti Esotici Strani

Pensate ai primi frutti esotici che vi vengono in mente: se la vostra lista di frutti esotici si ferma a mango e avocado, dovreste dare un’occhiata a questi strabilianti esempi di frutta strana, dalle forme molteplici dai colori straordinari. Si tratta di frutti esotici non sempre facilmente reperibili nei mercati rionali o al supermercato, ma comunque capaci di stupirvi per la loro varietà. Molti di questi frutti esotici vengono dall’Asia, America Latina e Africa: in comune hanno caratteristiche molto peculiari, forme e colori che non hanno nulla da invidiare a design ultra moderni. Limone mano di buddha.Il nome proviene ovviamente dalla sua forma tentacolare, ma questo frutto peculiare non è altro che una varietà di cedro che cresce su alberi di piccole dimensioni in Cina, Giappone e India. Un profumo lievemente agrumato e alcuni usano anche la sua buccia, che viene candita. Frutto curioso che oltre in Asia potete trovare ormai anche in USA. Mangostano Originario dell’Arcipelago delle Molucche: il Mangostano con una polpa ad arillo ovvero polpa tolta dalla bucccia suddivisa a spicchi molto cremosi e dal colore bianco. Il sapore? Fra i litchi e le pesche. Quandong La pesca del deserto australiano, pesca solo come forma, si badi bene, perché il sapore è quello del rabarbaro. Dagli aborigeni veniva usato per scopi medicinali e solitamente è un frutto pieno di vitamina C. La particolarità? I semi sono altamente infiammabili, perché contengono oli, e possono essere usati addirittura come carburante dagli artigiani locali. Ma ci sono anche noi-na (o sugar apple) Monster Fruit Durion  Jabuticaba Cetriolo Africano Fragole Bianche Possono sembrare una diavoleria moderna, ma le fragole bianche al sapore di ananas hanno una storia antichissima, anzi sono i capostipiti di tutte le fragole del mondo. Vengono dal Cile e negli altri paesi vengono chiamate appunto Pineberry.