Un elisir di lunga vita, sarete felici.

Ogni paese ha il suo, e una delle cose belle della globalizzazione è che i crossover sono sempre di più. Negli Stati Uniti quella che ora è la bevanda virale du jour fra i salutisti ha un nome delizioso: Po Cha. È deliziosa anche nel sapore, è confortante, cremosa e regala davvero qualche minuto di felicità mentre si consuma. Ma tutto questo sarebbe relativo se non fosse anche ricca di proprietà meravigliose. Ma cosa è il Po Cha, detto anche butter tea? In Tibet è popolare quanto da noi il brodo caldo nei giorni freddi, si consuma regolarmente da  anni e offrirla agli ospiti è un atto di estrema gentilezza. C’è anche un curioso rituale, a riguardo: ogni volta che l’invitato beve qualche sorso dalla tazza si deve subito rabboccare versandone un altro po’. Rifiutare la tazza di Po Cha è maleducazione: se non si vuole bere si tiene in mano, o posata davanti a sé, senza toccarne un goccio fino alla fine della visita. Il butter tea si chiama così perché gli ingredienti tradizionali sono foglie di , burro di latte di yak molto più grasso del nostro, acqua e sale. Ma in mancanza del burro di yak, va benissimo anche quello vaccino. Il butter tea è una bevanda chiaramente invernale perché molto calorica e molto densa, ideale per gli sportivi o per le giornate che richiedono un dispendio particolare di energie. Fra i suoi altri miracoli ci sono: aumento delle energie, idratazione profonda della pelle innalzamento della temperatura corporea quindi ideale per chi scia, miglioramento della digestione, protezione del cuore. è anche utile contro il mal di testa, l’irritabilità e l’insonnia Ma attenzione: tutte queste proprietà si possono sfruttare solo trovando la dose ideale per noi. Come si prepara il Po Cha? Le dosi sono: 4 tazze d’acqua, due cucchiaini di , un pizzico di sale, due cucchiaini di burro, 1/3 di tazza di latte intero. Il ideale sarebbe quello tipico del Tibet. Non si trova al supermercato, ma nelle grandi città, in negozi specializzati, o su internet, si può acquistare abbastanza facilmente. Questo tè antichissimo è famoso per l’azione stimolante sul cervello e i poteri antiossidanti, due fattori che aiutano anche la prevenzione dell’Alzheimer. Ma se non riuscite a trovarlo, va bene anche del nero comune. Si porta l’acqua a ebollizione e, senza spegnere, si aggiunge il e si lascia bollire un paio di minuti. Si aggiunge il sale, si spegne il fuoco, si toglie il si aggiunge il latte. La mistura va versata in una tazza larga dove si trova già il burro, che inizierà a fondere. Più si mescola, più verrà buono. Ricordatevi di berlo tutto prima che raffreddi. Freddo perde ogni attrattiva. Caldo, è una vera droga di cui non farete più a meno, d’inverno.

