Il primo settembre è il nuovo primo gennaio.

La lista dei buoni propositi prevede due tappe: quella del primo gennaio e quella del primo di settembre Lamentarsi contro le sregolatezze delle vacanze. Analogamente cominciare una dieta spietata che, nel caso migliore, porterà a raggiungere nella seconda metà del prossimo luglio il peso che si era stentatamente raggiunto nel luglio precedente, dopo un anno circa di dieta. Decidere solennemente di dare un taglio deciso al consumo di alcol che, durante le vacanze, ha raggiunto livelli sconcertanti.  Non è necessario ridurlo veramente.Iscriversi a una palestra, dove al fine di avere una valida motivazione per andarci almeno tre o quattro volte, è fondamentale pagare l’abbonamento annuale.Far sopravvivere almeno una pianta!Un tocco di verde è in grado di renderti un po’ più felice: vi rilasserà e vi farà conoscere un hobby che vi regalerà davvero grandi soddisfazione. Riscoprire una ricetta della nonna.Basta sushi e hamburger: riscoprite i gusti dei piatti della nonna, vi stupirà per semplicità e sapore. Le ricette regionali vi riservano tantissime sorprese facili da cucinare! Pianificare un viaggio.Che sia un solo week end al mare o un viaggio più lungo, pianificare i dettagli di un viaggio vi farà sognare e sentire ancora un po’ in vacanza!  Organizzare l’ora del con le amiche.Altro che aperitivo, fatevi conquistare dal gusto british e invitate le vostre migliori amiche per un a base di chiacchiere, moda e pasticcini! Replicherete sicuramente l’appuntamento ! Se il tuo umore nonostante questi consigli sarà ancora grigio, spalanca le finestre di casa o dell’ufficio, fai colazione in terrazzo all’aria aperta, oppure bevi una tazza di davanti alla finestra, è un ottimo metodo per ricaricarti. E ricorda: se sorridi, la vita ti sorride e anche quando il tuo capo ufficio ti fa imbestialire, puoi ritrovare il buon umore in un attimo. Solo così i tuoi buoni propositi si trasformeranno in realtà!

Con quanti uomini dovresti dormire nella vita

Esiste un numero perfetto di uomini con cui dormire nella vita? A rivelarlo sono una serie di ricerche, secondo cui il numero ideale di partner è 12. La ricerca è stata svolta da un sito di tradimenti online, che ha realizzato un sondaggio ponendo una domanda molto specifica ai suoi utenti: “Quanti uomini o donne  dovrebbe aver avuto nella vita il tuo partner ideale?”. La risposta più popolare è stata fra i 10 e i 14 con una media di 12.Questo numero indica, secondo la maggioranza di uomini e donne, che la persona è “sessualmente avventurosa e liberale”. Il 70 per cento degli uomini e il 66 per cento delle donne hanno affermato che avere meno di 10 partner comprese le avventure al mare i flirt della gioventù  indica “inesperienza sessuale e mancanza di avventura in camera da letto”, ma più di 19 indica “qualcuno troppo desideroso di saltare da partner all’altro o semplicemente una persona troppo egoista e molto difficile da soddisfare”. Entrambi i sessi sono d’accordo nella necessità di non divulgare la propria vita sessuale, ma vorrebbero conoscere quella della persona con cui stanno. Più della metà degli uomini (il 53 per cento) vorrebbe sapere con quanti uomini ha dormito la propria partner, lo stesso vale per le donne. Christian Grant, creatore del sito per tradimenti, ha svelato: “Siamo più liberali, tolleranti e sessualmente avventurosi di quanto non siamo mai stati, quindi il gioco dei numeri è importante. Una buona connessione sessuale è la pietra angolare di ogni rapporto solido, quindi qualcuno che manca di esperienza sessuale o è un po ‘troppo conservatore tra le lenzuola, è una causa legittima di preoccupazione per alcune persone”.Il desiderio degli uomini di conoscere la vita sessuale della persona con cui stanno sarebbe legata, secondo gli esperti, alla necessità di mettersi in competizione con chi è venuto prima. “Vogliono essere considerati come i più grandi e i migliori – ha svelato Grant -. Sia per il proprio ego che per la soddisfazione del partner”. Le donne, da parte loro, vorrebbero tenere da parte le esperienze passate e godersi il momento.

