E’ la prima pausa di primavera, un lungo weekend da trascorrere con la famiglia e gli amici resta solo da decidere dove recarsi. Abbiamo pensato di esplorare la Toscana. Sono sempre di più i luoghi che, immersi nella natura offrono la soluzione per disintossicarsi dall’uso di telefoni e computer, la Maremma per esempio con il suo mare cristallino, lunghe spiagge o scogli, monti ricoperti da boschi, zone lacustri e pianeggianti, verdi colline e zone termali naturali, oppure abbiamo pensato a percorrere le strade del vino e dell’olio in Chianti dove le nostre giornate saranno scandite da ore di luce, dai profumi e dalle musiche della natura, però anche Firenze meravigliosa città d’arte dove dopo una visita culturale e un po’ di shopping potremmo fermarci a sorseggiare un cocktail ammirando il centro storico di Firenze…… si abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.
Preparativi di Pasqua
Da un po’ di anni ormai si è soliti addobbare la casa anche per la Pasqua, prima si faceva solo l’albero di Natale in occasione di dicembre ma ora sempre di più si elogia l’arrivo della primavera e della pasqua addobbando la propria casa con le decorazioni pasquali. Non c’è bisogno di una spesa eccessiva, basta un ramo di un albero a cui vengono appesi vari soggetti pasquali ovetti decorativi farfalle e non può certo mancare il simbolo per eccellenza il pulcino
Olio si ma attenzione in cucina
L’olio è una fonte di grassi di natura vegetale che troppo spesso viene demonizzata. Presi dalla foga di una dieta restrittiva, infatti, si finisce per togliere completamente il consumo dell’olio. Se volete limitare l’uso dell’olio in cucina, provateci pure ma conservate il piacere di usare l’olio extravergine d’oliva “a crudo”. Se l’olio non raggiunge alte temperature, infatti, è più salubre. Olio, meglio usare quello extravergine d’oliva crudo. L’olio è un condimento che, se viene posto a cottura e raggiunge alte temperature, diventa un nemico per la salute, a lungo andare e con elevate dosi, come tutti i grassi si accumulerà nelle arterie e sui fianchi! È consigliabile usarlo a crudo e con dosi controllate. Pensate a quante persone scelgono di mangiare un’insalata leggera e poi, per insaporirla, l’annegano nell’olio! Quanto olio usare per condire l’insalata? Per 200 gr. di insalata basta un cucchiaio di olio d’oliva. Anche nei sughi, l’olio, può essere aggiunto a crudo, a fine cottura. Esistono diversi modi per cucinare senza olio e senza dover rinunciare al sapore. Ma vediamo nel dettaglio come cucinare senza olio ricorrendo a diversi metodi di cottura. Cucinare senza olio significa alleggerire i piatti che si preparano e far risaltare il sapore naturale dei cibi. Per cucinare in padella senza dover ricorrere all’uso dell’olio dobbiamo munirci di pentole e padelle antiaderenti e sostituire l’acqua all’olio in cottura, arricchendo poi la pietanza con qualche spezia oppure, aggiungere un filo d’olio a crudo.Le padelle antiaderenti, per mantenere la loro efficacia, hanno bisogno di essere unte… ma tranquilli, non è un controsenso. Bastano due gocce di olio da stendere con un pennellino da cucina oppure con un semplice tovagliolo. In questo modo anche i piatti più difficili come frittate e uova al tegamino, saranno facili da cucinare senza attaccarsi al fondo. Stessa cosa vale per le verdure e le carni, aggiungendo, se preferite un po’ di vino e qualche spezia. Carne, pesce e verdure possono essere cotte al vapore. Ma se non disponete di una vaporiera, potete acquistare una pentola forata da poggiare alla vostra classica pentola oppure sfruttare la cottura a vapore nel microonde. La cottura a vapore riesce a esaltare il gusto degli alimenti il senza bisogno di aggiungere olio. La frittata può essere cucinata nella padella antiaderente come vi abbiamo già spiegato, ma anche al forno: è sufficiente ricoprire una teglia con carta forno La stessa cosa vale per i surgelati panati: possono essere cucinati in forno senza bisogno di aggiungere grassi grazie alla carta forno. Grazie al forno, possiamo sfruttare anche la cottura al cartoccio.. Si tratta di metodi che non procurano, tra l’altro, quegli odori persistenti dalla cucina. Anziché friggere le verdure, il pesce e la carne, possiamo ricorrere alla griglia. I pesci più adatti alla cottura sulla griglia di ghisa o sulla brace sono: salmone, tonno, pesce spada, sarde e sgombri, branzino… ma anche gamberi, calamari e seppie. Magari dopo aver attuato tutti questi consigli per la cottura godetevi una bella bruschetta con aglio e olio a crudo a volontà
Stasera a Terranuova….
