Il nostro cervello memorizza dove si mangia bene

Ricordate ancora il ristorantino in riva al mare in cui avete mangiato un pesce favoloso? Niente di strano. Gli scienziati hanno visto che il nostro cervello funziona come un GPS: è in grado di memorizzare i posti in cui il cibo è migliore, per poterci ritornare. Forse per un retaggio primigenio. Provate a pensare dove avete assaggiato l’hamburger più gustoso, la sacher torte migliore o la pizza più buona. Presumibilmente ricorderete con precisione il luogo, l’arredamento e forse anche il tavolo dove eravate seduti: perché accade?Il cibo, per il nostro cervello, funziona un po’ come i satelliti per il Gps: gli consente di memorizzare il luogo esatto in cui si sta mangiando. Lo sostiene uno studio condotto su animali, appena pubblicato su Nature Communications. A rinforzare questo tipo di memoria sarebbe il nervo vago che collega i nostri due cervelli: quello che abbiamo sempre… conosciuto, che abbiamo in testa, e l’altro, di cui si sente sempre più spesso parlare, che si trova nell’apparato gastrointestinale e che di recente è stato anche osservato teoricamente. Una delle funzioni principali del nervo vago è quella di trasmettere infatti i segnali biochimici dallo stomaco al tronco cerebrale: da questo nervo, quando lo stomaco è pieno, passa ad esempio il messaggio di “sazietà”.

L’affinità di coppia

A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte, ve ne sono due o tre o anche quattro. Per ricongiungersi a voi, viaggiano attraverso i mari del tempo e gli spazi celesti. Vengono dall’altrove, dal cielo. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.” Brian Weiss. Anime gemelle. Fiamme Gemelle. C’è di tutto e di più. E regolarmente la psicologia si confonde con la spiritualità. Ci piace pensare che esistano spiriti predestinati, altri uniti da una profonda affinità. Tuttavia, ci rendiamo conto che la New Age ha semplificato eccessivamente le cose confondendo i piani. Si fa a gara a chi trova la famosa anima gemella, la fiamma, l’uomo del destino. E tutti ne danno definizioni diverse affermando di sapere precisamente di che si tratta. Che dire poi del fiorire di leggi spirituali grazie alle quali, stando a un guru o all’altro, potremmo favorire l’incontro predestinato. C’è chi consiglia di abituarsi a dare anziché pretendere. Chi afferma che quello che facciamo agli altri torna indietro come un boomerang. Chi sostiene che ogni tentativo di cambiare l’altra persona sia controproducente. E che l’idealizzazione faccia male al rapporto. Tutte cose interessanti Qualcuno osa spingersi oltre affermando che quando vogliamo qualcosa profondamente, alla fine lo otteniamo, sempre che non subentrino eventuali resistenze. Logica che funzionerebbe anche con il partner del destino. Insomma, l’amore si cerca, e si trova, a suon di strategie. Ci piace pensare invece, che l’amore sfugga a tutte queste regolette e sia la sua capacità di spingerci oltre a renderlo un’esperienza tanto meravigliosa quanto sconvolgente. E poi diciamolo, che importanza ha che lui/lei sia davvero un’anima gemella, fiamma gemella, altra metà della mela? Qualunque persona entri nella nostra vita lascia un segno. Persino le relazioni più difficili, hanno un loro valore fate tesoro di chiunque transiti nella vostra vita, ognuno a modo suo lascerà un segno…prendetene e custoditene solo il meglio

 