 

La complicità sotto le lenzuola

La complicità sotto le lenzuola passa anche attraverso la tavola grazie alla dieta dell’amore a base di frutti di mare.Nelle credenze popolari questi alimenti tipici della dieta mediterranea sono sempre stati considerati degli afrodisiaci naturali e ora lo conferma anche uno studio scientifico. Secondo un équipe di studiosi di Harvard infatti vongole,cozze,ostriche  aiuterebbero ad incrementare il desiderio e a creare un ottimo feeling con il partner. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical, si è concentrato sull’osservazione di coppie che cercavano di avere un bambino. I dati raccolti hanno dimostrato che chi consumava almeno due volte a settimana frutti di mare aveva molti più rapporti sessuali e quindi una maggiore possibilità di concepire.Per gli studiosi questo effetto di super-fertilità sarebbe causato non solo dall’attività sessuale  molto più intensa, ma anche da quelli che sono stati definiti “altri fattori biologici” legati proprio a cozze e compani, che agirebbero direttamente sul seme maschile , sull’embrione e sull’ovulazione, migliorandone la qualità. “I nostri risultati insistono sull’importanza non soltanto della dieta femminile, ma anche di quella dell’uomo ha spiegato Audrey Gaskins, sul tempo necessario a ottenere una gravidanza. E indicano a entrambi i partner di introdurre nell’alimentazione più frutti di mare”. D’altronde i frutti di mare sono considerati da sempre un’ottima fonte di proteine e di nutrienti indispensabili per la salute delle donne, soprattutto di quelle che sognano di concepire un bambino.Volete riaccendere la passione con il partner? Allora provate i frutti di mare. Gustate un bel piatto di cozze, accompagnato da crostini di pane, oppure una gustosa pasta con le vongole, ma anche i fasolari, lumache e lumachine. Basterà una bottiglia di buon vino e l’atmosfera giusta per regalarvi una notte d’amore indimenticabile. Lo dice la scienza. Provare per credere.

 

I fondi di caffè si trasformano in combustibile

I fondi del caffè sono utili per il nostro futuro. Non stiamo parlando di preavvisi sul nostro destino ottenute grazie agli avanzi di questa bevanda, ma di un vero e proprio combustibile capace di assorbire il gas serra. Un gruppo di scienziati è infatti riuscito a sviluppare un processo che tratta gli avanzi del caffè al punto da renderli in grado di accumulare metano, catturato direttamente dall’atmosfera, e di trasformarlo in combustibile a basso costo. Questo procedimento aiuta a ridurre il gas serra e a raccogliere il combustibile Il processo, messo a punto dai ricercatori della Corea del Sud, consiste nell’immersione dei fondi di caffè in idrossido di sodio poi riscaldati a 700/900 gradi in un forno che, nell’arco di 24 ore, permettono di ottenere del carbonio che cattura appunto il metano dall’atmosfera. A rendere possibile tutto ciò è la capacità assorbente del caffè che, con l’aggiunta dell’idrossido di sodio, permette di assorbire qualsiasi cosa. I benefici sono sia i tempi di realizzazione che l’utilizzo di materiali a basso costo. I materiali di scarto sono gratuiti rispetto ai metalli e ai prodotti chimici organici di cui c’è bisogno per altri procedimenti. L’idea di questa scoperta è nata per caso mentre Kemp stava osservando la sua tazza di caffè e discutendo con i suoi colleghi in merito ad un altro progetto. Ho guardato il fondo della tazza di caffè e mi sono chiesto ‘posso utilizzarlo come stoccaggio di metano?’. Dalla domanda alla ricerca il passo è stato breve e quanto scoperto consentirà di ridurre il nostro impatto sull’ambiente.

