Le rose sono il dono romantico per eccellenza, se scelte rosse poi, sono una vera e propria dichiarazione passionale. Sarà per questo che a volte svettano tra i mazzolini gialli, anche in occasione della festa della donna? Le delicatissime mimose, invece, sono state elette a simbolo per la festa della donna solo perché sono tra le prime a fiorire? Prima di tutto è bene sapere che la tradizione delle mimose è soltanto italiana, radicata nel nostro territorio da moltissimi anni, tanto da essere divenuta una vera e propria istituzione. Anche i politici, infatti, scelgono le mimose durante i comizi dell’8 marzo e questi fiori addobbano i palazzi romani della politica e persino le piazze in cui sono previste manifestazioni ufficiali in difesa dei diritti delle donne. Ed è proprio negli ambienti della politica che dobbiamo ricercare le origini della scelta della mimosa come fiore da regalare in occasione della festa della donna. Facciamo un passo indietro di ben settant’anni fa. L’Unione Donne in Italia, dopo aver partecipato alla Resistenza, era in piena attività di promozione politica, sociale e culturale a favore delle donne. Due tra le sue esponenti, Rita Montagnana e Teresa Mattei decisero che era necessario scegliere un fiore come dono simbolico per l’8 marzo. Misero allora ai voti varie possibilità, concentrandosi ovviamente sui primi fiori che sbocciano, quando la primavera non è ancora esplosa. Mimose, anemoni e garofani, vennero allora messi ai voti e la mimosa vinse sugli altri per due ragioni. Prima di tutto, benché la sua apparente fragilità, è in grado di crescere anche su terreni particolarmente aridi e difficili e sboccia nonostante le gelate protratte di marzo: delicatezza apparente e forza interiore sono caratteristiche vicine alla figura storica della donna e perfette per interpretarla. Il basso costo della mimosa poi, ne decretò la sua vittoria ufficiale, poiché nel dopoguerra era importante che tutti potessero accedere a questo fiore per farne dono gradito. Da qui in poi la mimosa è divenuta un simbolo sempre più radicato nella nostra tradizione a tutte le regioni italiane. Guardando la sua storia poi, è importante sapere che è un fiore scelto dalle donne per le donne, un fatto che accresce il valore della mimosa come simbolo di impegno sociale, ma anche di auto affermazione. E visto che il difetto della mimosa è che una volta recisa tende a sciuparsi molto velocemente, vi consigliamo di aggiungere qualche goccia di limone nel vaso in cui le metterete in modo che si mantengano più a lungo. E se doveste vedere in giro qualche mimosa rosa, non temete di aver bevuto troppo. Sono il frutto dell’idea divertente che ha scelto di stravolgere la tradizione proponendo di regalare spiritose mimose rosa agli uomini. La provocazione nasce dalla voglia di far riflettere scherzando sulla tematica dei pari diritti… dunque quest’anno, non ci sono scuse mimose per tutti!
La tisana dei monaci buddisti
Avrete sentito parlare della tisana dei monaci buddisti, acquistabile nei negozi bio o in erboristeria ad un costo elevato. Sembrerebbe trattarsi di una bevanda miracolosa. I primi accenni ad essa compaiono su scritti del XI secolo, dove viene citata come “preziosa bevanda”, nonostante sia certo che, sin da tempi più antichi, se ne conoscesse l’uso. La sua divulgazione, invece, è recente, circoscritta all’Asia Centro-Meridionale. Ciò è dovuto alla vita reclusa condotta dai monaci buddisti fino a tempi molto recenti e che, in maniera minore, proseguono ancora oggi a svolgere. I monaci buddisti apprendevano la preparazione di questa tisana durante il periodo di insegnamento nei monasteri, situati lontano dai centri abitati, restando gelosi dei loro segreti, senza divulgare le loro conoscenze. Per prepararla in casa: 1 cucchiaio di miscela di tè verde, un cucchiao di miscela per tisana a base di tulsi; 10 foglie di menta tritate finissime, 1 cucchiaino di aghi di rosmarino sminuzzati finissimi, 1 cucchiaino di fiordaliso secco. Mescolate questi ingredienti secchi, prelevandone un cucchiaio da minestra, da mettere in infusione in una teiera con acqua bollente, insieme a 1 cucchiaino di succo d’aloe vera e 2 gocce di citronella Trascorsi 10 minuti di infusione, filtrate e bevetene una tazza dopo aver dolcificato Tante le sue proprietà: è depurativa, rilassante, migliora la digestione, rimuove le tossine, combatte ansia, stress e agitazione; è antiossidante, contrasta l’invecchiamento cellulare, stimola il metabolismo, è un ottimo rimedio contro la cellulite, oltre a facilitare la perdita di peso. La dose consigliata è di 2-3 tazze al giorno, lontano dai pasti e non va usata in gravidanza e in allattamento. Prima di consumarla, però, è preferibile consultare il medico di fiducia in quanto alcuni ingredienti possono avere effetti indesiderati se si soffre di patologie specifiche o si assumono particolari farmaci.