Come essere felici in pochi minuti

E se vi dicessimo che basta esercitarsi 60 secondi al giorno per essere davvero felici? Prendete appunti…e orologi.Orologio…. set: 60 secondi. Il tempo adeguato per un piccolo gesto e per essere felici. Lo sgomento di chi annaspa sotto pianificazioni, scelte a lungo termine, incastri quotidiani è palese: basta meno di un minuto e la strada verso la felicità è estesamente spianata. Malfidati, ricredetevi, ecco come si può quantificare il tempo da dedicare alla felicità personale. Non parliamo di grandi aspirazioni o sogni ad occhi aperti: la felicità sta nella realtà di tutti i giorni. In un minuto che dedichiamo a qualcosa che può aiutarci ad essere felici. La più sfuggente delle emozioni, quella che dura pochissimo e che è tale solo se condivisa, dipende dal suo negativo, l’altra faccia della sua medaglia di esistenza: i pensieri no, che possono trascinarci in una spirale triste dalla quale diventa difficile uscire. Invece la felicità è un esercizio quotidiano: praticare l’ottimismo invece del pessimismo e del “tutto nero ma lo affronto con ironia” è la chiave. Essere ottimisti non significa per forza non essere realisti, ma guardare oltre la situazione brutta senza perdere le speranze: un modo per dire “Ok, sarà difficilissimo superare questo ma mi aiuta a capire qualcosa in più di me”. Eliminare le negatività passa dai rapporti sociali e da come ci poniamo noi nei confronti del mondo, non solo dalla sicurezza degli oggetti di cui ci circondiamo. Stop all’accumulo inutile, ok. Ma non buttare tutto-tutto: ci sono oggetti apparentemente insignificanti che sono simboli di una vita. Il biglietto di auguri per un compleanno passato ti ricorda un momento bello o una persona cara? Non buttarlo. Invece potresti continuare a tenere un regalo sgradito solo perché costosissimo o “prezioso”, nonostante sia stato il dono di qualcuno che è fuori da tempo dalla tua vita. In questo caso, pensaci bene: ti piace davvero, lo usi?. Togli da casa, dai mobili, dalla tua vita tutto quello che è superfluo in modo negativo. rivalutiamo quanto peso diamo agli oggetti riteniamo indispensabili per la nostra storia personale. Felicità, come trovarla? Preparati con guanti e sacchetti e butta via, ti sentirai molto meglio. Sono questo tipo di cose che durano un minuto o anche meno ad essere un training perfetto per la felicità, perché sono esperienze. La verità sta qui: sono le esperienze che ci rendono felici, non le cose legate a quelle esperienze, che funzionano solo nel ricordo.

La vera svolta di Pasqua l’uovo al gin tonic

Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi. Con il cibo che vuoi, specialmente. Un uovo di Pasqua al gin tonic per ovviare all’argomento più ovvio che esista, grazie, è l’idea più sana dell’azienda inglese The Treat Kitchen che per le sue Uova di Pasqua  non intese in termini di sorprese magari sul web ha voluto strafare, entrando nella scia delle tendenze gin migliori del momento. Un semplicissimo uovo di cioccolato bianco aromatizzato al gin tonic rigorosamente da non condividere con eccessi di nipoti urlanti. Addio a pranzi in famiglia, benvenuta Pasqua 2018 in solitaria. O quasi. Potete sicuramente condividere con un partner particolarmente restio, pena la spazzolata definitiva del simbolo della Pasqua più storico che c’è. In ogni caso esiste anche la confezione regalo con uovo gigante + ovetti mini, quelli  perfetti per la condivisione che dovrebbe essere sport nazionale. Se la SPA in Scozia vi è sfuggita e non potete fare a meno del gin tonic da bere, arriva anche quello da mangiare. Un Uovo di Pasqua di cioccolato al gin. Che va oltre la marmellata al gin, s’intende. Se volete  lasciare da parte le uova di cioccolato al latte da grande distribuzione  e buttarvi su qualcosa di decisamente più particolare, non solo nella confezione, ma proprio nel gusto. Unico inconveniente: le uova di Pasqua al gin e al prosecco + fragola si comprano purtroppo solo in Inghilterra, direttamente nel negozio di Nottingham o online con consegna nel Regno Unito. Niente in Europa, non ancora almeno, anche se le consegne a domicilio stanno cambiando lentamente. Ma nel brevissimo termine, il vostro asso nella manica? Gli amici che sono li per lavoro o studio. Avvisateli o fatevele spedire le vostre uova di Pasqua in cioccolata aromatizzata o se siete più fortunati sarà loro cura consegnarvele quando tornano in Italia per le attese vacanze… sempre che non se lo mangino prima.

