Ancora tempo di grigliate… speciali

Tempo di ultime grigliate della stagione! Avete mai pensato di grigliare anche la frutta e prepararci un dessert da leccarsi i baffi?? Le pesche grigliate sono una leccornia: gustose, dolci e saporite, vi stupiranno con un tocco affumicato che mai avreste immaginato. Vediamo come prepararle!! Vi servono pochissimi ingredienti e un barbecue caldo ma spento, altrimenti le pesche bruciano subito. Procuratevi 1 pesca noce bella matura ogni due persone, zucchero semolato, cannella panna fresca da montare e miele.In una ciotola versate la panna fresca fredda da frigo, addolcitela con due cucchiai di miele e una spruzzata di cannella. Montatela a neve e lasciatela in frigo. Tagliate a metà le pesche noci, togliete il nocciolo e passate la parte della polpa sullo zucchero semolato, avendo cura di ricoprire uniformemente tutto il lato. Ponete le pesche sulla griglia calda ma spenta, dalla parte del lato ricoperto di zucchero, che piano piano si scioglierà e si caramellerà. Girate quindi dal lato della buccia e lasciate qualche altro minuto. Servite calde e ricoperte di panna montata!!

Conservare le piante aromatiche

In estate il nostro piccolo orto di erbe aromatiche, magari anche nei vasi sul terrazzo, ha prodotto quantitativi importanti? Possiamo conservare gli odori e i profumi dell’estate anche per l’inverno, basta sapere come fare! Ecco alcuni suggerimenti e idee. Con olio, in freezer: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche e, se necessario, sminuzzatele. Ponetene un cucchiaino sul fondo di uno stampo per cubetti di ghiaccio e riempite in seguito ogni spazio con olio extravergine. Surgelate e consumate al bisogno! Con burro, in freezer: il medesimo processo sopra descritto, utilizzando burro fuso molto lentamente al posto dell’olio. Sotto sale, a temperatura ambiente: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche. Disponetele a strati, alternandole a sale grosso, all’interno di barattoli ermetici. Conservate in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce. Con olio, a temperatura ambiente: in questo caso, potete realizzare un olio aromatizzato molto gradevole e saporito. L’importante è non separare le foglie dai rametti e, dopo averle lavate ed asciugate con cura, potete disporle in un contenitore trasparente che poi riempirete di olio. Lasciate riposare 3 settimane prima di consumarlo: avrà una durata di almeno altri 6 mesi.

402 Festa del Perdono a Terranuova

404 Candeline per il Perdono a Terranuova, anche per quest’anno si preannuncia un’edizione da record. Gli ambulanti saranno 250, ma in totale, le attività presenti, comprese quelle della mostra mercato “Valdarno Espone”, saranno oltre 700. Un numero importante, che testimonia l’entità dell’evento. Ecco il programma, si parte venerdì 21 settembre con l’apertura del luna park in piazza Canevaro Piazza Coralli via San Tito e l’inaugurazione di Valdarno Espone, nel rinnovato viale Piave. Alle 20 l’apertura ufficiale della kermesse, con sfilata di moda e con i tre botti augurali. La novità principale di questa edizione è legata alla maratona podistica “Corri Per..dono”, passeggiata di 5 km e percorsi di 10 e 18 km, anche non competitivi, valida per il Gran Prix 2018. Per il resto spazio alla tradizione, con l’edizione straordinaria della fiera antiquaria, la manifestazione zootecnica e la fiera nazionale degli uccelli da richiamo, in programma lunedì 24 settembre. Martedì poi spazio allo sport, con la gara ciclistica “49° Ruota D’Oro”. Per quanto riguarda l’afflusso, viste le favorevoli condizioni del tempo, sarà nell’ordine delle 300.000 unità. Una marea impressionante che si muoverà principalmente in auto, raggiungendo Terranuova da ogni angolo del Valdarno, ma anche da ampie zone della provincia di Arezzo e di Firenze e della Toscana. Sarà  possibile utilizzare il trenino, che sarà attivo nelle giornate di sabato, domenica e lunedì con partenza dalla zona ponte Mocarini. Come sempre, è previsto il tutto esaurito la sera di sabato, il pomeriggio di domenica e, soprattutto, la giornata di lunedì, da sempre quella clou, e anche noi vi aspettiamo nel nostro punto vendita, dove troverete anche degli “assaggi di Natale”…buon perdono  a tutti !!!