Il nostro umore dipende anche dalla dieta che seguiamo.
A suggerirlo è uno studio condotto dai membri della Binghamton University i quali hanno condotto un sondaggio online anonimo, chiedendo alle persone di tutto il mondo di completare il questionario Food-Mood Grazie al sondaggio gli esperti hanno scoperto che l’umore nei giovani adulti sembrerebbe dipendere dal cibo, e lo stesso vale per l’umore dei soggetti più anziani. spiegano infatti gli autori dello studio, i quali aggiungono che un altro dato degno di nota è che l’umore dei giovani adulti sembra essere sensibile all’accumulo di sostanze chimiche del cervello:Il consumo regolare di piatti di carne porta all’accumulo di due sostanze chimiche cerebrali note per migliorare l’umore.In altre parole, i giovani adulti che mangiavano carne (rossa o bianca) meno di tre volte a settimana e che facevano sport meno di tre volte alla settimana mostravano un significativo disagio mentale.Al contrario, l’umore degli adulti più maturi sembrerebbe essere più sensibile al consumo regolare di fonti di antiossidanti. Con l’invecchiamento si registra un aumento della formazione di radicali liberi (ossidanti), quindi aumenta il nostro bisogno di antiossidanti.I radicali liberi causano disturbi nel cervello, e ciò aumenta il rischio di disagio mentale. Inoltre, la nostra capacità di regolare lo stress diminuisce, quindi se consumiamo cibi che attivano la risposta allo stress come caffè pasta e pane è più probabile che proviamo angoscia mentale.
Operazioni….di pulizia
Le operazioni di pulizia della nostra casa possono rappresentare un vero e proprio problema. Vediamo a esempio come pulire un decanter. Questa tipologia di vaso ha sicuramente può essere abbastanza difficile da pulire, proprio per la sua particolare conformità. Per eliminare ogni traccia di polvere o sporco sarà necessario utilizzare uno spazzolino con il manico abbastanza lungo. Inoltre, si dovranno rimuovere le macchie d’acqua e di vino all’interno del decanter Prendete un pugno di riso aggiungete un cucchiaino di detergente per piatti e un po’ di acqua cada. Inserite lo spazzolino e muovetelo all’interno del decanter in ogni direzione. In questo modo, la sua parte interna sarà pulita perfettamente. Il riso agirà da leggero scrub, eliminando dalle pareti le macchie di calcaree e le tracce di sporcizia più resistenti. Tappate con la mano l’apertura del decanter, capovolgetelo, e agitate energicamente. Fate attenzione a seguire tutti i passaggi, così da avere un risultato eccellente. Posatelo su delle superfici piane e lasciate agire il detergente per circa una decina di minuti. Trascorso il tempo necessario, eliminate l’acqua saponata e il riso. Risciacquatelo con abbondante acqua tiepida. Ora riempite metà caraffa con dell’aceto bianco e lasciate riposare per un quarto d’ora abbondante. Rimuovete l’aceto e sciacquate con cura. Inumidite un panno morbido e privo di lanugine (meglio se di lino) con un po’ di aceto bianco diluito con acqua minerale, pulite a fondo le aree esterne. Ripassate con dell’alcool etilico e lasciatelo asciugare Non dimenticate mai di prestate molta attenzione a non rompere il vaso durante l’ operazioni di pulizia solitamente questi vetri sono molto fini
I sapori e I profumi tipici della cucina messicana