Terranuova è pronta per il grande evento che mobiliterà la cittadinanza in questo Venerdì Santo, grazie alla riproposizione di una antica tradizione, quella della “Processione di Gesù Morto”. la manifestazione sacra è in programma per stasera con inizio dalle 20:45 30 Questa notte, nelle vie del centro storico di Terranuova, i cittadini e tutti coloro che ne vorranno prendere parte assisteranno ad una Processione rinnovata nel percorso, nella messa in scena e nella recitazione dei figuranti, ma che mantiene inalterata la parte storica, tradizionale, religiosa e spirituale della manifestazione. L’evento, coinvolgerà circa 400 persone, di cui almeno 300 figuranti, a dimostrazione del forte radicamento territoriale verso questa particolare forma di rappresentazione religiosa da sempre molto sentita nel Valdarno. È stato un bel percorso quello che ha condotto alla manifestazione. Ha avuto un gran coinvolgimento. Al percorso abbiamo inserito piazza Liberazione e piazza della Repubblica e la parte sottostante il cimitero. Le innovazioni fondamentali apportate a questa edizione sono essenzialmente due: l’abolizione della figura del narratore e l’aggiunta di scene quali la lavanda dei piedi, il Sinedrio, la flagellazione e l’introduzione dei due ladroni – ha spiegato il regista Riccardo Vannelli – Abbiamo intrapreso un importante lavoro di studio e drammatizzazione al fine di rendere quanto più coinvolgente e appassionante la recitazione. In questa edizione oltre a uno studio particolareggiato per costumi, trucco, parrucco e effetti visivi, sarà presente per la prima volta una colonna sonora originale. L’invito è a tutti di partecipare.
Cosa sono l’ edamame
Che la soia sia un legume, forse lo sappiamo già. Che i suoi fagioli si chiamino edamame, forse no. I fagioli edamame sono una particolarità della cucina orientale che inizia a apparire anche sulle nostre tavole. Quali sono le proprietà dell’edamame e, soprattutto, come si usa in cucina? Sembrano fagioli acerbi, e se li vedi al banco della verdura non li compri perché non sapresti cosa farne.In realtà è soia, legume ricco di proteine e dalle plurime proprietà salutistiche, se consumato nelle giuste quantità e in “versione” non OGM.In particolare, quei fagioli verdi sono Edamame, ovvero fagioli di soia raccolti prima della maturazione e cotti lessati al vapore. In origine, soprattutto in Giappone, i fagioli edamame venivano venduti come cibo di strada ancora nel loro baccello, direttamente dal ramo della pianta, appena reciso. L’edamame ha plurimi benefici e usi; ecco le proprietà dell’edamame e come si cucina. Considerando che per quanto riguarda la soia al momento si consiglia di scegliere i prodotti non OGM, il discorso vale anche per l’edamame. Come si cucina l’edamame per farne una pietanza saporita e gradita anche agli scettici? Qualche dritta: Come antipasto: i baccelli di edamame vengono leggermente lessati in acqua salata, poi sgusciati, salati in superficie e mangiati come aperitivo o snack. Restano molto croccanti Per condire la pasta o il riso: cuocere velocemente a vapore i fagioli edamame nel loro baccello e aggiungerli a un sugo di pomodoro. Nelle zuppe o minestre: verso fine cottura, aggiungere i fagioli edamame prima cotti a vapore nei loro baccelli e sgranati. Potremo completare con una manciata di semi di girasole e un cucchiaio di olio. In insalata: dopo aver cotto a vapore e sgranato i fagioli edamame, aggiungerne due cucchiai da cucina alle insalate. Potremo farne un’insalata vegana se aggiungiamo tofu, semi di sesamo e girasole e insalata verde a piacere magari iceberg croccante e pomodori secchi, oppure un’insalata vegetariana con feta e cipolle, oppure un’insalata con gamberetti lessati, prezzemolo e lattuga. Condiamo con olio.