 

Rimanere amici dopo un rapporto

Donne, uomini, fidanzati, fidanzate, parenti, esperti di relazioni e opinionisti televisivi hanno tutti opinioni diverse sulla questione: due persone che si sono amate possono davvero rimanere amici quando la relazione finisce? Le opinioni, apparentemente, si dividono quasi a metà: un sondaggio della NBC ha rilevato che circa il 48% delle persone che hanno risposto a questa domanda sono rimasti amici dei propri ex alla fine della relazione. Per alcuni, l’amicizia con un ex è naturale. Per altri, è una cosa da matti e un invito a spezzarsi nuovamente il cuore. Il tuo successo dipenderà dai tuoi tratti individuali di personalità e sulla storia in comune, se sei pronta a dare questa opportunità al tuo ex, Le cose sono cambiate così rapidamente da quando voi due vi siete messi insieme. Alla fine vi siete lasciati e non sai neanche perché né come siete arrivati a questa fase. Sembrava che solo ieri lui promettesse un futuro pieno di felicità, ma solo in un istante, tutto è andato perduto e anche le parole dolci che ti sussurrava sono diventate un ricordo lontano. Ancora stai elaborando tutto e lui ti chiede di restare comunque nella sua vita, pur se in maniera platonica. Dovreste restare amici oppure no? Tu cosa desideri?  Facilmente, tutto quello che vorresti è tornare tra le braccia dell’ex, a coccolarvi e a tenervi le mani proprio come agli inizi della vostra storia. Tutto questo sembra però impossibile ora. La fiamma del tuo rapporto sembra essere estinta e tutto ciò che è rimasto è un mix di rabbia, ferite, angoscia e forse anche di qualche sentimento d’amore un po’ contrastante. Di certo, non avevi previsto che dopo tutto quello che è successo ti chiedesse di restare in buoni rapporti. Il fatto che lui ti abbia chiesto di rimanere amici non significa che non avrai mai la possibilità di tornare con lui. Tuttavia, prima di dirti cosa devi fare, dovresti capire cosa è cambiato tra voi, dall’inizio alla fine. Esamina i litigi, i conflitti, i problemi e tutte le cose che sono successe da quando è iniziato ad andare tutto male fino a quando vi siete lasciati. Capire tutto questo ti servirà in seguito: nel caso tu voglia accettare l’amicizia e “approfittarne” per ricostruire silenziosamente l’attrazione tra voi, avere ben chiaro tutto questo ti aiuterà a creare una relazione nuova e più bella, nonché a non inciampare negli stessi errori e problemi. Adesso hai davanti a te un’opportunità da non sottovalutare se vuoi riconquistare l’ex.

Gli oli aromatizzati

Gli oli aromatizzati sono semplicissimi da preparare in casa e possono dare una marcia in più a tantissime ricette, oltre ad essere davvero gradevoli! Il procedimento di base per preparare gli oli aromatizzati a freddo richiede pochi strumenti e ingredienti assai semplici. Munitevi di piccoli barattoli di vetro oppure di mini-bottigliette; procuratevi un olio extravergine do ottima qualità; pensate alle vostre spezie o alle erbe aromatiche che preferite. I contenitori per la macerazione devono essere ben lavati e sterilizzati prima dell’uso e vanno conservati in un luogo buio e asciutto per un tempo che può variare da 1 settimana ad 1 mese, prima che l’olio aromatizzato abbia ottenuto il gusto desiderato e possa essere consumato. Una buona idea per evitare l’ossidazione causata dalla luce consiste nell’avvolgere i contenitori con la carta argentata. Tutti gli oli aromatizzati possono essere conservato per circa 12 mesi. Ecco alcune idee.Olio all’aglio 300 ml di olio extravergine di oliva,4 spicchi di aglio fresco erbe aromatiche 1 cucchiaino di origano, 4 foglie di salvia, mezzo rametto di rosmarino sistemate nel vostro contenitore gli spicchi di aglio privati della buccia e lievemente schiacciati, aggiungete le erbe aromatiche e coprite col l’olio. Chiudete bene e lasciate riposare per due settimane; dopo filtrate tutto e versatelo di nuovo nel barattolo o nella bottiglietta desiderata. Olio al limone 500 di olio extravergine di oliva 1 limone biologico e non trattato la buccia, senza la parte bianca Lasciate riposare per 1 settimana le bucce di limone nell’olio, poi eliminate le bucce, filtrate l’olio e consumatelo sempre a crudo. Olio speziato 500 ml di olio extravergine di oliva 4 peperoncini rossi freschi tagliati a metà 5 bacche di ginepro 5 rametti di erba limoncina 1 rametto di rosmarino 2 spicchi di aglio fresco schiacciato 5 grani di pepe nero. Lasciate macerare tutti gli ingredienti con l’olio per almeno 1 mese. Poi filtrate e consumate!