Sapori forti, piatti ricchi e ricette che trovano nella semplicità delle materie prime il proprio punto forte. Oggi scopriamo i piatti tipici della cucina messicana Le acque trasparenti del mar dei Caraibi e le rovine maya e azteche, infatti, non sono le uniche attrazioni di questo meraviglioso paese: mai oggi, infatti, viaggiare significa scoprire i sapori del luogo, lasciandosi inebriare dai profumi giungenti da piatti spesso lontani dalla nostra tradizione gastronomica, ma ugualmente gustosi e saporiti. E allora, sediamoci a tavola e godiamo di quest’esplosione di colori e aromi. Andiamo a scoprire alcuni dei piatti più famosi della cucina messicana e proviamo a ricrearli anche a casa nostra. Partiamo dai tacos, una vera e propria specialità messicana. Street food per eccellenza, quello dei tacos è un mondo variegato. Base del piatto sono le tortillas di mais che, piegate a mezzaluna, vanno a accogliere il condimento, che può essere tra i più diversi: dal pesce, alla carne, al formaggio, dalle salse dolci a quelle piccanti, passando per quelle agrodolci, crude o cotte, si può dare spazio alla fantasia per dar vita al proprio taco preferito. I Burritos Ancora una volta troviamo una tortilla alla base del piatto. La differenza rispetto ai tacos, però, risiede nel tipo di farina utilizzata e nel modo in cui la tortilla viene arrotolata. La tortilla del burrito, infatti, è normalmente preparata con farina di grano e ripiegata su se stessa andando a formare un fagotto. Il ripieno dei burritos così come per i tacos, può essere molto vario. Abitualmente al suo interno troviamo carne cotta e speziata, insieme a cipolle, salsa piccante e fagioli. Il piatto può essere ulteriormente arricchito, con guacamole, formaggio, panna acida o salsa di pomodoro. Il guacamole È arrivato il momento di fare un ossequio al re delle salse messicane: il guacamole. Il guacamole è una salsa color verde acceso a base di avocado. Perfetta con le tortillas, il guacamole è inoltre servito come complemento di moltissimi piatti della cucina messicana Chili con carne Quante volte avete sentito nominare il chili con carne? Si tratta, forse, di uno dei piatti più celebri della cucina messicana. Si tratta di uno speziatissimo spezzatino preparato con carne di manzo, chili rosso, fagioli rossi e pomodoro. Sovente accompagnato da semplice riso bianco, il chili con carne è una vera e propria esplosione di sapori, adatta però a chi ama il cibo piccante Quelli descritti qui sopra sono solo alcuni degli innumerevoli piatti tipici della cucina messicana: accostarsi ad una tradizione gastronomica diversa dalla propria significa scoprire continuamente sapori e profumi diversi
Mantenere una torta fresca
Potreste non essere i migliori pasticceri del mondo, ma a chi non darebbe fastidio dover buttare via una buona parte della torta che avete faticosamente preparato, magari per una festa di compleanno, perché diventata secca o stantia? Lo chef pasticcere di New York Raiza Costa ha un trucco che darà alle vostre torte una seconda vita. «Una torta avanzata comincerà in poche ore a seccarsi e la glassa a sbriciolarsi. Ma se le mettete vicino una mela sbucciata, questa manterrà a lungo l’umidità ed eviterà che la torta si asciughi»…..Provare per credere!
Le viole ….belle…e buone..
Le viole del vostro balcone, o nel vostro giardino possono essere usate per creare uno sciroppo che vi addolcirà la giornata! Con lo sciroppo alle viole potrete addolcire budini, torte e macedonia oppure prenderne qualche cucchiaio quando la tosse infastidisce la vostra gola. Per realizzare questo sciroppo prendete 60 grammi di petali, circa 25 fiorellini di viole, 150 ml di acqua e 300 gr di zucchero. Fate bollire l’acqua e versatela sui petali di viola che avrete messo in una ciotola dopo averli lavati accuratamente. Mescolate leggermente con un cucchiaio di legno e lasciate riposare per circa 2 ore per creare un infuso di viole. Filtrate bene il liquido con un colino, mettetelo in un pentolino ed aggiungete lo zucchero. Portate lentamente ad ebollizione, lasciando sciogliere lo zucchero e continuate la cottura finché lo zucchero non sarà del tutto sciolto, poi toglietelo dal fuoco lasciatelo raffreddare. A questo punto non dovrete solo imbottigliare sciroppo di viole e conservarlo in un posto fresco e asciutto.