Il pan di ramerino
Ramerino” è un’antica parola toscana ed è il nome che indica la pianta del rosmarino, pianta tipicamente mediterranea, che si trova in abbondanza sulle colline fiorentine. Il Pane di Ramerino più che un dolce vero e proprio è più propriamente un pane tipico del periodo della Quaresima che un tempo veniva preparato per il Giovedì Santo. Il Pan di ramerino era ritenuto un pane di devozione e veniva preparato con grandissima cura. Ogni ingrediente aveva il suo esatto significato simbolico. Nel Medioevo si riteneva che il rosmarino avesse delle proprietà specifiche adatte a distaccare gli spiriti spietati, veniva utilizzato alla stregua dell’incenso odierno, in molte funzioni: durante i riti esoterici, come amuleto per difendersi dalle forze maligne e dalle malattie, nei riti propiziatori ed in quelli funebri. Nell’antica Grecia prima, e per il cristianesimo poi, divenne simbolo di immortalità dell’anima; il suo profumo, era equiparato al ricordo, alla costanza, alla devozione, alla memoria. Sempre legata al rosmarino c’è la leggenda che narra che durante la fuga in Egitto, il mantello della Madonna scivolò su una pianta di rosmarino e che da quel giorno i fiori della pianta da bianchi divennero azzurri. L’Uva e il Grano, da sempre considerati simbolo di vita, dal VII secolo assunsero un significato più specifico legato alla cristianità: essi rappresentano la comunione, raffigurando la presenza mistica di Cristo. L’origine di questo pane è sicuramente medioevale: il rosmarino, lo zibibbo uva secca e l’olio d’oliva, creano un particolarissimo contrasto di sapori di una fragranza particolare. In tempi moderni la ricetta è stata variata con l’aggiunta dello zucchero. Il dolce si presenta come una piccola pagnottella con un taglio a croce che serve per favorirne la lievitazione ma che gli conferisce anche la fisionomia di un pane devozionale. Il pan di ramerino è legato tradizionalmente al periodo precedente la Pasqua anche se oggi lo si trova in vendita anche in altri periodi dell’anno; un tempo, al grido “coll’olio“, i venditori ambulanti lo offrivano alle donne che andavano in chiesa per la messa del giovedì santo affinchè si procedesse, durante la messa, alla tradizionale benedizione. Oggi lo si troeeva frequentemente e durante tutto l’anno nei forni, ma per i fiorentini rimane comunque una tradizione mangiarlo il giorno del Giovedì Santo.