Funghi boom ma fate attenzione

Con l’arrivo di settembre incrementa il numero di funghi sul nostro territorio e con loro anche il numero di casi di intossicazione o avvelenamento. Dal Centro  antiveleni del Territorio  arrivano le 10 regole d’oro per poter mangiare funghi in sicurezza evitando di sentirsi male. Ecco dunque a cosa prestare attenzione per mangiare funghi in sicurezza: non mangiare i funghi raccolti lungo le strade e in luoghi a rischio contaminazione, industrie e campi agricoli per esempio portare tutti i funghi raccolti al controllo di commestibilità degli Ispettorati micologici delle Asl presenti in tutta Italia utilizzare contenitori specifici per la raccolta che siano, ad esempio, aerati evitare le buste di plastica non raccogliere funghi se non si è in possesso del tesserino autorizzativo ricordarsi che non è vero che i funghi che crescono sugli alberi non sono tossici non mangiare troppi funghi, quindi moderare le quantità in fase di cottura non coprire la pentola o la padella così da far evaporare le tossine termolabili, attenzione ai funghi sott’olio che possono sviluppare la tossina botulinica,evitare di somministrare i funghi ai bambini in età prescolare a causa della loro immaturità digestiva verso questi alimenti evitate di  mangiare funghi durante la gravidanza. Gli esperti spiegano che l’ingestione di alcune specie pericolose, come amanita phalloides, cortinarius orellanus, gyromitra esculenta, genera sintomi che si presentano dopo 6-48 ore dall’ingestione, quando ormai si è innescato il processo di danneggiamento agli organi interni. Ad essere più colpiti sono il fegato e i reni. Quanto invece ai funghi che provocano reazioni nel breve periodo, quindi entro le 6 ore, i sintomi sono disorientamento e convulsioni, ma anche gravi sintomi gastro-enterici con ripercussioni anche metaboliche.

In amore vince chi…

Che stiate insieme da giorni, mesi, anni a poca importanza: i problemi di coppia esistono e ammetterlo è il primo passo. Il lato positivo? Non tutti i mali vengono per nuocere. Quando si spartiscono giornate, vacanze al mare, bagno, e nel peggiore dei casi anche l’armadio, è normale  che qualche complicazione possa insorgere. Da questioni di ordinaria follia come chi si fa la doccia per primo la mattina chi toglie i piatti da sopra il tavolo,ed altri simili, esistono. A raccoglierli è stata una giornalista che oltre a elencarli si è preoccupata di consultare i migliori esperti per suggerire efficaci soluzioni. Cosa faccio? Glielo dico? Non glielo dico? La paura di essere valutate ci assale e ci frena dall’aprirci con il partner: mi crederà un’egoista o peggio un’ingrata? Finiamo per fare lunghe conversazioni con noi stesse nei quali spesso optiamo per lo scenario peggiore e di conseguenza ci teniamo tutto dentro per evitare lo scontro. E se la soluzione migliore fosse proprio una sana e sincera discussione? Secondo gli specialisti il conflitto può addirittura diventare vitale per la crescita di una relazione. Controindicazioni? Qualcuna, ma solo se comunicate nel modo sbagliato. Lasciate decantare la rabbia del momento e siate specifiche quando parlate. Indicare semplicemente ciò che vi ha ferito o generalizzare i suoi comportamenti peggiorerà la situazione, optate invece per spiegazioni precise e massima empatia. Rivelare la parte più intima del proprio io non è per niente facile, richiede tempo e può diventare addirittura snervante quando il timore di non essere compresi prende il sopravvento. Eppure aprirsi emotivamente e far cadere tutte le barriere costituisce, a detta degli esperti, uno degli ingredienti più importanti per il successo di una relazione. Come fare dunque? Qualche trucco c’è, l’attività fisica di coppia, per esempio. Dall’arrampicata alla maratona, fare esercizio fisico aumenta il livello di fiducia reciproca e in più avrete unito l’utile al dilettevole. Sceglie il film, il ristorante e anche da che lato del letto dormire. Lo stai rendendo felice? Forse. Ma stai davvero facendo il bene della tua relazione? Molto spesso compiacere il partner in tutto e per tutto porta solo a conseguenze tutt’altro che positive. Si finisce infatti per esercitare un controllo assoluto sui sentimenti dell’altro con risultato distacco e tensione. A volte dire di no fa bene sia a voi che al vostro partner.