Gli italiani vogliono la pasta… di verdura
Secondo un’indagine in cima ai desideri degli italiani in fatto di prodotti vegetali ci sono gli spaghetti fatti con la verdura. Una curiosa ricerca sui prodotti vegetali mette in luce che i consumatori italiani acquisterebbero volentieri la pasta di verdura, ma che non la trovano nei negozi. Cosa gradirebbero gli italiani nel reparto ortofrutta del loro negozio di fiducia? I gusti cambiano e gli italiani sono incuriositi dalle novità. Tra i prodotti che vorrebbero acquistare, ma che non trovano nei supermercati e nei negozi alimentari, al primo posto ci sono gli spaghetti a base di verdure. A scoprirlo è stato Agroter, che ha chiesto a un campione rappresentativo quali prodotti ortofrutticoli compererebbe, ma che non trova nel negozio in cui normalmente compra frutta e verdura. In testa ai desideri degli intervistati ci sono dunque gli spaghetti a base di verdura preparazione che ha riscosso molto successo negli ultimi anni grazie all’accresciuta attenzione verso un’alimentazione più sana, dove trovano spazio i prodotti vegetali. La pasta di verdura la si trova spesso tra le proposte gastronomiche dei ristoranti vegetariani, vegani o soltanto orientati a piatti leggeri e salutari. Si può anche facilmente preparare in casa, basta munirsi dell’apposito attrezzo a spirale che trasforma in spaghetti la verdura. Non solo pasta di verdura Al secondo posto fra i desideri ortofrutticoli degli italiani che non trovano ancora risposta, ci sono le salse fresche di verdure e legumi Seguono poi, germogli freschi flan di verdura smoothies ed estratti, fino ai prodotti noti per le loro proprietà benefiche, come frutti di bosco, frutta esotica e i cosiddetti super food ovvero bacche di goji, curcuma e zenzero, l’attuale tendenza in Italia è quella di declinare i piatti della tradizione in una versione più salutare, ecco allora che anche la pasta diventa vegetale e come si compra la pasta di cereali al supermercato, ci si aspetta di comprare anche quella fatta con le verdure.
Mani screpolate, rimedi naturali che funzionano
Il freddo porta con sé, purtroppo, anche numerosi fastidi alla pelle: le prime a risentirne sono proprio le nostre mani che, puntualmente, si screpolano causano anche piccoli tagli e conseguenti dolori. Le mani screpolate infatti non sono solo un problema “anti-estetico” ma possono causare anche sofferenza in chi ne è soggetto. Esclusi problemi di salute come l’orticaria da freddo, riuscire a rimediare a delle mani molto screpolate e secche non è poi così difficile. In molti curano l’aspetto delle loro mani e sono fanatici delle creme da utilizzare più volte al giorno. Quando però smettono di idratare con la crema le mani, queste si screpolano subito Ci sono semplici rimedi naturali per donare nuovamente morbidezza mani: Creme idratanti: utilizza, più volte al giorno, una buona crema idratante. Un consiglio? Tieni un flacone in borsetta ed uno sul comodino della camera. Ti ricorderai sempre di applicarla prima di andare a letto. Impacco di emergenza: se hai le mani molto screpolate e vuoi effettuare un trattamento che possa darti un beneficio quasi immediato, prova questo impacco di emergenza. Applica abbondante crema sulle mani mettine proprio tanta! oppure, se non hai una buona crema mani a portata di mano, alcune gocce di olio di oliva. Indossa un paio di guanti in lattice e tienili per almeno 2/3 ore. Se la situazione è proprio “critica”, puoi indossarli anche per tutta la notte. La mattina seguente le mani saranno morbide come la pelle di un bambino! Per evitare la pelle secca e taglietti sulle mani ricordati sempre di indossare dei guanti idonei quando fai le pulizie di casa: i detersivi sono molto aggressivi e tendono a seccare ed irritare la pelle. Asciuga bene le mani dopo ogni lavaggio ed applica sempre un velo di crema idratante di buona qualità. Applicala con attenzione anche nello spazio fra le dita e sulle unghie: queste zone delle mani tendono a seccarsi con facilità Quando esci di casa indossa sempre un paio di guanti protettivi: se usi il motorino o la moto, a maggior ragione, scegli un paio di guanti che, oltre a tenere caldo, ti proteggano anche dal freddo e dall’aria. Seguendo questi consigli la pelle delle tue mani sarà morbidissima, liscia e prima di screpolature e tagli. Provare per credere!
