Rimedi contro le cimici

Le cimici sono dei piccoli insetti che, oltre a causare uno sgradevole odore, possono risultare dannosi anche per la nostra salute. Infatti, le cimici possono essere portatrici di malattie che possono trasmetterci tramite la loro puntura. Il risultato può essere ancor più negativo se si presenta una reazione allergica: si riconosce tramite la comparsa di un rigonfiamento rosso sulla pelle, accompagnato solitamente da prurito. Come fare, quindi, se le cimici si sono introdotte nella nostra casa? Spesso questi insetti si annidano nei letti o nei divani, sulle tende ed i panni stesi ad asciugare è opportuno quindi ricorrere a rimedi efficaci e naturali. Per combattere la presenza delle cimici nella nostra casa, si può gettare della polvere d’aglio, della farina fossile o anche olio di menta. La polvere d’aglio e l’olio di menta serviranno da repellente per gli insetti, mentre la farina fossile, dopo il trattamento a caldo, permette di distruggerne l’esoscheletro. Un altro rimedio naturale contro le cimici è utilizzare il sapone antibatterico che contiene molti agenti chimici con dell’acqua calda, versandolo poi sugli ospiti indesiderati. In alternativa, si può ricorrere all’olio di Neem, collocandolo sulle foglie o sui punti di entrata della casa. Per liberarsi dalle cimici è possibile anche aspirarle con un aspirapolvere, provvedendo però a svuotarne subito il sacco. Metodi più semplici consistono nel mettere, in giro per la casa, della carta moschicida in punti da cui gli insetti potrebbero entrare o annidarsi. Si può utilizzare per questo scopo anche del nastro adesivo. Dopo essersi liberati delle cimici, è opportuno prevenire altre occupazioni da parte di questi insetti. Perciò, si dovrebbe badare a coprire eventuali buchi e a occuparsi della cura del giardino e in particolar modo dell’erba presente intorno alla casa: la presenza di troppa erba, o di erba mal curata, infatti, può essere la ragione dell’arrivo delle cimici.

 

 

 

Curiosità sul nostro cervello

Il cervello può fare molte più cose di ciò che pensi e che quotidianamente fai. Sembra la classica trama da film di fantascienza ma è proprio così. Ma ti sei bevuto il cervello? No, quella è una delle cose che non è possibile fare. Ecco, quindi, alcune   curiosità sul nostro cervello: Sognare è un’attività del tutto inconscia. E se siete convinti, di non sognare vi sbagliate. Il nostro cervello “produce” 4-7 sogni per notte.Belle trame cariche di fantasia e vissuto delle quali ricordiamo, a volte, solo il 50%. Il restante svanisce nei primi minuti di dormi-veglia, e al suono della sveglia spesso svaniscono. La risata Ridere, come moltissime altre cose, è un movimento assolutamente involontario. Il nostro cervello invia gli impulsi ai nostri muscoli che si muovono di conseguenza. In realtà il cervello coinvolge 5 aree diverse per ridere a una battuta. Consumo Ma vi siete mai chiesti come ci si addormenta sul divano alla tv e come ci accendiamo e rimaniamo svegli ? Ho bisogno di ricaricare le batterie! Già, quanto consuma il nostro cervello? Vi stupirete di sapere che quello che risiede nella nostra calotta cranica per chi più, per chi meno consuma 23W, sufficienti per tenere accesa una lampadina. Rispetto al resto del corpo, succhia tra il 15 e il 25% delle energie. Mal di testa mi fa talmente male la testa che mi scoppia il cervello! Siate felici! Il cervello non può sentire dolore. Sono le terminazioni nervose, site nel nostro corpo, a farci provare quella sensazione. Così si spiega come in alcuni casi, le operazioni al cervello vengono effettuate con il paziente sveglio. Capacità Avete mai l’impressione di aver letto così tanto o per lavoro o per piacere, da non avere più spazio in memoria? Tranquilli, il nostro cervello ha una capacità infinita. Un cloud infinito che non dobbiamo avere paura di appesantire. Anzi, oggigiorno ci sono parecchi spazi disponibili, come se avesse tanti cassetti da riempire. Queste sono alcune curiosità sul nostro cervello, il suo vero potenziale risulta ancora oggi un mistero, tanto che la medicina sta muovendo da poco i primi passi nello studio della centralina che governa ogni nostra azione, ogni nostro pensiero.