Tipi dolci o salati

Negli ultimi anni che gli psicologi sociali hanno fatto del rapporto con il cibo materia di studio. Scoprendo fino a che punto creatività, severità, aggressività, ansia, fiducia in noi stessi abbiano buone probabilità di rivelarsi a tavola. I ricercatori della North Dakota University di Chicago hanno dimostrato il legame scientifico tra i gusti e il carattere delle persone. Dall’analisi dei risultati di test condotti su un campione di studenti universitari, hanno scoperto che la propensione per i cibi dolci rispecchia un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “effetto bontà”: chi mangia un pezzo di cioccolato è subito più disponibile a offrirsi come volontario per un lavoro non retribuito rispetto a chi mangia un cibo salato.Anche per Ferdinando Dogana, ordinario di Psicologia, la preferenza per dolce e salato ha un preciso collegamento caratteriale: i tipi “dolci“, che vanno pazzi per pasticcini, torte e frutta, sono più emotivi e propensi ad avere cura degli altri, i tipi “salati”, ghiotti di pasta, pizza e cracker, sono invece estroversi e indipendenti.Secondo lo psicologo del cibo Leon Rappoport, le motivazioni alla base dei nostri acquisti al supermercato sono collegate alle teorie sulla struttura della personalità. Di tipo freudiano sarebbe, per esempio, l’intima relazione esistente tra cibo, sesso e violenza. Come il bimbo succhiando dal seno materno sperimenta per la prima volta il piacere dei sensi, l’adulto trova soddisfazione in cene smisurate.

 

Le cene di gruppo fanno bene al corpo e alla psiche

C’è chi ama mangiare in solitudine direttamente dalla casseruola, chi  sdraiato sul divano con la tv accesa… La loro è vera gioia? I diretti interessati assicurano di sì. Eppure secondo gli studiosi mangiare regolarmente da soli non fa affatto bene. E a lungo andare si ripercuote sulla salute psicofisica.Lo conferma anche un nuovo studio di Oxford Economics. I ricercatori hanno fatto un sondaggio e costruito un “indicatore di benessere”, dato dalla somma di una serie punteggi attribuiti a qualità del sonno, soddisfazione sessuale, quantità di tempo libero e frequenza con cui si mangia in compagnia. Dalla ricerca è emerso che chi mangia da solo mette insieme 7,9 punti in meno, in termini di… felicità, rispetto alla media nazionale Quando si mangia in gruppo secondo un recente studio il cervello rilascia endorfine che mettono di buon umore i commensali.Sembrerebbe che mangiare in compagnia renda le persone più soddisfatte della propria vita e garantisca migliori probabilità di stare bene con se stessi.Allo studio ha lavorato Robin Dunbar, che ha spiegato che «semplicemente non sappiamo» perché le persone che mangiano insieme siano più felici.Quel che è certo è che pranzare o cenare con gli altri attorno a un tavolo favorisce il rilascio di endorfine da parte del cervello producendo in noi una piacevole sensazione di benessere. E che questo rituale sociale risulta imprescindibile, anche nelle nostre vite caotiche e piene di impegni.

Funghi che passione

Proliferano nel corpo umano, nel frigorifero, tra i ghiacci antartici e nel suolo contaminato, nell’aria, nei deserti di sale, nel pane che lievita. Nutrono il corpo e alterano le coscienze, trasformano i rifiuti in carburante e gli insetti in zombie, permettono agli alberi di sopravvivere alla siccità. I funghi sono cruciali per la Terra, ma ancora poco conosciuti. A fare il punto sulla loro incredibile varietà è uno studio internazionale Il rapporto, mette in luce alcune informazioni interessanti sulle 144 mila specie di funghi e muffe catalogate finora. La loro varietà ha dello straordinario. Ne sono stati trovati in Antartide in suoli contaminati da diesel, nelle croste di sale dei deserti cileni e nell’equivalente delle cellule renali di alcuni scarafaggi tropicali. Costituiscono un regno a parte, più vicino a quello animale che a quello vegetale, e nelle loro pareti cellulari sono state rintracciate sostanze chimiche presenti anche in quelle di granchi e aragoste. Alcuni sono estremamente utili. Al di là dei lieviti o della penicillina, si pensi ai funghi mangia-plastica o a quelli capaci di tollerare alti livelli di radiazioni, che potrebbero essere usati per ripulire suoli contaminati. Proviene dai funghi l’acido itaconico usato per confezionare alcune parti di plastica presenti nelle auto, certe gomme sintetiche e i mattoncini di Lego. Alcuni prodotti derivati dai funghi possono rimpiazzare particolari materiali da costruzione. Allo stesso tempo, sono i funghi i principali responsabile delle massicce morie di anfibi o della distruzione di piante. I funghi commestibili costituiscono un alimento prelibato che ci viene messo a disposizione dalla natura. Quello che serve è un po’ di passione per poterli cercare, e un minimo di nozioni tecniche per poter conoscere i funghi e distinguere quelli commestibili da quelli velenosi, e poterli gustare in tutta tranquillità