Caffè… si ma come
E’ tra i più diffusi, principalmente nella nostra penisola dove per preparare un buon espresso bisogna seguire delle regole precise. Prima tra tutte le regole è scegliere dei buoni fornitori di caffè in grani. Che tra Arabica e Robusta vi consiglieranno le loro migliori miscele. Anche la macchina professionale per il caffè fa la sua parte, ma bisogna seguire anche un processo ben preciso, infatti, per circa 30 ml di caffè servono circa 7/8 grammi di caffè. L’Espresso è alla base della maggior parte degli altri caffè. Caffé ristretto E’ un ancora più breve e concentrato rispetto al caffè espresso. Molto aromatico ed intenso è l’opposto del caffè nero, che in genere va a riempire tutta la tazzina. Caffè macchiato segue lo stesso processo del caffè espresso, ma con l’aggiunta di un po’ di latte caldo o freddo; e si distingue dal Caffe latte per le differenti proporzioni degli ingredienti base. Caffè americano è un espresso annacquato. Non viene molto richiesto nella nostra penisola, ma di tanto in tanto trova qualche estimatore, soprattutto nei luoghi più turistici, pertanto per servirlo a regola d’arte bisogna macinare il caffè in modo grezzo per consentire all’acqua di fluire più facilmente. Si stima che il rapporto corretto acqua/caffè sia 8-9 grammi di caffè in 180 ml d’acqua. Caffè corretto in genere è un caffè con l’aggiunta di liquore. Caffè irlandes è una bevanda complessa, preparata con caffè caldo, zucchero, whiskey irlandese e panna in chiusura. Va servito in un bicchiere pre-riscaldato, per un tocco in più possono essere aggiunte spezie noce moscata o cannella. Caffè brasiliano. al caffè espresso bisogna aggiungere lo zucchero, un dito di baileys, spuma di latte ed una spolverata di cacao. Caffè marocchino, comprende un caffè espresso, cioccolata calda e latte fresco intero, con una spolverata di cacao magro. Caffè bicerin include solo cioccolato, caffè e panna montata, ma la preparazione prevede lo scioglimento del cioccolato a bagnomaria che viene aggiunto al caffè, sopra cui viene poggiata la panna montata Quelli elencati sopra sono solo alcuni dei modi più o meno comuni per preparare il caffè in Italia, ma attenti se pensate di aprire un bar all’estero, perchè “paese che vai usanza che trovi”.
La carta dell’uovo di Pasqua suggerimenti e idee
Molto colorata, la carta argentata delle uova di Pasqua, a causa della sua composizione mista, il più delle volte non è riciclabile. Gli incarti delle uova di cioccolato possono però avere una nuova vita e un nuovo uso grazie al riciclo creativo. Ecco con un pò di creatività come riutilizzare la carta delle uova di pasqua Per cominciare, un’idea molto semplice è quella di riutilizzare l’involucro colorato delle uova di Pasqua per impacchettare i doni da destinare ad amici e parenti. Con un pizzico di fantasia, la carta regalo può trasformarsi inoltre in una bustina in cui inserire gli ovetti di Pasqua da regalare ai più piccoli. In alternativa conservate la carta per le decorazioni natalizie. Divertitevi insieme ai bambini a costruire un aquilone, vi basterà procurarvi alcuni semplici materiali e cercare qualche video-tutorial pubblicati su Youtube. E che ne dite di un originale segnalibro? Basta ritagliare un cartoncino ed incollarvi sopra l’incarto delle uova di Pasqua. Inoltre se i vostri bimbi vanno a scuola un’idea potrebbe essere quella di foderare i loro libri con l’incarto delle uova di Pasqua: eviterete così che si rovinino e, allo stesso tempo, avrete trovato un modo per personalizzare i loro testi scolastici in maniera originale e low cost. Conservate la carta colorata che avvolgeva le uova di Pasqua e riutilizzatela per realizzare i festoni e le bandierine per la festa di compleanno dei bambini. Ma potrete anche riutilizzare l’incarto delle uova di Pasqua per rivestire i cassetti in cui riporre maglioni e vestiti: un modo per decorare l’interno dei mobili, soprattutto se vecchi, ed evitare che si rovinino se nuovi. Stessa cosa per i muri di casa: provate a decorarli con la tecnica del decoupage utilizzando proprio l’incarto delle uova di Pasqua. Infine in giardino Riutilizzate l’incarto delle uova per foderare i vasi delle piante: darete un tocco di colore al giardino o al balcone e non solo. La carta delle uova di Pasqua può trasformarsi anche in un utile spaventapasseri: tagliate l’incarto a striscioline da posizionare accanto alle piantine da custodire. La carta argentata che ricopre le uova di cioccolata non può essere avviata alla raccolta differenziata della carta, deve essere invece gettata nell’ indifferenziata. Uno spreco dal momento che possiamo riutilizzarla in tanti modo diversi.