 

Alimentazione e break

Nell’ambito dell’alimentazione vi sono due scuole di pensiero. C’è chi sostiene che i pasti di una giornata debbano essere solamente tre, ovvero una copiosa colazione seguita poi dal pranzo e dalla cena, e c’è chi sostiene invece che debbano essere cinque, aggiungendovi una spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio.Alla seconda scuola di pensiero  fanno parte  soprattutto i pediatri che consigliano le mamme di suddividere i pasti dei loro figli, in modo da alimentarli al meglio nell’arco della  giornata tra scuola, studio e attività sportiva. Quando si parla di merenda  si deve intendere un’offerta proporzionata sia dal punto di vista nutrizionale che calorico, ovvero uno spuntino sano, possibilmente ricco di  vitamine la frutta, ad esempio e povero di grassi. Non va interpretata come un pasto sostitutivo al pranzo o alla cena, ma come un qualcosa che abbia la finalità di spezzare la fame in quei momenti della giornata dove si manifesta un eventuale carico energetico. E questo “break” dovrebbe essere inteso all’insegna della varietà e alternanza degli alimenti.In molti casi, però, soprattutto per i bambini, in particolar modo ora che sono ritornati sui banchi di scuola, il momento della merenda si traduce nel consumo delle cosiddette “merendine”. Sicuramente accattivanti per tutti grandi e piccoli  ma sarebbe auspicabile che i genitori dessero delle regole alimentari ai bambini, stabilendo quante volte e quando è possibile scegliere di consumare una merendina piuttosto che una fetta di pane e marmellata o pane e pomodoro o della frutta sicuramente salutari per tutti grandi e piccini

 

Amare incondizionatamente

Gibran riguardo l’amore scriveva “non dà nulla fuorché sé stesso, e non coglie nulla se non da se stesso. L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto, poiché l’amore basta all’amore”.Ma cosa significa amore incondizionato? Ed è davvero possibile ? Quando si parla di amore non si intende solo quello coniugale, ma anche filiale, sociale e per l’umanità in generale.L’amore incondizionato deriva dalle teorie psicologiche e si oppone al concetto di amore condizionato.Questo secondo tipo di amore è quello che si basa sul concetto “io ti voglio bene se…”, mentre quello incondizionato è quel tipo di sentimento che non ha se e ma. È uno stadio evoluto dell’amore, in cui si offre benevolenza a prescindere.C’è poi un terzo tipo di sentimento amorevole: ovvero l’amore verso coloro che ci vogliono male, un amore trascendente, riassunto nel concetto di “porre l’altra guancia”. Amare davvero qualcuno significa provare un sentimento incondizionato e disinteressato, senza attaccamento, il che non significa essere indifferenti alle persone o non distinguere il sentimento a seconda delle persone. Ma semplicemente vuol dire amare senza pretendere nulla in cambio; significa provare questo forte sentimento anche quando l’altro decide di lasciarci. Basti pensare all’amore che un genitore prova per il figlio, anche quando questo un giorno decide di andarsene lontano per vivere la sua vita.

Esistono alcune piante in grado di assorbire le tossine

La maggior parte delle persone pensa alle piante da interni come semplice complemento d’arredo. In realtà alcune ricerche condotte dalla NASA sull’argomento hanno dimostrato che alcune di esse possono addirittura migliorare la qualità dell’aria in casa, assorbendo sostanze dannose per l’organismo come il benzene presente nei detergenti e nei pesticidi. Secondo la NASA, fra le piante che svolgono questa utile funzione ci sono le gerbere, che si presentano alla vista come delle grandi margherite colorate. Nonostante siano originarie di Continenti molto caldi come l’Africa e l’Asia, reggono bene anche in casa purché siano ben esposte alla luce solare. Simile alla gerbera è il Chrysanthemum morifolium, che appartiene alla famiglia dei crisantemi. I suoi fiori dai colori giallo, bianco e rosa sono quelli che alla prova dei fatti risultano i migliori nell’eliminare le sostanze tossiche. Se al contrario si cerca qualcosa di più elegante e quindi più facile da abbinare con il resto degli arredi, si può optare per lo spatafillo, caratterizzato da lunghe foglie di colore verde scuro. Sebbene il suo potere purificante, il suo fiore bianco può dare irritazione alla pelle: quindi attenzione se in casa ci sono animali o bambini piccoli. Un’altra alleata contro l’aria “cattiva” degli spazi domestici è l’edera, pianta decorativa sempreverde di cui esistono numerose varietà. Essendo rampicante, se ne consiglia la coltivazione sul terrazzo sulle pareti dove può crescere rigogliosa. Nei piccoli appartamenti di città, in alternativa all’edera si può acquistare l’aloe vera, che ha tantissimi benefici tra cui appunto quello di assorbire le tossine rilasciate per esempio dalle pitture e dagli inchiostri. Infine, non può mancare la cosiddetta “lingua di suocera” dall’ inconfondibile foglia ondulata a serpente che, durante il riposo notturno, trasforma le molecole di anidride in ossigeno, e il nastrino anche noto come “pianta ragno” che grazie alle sue foglie appuntite rimuove grandi percentuali di monossido di carbonio. Alla voce piante-arbusto ci sono invece due grandi classici di uffici e sale d’attesa in generale: il ficus benjamin, risultato tra i migliori nell’ eliminazione di agenti inquinanti emessi dal mobilio e tappeti, e la dracena o tronchetto della felicità, che richiede pochissima cura e tanto sole.