Si al cioccolato ..ma attenzione

Il cioccolato non rappresenta per forza un’insidia per la linea, né tantomeno un pericolo per la salute. Al contrario: la giusta varietà, consumata in determinate fasce orarie e quantità, può avere effetti benefici e aiutare persino a dimagrire. Parola di Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, lancia una serie di consigli per la Pasqua che coniugano salute e cioccolato. Sì al cioccolato, ma bisogna saperlo scegliere. La varietà fondente dal 70% in poi, con poco zucchero aggiunto, aromatizzato all’arancia, al peperoncino, alla cannella, alla vaniglia, con la granella di cacao, è l’ideale per concedersi un peccato di gola. Serenità e altri benefici. La Pasqua coincide spesso con l’arrivo della primavera che porta con sé cambiamenti umorali, squilibri della serotonina e tanta voglia di dolci, che è compensatoria. Approfittando delle uova pasquali, possiamo trarne il massimo beneficio senza troppe ripercussioni sulla linea: il cioccolato fondente è un’ottima fonte di serotonina, nota come ‘ormone del buonumore’, e svolge un’importante azione antiossidante. Il cioccolato fa dimagrire, ma all’ora giusta. Il momento migliore per consumarlo va dalla mattina al pomeriggio, per avere una sferzata di energia costante, un umore allegro, un ‘boost’ al metabolismo che può aiutare il dimagrimento. Occhio a quantità e cibi associati. La quantità ideale di cioccolato deve essere compresa fra 30 e 70 grammi, a seconda del proprio metabolismo, e dell’attività fisica svolta. L’esperta invita a ricordare anche di non associare cibi troppo ricchi di grassi alla cioccolata, perché questa ne contiene a sufficienza. Quindi nei giorni delle uova pasquali sarebbe opportuno ridurre l’introito di creme, formaggi, burro, fritti e intingoli.

Doccia o vasca…qual’è la soluzione migliore?

Nei casi in cui si debba progettare un bagno  in cui c’è lo spazio limitato, si deve fare una scelta o la doccia o la vasca. In questo caso che si fa? Al momento della progettazione di un nuovo bagno o del restauro di questa stanza, occorre prendere delle decisioni che soddisfino le nostre esigenze. Il bagno presenta degli impianti che potrebbero con il tempo usurare l’intera stanza. Per questo motivo, occorre prendere le decisioni più adatte all’ambiente, prima di dover incorrere in spese eccessivamente onerose quanto evitabili. In alcune stanze è possibile installare entrambe le soluzioni. Ma questa soluzione potrebbe incidere negativamente su altri fattori: tubature, funzioni degli accessori errate o difficoltà di utilizzo dell’una o dell’altra. Inoltre, bisogna sempre tener conto dell’uso e delle preferenze personali, così come della comodità. Solitamente, infatti, se il bagno viene utilizzato da persone che sono un po’ avanti con l’età o con difficoltà motorie la vasca non è propriamente indicata, a meno che non sia un modello particolare con l’entrata e la seduta agevolata. Una  delle caratteristiche da cui partire per progettare un bagno e soprattutto per scegliere se installare un box doccia  o una vasca è la conformazione della stanza. Metri quadri, forma e suddivisione della stanza incidono molto su questa scelta. Ad esempio, un bagno stretto e lungo non è un luogo adatto ad una vasca, meglio sfruttare la al meglio gli spazi andando ad collocare un box doccia nella zona sul retro, sfruttando invece quella davanti per lavandino e sanitari. In questo modo si evita di creare strutture che ostacolino i movimenti, rimpicciolendo lo spazio a disposizione. Questo concetto, ovviamente, si adatta anche ai bagni piccoli. Una vasca occupa uno spazio alquanto ampio, mentre una doccia, se ben fatta, potrebbe essere un elemento d’arredo eccezionale. Rinunciando alla vasca, in questi casi, non si rinuncia allo stile, anzi, con questa soluzione si aumenta la possibilità di realizzare una stanza dallo stile strepitoso. Alcune soluzioni, invece prevedono l’installazione di vasche integrate con la doccia. Una soluzione, questa che potrebbe risultare pratica e funzionale. L’importante è sempre tenere conto delle misure!

