Ma il prezzo da pagare è alto, sia per il giro vita, sia per il cattivo odore che la frittura lascia in casa. Non solo l’odore del fritto inzuppa la cucina ma invade anche tutti gli altri ambienti della casa e difficilmente si riesce a debellare. Per risolvere il problema, oltre a ventilare la stanza aprendo le finestre e chiudendo la porta della cucina, esistono dei metodi semplici ed efficaci per rimuoverlo in poco tempo. Scopriamoli Non appena si finisce di friggere la prima cosa da fare è ripulire il tutto. Dalle pentole sporche di olio ai fornelli, immancabilmente unti. Riponete l’olio della frittura in un contenitore per lo smaltimento e con lo sgrassatore tirate a lucido il piano cottura e le superfici vicine. Acqua e aceto sono ottimi alleati della pulizia. Versate in una pentola 2 tazze di acqua e 2 bicchieri di aceto bianco o di mele, e lasciate sobbollire per tutta la durata della frittura: è un ottimo trucco per annientare l’odore di fritto Per togliere i cattivi odori potete lasciare sul piano di lavoro, per tutta la notte, una ciotola con dentro bicarbonato di sodio oppure fondi di caffè. Assorbiranno gli odori della frittura. Un’altra mossa da sperimentare è quella di aggiungere il succo di mezzo limone nell’olio della padella prima di iniziare a friggere. In questo modo si tiene sotto controllo l’odore di fritto e si aromatizza la frittura stessa.
Ricetta per essere felici: annusare il rosmarino
I ricercatori dell’Università di Newcastle hanno condotto uno studio per verificare se annusando il rosmarino alcuni soggetti si sentissero più felici e i risultati ottenuti sembrerebbero confermare l’ipotesi. Secondo questi esperti ciò avviene perché nel rosmarino è contenuto L’1,8-cineolo una sostanza che quando entra in circolo nel sangue regala sensazioni di relax e allegria. Il rosmarino è un’erba meravigliosa la sua tradizione dura millenni. Ha innumerevoli utilizzi sia in cucina dove accompagna primi e secondi piatti e in erboristeria, dove diviene un immancabile alleato di tisane e decotti. Le sue proprietà sono davvero tante e fin dall’antichità è stato collegato con il miglioramento e sviluppo del cervello. In Amleto di Shakespeare, Ophelia dice: “C’è il rosmarino, che è per il ricordo.” Infatti già si sapeva che potenziava la memoria tanto che è stato a lungo adoperato come simbolo di rimembranza durante i matrimoni, commemorazioni di guerra e funerali. Veniva anche bruciato e le sue ceneri gettate sulle tombe come simbolo del ricordo per i morti. A causa di questa associazione apparentemente esoterica, il rosmarino è a volte stato usato come una sorta di amuleto, e messo sotto i cuscini o semplicemente attaccato in casa come un mazzo di fiori, e si credeva che l’utilizzo del rosmarino in questo modo avrebbe protetto il dormiente da incubi, così come aumentato le capacità cognitive.
Le piante da frutto da terrazzo
Lo sapevate che esistono piante da frutto che possiamo piantare in vaso sui nostri terrazzi? Se non abbiamo a disposizione un giardino, un orto o un piccolo spazio verde, possiamo in ogni caso produrre la nostra frutta e verdura in casa. Se l’orto sul balcone anche in città è una bella realtà da qualche tempo, ecco che anche le piante da frutto possono essere coltivate in questo spazio.Le piante da frutto nane per balconi e terrazzi hanno bisogno di un vaso e di uno spazio in altezza di almeno due metri, perché è questa l’altezza massima che arrivano. Sono diverse le varietà che possiamo pensare di piantare, per raccogliere tanti frutti gustosi nella stagione nella quale sono maturi e pronti per essere gustati.Sul balcone, infatti, possiamo piantare piante da frutto come il caco, il susino, il kiwi, la vite, il ciliegio, il melo, il pero, il melo cotogno, il mandorlo, il fico, l’albicocco, gli agrumi, l’ulivo, le fragole, i frutti di bosco, i fichi d’India, il nocciolo, il melograno, il pesco, l’amarena, il nespolo. Naturalmente ricordatevi sempre di chiedere la versione nana di queste piante da frutto, informandovi anche in merito alla loro cura, perché ogni pianta deve essere curata in maniera particolare, con accortezze da seguire fedelmente e con attenzione. Ricordatevi anche che le piante vanno esposte al sole, lontane dallo smog e che vanno tenute al riparo dal freddo e dalle piogge nei mesi più rigidi.