 

Perchè è difficile dire “ti amo”

Ma perché è così difficile, anche per una coppia consolidata, che vive l’amore con passione e trascorre insieme con serenità la vita quotidiana, dirsi “Ti Amo”? Secondo l’analisi degli esperti in psicoterapia, questa piccola frase rappresenta un archetipo, qualcosa che si scrive nel nostro inconscio prima che venga detto, una forma universale del pensiero, dotato però di un contenuto affettivo. Una di quelle ricerche che ti tocca nel profondo. Un segno tangibile di qualcosa che sta cambiando. Nel profondo. Nel bene e nel male. Perché, secondo quanto sottolineato da un recente studio nelle coppie si impiega più tempo a dire “Ti amo” rispetto a 4 anni fa. Ma perché? Che cosa è successo? Pensiamo al cinema, il momento della confessione sentimentale era il momento più atteso. Un po’ come nelle favole, che da piccoli ascoltavamo e leggevamo. E si pensava che quelle due parole che avrebbero potuto cambiare la propria vita. E ora? Qualcosa è successo. Forse questo è l’ennesimo frutto della nostra cultura basata su date e incontri post chat. Secondo questa ricerca si impiega quasi un mese in più rispetto a quattro anni fa. Analizzando oltre 2.000 adulti, gli inglesi aspettano 137 giorni in una relazione per dire “ti amo” per la prima volta. La psicologa Emma Kenny è intervenuta in merito. E ha sottolineato che se le app di appuntamenti ci hanno fornito una maggiore gamma di scelta, dall’altra parte è diventato tutto più competitivo. Troppo competitivo. “I single si trovano di fronte a un” paradosso della scelta “, causato dagli appuntamenti online e delle app”.. Questo può voler dire che le persone hanno paura di correre il rischio e dire Ti amo “per il timore che farlo troppo presto possa ritorcersi contro e allontanare un partner, anziché cementare la relazione. È fondamentale avere coraggio nelle proprie convinzioni quando si confessano i propri sentimenti”, ha detto Kenny. “Se senti che è il momento giusto e sospetti che il sentimento sia reciproco, allora sii audace. Rivelare un amore è una fase necessaria per costruire una stretta connessione a lungo termine. Quindi amate, e non abbiate paura. Perché il rischio di rendere il vostro cuore di ghiaccio è sempre più alto. E quando questo non sarà più in grado di battere, non potrete più tornare indietro.

Metti una sera a cena con un sommelier….

