Eccellenze Italiane e contraffazione

La cucina italiana: una combinazione perfetta di ottima qualità, tradizioni centenarie, cura precisa del dettaglio e passione rafforzata per il “bello e fatto bene”. Nel campo agroalimentare l’eccellenza Made in Italy non ha rivali: una volta lasciati o accettati gli stereotipi legati ai cibi che più ci rappresentano all’estero il classico pasta e pizza, il vasto pubblico internazionale può concentrarsi su quelli che sono i prodotti nostrani più esclusivi e ricercati al mondo. L’Italia è il primo Paese europeo per quanto riguarda il numero di prodotti formalmente riconosciuti con le importanti sigle DOP, IGP e STG. tutelare le eccellenze gastronomiche, che spesso diventano interpreti di spicco di ridicole contraffazioni. L’universo agroalimentare italiano in particolare è sempre più frequentemente vittima di imitazioni: il Parmigiano Reggiano il Prosciutto di Parma Nonostante i tentativi continui di imitare a tavola l’Italia una ricca fetta di consumatori riconosce, apprezza e valorizza la nostra produzione enogastronomica, che è in grado di soddisfare anche i commensali più esigenti, dall’antipasto al dessert.

Apprezzare i fiori

Non c’è bisogno di un campo di lavanda anche se tanti di noi lo vorrebbero! Per apprezzare le numerose proprietà di questo fiore che incanta grazie al profumo e il colore intrigante. Usa i fiori freschi di lavanda per insaporire un alla pesca fatto in casa, con l’aggiunta di miele e limone, da conservare in frigo e sorseggiare tranquillamente in giardino. La lavanda è benefica per il sistema nervoso. Grazie alle proprietà calmanti l’olio essenziale di lavanda dona immediato sollievo ai dolori cervicali, scioglie le contratture e rilassa la muscolatura. Metti a seccare i rami a testa in giù e usa la lavanda per confezionare pot pourri o sacchettini profumati per l’armadio. Un delizioso dono per la casa.

Svesti la frutta

Da quando i sacchetti dell’ortofrutta sono diventati a pagamento il mercato dei consumatori si è orientato ad acquistare frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino. Forse è sfuggito a molti che anche questi imballaggi sono a carico dei compratori, nonostante il costo non sia “visibile”, ma anzi il confezionato alla fine è un po’ più caro Oltre all’aspetto economico bisogna considerare l’impatto ambientale delle vaschette e del film plastico di copertura che ha un peso notevole. Partendo dal problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” #svestilafrutta, lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti quanto abbia “senso imballare frutta e verdura che già per natura, grazie alla buccia, hanno una loro protezione”, e invitano a lottare in maniera attiva e social contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obbiettivo è educare l’opinione pubblica, i produttori e i supermercati per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi.Partecipare alla campagna “Svesti la Frutta” è molto semplice. Ogni qualvolta il consumatore si trovi davanti a un prodotto imballato in maniera assurda e senza senso una mela, una banana, un’arancia etc..) può scattare una foto e caricala sui social Facebook, Twitter, Instagram usando l’hashtag #svestilafrutta, taggando @greenMe_it e inserendo anche il nome del supermercato o del negozio. Il problema della plastica (oggi tra l’altro è la giornata mondiale dell’ambiente) è già un’emergenza, come ricordano in molti, e purtroppo,si prevede che entro il 2050, nei mari nuoteranno più bottiglie che pesci.

 

Mangiare da soli rende infelici

Mangiare da soli, a volte, può essere un’esperienza rilassante: si può masticare a bocca aperta, esagerare con le quantità di cibo o ignorare qualsiasi regola del galateo. Farlo regolarmente, però, può contribuire a renderci tristi e infelici. È quanto ha rilevato un sondaggio condotto dalla Oxford Economics, dal quale è emerso che, le persone che mangiano da sole presentano un punteggio inferiore, in termini di felicità, rispetto alla media nazionale. I ricercatori dell’università di Oxford hanno scoperto che più le persone mangiano con gli altri e più è probabile che si sentano felici e soddisfatti. Mangiare da soli fa male. Principalmente agli uomini, secondo questi ricercatori, gli uomini che mangiano in assenza di compagnia femminile hanno il 45% di rischio in più di diventare obesi. E, di conseguenza, aumenta anche il rischio di pressione alta e di colesterolo fuori dalla norma. Mangiare soli, in realtà, è una condizione normale per chi è single, o almeno non sposato e con famiglia, e di per sé non c’è nulla di male nel pranzare e cenare per conto proprio, nella cultura buddista, per esempio, l’azione del mangiare è collegata a un momento di forte spiritualità Tuttavia, consumare molti pasti in solitudine, magari davanti al computer perché in ufficio c’è troppo lavoro per uscire a pranzo, aumenta il rischio di “mangiare male”. “Le persone che mangiano da sole hanno più probabilità di mangiare nei fast food cibi già preparati. Chi ha voglia di cucinare un pasto intero per una sola persona? Insomma, gli individui che tendono a mangiare spesso in solitudine, prediligono abitudini alimentari poco sane, mangiano troppo in fretta e assumono poche sostanze utili per l’organismo