 

Idee per matrimoni cristalli vetri e specchi

Tra i supporti ideali per allestire la sala del ricevimento nuziale non possono mancare gli specchi, che possono consentire di dare un tocco davvero originale alla location e senza spendere ovviamente una fortuna. Questi possono creare un’atmosfera ricca di riflessi magici e suggestivi. Usateli come centrotavola, come sottopiatti o sottobicchieri, cercando sempre di metterli in sicurezza specie se in presenza di bambini. Non solo, si possono sfruttare come segnaposto se sono piccoli ed incorniciati elegantemente, oppure sceglieteli per le decorazioni della stessa sala, da appendere alle pareti o sopra un camino, o ancora da usare come tableau con scritte delicate e in bella grafia: darete sicuramente un aspetto romantico, raffinato e insolito alla vostra festa. Insieme a questi elementi decorativi, o sistemati da soli nei punti strategici della sala sono ideali anche i cristalli , le gemme in vetro più o meno preziose e disponibili in infinite forme e dimensioni. Questi brillanti accessori possono essere presenti sulla tavola e annessi ai fiori o alla decorazione, fungere da segnaposto se di dimensioni importanti, oppure possono scendere a cascata sul perimetro della sala o sui tavoli come fossero lampadari super luminosi. Infine tanti accessori in vetro come i bicchieri, i vasi dalle forme più diverse e dal mood sia elegante che rustico possono essere usati per la decorazione della location. Questi raggruppati in gruppi di minimo 4 o 5 pezzi diversi saranno sistemati sui tavoli della confettata, agli angoli della sala, su mensole del camino o come centrotavola e possono ospitare fiori, origami, caramelle, confetti, tappi di sughero ed ogni sorta di decorazione a tema con il matrimonio.

Tutto in ordine

Se anche a te capita di cercare invano le chiavi di casa o qualunque oggetto che sai di avere ma non ricordi bene dove, se hai una montagna di roba ammassata in garage, se non sai come organizzare il tuo guardaroba, e soprattutto non hai mai considerato che tutto questo influenza la qualità della tua vita.. Un quarto di spazio libero e 15 minuti al giorno di sistemazione, possono esserti utili. Non che bastino per una casa perfetta, ma sono le basi di una buona organizzazione, ne parla anche  Daniela Faggion nel suo manuale di organizzazione pubblicato dall’editore Morellini che si occupa della casa e della vita in generale perché non ci sono solo stanze, ma anche agende e borse. Prima però meglio mettere ordine a casa. Iniziando dal cosa non fare.I mobili non sono nascondigli. Riponiamo oggetti puliti e disposti in modo da reperirli facilmente e utilizzarli spesso. Da cui deriva il punto numero due: l’armadio non è un sarcofago. Il letto non è una cuccia. Va rifatto ogni mattina, così sarà il primo compito della giornata portato a termine. Ne consegue che il bagno non è un ripostiglio e la cucina non è una mensa.Il pesce puzza dalla testa e gli errori in casa si vedono subito: dall’ingresso. È il punto in cui perdiamo più tempo a cercare chiavi e quant’altro. Fantastica una cassettiera, o se siete fortunati e avete spazio un mobile a muro capiente, con il tubo per le grucce, qualche scaffale, una scarpiera e ganci ad hoc. Lusso vero è un piccolo disimpegno attrezzato in ogni sua parte. Anche i vecchi attaccapanni a parete assolvevano in parte a queste funzioni, ma molto probabilmente un giro mirato in uno negozio di mobilio ci può aiutare a trovare mobiletti e assi su misura per gli spazi che abbiamo a disposizione. Le cose poi vanno ordinate secondo coerenza di tipo e utilizzo. L’organizzazione e l’ordine non risultano tanto nel trovare una nuova ubicazione agli oggetti, quanto nel dare loro il giusto spazio vitale. Stipando con ordine un armadio, molto presto avremo un armadio caotico perché la ricerca di un vestito finito dietro tutti gli altri, ad esempio, diventa il primo passo per creare nuovo caos. Il principio Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa, è corretto ma riduttivo. Avremo il nostro risultato migliore quando saremo in grado di decidere a quali cose valga la pena trovare il posto più funzionale possibile.