ll compagno della vostra migliore amica fa il sommelier e saranno i vostri prossimi invitati a cena? Tranquilli, la prima regola è non perdere la calma. Cosa fare? Ecco cosa  non fare se inviti a cena un sommelier e la bella figura sarà assicurata, o al massimo la vostra amica non rimarrà single la sera  stessa. Naturalmente un sommelier non è  solo un appassionato del vino, ma lo ama, quindi quando entrerà in casa con una bottiglia in mano, non ignoratela, guardate l’etichetta con espressione interessata, sorridete e seguite alcuni consigli. Apparecchiare la tavola nel modo corretto non è mai semplice, specialmente se a cena ci sarà un sommelier. Scegliere il bicchiere giusto è un’ardua battaglia che può essere vinta con l’intelligenza e l’astuzia. In casa non si possono avere tutti i bicchieri per ogni tipo di vino ma in questi casi, anzi diciamo in ogni caso, sono totalmente proibiti i bicchieri di plastica e quelli della Nutella. Procuratevi dei calici, calice a tulipano per vini bianchi e ballon per i rossi. Sappiamo che per ogni vino ci sarebbe un bicchiere adatto ma la nostra credenza non è di certo quella di un’enoteca e questo è un modo per non far urlare di rabbia un sommelier. Per un sommelier il vino va degustato, non bevuto come se stesse alla sagra della porchetta. Un’altra regola, quindi, è quella di non riempire il calice fino al bordo. Siate moderati nel versare il vino, altrimenti risulterà difficile anche l’operazione di roteazione per degustarlo. Ricordate: non state bevendo vino per dimenticare ma per fare un’esperienza sensoriale da ricordare. Se avete scelto voi il vino, avete controllato il giusto abbinamento con il cibo su internet, avete chiesto un consiglio al collega appassionato, e infine nell’enoteca di fiducia per non rischiare in nessun modo di sbagliare. Eppure quel vino bianco servito a 20° fa storcere la bocca al vostro amico sommelier. Logico, la temperatura del vino è un fattore importante per degustarlo. inoltre se si tratta di un vino importante andrebbe decantato prima, deve ossigenare per riprendere tutte le sue qualità organolettiche. Vi sentite talmente sicuri di voi stessi da voler aprire voi la bottiglia di vino davanti ad un sommelier? Complimenti per il coraggio, camminare su un filo sospesi nel vuoto non è poi così diverso, ora con disinvoltura perché la tensione non vi aiuterà. Tirate fuori dagli abissi del cassetto delle posate il cavatappi professionale, quello che utilizzate solo per fare bella figura a Natale e per le cene importanti. Il coltellino che si trova nell’altra estremità del cavatappi serve per togliere la capsula che protegge il tappo della bottiglia, usatelo. Con il verme, ovvero la spirale che serve per tirare fuori il tappo dalla bottiglia, non bucate da parte a parte il tappo ma avvitate quasi fino alla fine. Con questi semplici punti e facilmente replicabili, così che invitare a cena un sommelier non sarà più un’impresa ingestibile. Dopo aver letto questo articolo, vi sentirete sicuri al punto da voler diventare sommelier, o pensate di aver bisogno di una piccola guida per imparare a degustare un vino?

Frutta in vaschetta sapevate che…

Fresca, naturale e pronta da gustare: è la frutta in vaschetta, già pulita e confezionata per andare incontro alle esigenze del consumatore, che ha sempre meno tempo a disposizione, ma non vuole accettare compromessi quando si tratta di qualità. Se è vero infatti che negli ultimi anni gli italiani hanno riscoperto l’importanza di consumare costantemente prodotti vegetali, è allo stesso tempo vero che trasformare una mela in uno spuntino veloce da consumare rapidamente,in ufficio, tra un’e-mail e una riunione, non è affatto comodo. Ecco quindi la frutta confezionata, già sbucciata, tagliata e lavata, diventa un ottimo compromesso per chi va in cerca di uno snack spezza fame fresco e salutare, probabilmente viene da chiedersi di  quali di questi prodotti possiamo veramente fidarci? Quali controlli vengono effettuati prima del confezionamento, e per quanto tempo la frutta in vaschetta mantiene intatte le sue proprietà? La frutta in vaschetta è un prodotto sempre più richiesto sul mercato: una ricerca condotta nei mesi scorsi da Food Insider rivela che oltre il 65% del campione intervistato acquista frutta confezionata almeno una volta a settimana e che ben il 90% sceglie questi prodotti perché veloci da consumare o pratici da impiegare in altre preparazioni. Il 35%, invece, li acquista perché non producono scarti, una gran comodità per chi vuole consumare la frutta anche fuori casa. La frutta confezionata è una scelta ripetuta per un numero sempre maggiore di consumatori che, come già detto, cercano prodotti freschi, sicuri, ma allo stesso tempo facili da consumare e poco impegnativi dal punti di vista degli scarti che si producono. E cosa c’è di più pratico di una confezione apri e chiudi, ideale da portare con sé per avere a disposizione uno snack sano e già pronto da gustare. Si può scegliere tra melone arancia, mix di meloni, ananas, ananas in stick, frutta mista, cocomero,ecc..