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Giornata mondiale dell’ambiente

La Giornata Mondiale dell Ambiente è una ricorrenza che tutti quanti dovremmo ricordare: ricorre il 5 giugno ed è l’occasione giusta per riflettere sulle problematiche che affliggono il nostro Pianeta. Ormai sentiamo sempre più spesso parlare di inquinamento ambientale, di surriscaldamento, di effetto serra e di cambiamenti climatici: tutte tematiche urgenti ma ancora non avvertite da moltissime persone. Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente però non possiamo rimanere indifferenti: dovremmo tutti rimboccarci le maniche e nel nostro piccolo cercare di fare qualcosa. Il tema scelto dall’ONU è forse uno dei più urgenti e inquietanti degli ultimi anni e riguarda l’inquinamento dei mari e degli oceani, messi sempre più a dura prova dalla plastica,ogni anno vengono riversati nei mari e negli oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici e questi non fanno che inquinare e distruggere tutti gli habitat sottomarini. L’acqua è una fonte di vita e in quanto tale deve essere trattata: il consumo di plastica non fa altro che devastare gli oceani e uccidere intere specie. Siamo tutti abituati ad utilizzare i sacchetti di plastica  ma non è solo questo il problema. Ogni minuto, nel mondo, vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica e solo una piccolissima parte viene riciclata

Grigliate ottime ma possono far male alla pelle

Con l’arrivo del bel tempo è iniziata ufficialmente la stagione delle grigliate. Rigorosamente alla brace, se vogliamo ottenere quella crosta croccante e il retrogusto aromatico tipici della cottura a carbone. E poco importa se i composti chimici generati dalla combustione possono nuocere alla salute: un bel barbecue è un piacere da gustare con parsimonia, una volta ogni tanto, e senza esagerare con le porzioni. Una nuova ricerca cinese però potrebbe impensierire i fanatici della griglia: i fumi generati dalla carbonella infatti non sono pericolosi solo se ingeriti o respirati, ma rappresentano un rischio anche al semplice contatto con la pelle. È quanto emerge da uno studio Le molecole incriminate sono gli idrocarburi composti contenuti nel carbone e nel fumo generato dalla sua combustione, noti per la capacità di provocare disturbi respiratori e danneggiare il Dna predisponendo allo sviluppo di tumori. I cibi cotti alla griglia, chiaramente, ne sono certamente ricchi. Ma la via alimentare non è l’unica possibilità di contaminazione: studi svolti negli scorsi anni hanno dimostrato che anche l’inalazione dei fumi di legna e carbone introduce quantità importanti di idrocarburi nell’organismo, la via d’ingresso principale degli nel nostro organismo  passa per la pelle. Secondo i ricercatori la causa potrebbe risiedere negli oli che vengono rilasciati durante la cottura, che a contatto con la pelle ne aumenterebbero la capacità di assorbire idrocarburi aromatici, rendendola superiore anche a quella dei polmoni. E infatti persino i vestiti sembrano fare poco per proteggerci da questi insidiosi nemici: dalle ricerche effettuate sembrerebbe che una volta saturatisi di fumo cosa che avviene in breve tempo se ci si trova nei pressi di una griglia che lavora a pieno ritmo gli indumenti si trasformano in spugne che continuano a rilasciare a contatto con la pelle.

