Paese che vai espresso che trovi..ecco alcune curiosità

Sappiamo che il caffè arrivò in Italia verso la fine del 500 e la prima bottega del caffè aprì a Venezia: da allora il caffè è entrato nella dieta occidentale, regalando all’Italia un primato nella diffusione e nella preparazione dell’espresso: siamo il secondo importatore al mondo e il secondo consumatore di caffè. Ma come è accaduto per la pizza, una volta preso il largo, il caffè ha perso le sue caratteristiche tipicamente italiane ed è diventato la base di bevande, che poco incontrano il nostro gusto. Per esempio… Caffè al carbone Un caffè servito con un bel pezzo di carbone fumante? Il Kopi Joss non è una novità: è stato inventato dal titolare di un bar di Jakarta negli anni ’60.Come la maggior parte del caffè da queste parti si prepara con una polvere di caffè e alcune cucchiaiate di zucchero a cui viene aggiunta acqua da un bollitore, seguita da un pezzo ardente di carbone preso da una stufa. Il motivo? Sembra che faccia digerire…Avolatte. “ultima moda hipster”, l’Avolatte è un caffè con latte servito in un guscio di avocado. È un’invenzione dei barman del Truman Cafè di Melbourne Ma i social e Instagram gli hanno regalato un quarto d’ora di celebrità in tutto il mondo. Asskicker. Ammettiamolo: per alcuni è impossibile svegliarsi senza un caffè. E c’è chi per raddoppiare la dose di caffeina lo prende doppio. Ma per provare un caffè esplosivo bisogna andare fino a Christies Beach, in Australia, al Viscous Cafe. Qui il piatto forte è l’Asskicker letteralmente “che ti dà un calcio nel sedere”, che secondo il suo inventore contiene 60 volte la quantità di caffeina di un espresso.

Prassonissi

Prassonissi, anche chiamata Prasonisi è un’isola tidale che si trova all’estremità meridionale dell’isola di Rodi. Si tratta di un insenatura, sul quale si erge un faro, unito all’isola da una striscia di sabbia, che diventa un’isola con l’alta marea, dando origine a quel fenomeno conosciuto come “l’incontro dei due mari“, il mar di Levante ed il mar Egeo. Così, mentre il mare occidentale è agitato per il soffiare del vento Meltemi, quello orientale è calmo. Si assiste ad un fenomeno particolare che è il paradiso dei surfisti. Ancora oggi è una zona disabitata e con pochissime strutture, ancora lontana dal turismo di massa come quasi tutta la costa occidentale dell’isola che non ha strutture turistiche ma è in prevalenza agricola. Ci si arriva, dalla città di Rodi, sia dalla parte orientale che da quella occidentale oppure con itinerari interni se si vuol fare una visita a Petaloudes la Valle delle farfalle o ad altri piccoli centri storici tra i quali Psinthos, Epta Piges e Theologos. La particolare geografia del luogo ha permesso la creazione di due splendide ed opposte baie di sabbia fine: un vero paradiso da cui ammirare il blu intenso del mare e, sullo sfondo, il Faro

Non accontentiamoci delle…briciole

Sono quei rapporti che nella teoria filerebbero anche, ma che nella realtà donano veramente poco o nulla. Pochissime attenzioni, sporadiche tenerezze, solo brevi attimi da passare insieme, anche se intensi, a volte intensissimi. L’intimità poi, resta un miraggio, d’altronde in un contesto simile, non potrebbe essere altrimenti. E’ un po’ come quando andate a cena in quei ristoranti bellissimi e alla moda dove il cibo è straordinario, solo che prima di essere serviti vi fanno attendere così tanto che la fame quasi vi passa. Poi quando finalmente arriva il piatto, le porzioni sono ridotte e il conto così eccessivamente salato che alla fine della cena rimpiangete il piatto di tagliatelle della  trattoria sotto casa, che avrà pure le tovaglie di carta e le sedie di ferro, ma il calore con cui vi accolgono i proprietari vi fa sentire uno di famiglia e il cibo sarà anche tradizionale e poco ricercato, ma cucinato con tanto amore che a fine serata vi alzate da tavola veramente soddisfatti. In amore funziona più o meno così. Le storie brutte hanno tutte una cosa in comune: l’attesa. Chi vive una relazione sbagliata è sempre in attesa di qualcosa. Di una telefonata, di un messaggio, di un po’ più di tempo insieme, di un po’ più di attenzioni, che lei cambi atteggiamento che lui si accorga di amarmi di un giorno insieme al mare e così via. C’è sempre qualcosa che manca e che crediamo arriverà in un futuro molto vicino. Solo che ogni volta che ci sembra di aver fatto un passo in avanti, proprio quando ci sentiamo vicino al traguardo,il nostro obbiettivo ci sfugge di nuovo. Così finisce che passiamo anni a vivere e rivivere sempre le stesse situazioni e ad inseguire sempre le stesse persone, sacrificando valori e principi sull’altare di un amore che non ci restituisce nulla in cambio, di un amore che usa sempre le stesse dinamiche e la sola cosa che cambia è noi stessi. Gli amori che danno poco sono quelli che ci impoveriscono come persone, da qui le convinzioni più assurde. “Gli uomini sono tutti uguali ”o “le donne sono delle poco di buono”. Queste sono solo alcune delle idee malsane che si insinuano in noi quando viviamo da troppo tempo un rapporto infelice che ci scostano  dall’amore vero. L’amore e le relazioni sono il cibo con cui nutriamo la nostra anima. L’importante è scegliere bene il ristorante. “Ci hanno fatto persone e non formiche, non accontentiamoci delle briciole”(Marilyn Monroe)