Più zanzare meno orsi

Non c’è tregua per il nostro Pianeta. Come dimostra il dossier realizzato dal WWF, la situazione di generale difficoltà che piante e animali stanno vivendo, provocata dal riscaldamento di globale di cui siamo responsabili, non proclama nulla di buono per il futuro prossimo a cui stiamo andando incontro. L’innalzamento delle temperature ha portato, ad esempio, i pascoli d’alta quota a non avere il foraggio adatto alla nutrizione e quindi alla conservazione, Per una specie che diminuisce, ce ne sono altre però che continuano, purtroppo, a crescere mettendoci in pericolo. Il WWF fa sapere infatti che la Terra è ormai invasa da zanzare portatrici di varie patologie, ma anche da parassiti, come il punteruolo rosso che uccide le palme italiane, e da meduse, ormai onnipresenti nel mar Mediterraneo.A tutto ciò dobbiamo aggiungere la continua trasformazione dei ghiacciai che minaccia le specie alpine, come il leopardo delle nevi in Tibet, il pinguino Adelia in Antartide o l’Orso polare in Artico. Anche gli animali dei nostri mari non sono messi bene. Tra questi le balene, a causa dell’aumento delle temperature dell’Oceano Artico, si ritrovano con un numero maggiore di orche, loro principali predatrici. E ancora le barriere coralline che rischiano di scomparire entro il 2050 in seguito all’acidificazione degli oceani Per concludere, spiegano i responsabili del WWF, non possiamo scordare del rischio di danneggiare i cicli naturali, come fioriture e migrazioni.

Space Clearing

Space Clearing è essenzialmente l’arte di liberare lo spazio. Ovviamente questa ‘disciplina’ molto particolare e consigliata da numerosi psicologi d’oltre oceano che rende lo Space Clearing un’arte che va oltre le mere esigenze casalinghe. Le nostre mamme applicavano gli stessi principi anche senza conoscere il Feng shui! E se applicassimo le regole dello Space Clearing anche nell’ambito della nostra vita sociale?” Se una casa piena di oggetti inutili ci stressa e non ci permette di utilizzare al meglio le energie bloccate tra cumuli di vecchi abiti e cassetti pieni di ricordi della nostra adolescenza, cosa dire allora di una vita sociale ostacolata da personaggi inutili e legati al passato? Qualcuno potrebbe pensare che è spietato mettere sullo stesso piano una scatola colma di oggetti senza valore e un’agenda infarcita di nomi e cognomi  che non rappresentano più nulla per noi e che ancora conserviamo. E invece si può fare e che, anzi, è doveroso farlo: non si tratta in questo caso di liberare spazio nello stanzino perché ci sentiamo nervosi; fare pulizia nella propria vita relazionale significa difendere la propria dignità e soprattutto rispettare e far rispettare le proprie esigenze. Non si tratta di snobismo: certi rapporti umani sono molto dannosi per chi ha bisogno di completezza, di evoluzione e di maturità. Lasciarsi etichettare significa dimostrare la propria debolezza, la propria piccolezza…. Le persone che non riusciamo a ‘eliminare’ dalla nostra esistenza per abitudine, sono proprio quelle che ci tengono incatenati a un passato che non c’appartiene più. Tratteniamo senza criterio oggetti e persone: lo Space Clearing potrebbe venire in nostro soccorso anche in ambito sociale. ‘Eliminare’ le persone inutili della nostra esistenza non è spietato: è un coraggioso atto di maturità.

Parlare di sentimenti è come…..