La fine di un amore capita a tutti nella vita
Il problema è come superarla. Amalia Andrade ha realizzato Come sopravvivere al mal d’amore, in aiuto ai cuori infranti, a tutti quelli che sono stati lasciati, da un fidanzato, da un disonesto, o da un cane; a quelli che hanno lasciato qualcuno. Come tutti i quaderni di esercizi che si rispettino: quindi si fanno liste, si elenca cosa si è sbagliato, c’è lo spazio pure per le invettive da scrivere di proprio pugno. E diversi i rimedi consigliati per superare una delusione: una playlist da ascoltare per tirarsi su musicoterapia, i film da vedere massima consolazione, i libri da leggere biblioterapia, persino le ricette della nonna. Alla fine nei ringraziamenti c’è l’ennesima lista costo/benefici: Chi mi ha aiutato/Chi mi ha spezzato il cuore. Fatela anche voi, vi sentirete subito meglio.E, soprattutto, basta piangersi addosso. Abbiamo scelto alcuni punti di un terapeutico percorso per sopravvivere alla fine di un amore, voi fate il vostro. Iniziamo: Fine di un amore: preparate il kit per disintossicarvi Libri, canzoni, un gatto, si trovano facilmente. Per l’autostima dovete lavorarci su, è la prima cosa da fare. Poi potete anche andare al cinema niente commedie romantiche per almeno un paio di mesi per favore. Fine di un amore: esercitatevi prima di mandare sms tanto alla tentazione di mandare un sms non resistete, soprattutto nei primi momenti. Attenzione fatevi furbe: se vi prudono le mani e non vedete l’ora di insultarlo fatelo con insulti in guanto di velluto. Lo spiazzerete e vi dirà tutto quello che vorrete sentire. Tranne la verità, ovvio. Fine di un amore: c’è chi sta peggio di voi Beh non ci vuole Mary Poppins a ricordarvelo. Primo non siete le uniche ad avere un problema, a stare male, a essere deluse, uscite dal vostro orticello e pensate anche agli altri. Secondo, se proprio non ci credete cercate almeno la gioia nelle piccole cose. Fine di un amore: come capire quando siete guarite quando all’improvviso non avete più voglia di piangere ma di: Cantare. Scrivere su foglio tutti i pensieri tristi e cattivi e bruciarli magari per chi ha un giardino, evitate i lavandini, potreste dare fuoco alla casa. Dipingete quella vocina che è in voi e vi dice sempre cose che non vorreste sentire Fate le cose più oscene: mangiare un hamburger, vedere una serie tv tutta di fila. Insomma quando vi sarà tornata la voglia di gratificavi. Fine di un amore: non ce la fate proprio a riprendervi Allora tranquille, come succede con il corpo, certe volte bisogna imparare a convivere con il dolore fisico. Alla fine non si sente più. Se la tristezza non se ne va, non combattetela, lasciatela lì in un angolino. Finirete con il dimenticarla.