Consigli per un perfetto tè all’inglese

Una tradizione che risale al 1800 quando gli inglesi erano soliti consumare solo colazione e cena. Si dice che la  Duchessa di Bedford, amica della Regina Vittoria, ogni giorno nel tardo pomeriggio era colta da un forte senso di fame che le rendeva difficile aspettare la cena. Il divenne la soluzione a questo problema che insieme a qualche dolcetto diventò lo spuntino per tenere a freno la fame durante il giorno. Ben presto questa usanza della duchessa divenne presto condivisa da amici e conoscenti e così nel corso dei secoli si trasformò in una vera e propria tradizione, nonché evento mondano a cui donne sofisticate ed eleganti avevano piacere a parteciparvi. Se volete trascorrere un tipico pomeriggio con gli amici accompagnati dal celebre delle cinque, ecco come preparare un perfetto all’inglese con regole precise. L’acqua deve essere dolce e poco mineralizzata per non alterare il sapore del , quella del rubinetto è troppo forte e ricca di calcare. la temperatura è molto importante e varia in base al tè che si vuole preparare. I neri richiedono i 96°, mentre per quelli più delicati come quello verde o quello bianco, l’acqua deve essere intorno ai 70°. Se non avete i bollitori dove si può impostare la temperatura potete usare un semplice termometro alimentare. La regola vuole che si usi un contenitore in porcellana, una teiera sarebbe l’ideale. La plastica fa attaccare i tannini del ai lati, mentre il metallo potrebbe danneggiare il sapore. La ceramica invece, essendo porosa, raffredderebbe troppo in fretta il vostro tè. Una volta che l’acqua avrà raggiunto la temperatura ideale versatene un po’ nella teiera, lasciatela per un paio di minuti e poi versate il resto dell’acqua calda. Questo processo eviterà lo shock termico causato dal contatto con il contenitore a temperatura ambiente e manterrà l’acqua alla temperatura desiderata. Mettere le foglie di in infusione nella teiera e poi filtrarlo. Generalmente si calcola un cucchiaino scarso di foglie per tazza più uno extra per la teiera.Il tempo di infusione dipende dal tipo di , generalmente va da 3 ai 6 minuti, tempo indicato comunque sulla confezione. In Inghilterra è tipico aggiungere al del latte senza associare lo zucchero. C’è chi afferma che il latte va versato nella tazza prima del così da non perdere le proteine dell’infuso. Al contrario molti britannici preferiscono versare il latte dopo il tè così da metterne la quantità giusta.