Matrimonio tra usanze e tradizioni

Matrimonio: una parola che porta con sé l’idilliaca dolcezza del compimento di un amore, l’ emozione del “fatidico sì” e la promessa di eterna fedeltà. Matrimonio significa amore e passione, ma anche tradizione, ritualità e scaramanzia. Espressione massima degli usi e costumi di una società, l’istituzione del matrimonio è da sempre circondata da usanze e credenze. Si tratta di tradizioni talmente consolidate che oggi non ci si chiede neanche più perché, per esempio, la sposa il giorno delle nozze debba indossare una cosa prestata, una cosa regalata, una cosa vecchia, una cosa nuova e una blu. Ma non finisce qui: le pratiche di buon augurio e i riti per scongiurare un matrimonio infelice sono molti e vengono portati avanti da secoli. Sapevate, per esempio, che il giorno del matrimonio la sposa non deve mai guardarsi allo specchio con indosso il vestito da cerimonia? Se proprio ha la necessità di specchiarsi deve avere l’oculatezza di togliersi una scarpa, un orecchino o un accessorio qualunque, altrimenti porterebbe sfortuna alla futura vita coniugale. E per quanto riguarda lo sposo? E’ basilare che una volta uscito di casa per recarsi in chiesa… Non torni mai indietro! Sarà il testimone ad aiutarlo, nel caso abbia scordato qualcosa Le usanze matrimoniali italiane, tuttavia, non finiscono qui. Per esempio la tradizione vuole che il letto in cui la coppia passerà la prima notte di nozze sia preparato da due donne nubili.Una delle tradizioni legate, invece, allo sposo imporrebbe a quest’ultimo di varcare la soglia di casa con la neo moglie tra le braccia,se la sposa, entrando in casa da sola, inciampasse, il fatto simboleggerebbe l’ostilità delle divinità al matrimonio appena celebrato.

Flash mob in bianco

E’ il picnic più “chic” del mondo: tutti eleganti e vestiti di bianco, al vessillo del decoro e dell’etichetta, in una delle location più belle di Parigi. Si è svolto anche quest’anno nella capitale francese il Dîner en Blanc , una spettacolosa cena in bianco a cui hanno preso parte 11mila persone: in 5mila hanno consumato il loro pasto alle fontane del Trocadéro, con la Tour Eiffel sullo sfondo.In 6mila invece si sono dati appuntamento alla piramide del Louvre. L’allestimento tavolini, sedie e la cena, inclusiva di bevande, sono a carico dei partecipanti, che ogni anno vengono informati del luogo dell’evento in gran segreto, solo poche ore prima dell’orario previsto per la cena. La curiosa iniziativa detiene le sue radici negli anni Ottanta, quando per la prima volta il francese François Pasquier organizzò quello che, oggi, chiamiamo comunemente “flash mob”. Da allora solo chi riceve un invito dai membri dell’organizzazione può ricevere le informazioni sul luogo e l’orario prescelti per la cena. Oppure si può sperare che la propria domanda venga accettata sul apposito sito Internet dell’evento, dove è possibile registrarsi a una speciale “Waiting List”.

Qual’è il fiore più profumato

È difficile stabilire con certezza quale sia il fiore più profumato in assoluto. Ciò nonostante, a seconda della specie, si può stilare una piccola classifica. Tra le piante rampicati il gelsomino ha, sicuramente, la fragranza più intensa. Fa parte della famiglia delle Oleaceae e i suoi fiori sono piccoli e bianchi. Si tratta di una pianta sempreverde che fiorisce in primavera. Il calicanto il cui nome deriva dal greco e significa fiore d’inverno, appartenente alla famiglia degli arbusti, è una pianta proveniente dall’estremo oriente che fiorisce in inverno. I suoi fiori sono gialli ed emanano un particolare e intenso profumo. Tra i bulbi più profumati troviamo, invece, il mughetto, la fresia e il giacinto.

Mangiare con attenzione allunga la vita

Ecco una serie di attenzioni che tutelano la nostra salute….Carne rossa non va eliminata del tutto ma mangiata con moderazione: non più di due volte a settimana. Per quanto riguarda le carni bianche meglio preferire i prodotti che vengano da aziende a conduzione familiare. Sembra che chi segue un regime vegetariano abbinato a piccole porzioni di pesce ogni giorno viva di più! Bisogna ricordare però che il pesce può essere esposto a alti livelli di  mercurio.  Prediligere sardine, acciughe e merluzzo. Per la dieta mima-digiuno che allunga la vita di dieci anni: bastano cinque giorni ogni sei mesi.  Legumi. Sono la base della dieta . Contengono in media il 21 % di proteine e il 77% di carboidrati complessi. Sono anche un’ottima fonte di fibre e contengono, per grammo, più nutrienti di ogni altro alimento. Bisognerebbe mangiarne almeno mezza tazza al giorno per fare il pieno di  vitamine e minerali. Pane  Scegliere quello di farina integrale o fatto con la pasta madre. Alimento base, è però del tutto diverso da quello che siamo abituati a mangiare noi, per lo più costituito al 100% di cereali frumento, orzo e segale ricchi di nutrimenti. In altre zone è realizzato con batteri che digeriscono glutine  e amido. Un processo, che si verifica durante la lievitazione, che dà alla pasta madre un sapore aspro, rendendo il pane in grado di abbassare il carico glicemico dei pasti ai quali è abbinato. Zucchero  I “longevi”  consumano un quinto dello zucchero “aggiunto” che consumiamo noi. Per ridurlo preferire il miele ed evitare di dolcificare bevande, e caffè