Aperitivi veloci
Quante volte, tornato a casa dopo una lunga giornata di lavoro, hai voglia di coccolarti sorseggiando il tuo cocktail preferito mentre ti rilassi con un buon libro o un bel film ?E se a questo momento, già di per se magico, si aggiungesse la possibilità di sgranocchiare qualche stuzzicheria, unica e sfiziosa ? Per aiutarti a vivere al meglio il tuo momento di relax, ecco alcuni suggerimenti facili da preparare e ottimi da gustare tra un cocktail e l’altro. Caramelle salate ripiene. Prendi una buona pasta sfoglia già pronta e un rotolo di carta alluminio. Taglia la pasta in tanti rettangoli e metti al centro un paio di cucchiai del tuo ripieno preferito: salmone e robiola, ricotta e spinaci, prosciutto e formaggio e così via. Avvolgi i lati della pasta sfoglia lasciando il centro aperto e avvolgi il tutto nella carta alluminio. Metti in forno per 20 minuti a 200 gradi e poi togli il cartoccio di alluminio. Questi bocconcini sono perfetti come accompagnamento di quei cocktail dal sapore deciso come il Martini e il Negroni. Crostatine sbriciolose. Metti in un mixer 200g di farina, 100g di parmigiano grattato, 80g di burro a dadini e un uovo. Avvia il mixer fino a ottenere un impasto compatto con il quale fare 8 piccoli dischi. Aggiungi infine delle mandorle non spellate e cuoci per 20 minuti circa a 180°. Ricaverai delle perfette crostatine da gustare con cocktail dolci e aromatici come il Mojito o liquori come il Baileys e il Rum. Treccine Saporite. Distendi una pasta sfoglia e riempila con un po’ di pure di patate freddo e dello speck. Copri il tutto con un altro foglio di pasta sfoglia facendo aderire bene i bordi. Taglia il tutto dal lato più lungo in modo da ottenere almeno una decina di strisce da torcere a due a due e mettere in forno per 30 minuti a 200°. Questo piatto unico e sfizioso può essere preparato in tante altre varianti, tra le quali spicca principalmente quella con pomodori secchi, olive e capperi, l’ideale per chi ama i cocktail briosi come l’Aperol Spritz.
Spezza la fame con le mandorle e evita le abbuffate
Un recente studio dell’Università di Adelaide condotto su uomini e donne ha dimostrato che mangiucchiare mandorle e frutta secca alle 5 del pomeriggio aiuta a frenare l’appetito. I ricercatori australiani e americani, ritengono sia dovuto alla buona quantità di grassi monoinsaturi e di fibre.E’ importante sapere che in effetti, oltre che spezza fame, le mandorle racchiudono uno scrigno di virtù: per chi segue un regime vegetariano, perché rappresentano una buona fonte di proteine e vitamina E; per chi ha problemi di pigrizia intestinale, per merito delle fibre meglio se abbinate a una tazza di yogurt per prevenire l’osteoporosi, grazie all’alto contenuto di calcio ma anche di magnesio, che favorisce la fissazione del calcio nelle ossa; per chi soffre di anemia, in quanto sono fra i vegetali più ricchi di ferro Le mandorle sono anche una miniera di magnesio sostanza responsabile di molti processi metabolici essenziali, come la trasmissione nervosa. In pratica, un buon apporto di questo minerale è una garanzia antistress. Attenzione però anche se la frutta secca può sembrare a prima vista innocua, non bisogna dimenticare invece che esistono anche delle controindicazioni e dei casi in cui è sconsigliata. Nel caso ad esempio si soffra di calcoli, che siano renali o biliari, è necessario consumare con prudenza mandorle, frutta secca e altri alimenti ricchi di ossalati che possono aggravare la situazione. Anche in caso si soffra di herpes, le mandorle sono sconsigliate vista la presenza dell’aminoacido arginina che potrebbe promuovere la replicazione del virus.