Come rendere delizioso il minestrone
Buono, sano e versatile, il minestrone è una di quelle portate che permettono di seguire un’alimentazione equilibrata senza rinunciare al gusto. E’ un vero condensato di benessere ed è perfetto per grandi e piccini. Non è, verosimilmente, il piatto preferito di molti bambini ma, grazie agli infiniti modi in cui è possibile personalizzarlo, riesce ad accontentare anche i palati più esigenti l ’approfondimento ha fornito anche alcuni interessanti consigli per preparare un minestrone più sfizioso e diverso d al solito. La possibilità di utilizzare gli ingredienti più svariati rende il minestrone un piatto in grado di soddisfare ogni palato. Ma se anche con la scelta delle componenti più originali si dovesse incontrare la resistenza dei più piccini, bisognerà giocare di fantasia. Senz’altro l’aggiunta di pasta o riso aiutano a renderlo più appetibile ai bambini. Ma potrebbero non bastare. In tal caso si potrà rendere il piatto ancora più saporito e divertente frullando il tutto e decorandolo, ad esempio, con del formaggio semiduro tagliato con forme simpatiche. Può essere arricchito con dei noodles o con uovo in camicia, o ancora con polenta o polpettine di pane. Può essere, inoltre, servito in un cestino di parmigiano e sesamo o può essere proposto in interessanti varianti regionali con i prodotti tipici della tradizione. Un minestrone lombardo per esempio può essere preparato con riso carnaroli e zafferano. Quello trentino può essere arricchito con speck e mela verde. In Toscana è delizioso con del pecorino e del prosciutto di cinta senese. Nel Lazio stupisce con guanciale, pecorino e stracciatella d’uovo. In Campania delizia il palato con la mozzarella di bufala e il pomodoro. In Abruzzo, infine, diventa ancora più ricco e nutriente grazie a farro integrale e lenticchie.
Sorprendenti usi delle uova
Le uova sono uno degli alimenti più utilizzati al mondo, la base di infinite ricette, preparate in tutte le aree geografiche. Il loro consumo è fondamentale perché sono un’ottima fonte di proteine e vitamine essenziali. Con l’avvicinarsi di Pasqua poi ne faremo un largo uso e oggi, ivi proponiamo come riutilizzare i gusci delle uova. Essi possono diventare alleati preziosi in giardino, in cucina e per la cura del corpo, grazie alle loro proprietà: Alleati in giardino: I gusci dell’uovo sono ottimi fertilizzanti: basta schiacciarli, mescolarli con il terriccio e posizionarli alla base delle piante, principalmente quelle con una crescita rapida.Grazie all’alto contenuto di calcio, sono utilizzati per rafforzare le piante il cui fusto deve sostenere frutti pesanti, come ad esempio i pomodori o i peperoni.Hanno inoltre un effetto anti-parassita: posizionando i gusci intorno alle piante, ad esempio la lattuga, si crea una vera e propria barriera fisica che impedisce alle lumache di passare. L’effetto barriera è creato dai bordi taglienti dei gusci. Alleati in casa: Sporco ostinato su pentole e tegami? Nessun problema: basta strofinare frammenti di guscio sulla parte interessata. Eccellente rimedio per sbiancare il bucato e togliere le macchie sui tessuti, sia a mano che in lavatrice: basta sbriciolare i gusci in un sacchetto di cotone o a rete per evitare che intasino il filtro durante il lavaggio ed inserirlo nella lavatrice o strofinarlo sulla parte interessata in caso di trattamento a mano.Idea originale per creare una candela: aprendo con attenzione l’uovo solo sulla punta, è possibile utilizzare la sua base per creare delle originali candele. Basta riempirle di cera, inserire uno stoppino e, una volta raffreddata la cera, rimuovere il guscio.