Parlare di sentimenti è come giocare in cucina, per questo il risultato dipenderà dal giusto equilibrio tra gli elementi. Ed è per questo che si dice anche che i sentimenti sono come le spezie. Come queste ultime sono al centro del nostro cucinare, i primi sono al centro della nostra vita e saranno ciò che saremo .I sentimenti/le spezie non sempre possono essere elargiti in grosse quantità, ma non per questo vanno negligentemente conservati, stipati o pesati in modo preciso come quando cuciniamo un dolce. La loro magia si esprime più interamente in una ricetta salata in cui il q.b. risulta essere l’elemento personale e distintivo. Francesco Fresi psicoterapeuta, insieme a Enrico Smeraldi  reputano che da troppo tempo ci siamo abituati alla solita “minestra”: ci siamo cioè spenti emotivamente, abbiamo chiuso in una stanza la curiosità e abbiamo lasciato libero un progressivo inaridimento. Vale a dire il “bisogno di non aver bisogni”. Che si traduce nel pensare di saper bastare a se stessi, al non chiedere mai aiuto, nemmeno quando si tratta di cucinare una torta senza averla mai fatta prima. Si finirà con l’aprire il forno troppo presto. Risultato: l’inevitabile sgonfiamento del dolce. Anche del nostro io. Sentimenti da “assaggiare” i due autori indicano ricette/emozioni che partono dalle tradizioni classiche e che sperano di stuzzicare la capacità di provare emozioni/nuovi piatti. Si tratta quindi di giocare come fossimo in cucina: il buon risultato dipenderà dal giusto equilibrio tra gli ingredienti. I sentimenti possono interagire tra loro in modo sia positivo sia negativo, inducendone di nuovi L’esempio più̀ classico è quello della gelosia: la sua assenza può̀ oscurare il sentimento d’amore provato, facendoci risultare freddi, distaccati ed egocentrici, mentre, talvolta, quando appare eccessiva, la neghiamo provando vergogna, ci sentiamo in colpa. Tuttavia, è evidente a tutti come, se equilibrata, risulti spezia essenziale del processo di innamoramento…Curiosi come la cannella, gelosi come il peperoncino, invidiosi come il wasabi, allegri come la menta piperita, paurosi come il piper nigrum, in colpa come il cacao, amanti di sé come la vaniglia, estasiati di noce moscata, disgustosi come il chiodo di garofano, nostalgici come il cumino, pudichi come papaveri, soli come il mirto, traditori come il curry…

Estate mare e buon pesce

Estate voglia di mare a tutti costi anche a tavola e chi può rinunciare ad un’ottima frittura di paranza, una zuppa, un risotto, che emanano spesso un buon odore di pesce a tavola. Tuttavia, ciò non avviene, a volte, durante la cottura o la preparazione. Capita infatti che in cucina si diffonda un odore veramente sgradevole e persista nel tempo. Se poi non abbiamo avuto cura di chiudere le porte, si diffonderà anche nel resto dell’abitazione. I motivi per cui durante la cottura viene generato un odore di pesce poco gradevole sono molteplici. In primis, può dipendere dalla qualità del pesce stesso. Se il pesce non è fresco, infatti, il suo odore sarà molto forte e tutt’altro che piacevole. Al contrario, molti tipi di buon pesce fresco, ancora crudo, sono quasi inodore. Altra causa è il metodo di cottura. Ovviamente una frittura o un guazzetto genereranno maggior odore nell’aria di un pesce al cartoccio. Infine, il persistere di sgradevole odore di pesce in cucina dopo la cottura di un buon menu di mare, dipende dalla pulizia. Questo tipo di prodotto, infatti, impone che pentole, piatti, piastrelle siano lavate benissimo. Ogni minimo residuo deve essere eliminato e sgrassato, utile l’impiego dell’aceto e del limone, anche assoluti o diluiti in acqua calda. A volte può capitare che, anche dopo un’accurata pulizia, il cattivo odore persista. In questo caso assicuriamoci, innanzi tutti, di aver gettato anche l’immondizia… se non dovesse essere questa la causa, possiamo far bollire un po’ di acqua ed aceto nella stanza. Ovviamente apriamo bene le finestre e facciamo circolare l’aria. Un’altra possibilità è far bollire acqua e olio di lavanda o di limone. Oppure, cucinare al forno qualche buon dolce o fragranti biscotti, il cui aroma si diffonderà rapidamente, coprendo gli ultimi residui di odore di pesce.