 

Avere gli stessi gusti a tavola per una coppia crea affinità

Quanto conta il cibo nelle nostre vite? Sicuramente dopo aver passato un estate tra cene, aperitivi, e feste in molto, ma oltre al peso, il cibo è anche sinonimo di salute, gusti, abitudini, passione e perché no, per alcuni arte. Quindi è così assurdo pensare che il cibo influenzi anche l’affinità nella coppia? Se reagite così all’odore del vostro piatto preferito, certamente influenzerà anche la vostra relazione, guardate: Secondo una recente indagine condotta da Knorr, il 78% degli innamorati ha dichiarato di avere una relazione stabile e felice, basata anche sulla condivisione dei gusti a tavola. Inoltre a quanto pare se si ordinano le stesse cose al primo appuntamento, si ha più possibilità che ci sia un seguito, perché gusti affini creano più complicità e fiducia. Non sarebbe solo una questione di DNA, in cui chiaramente se a uno piace più il salato e all’altro il dolce, c’è poco da fare. Si tratterebbe anche di avere una relazione di valori, tradizioni e abitudini che saldano il rapporto. Per cui si capisce che un vegano e un carnivoro potrebbero avere valori molto diversi, che chi ama mangiare fuori si annoi alle cene sempre in casa, così come chi ama sperimentare non si divertirebbe con un tradizionalista consapevole. Dunque il momento dei pasti non è fine a se stesso, ma una scusa quotidiana per condividere molto altro, nonché può essere un preludio ad una serata sexy e intrigante. D’altronde siamo ciò che mangiamo, testualmente e spiritualmente

 

Il primo passo

«Anche il più lungo dei viaggi comincia con un piccolo passo», come ci indica l’antica saggezza cinese con le parole di Lao Tse. Il problema è scegliere bene il primo passo; che si tratti di scegliere le ferie al mare, di iniziare un lavoro, di scegliere una relazione d’amore,difatti, nella maggioranza dei casi, le persone sanno quello che vogliono ma non sanno bene come ottenerlo, oppure sanno come ottenerlo ma sbagliano nel muoversi in quella data direzione. L’errore più frequente è proprio nell’inizio dell’agire verso lo scopo desiderato. Questo, in virtù del fatto che, o spinte dall’entusiasmo, accelerano troppo il processo e vanno fuori strada, o al contrario, limitate dalla paura, vanno troppo lente e insicure. O ancora, convinte troppo delle proprie teorie, procedono senza considerare i feedback di ogni loro azione e finiscono per inciampare su ciò che non hanno considerato. C’è poi chi, che per paura di sbagliare, rimane bloccato come l’asino di Buridano e, posto in mezzo a due bisacce di fieno, non sa decidere quale delle due iniziare a mangiare, finché non muore di fame. Insomma, dare il via a un processo composto da una serie di azioni per raggiungere un obiettivo sembra essere una cosa semplice, ma il più delle volte è qualcosa di ingannevole o fonte di dubbi e timori. Pertanto, imparare a valutare strategicamente come dare avvio a un progetto, appare un argomento decisamente rilevante, anche se usualmente poco considerato: sembrerebbe, infatti, ovvio fare ciò che viene spontaneo, ma questo per certi aspetti è ancora più ingannevole poiché la spontaneità non è altro che «l’ultimo apprendimento diventato acquisizione» e farsi guidare da lei nella convinzione che sia una nostra naturale propensione non influenzata dalle nostre esperienze è davvero una magra illusione che rende l’affidarsi ad essa poco affidabile.