La tecnologia che avanza sostituirà l’uomo
Droni per impollinare, robot contadini, macchine che ottimizzano la cura del bestiame. Nei campi le nuove tecnologie tendono a soppiantare l’uomo. E sono già allo studio le “città agricole”, nuovi centri dove coltivare grandi quantità di verdure senza sprecare risorse preziose. A cominciare da terra e acqua. Braccia meccaniche e tapis roulant per la produzione di 30mila cesti di lattuga al giorno in un ambiente illuminato a Led con temperatura e umidità controllate da remoto. Non è una puntata di una telenovela ma una realtà più che prossima, almeno in Giappone. È qui infatti che fra pochi mesi verrà aperta la prima fattoria in cui intelligenze artificiali sostituiranno i contadini. L’azienda di ortaggi che si lancia in questa nuova avventura è la Kameoka Farm vicino a Kyoto, sperimenta un sistema di coltivazione verticale intensiva che riduce del 98% il consumo di acqua, minimizza gli scarti di lavorazione ed elimina l’uso di pesticidi. La nuova Techno Farm farà un passo avanti escludendo quasi in toto il contributo umano, a eccezione della delicata fase della semina che verrà ancora gestita da persone in carne e ossa. Un metodo adottabile in qualsiasi parte del mondo che non porta solo a un risparmio della manodopera ma migliora le condizione igieniche della fattoria e riduce lo spazio richiesto per il processo di coltivazione consentendo di produrre oltre 120 cesti di insalata in più per metro quadrato rispetto a una tradizionale coltivazione. Abundant Robotics, questa start-up americana l’anno scorso ha ottenuto da Google Ventures 10 milioni di dollari per commercializzare il proprio prodotto: si tratta di una macchina raccogli-mele una mela al secondo in grado di riconoscere e prelevare solo quelle mature con un particolare sistema sottovuoto, senza danneggiare le altre. Ma l’esercito in campo agricolo ha leve in ogni settore, con l’intento di dimostrare che la nuova agricoltura non richiede spese folli. Nell’esperimento pilota un drone, un trattore e una mietitrebbiatrice hanno lavorato un campo d’orzo di un ettaro Il raccolto è stato di 4,5 tonnellate, utilizzate per produrre birra. «Qui la questione non è togliere lavoro alle persone, ma cambiarne il profilo professionale. Non ci saranno più autisti di trattori, ma analisti agricoli e manager delle flotte utilizzate nei campi.
Mangiare cibi piccanti
Saporiti, deliziosi e “incandescenti” i cibi piccanti conquistano e dividono. C’è chi li ama e li mangerebbe ogni giorno. E c’è chi, invece, comincia a lacrimare anche soltanto sentendone l’odore. Peperoncino, pepe, wasabi, donano tutti un tocco speciale ad ogni piatto. Ma non tutti riescono a sopportare la sensazione di bruciore che si prova ad ogni boccone, la capacità di apprezzare i cibi piccanti dipenderebbe dalla personalità di chi li mangia. Alcuni lati del carattere sembrerebbero influenzare la tendenza a gradire la sensazione di piccantezza. Ne ha parlato il sito Livestrong che ha riportato e fornito alcuni interessanti consigli di degustazione. I cibi piccanti piacciono a chi ama le emozioni E’ proprio questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori. Si tratta , in particolare, di fattori di natura sociale e culturale o legati all’abitudine di consumare o meno tali alimenti oppure, infine, proprio al carattere della persona. Si è rilevato che, generalmente, chi ama le emozioni forti ed è alla ricerca di sensazioni complesse ha più probabilità di gradire il piccante. Questo probabilmente perchè la sostanza che indica la percezione della piccantezza da parte dell’organismo, provoca una sensazione di bruciore e di lieve dolore che attrae chi ha questo tipo di personalità. In ogni caso è stato provato che una frequente e costante esposizione alla capsaicina determinerà una maggiore tolleranza al bruciore. Per chi si chiede perché ci si dovrebbe sottoporre al consumo di cibi piccanti per imparare ad apprezzarli, la risposta è semplice. I cibi piccanti fanno bene alla salute. E’ stato dimostrato, infatti, che le spezie sono ricche proprietà antiossidanti e contrastano il cronicizzarsi di disturbi e malattie. Secondo un recente studio, ridurrebbero persino il rischio di cancro. Per questo sarebbe importane inserirle nella propria dieta inserendo gradualmente le sostanze piccanti ai propri piatti. Si potrà cominciare con prodotti dal sapore più delicato, Il wasabi, il rafano, e i peperoncini jalapenos, ad esempio, sono perfetti per lo scopo.Per chi, invece, con il piccante non ha problemi, ci sono l’habanero, il ghost pepper, il peperoncino di Cayenna e quello thailandese. Ma ce n’è uno che sembra batterli tutti. Si tratta del Carolina Reaper che, non a caso. Si tratta di un ibrido nato in South Carolina. Si distingue per la codina simile a quella di uno scorpione oltre che, naturalmente, per il gusto super piccante. Ci sono, quindi, peperoncini per tutti i gusti, basta trovare quello più adatto al proprio palato e iniziare a mangiarlo.