Acquistare una bottiglia di vino

La prima cosa da scegliere è il luogo giusto dove acquistarlo… Buona selezione, prezzi interessanti e sconti niente male. Una volta entrati nel negozio fate attenzione a beccare lo scaffale giusto. Potete infatti trovare diversi  reparti dedicati al vino tipo quello con i vini “per cucinare” Prezzi stracciati, vini in cartone, dame da 5 litri…. Poi trovate lo scaffale “pregio”, spesso fatto in legno, con bottiglie rinomate e costose. Ci sono i vini francesi e gli italiani più famosi. I prezzi vanno dalle 20 in su… difficilmente troverete offerte e vi servirà un bel portafoglio gonfio per acquistare questi vini. In tal caso per gli acquisti “prestigiosi” meglio rivolgersi ad una enoteca. Per concludere c’è il terzo scaffale quello più grosso… é il vostro scaffale… dalle 3 alle 20 euro ci trovate un po’ di tutto… sono migliaia di bottiglie, è da li che dovete pescare il vostro jolly.Spiace dirlo, ma il vino è un prodotto, e in quanto tale, vale la stessa regola di tutti gli altri prodotti del supermercato. Nel 90% dei casi la qualità si paga. Diciamo quindi che il primo indicatore soprattutto per i non esperti per comprare un “buon” vino è il prezzo. Nello specifico, considerando i costi di produzione, il trasporto e i ricarichi vari, è preferibile ad eccezione di particolari offerte di non acquistare bottiglie sotto le 5 euro. Da li in su a voi la scelta. Su questa cifra trovate sicuramente vini validi. Tra le 5 e le 8 euro potete trovare “roba” buona ma con qualche rischio. Sotto le 5 euro siete ad altissimo rischio, il vostro vino da pasto ha ottime possibilità di essere declassato a vino “per cucinare”. Se avete 10 euro in tasca non fatevi fregare dalla voglia di portarvi a casa un vino rinomato come il Barolo, meglio investire la stessa cifra su una Barbera di media fascia, che sicuramente sarà una buona Barbera. Quindi a parità di costo meglio evitare il vino “rinomato” in versione economica e puntare su quello meno pregiato nella versione più costosa. Insomma meglio un Barbera figo che un Barolo scadente o un buon Chianti classico rispetto ad un Brunello di prima fascia. Lasciatevi pure attirare dalla veste grafica delle etichette. Per prima cosa evitate di acquistare bottiglie con etichette orrende in carta plastificata. Guarda caso, quasi sempre sono anche quelle più economiche. Se poi vi va di sfiga e dietro ad una bella etichetta c’è un pessimo vino, potete sempre consolarvi guardando la “scena che fa” la bottiglia sulla mensola. Dopo che avete scelto una bella etichetta… leggetela. Si sa che le informazioni sulle etichette delle bottiglie latitano. A parte le solite 4 righe descrittive rosso rubino, giallo paglierino, di corpo, ideale con il pesce ecc… possiamo trovare qualche informazione che può tornarci utile. Per prima cosa, se come non amate i vini mossi, fate attenzione quando acquistate il Gutturnio o la Barbera. Verificate che ci sia la dicitura “frizzante”, “vivace” o “fermo”, così evitate di ritrovarmi a tavola un bicchiere con due dita di spuma.

Il primo supermercato senza plastica

Succede ad Amsterdam, dove la catena specializzata in prodotti bio ha inaugurato il primo reparto al mondo senza plastica, sostituendo l’imballaggio dei prodotti con vari materiali biodegradabili e altri materiali riciclabili come metallo, cartone, vetro, e cesti come contenitori. Per il momento si tratta di un esperimento partito dal primo negozio della catena, Non pensate ai piccoli rivenditori di alimenti sfusi, con i dispenser di cereali fissati alle pareti: la novità sta proprio nelle dimensioni dell’offerta, che con circa 700 prodotti privi di imballaggi di plastica diventa un’alternativa credibile ai supermercati tradizionali. Carne, riso, frutta e verdura, salse e latticini di ogni genere; tutto è in vetro, metallo o carta, e alcuni biomateriali sono frutto di pura sperimentazione, messi al banco di prova per la prima volta, come ha sottolineato Com’è facilmente immaginabile non si tratta di un’iniziativa fine a sé stessa, la provocazione serve a dare il buon esempio, a provocare reazioni e, possibilmente, a fare da apripista per altre catene. Secondo i dati diffusi dall’Ue, ogni anno gli europei generano 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, ma neanche il 30% viene raccolta per essere riciclata. Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l’85% dei rifiuti su mari e spiagge. A plastic planet, il gruppo ambientalista, è stato categorico: per decenni hanno venduto ai consumatori la bugia che non possiamo vivere senza plastica nel cibo e nelle bevande. Un reparto privo di plastica cancella questa falsa convinzione. Finalmente possiamo vedere un futuro in cui il pubblico può scegliere se acquistare plastica o meno. Allo stato attuale non abbiamo scelta.