L’amore con la A maiuscola

È la cosa più desiderata al mondo. Nessuno è in grado di quantificarlo o definirlo ma…tutti sappiamo cosa significa. Tutti vogliamo l’amore, tutti volgiamo essere amati. Ci sono molti tipi d’amore. Si può amare da amanti, da amici, da genitori, da figli, da marito o da moglie, da fratello e sorella.Si può amare da migliore amico, da amico intimo o da ammiratore segreto. Si può amare da fan o da artisti, da nonni, da zii, cugini. Si può amare da singoli individui o essendo parte di un gruppo. Ed esistono molti modi di amare. Si può amare con una canzone, con una poesia, con un abbraccio, un bacio, un mazzo di fiori, un messaggio, una mail. Si può amare con uno sguardo, un sorriso, una parola, un gioiello, un viaggio al mare in montagna…Si può amare con un tono di voce, con un biglietto, una lettera. Si può amare con un apprezzamento, una battuta, uno scherzo. L’amore può farci sentire al settimo cielo e può anche farci sprofondare nel mare degli abissi…Può esaltarci o deprimerci. Può riempirci l’anima di gioia e spezzarci il cuore in infiniti pezzettini. A volte le relazioni possono apparire difficili. Le probabilità che qualcuno si innamori di te e te di lui quando si è single non sembrano molto alte Le possibilità che tutti e due proviate le stesse cose, non possono essere così elevate. Eppure il mondo è pieno di persone che hanno una relazione…Non c’è alcun dubbio che certi si accontentano, mentre altri hanno avuto la “fortuna” di aver trovato una delle loro anime gemelle: qualcuno da amare, onorare ed adorare. I trucchi mentali che spesso “turbano” le relazioni si basano in prevalenza sulle diverse aspettative e regole che portiamo all’interno della relazione. Tutti noi abbiamo le nostre preferenze, convinzioni e sensibilità riguardo alle cose e, quando il nostro partner ha idee diverse dalle nostre, questo può causare degli scontri. La cosa migliore per per portare avanti una relazione è prendere coscienza che ci saranno dei momenti meravigliosi e momenti “bui” in ogni manifestazione d’amore, ma che le cose meravigliose sono indubbiamente più forti.

Il villaggio dei gatti

Il gatto è un animale molto amato dai nipponici, primo attore di racconti, storie fantastiche e cartoni animati. Da qualche mese è stato inaugurato un nuovo omaggio ai felini: a Tokyo ha aperto un intero villaggio totalmente dedicato ai gatti. Si chiama Kichijoji Petit Mura ed è un borgo costruito interamente a misura di felino: gli edifici sono progettati per essere utilizzati dai gatti, che scorrazzano liberamente per il villaggio.A Kichijoji Petit Mura è possibile poi trovare negozi, parchi e giostre realizzate appositamente per i felini. L’edificio più grande è il Temari No Oshiro, una sorta di castello colorato abitato da gatti, ma che presenta anche un piccolo bar per i visitatori umani, dove sedersi prendersi un caffè o un aperitivo e possono girare per il villaggio, ma solo rispettando alcune regole: gli animali devono essere fotografati rigorosamente senza l’uso del flash, non possono essere presi in braccio ed è vietato anche dare loro da mangiare.A progettare il villaggio sono stati i disegnatori di una famosa casa di animazione giapponese.