Frullati,centrifugati, estratti
Verdi, buoni, nutrienti e super carichi di vitamine. Frullati, centrifugati e succhi, possono sostituire il pasto, valere come spuntino, o come carica mattutina. Purché siano…verdi ! Frutta e verdura… green! Parola d’ordine green, non solo come filosofia di vita, ma a tavola e nel bicchiere. Prendete vegetali color smeraldo o lime e combinateli in un concentrato di vitamine e sali minerali incredibile. Mixando il 60% di frutta e il 40% di verdura per non avere una bevanda dal troppo sapore di ortaggio, si ottengono concentrati, frullati e succhi preziosi per il nostro organismo, soprattutto ora che le temperature sono particolarmente fredde e umide.Vediamo qualche differenza, tra frullato e concentrato, succo estratto. Ecco, occorre fare chiarezza per capire meglio come “agiscono” i tre procedimenti di preparazione, quali sono gli ingredienti e quando è meglio bere uno smoothie piuttosto che un centrifugato.Centrifugato. Lo fa ricordare la parola stessa: il centrifugato si prepara con una centrifuga, elettrodomestico simile ad un frullatore, dotato di una lama sottile circolare che girando ad elevatissime velocità tritura la frutta e la verdura per poi spingere la poltiglia verso un setaccio a fori piccoli che fa filtrare il succo e parte della polpa trattenendo gli scarti. Generando calore e incamerando aria nel prodotto, si favorisce una più rapida ossidazione del succo e la degradazione di alcuni enzimi e vitamine. Trattenendo molto scarto costituito però da sali minerali e fibre, si ha uno spreco nutrizionale in più. Inoltre, ricordate che le verdure a foglia verde racchiudono molte fibre, ma poco succo, quindi non sono molto adatte. Quando? Spuntino spezza fame.Frullato. Frutta e verdura vengono messe in un bicchiere recipiente insieme a del liquido acqua, latte, latte vegetale, succo di mela, succo d’arancia, dove poi una doppia lama ad immersione sbriciola girando ad elevata velocità. In questo caso la polpa viene totalmente trattenuta nel prodotto finale. Il frullato è sicuramente più saziante per due motivi. In primo luogo l’aggiunta di latte, vaccino o vegetale che sia, rende il prodotto più ricco di grassi e proteine. In secondo luogo contiene tutta la polpa e le fibre che sono state spezzettate. L’unico in cui si possono usare frutti e ortaggi poco acquosi come frutti poco acquosi spinaci, avocado o fichi che hanno una resa bassissima con gli altri sistemi. Quando? Dopo la palestra o in sostituzione del pasto.Succo o estratto. L’estrattore invece al posto della lama circolare ha una coclea che non spezza il cibo ma lo mastica e lo spreme, ricavandone il succo. In questo caso la polpa viene quasi completamente trattenuta ed eliminata come scarto. L’estrattore lavora a basso numero di giri e quindi non riscalda il prodotto evitandone la rapida ossidazione. L’assenza di polpa e fibre insolubili rende prontamente e del tutto assimilabili i nutrienti. Inoltre è adatto a tirare fuori il succo dalla verdura a foglia e anche dai semi consentendo la preparazione di molti latti vegetali come quello di mandorle. Il succo fresco contiene la parte solubile delle fibre, risultando essere un validissimo aiuto per il benessere dell’intestino. Inoltre permette di utilizzare anche la buccia degli agrumi, ricca di preziosi oli essenziali. Quando? Ogni giorno per iniziare bene la giornata.