L’ascesa dei Vegetariani

Una rivoluzione silenziosa sta cambiando le abitudini alimentari dell’Occidente. Negli ultimi decenni, e sempre più velocemente negli ultimi anni, cresce il numero di persone che si definiscono vegetariane. In Italia sono oggi cinque milioni, di cui 400mila vegani, persone cioè che non mangiano nemmeno i prodotti di derivazione animale come uova e latte. Essere vegetariani non è solo una scelta di etica. Molti, certo, arrivano a questa decisione per un reale sentimento animalista: sono il 44% del totale, secondo i dati Eurispes. Ma la maggior parte, quasi una persona su due, sceglie di essere vegetariano per stare meglio in salute. Non solo mangiare frutta, verdura, pesce e legumi assicura un superiore apporto di vitamine e di altre sostanze benefiche, ma evitare il consumo di carne riduce al minimo la possibilità che nel corso della vita sorgano alcuni tipi di patologie. Tra queste soprattutto il cancro al colon, legato al consumo di carni rosse e lavorate, cibi che secondo le associazioni mediche dovrebbero essere assunti in quantità molto ridotte, non oltre il mezzo chilo a settimana, e anche meno: perché non è ancora chiaro se esista una soglia minima al di sotto del quale si può stare sicuri, e nel dubbio i vegetariani preferiscono farne proprio a meno. Inoltre, il consumo di carni rosse, specie quelle di manzo, bufalo e vitello, ricche di acidi saturi, facilitano l’insorgere della coronaropatia, un grave disturbo cardiovascolare legato al tipo di dieta, e la cui rilevanza potrebbe ridimensionarsi qualora si limitasse il consumo di carne, o almeno si sostituisse la carne rossa con quella bianca.

In arrivo le buste 100% riciclabili

Il problema dell’accumulo di rifiuti di plastica diventa sempre più grave. Addirittura in India, la regione di Delhi ha deciso di mettere al bando la plastica usa-e-getta dal 2017. Come risolvere la situazione? Arrivano le buste di plastica vegetale 100% biodegradabili e addirittura commestibili. Il giovane imprenditore Hegde si è reso conto che le buste di plastica usa-e-getta rappresentano non soltanto un problema ambientale, ma anche economico. Infatti non tutti si possono permettere di acquistarle quando vanno a fare la spesa,quando acquistano frutta e verdura, ma anche indumenti, in più si tratta delle classiche buste di plastica usa-e-getta che una volta rotte non si possono né riutilizzare né riciclare.Ha dunque pensato alla realizzazione di buste di plastica formate da composti vegetali che siano biodegradabili in breve tempo. Le buste di plastica vengono descritte come 100% biodegradabili Queste nuove buste di plastica si biodegradano naturalmente in 180 giorni e all’istante se vengono immerse in acqua bollente. In più il materiale con cui sono composte è così naturale che le buste vengono considerate commestibili. Infatti  si sciolgono in acqua bollente e dopo questa operazione la stessa acqua utilizzata risulta potabile. Per risultare più sostenibili le buste biodegradabili dovranno essere realizzate con scarti di verdura e frutta. Hedge afferma inoltre che di  fronte ai sacchetti monouso, anche quando sono biodegradabili e realizzati con materie prime vegetali, rimane sempre qualche dubbio, perché è preferibile che le buste di plastica non riciclabili vengano sostituite con borse per la spesa resistenti, ad esempio in tela juta o in materiale robusto e impermeabile, in modo che possano essere riutilizzate per anni e non gettate poco dopo.

Bugiardi cronici

A tutte le donne è capitato d’interrogarsi sulla sincerità di un uomo. Non si tratta solo del classico “m’ama non m’ama?”, ma di uomini che spariscono senza motivo, che si contraddicono, che fanno tardi perché hanno una riunione importante e poi scopri che erano al bar a prendere un aperitivo con gli amici. A qualcuna è capitato, sulla tomba dell’amato, di non essere l’unica vedova. Uno che mente su tutto, nella vita, in amore, nel lavoro. Anche quando non ne ha motivo. Si riconosce perché è sempre sopra le righe, non conosce modestia, in lui tutto è tanto, troppo. E non ha mai un momento basso, uno di quei momenti giù che proviamo tutti quando siamo avviliti o stanchi o delusi. Lui no, non può mai toccare terra: per lui, la realtà equivale allo smascheramento. E se è costretto ad ammettere un fallimento, non è mai colpa sua, ma colpa di qualcun altro o di un complotto ai suoi danni. Il bugiardo cronico è un affabulatore, fin troppo esagerato nei racconti, abituato a collezionare incontri ravvicinati con personaggi famosi o di peso. Se una donna si trova di fronte uno così, dovrebbe subito far scattare l’allarme: o si tratta di un pallone gonfiato o di un bugiardo. In entrambi i casi, è meglio sicuramente scappare