Alimenti scaduti ecco quando non sono più da consumare

Oltre la data di scadenza, gli alimenti possono subire un’alterazione dal punto di vista nutrizionale. Nel primo caso si tratta di cibi freschi, ad alto contenuto di acqua, che sull’etichetta riportano la dicitura “da consumarsi entro”. Le etichette sono affidabili, ma lasciano sempre un margine di consumo. Quindi è importante fidarci delle nostre sensazioni o impressioni giudicando un alimento dall’odore, dal colore e anche dalla compattezza. la Dottoressa Laurenti,  spiega quali alimenti  possono essere un pericolo per la nostra salute e quando è il caso di non consumarli. Lo yogurt, ad esempio, a meno che non ci siano evidenti segni di alterazione, non rappresenta un rischio, quello che si può perdere sono le proprietà nutritive legate ai lattobacilli. Ma questo, secondo uno studio francese, avverrebbe addirittura dopo tre settimane. Da evitare, invece, sono il consumo di latte massimo due giorni dopo la scadenza. Se la confezione del formaggio fresco che avete nel frigo si è gonfiata, al suo interno è in corso un’alterazione batterica; se ha fatto la muffa, toglierla può non essere sufficiente. Questa a volte può entrare nella pasta del formaggio, e nei casi peggiori può produrre micotossine liposolubili. Anche con l’uovo è meglio non rischiare, se affonda nell’acqua è ancora buono ma sconsiglierei di consumarlo oltre i due giorni dalla scadenza. Nel caso della spremuta d’arancia, dopo due ore la vitamina C si perde rapidamente a causa dell’ossidazione, e potrebbe accadere anche nelle macedonie non consumate subito, a seconda della varietà di frutta. Anche le verdure in busta sono abbastanza deperibili, infatti dopo la data di scadenza In linea teorica, tutti gli alimenti a basso contenuto di acqua, oltre la data di scadenza indicata e conservati correttamente, sono innocui per la salute. L’unico discapito è quello di perdere le sostanze nutritive e alterare il sapore originale dell’alimento.

 

3 pensieri su “Alimenti scaduti ecco quando non sono più da consumare

  1. A me è capitato di mangiare della pasta scaduta da sette anni, ed era buonissima. Per certe cose ho l’impressione che mettano una data di scadenza solo per costringerci a ricomprare le cose.
    Approfitto dell’occasione per aggiungere una cosa che forse non tutti sanno, in merito ai farmaci scaduti; normalmente si tende a buttarli, pensando che possano fare male, ma non è così: un farmaco viene considerato scaduto quando ha perso oltre il 10% dei suoi principi attivi. Vale a dire che se prendo un antidolorifico scaduto potrà essere meno efficace, ma non c’è il rischio che mi provochi danni.

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  2. Sulla questione scadenza le cose sono ancora poco chiare oggi. Certo, può essere che la data sia stata introdotta di proposito per evitare speculazioni sui prezzi. Che lo sia stato per la deperibilità. Serve comunque più chiarezza. E poi le due diciture: “consumare entro” e “consumare preferibilmente entro”, possono trarre ancora in inganno chi non ha chiaro l’esatto concetto.

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