Trucchi per una gustosa cottura
Gli esperti sono concordi: la cottura per eccellenza è quella al vapore ma vanno bene anche minestroni, zuppe, stufati e ogni modalità in cui gli alimenti vengano cotti in liquidi che trattengono le sostanze nutritive che vengono consumate con gli alimenti. Inoltre, è ormai noto, che le cotture rapide riducono l’alterazione delle importante sostanze nutritive ed enzimi presenti negli alimenti. La cottura prolungata, infatti, tende a far perdere nutrienti. Ti sembra un modo di cucinare “poco saporito”? Ecco 3 trucchi per conservare le proprietà degli alimenti e non perderti il sapore dei tuoi piatti…Rosolare ovvero scottare rapidamente gli alimenti senza farli bruciare! mantiene intatte le sostanze nutritive. Appassire non astenersi ad usare aglio e cipolla nel tuo soffritto. Sostituisci i soffritti delle ricette che prevedono olio o burro, con un trito di aglio o cipolla passati in acqua o brodo vegetale. Infatti, friggere e soffriggere producono radicali liberi, sostanze nocive per la salute e il buon andamento delle cellule. Low-Fat quando il metodo di cottura prevede piastra o forno puoi usare un piccolo trucchetto per evitare di aggiungere troppi grassi: prendi un vaporizzatore di plastica, mescola 7 parti di acqua in 1 di olio, scuotilo per miscelare il condimento e spruzzalo sulla teglia o sui cibi da cuocere. Durante la cottura l’acqua evapora lasciando solo un filo di condimento.PS: Cuoci in pentole di acciaio inossidabile terracotta o porcellana: il rame, per esempio, può distruggere le sostanze nutritive essenziali presenti nei cibi
Giornata mondiale della lentezza
Un invito a compiere un piccolo gesto che possa indirizzarci verso una stabilità personale, nel ritrovare il piacere della riflessione, lontana dalla sempre più diffusa fuga dal quotidiano in cui si cerca la felicità scommettendo, esagerando o sballando, in una vita in cui la mancanza di significato è totale. Almeno per un giorno disconnettiamoci dalla Rete e connettiamoci con noi stessi, gli altri e l’ambiente. Oggi Lunedì 7 maggio è l’appuntamento con la lentezza 2018. Giornata della Lentezza, giunta alla sua dodicesima edizione. Rallentare è una scelta che può migliorare la vita, la nostra. Un invito a fermarsi per tessere una rete sempre più ampia e articolata di persone, associazioni, scuole, università, aziende, città che hanno avviato modi di agire che innescano un cambiamento duraturo. Ecco qualche suggerimento…Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria. Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello. Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita. Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli. Impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto. È provato che la pentola dell’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta dedichiamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, magari anche con vaso di fiori ? Che ne dite.. in fondo non è difficile