Verdure come conservarle

Verdure sott’olio o sotto sale, salse, marmellate…Salse e conserve renderanno il nostro inverno più allegro . L’unica cosa da decidere è con quale conserva vogliamo fare: per il resto, ci mancano soltanto le indicazioni e i trucchi da seguire per non sbagliare! Come si preparano i vasetti? Per le vostre conserve servono prima di tutto contenitori di buona qualità e, se i vasetti sono riciclati, sarebbe ancora meglio se li riutilizzaste con dei tappi nuovi. Cosa preparare per conservare nella nostra dispensa? La marmellata, se scegliete di fare la marmellata, vi servirà sicuramente la frutta. Fate attenzione che sia matura al punto giusto e procuratevi una pentola dal fondo spesso più larga che alta. La cottura della marmellata è piuttosto rapida e se scegliete di utilizzare pere, ciliegie, fragole o pesche unite sempre qualche buccia di mela, che contiene naturalmente la pectina, cioè l’addensante e gelificante necessario per ottenere un composto con una piacevole consistenza. Per capire se la consistenza è “giusta” mettetene un cucchiaino sopra un piatto e inclinatelo: se la marmellata scivola “lentamente”, è pronta! Invasatela ancora calda, chiudendo poi i barattoli e capovolgendoli fino a completo raffreddamento. La verdura: dopo aver scelto le verdure che preferite conservare pomodori peperoni, cipolle, carote diventano davvero sfiziose! lavatele con cura, tagliatele a pezzetti e scottatele  per 5 minuti in acqua e aceto. Asciugatele con cura e sistematele a strati nei barattoli, cercando di eliminare ogni spazio di aria. Potete disporre tra gli strati, se vi piacciono, erbe aromatiche fresche oppure essiccate. Dopo aver riempito il barattolo sino a 2 cm dall’apertura, coprite le verdure con olio. Chiudete il coperchio e lasciate riposare al buio per qualche giorno. Buon lavoro!

Hai fame non mangiarti chi ti sta vicino

Quante volte ci sentiamo nervosi e mal disposti verso il prossimo senza un visibile motivo. Quando capita dovremmo, però, provare a chiederci se, per caso, non abbiamo un po’ di fame. Secondo una recente ricerca, infatti, la rabbia e l’aggressività potrebbero essere una reazione all’appetito. Alle volte, quindi, anzichè “aggredire” il prossimo basterebbe fare uno spuntino per ritrovare il buon umore. Mettere qualcosa sotto i denti potrebbe evitare discussioni spiacevoli e potrebbe farci sentire subito meglio. A giungere a questa conclusione sono stati i ricercatori dell’Università della Carolina del Nord. Il team ha analizzato i meccanismi psicologici che si attivano nelle persone a seconda del livello di appetito. E il Daily Mail ha riportato i risultati ottenuti. La sensazione della fame è, sicuramente, spiacevole. E benché, talvolta, si pensi di poterla controllare, l’organismo potrebbe, invece, innescare delle reazioni negative senza che ci si renda conto di quale sia la loro reale causa. Il motivo per cui la sensazione di appetito ci rende, talvolta, un tantino intrattabili è, facilmente, di natura fisiologica. Quando le calorie nel corpo iniziano a mancare, scendono il livelli di zucchero nel sangue. Questo processo provoca una sensazione di debolezza e di malessere che, talvolta, può sfociare in sintomi come nausea e spossatezza. In una tale condizione è inevitabile che chi non ha un’elevata capacità di controllo possa diventare irascibile ed aggressivo con il prossimo. Quando ci si sente deboli per evitare che il malessere peggiori e degeneri in rabbia, è consigliabile, quindi, fare uno spuntino e, soprattutto, evitare, se possibile, di avviare attività faticose per il corpo e la mente. Non “mangiatevi” il prossimo con le parole, dunque, ma mangiatevi, piuttosto un bel piatto di pasta. Ogni cosa sembrerà meno fastidiosa ed insormontabile.