Mangiare e bere senza allargare la cintura si può fare

Mangiare e bere senza preoccuparsi della linea si può fare. Ecco come. Come evitare il buco in più alla cintura e potersi permettere ottimi cibi e vini deliziosi.Per i veri amanti della buona tavola non può mai mancare un ottimo vino ad accompagnare un buon pranzo o cena che sia. Problema? Se il “peccato di gola” è una buona abitudine o ci si rassegna al buco in più alla cintura, oppure si inventa la soluzione che renda possibile permettersi tutto ciò che piace e molto di più.L’ideale per potersi permettere ottimi piatti e vini squisiti in compagnia sono le passeggiate eno gastronomiche, che nel corso degli ultimi anni stanno vivendo un vero e proprio boom. Potrete scegliere tra diverse proposte, in molti casi verrete accompagnati da guide turistiche che vi aiuteranno a scoprire le aziende locali che al rientro dalla passeggiata vi accoglieranno con una degustazione degli ottimi vini e prodotti gastronomici raggiungerete i pascoli degni ospiti di un gran numero di fiori e animali, i vostri polmoni si ossigeneranno vedrete scenari meravigliosi. Mangerete, degusterete, e, dato che di fatto camminerete per arrivare da una tappa all’altra, smaltirete e quindi…. non serviranno altri buchi alla cintura

Il peggior alleato delle vacanze estive…separate

Quale sentimento è il peggiore alleato per le vacanze estive separate? Il sentimento nemico numero uno è la gelosia. È un meccanismo che scatta quasi in automatico e che fa leva sulla paura che lui o lei possa incontrare un’altra. Si nutre delle insicurezze, dei traumi passati, dei fantasmi interiori. Quando due persone si amano sentono di appartenersi e, a volte, perdono il confine della propria individualità. Quando poi la paura dell’abbandono ci mette lo zampino, si rivendica di avere il partner tutto per sé. Il desiderio dell’altro si trasforma in una pretesa di possederlo, anche a distanza. ‘Chissà che starà facendo?’, ‘Mi ha detto che era con gli amici: sarà vero?’, sarà sul mare con un altra? ‘E se ha già conosciuto un’altra?’. La gelosia solleva tante, troppe domande. Difficilmente lei o lui riuscirà a contenersi e la riverserà addosso stando ore e ore al  telefono. Dando inizio a tensioni e scenate…Come valido aiutante, invece,(consiglia l’esperta di vita di coppia Kartyl), la libertà. Il che non significa tradire né fregarsene dell’altro. Ma esprimere se stessi, godersi le vacanze anche se si è in due luoghi diversi. Imparare a stare bene anche senza l’altro: d’altronde, che male c’è? Quel che conta è essere trasparenti e fedeli, rispetto ai propri bisogni e alle richieste del partner. Senza sentirsi incastrati, in colpa o traditi. Ma semplicemente liberi”. Nel suo significato più ampio amare è desiderare che il partner sia felice. Che si senta quindi libero, sempre: in presenza o assenza della compagna o del compagno. Che vi cerchi al telefono per voglia, e non dovere, di sentirvi. Insomma: che stia con te perché lo sente davvero, non perché deve farlo. Una vacanza separata ben riuscita consolida il legame, scava il cuore in profondità, offrendo nuovi spunti di crescita, di riflessione di consapevolezza di cosa abbiamo o cosa non potremmo avere più. È un esperimento da fare che consiglio, soprattutto a chi non l’ ha ancora vissuto, troppe volte perdiamo di vista il valore delle cose che abbiamo solo quando subentra la paura di perderle si aprono nuovi scenari

 

Le delusioni…diventano le cicatrici del cuore

Le delusioni sono le cicatrici del cuore. Alcune grandi, alcune piccole altre antiche e profonde, ma ognuna di esse porta un nome. Il nome di un amico, di un genitore, di un compagno, di un parente segni di prove e dolori superati che ogni tanto ancora fanno male, come le ossa rotte quando cambia il tempo. Ma le delusioni sono anche le medaglie del cuore, che affermano la vostra capacità di amare e di dare fiducia alle persone anche se queste vi hanno feriti, traditi e ingannati. Sono le medaglie che dimostrano quanto coraggio abbiate per riuscire a credere ancora nell’amore nonostante sappiate quanto male può fare.Una delusione diventa una cicatrice del cuore quando smettiamo di provare risentimento verso chi ce l’ha provocata, allora la ferita si chiude non sanguina più, ma noi siamo diventati più forti e un po’ più prudenti .Come quando da bambini cadevamo con la bici o giocando a pallone e tornavamo a  casa con le ginocchia sbucciate, così doloranti da farci che non saremmo mai più saliti su qualsiasi cosa avesse avuto le ruote, ma poi quando ancora non era nemmeno caduta la crosta e il richiamo degli amici in strada diventava troppo forte, correvamo di nuovo verso un’altra avventura. Certo il cuore non è un ginocchio, ma il processo di ripresa è più o meno lo stesso e le delusioni fanno male quanto noi glielo consentiamo. Pensate, se da bambini invece che le carezze e le coccole della mamma, aveste buttato sale sulle vostre sbucciature, cosa sarebbe successo? Il dolore sarebbe diventato insopportabile e sicuramente la voglia di tornare a giocare vi sarebbe passata del tutto. E’ così anche per le vostre ferite del cuore, se continuate a torturarle con pensieri angosciosi e sensi di colpa seguiteranno a sanguinare e allora tornare ad amare sarà veramente difficile. Curatele, invece, e tenetevele strette, saranno i vostri piccoli campanelli d’allarme che vi avvertiranno ogni volta che sarete in pericolo, per ricordarvi che amare si può, ma senza dimenticare di difendere se stessi.

Dagli scarti vegetali materiali ecologici

Gli scarti di frutta e verdura da oggi si possono convertire in plastica biodegradabile. Ogni anno in Europa si producono 25,8 milioni di tonnellate di spazzatura plastica, di cui solo il 31% finisce in discarica, mentre il resto si disperde in natura andando a impattare negativamente sull’ambiente e l’ecosistema inquinando sempre di più mari e fiumi. Il 95% del valore degli imballaggi di plastica viene perso a causa dell’utilizzo usa e getta dei contenitori in plastica. Alla ricerca di sostituzioni ecosostenibili alle plastiche che conosciamo, il team dell’Istituto Italiano di Genova sugli smart materials ha sperimentato e brevettato diverse tecnologie che permettono, già da ora, di ottenere bio plastiche ecologiche che azzerano l’impatto  ambientale, arrivando dagli scarti del mercato ortofrutticolo e risultando quindi totalmente biodegradabili. Prestazioni analoghe alle plastiche convenzionali per contenitori e imballaggi che normalmente utilizzano polimeri inquinanti che impiegano fino a 5.000 anni prima di smaltirsi completamente, mentre in futuro potrebbero essere realizzate con gli scarti di carciofi o lattughe, carote o caffè. “Le procedure per la realizzazione di questi materiali sono estremamente semplici e riproducibili per questo ci auguriamo che queste tecnologie raggiungano in breve tempo processi di produzione su larga scala”.

Il panino Italiano ora anche in accademia

Forse non molti sanno che è nata a Milano la Fondazione Accademia del Panino Italiano, con lo scopo di sostenere nel mondo il Panino Italiano, simbolo del Made in Italy. Adesso l’inaugurazione è ufficiale, le iniziative numerose. L’ Accademia del Panino Italiano nasce da un’idea di Antonio Civita e Elena Riva, già noti per essere proprietari del brand Panino Giusto uno spazio di 1.200 mq per accogliere convegni, mostre, eventi e progetti legati al mondo del panino Made in Italy, dove ha sede una Biblioteca del Panino, con oltre 1.500 libri e riviste sull’argomento. Se ci andate prenotate anche l’ingresso alla mostra adesso in corso “Panino, da natura a artificio” In pratica un viaggio tutto italiano, per conoscere di questa specialità tipica la storia, i migliori artigiani e più prestigiosi ambasciatori. Durante il percorso espositivo ci si può anche sbizzarrire a creare infinite combinazioni possibili con gli ingredienti, grazie a una sorta di video-istallazione. Dai panini agli spinaci a quelli al latte con semi misti le nostre ricette di pane e panini Scopo dell’Accademia è “promuovere e valorizzare l’unicità del Panino Italiano in Italia e nel mondo” e offrire al panino “un’icona del Made in Italy”, come la pasta e la pizza. L’Accademia ha già un suo Manifesto del Panino Italiano, e ha in programma a breve: la creazione di una Scuola del Panino Italiano, la definizione di un protocollo con le caratteristiche identificative del “Panino Italiano” in vista di una sua futura certificazione in Italia e nel mondo, protagonista indiscusso del panino, lo speck Alto Adige, leggermente affumicato e stagionato all’aria di montagna, e il pane nero. Si accompagna con buon bicchiere di vino, magari un Pinot nero o uno Schiava, vitigni tipici della zona. Gli ingredienti: 4 Vinschgerlen panino nero tipico, Speck Alto Adige , Formaggio Stelvio , Burro. Dividere il panino in due, spalmare uno strato sottile di burro e farcire a piacere con speck e due fette di formaggio. Scaldare il panino farcito nel forno a  200 gradi per 8-10 minuti finché diventa croccante. Una variante di questo panino allo speck prevede l’aggiunta di pomodoro oppure lattuga verde.