Risotto con le mele

Il frutto più classico, diffuso e comune è anche uno dei più benefici e salutari: la mela è davvero un concentrato di benessere che non dovrebbe mai mancare dall’alimentazione. Verde, rossa, gialla, la mela è protagonista di miti e leggende, simbolo utilizzato nella mitologia, nell’arte, nelle narrazioni popolari, nelle favole, da Biancaneve a Guglielmo Tell, da Adamo ed Eva a Isaac Newton. Frutto per antonomasia, è anche un’alleata della salute tra le più efficaci in natura Ideali anche per speciali primi piatti tra questi  il risotto alle mele, come  si realizza?  Sbucciando le mele privandole del torsolo e tagliandole a dadini per poi cuocerle con il riso insaporito da vino aglio e cipolla, al termine si uniranno panna e parmigiano grattugiato. Ecco i passaggi per il risotto alle mele. Mondate le mele, sbucciandole ed togliendo il torsolo con l’apposito strumento. Tagliate a dadini e sbollentatele brevemente. Irroratele con il vino bianco. Preparate un trito fine con cipolla e aglio, fatelo imbiondire in burro e olio. Aggiungete il riso e mescolate, tostandolo un po’. Unite i dadini di mela con il vino e il limone. Mescolate finché il vino risulti totalmente evaporato. A parte, tenete in bollore il brodo. Aggiungete il brodo a poco a poco, mescolando ad ogni aggiunta. A due terzi di cottura mantecate con la panna e il parmigiano reggiano grattugiato. Regolate di sale, spolverizzate con il pepe di Caienna e servite su piatti caldi, decorando con fettine di mela.

Ciotola sana

Si tratta dell’ultima disposizione in fatto di cibi sani, si serve in una ciotola e si chiama healthy bowl. Buona, saziante e bella da vedere, la versione cool del classico piatto unico, è composta da ingredienti naturali, semplici e colorati: verdura, cerali integrali, semi, germogli, frutta e proteine vegetali o animali. Il tutto mixato per poter fornire all’organismo gli alimenti di cui necessita per mantenersi in salute, senza però trascurare il gusto. L’healthy bowl è infatti accompagnata da dressing, salsine e marinature varie, sempre preparate con ingredienti naturali, che rendono più appetibile e stuzzicante il piatto e non pesano sulla linea. Sulla preparazione ci si può veramente sbizzarrire. Un esempio? Le Buddha bowls, ispirate alla tradizione orientale e che in origine venivano preparate per stimolare cognizione e gratitudine. Oggi si tratta di ciotole ricche di ingredienti naturali: riso, semi di sesamo, edamame, salmone, tonno, alghe e scaglie di mandorle. Pesce crudo tagliato a cubetti accompagnato da riso, alghe, e tanti altri ingredienti tipici della tradizione hawaiana sono invece caratteristici delle cosiddette Pokè bowls. Non manca la versione dolce delle bowls con frutta fresca e secca, yogurt, bacche, semi e avena, validissima alternativa alla prima colazione. E quando la temperatura si fa rovente basta congelare la frutta e poi frullarla per creare una bowl gelato naturalissima da inserire nella ciotola insieme ad altri ingredienti. La “ciotola della salute” sta divenendo una vera e propria tendenza in tutto il mondo, tanto che nelle grandi città molti locali servono solo bowls, mentre altri ne hanno introdotte all’interno del menù, accanto ai piatti più classici. Tra i privilegi nutrizionali garantiti da questo “nuovo” piatto c’è la possibilità di assimilare in un’unica soluzione molteplici alimenti che forniscono il giusto apporto di carboidrati, proteine, grassi buoni e fibre. Una soluzione ideale, ad esempio, durante la pausa pranzo, quando solitamente si ha poco tempo a disposizione.

 

Il segreto della felicità

Il segreto della felicità è molto più vicino di quello che si potrebbe pensare e spesso lo si può trovare nelle piccole cose della quotidianità, come per esempio una passeggiata nella natura o addirittura un selfie. Se la tristezza prende il sopravvento sull’umore con l’arrivo dell’autunno e dal meteo ballerino si può ritrovare un momento di sollievo grazie anche al contatto diretto con la natura o quello che i giapponesi chiamano Shinrin-Yoku, letteralmente immersione nella foresta. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che stare all’aria aperta ridurrebbe il battito cardiaco e la pressione sanguigna, donando una sensazione di benessere. In particolare, con il loro aspetto delicato e il loro profumo inebriante, le rose sarebbero tra i fiori più “contagiosi” nel regalare sorrisi tanto che i ricercatori dell’Università di Harvard consigliano di tenerne un vaso proprio vicino al letto.Il segreto della felicità consiste anche nel coltivare le relazioni faccia a faccia, prendendosi una pausa dai social media, che sono spesso causa di ansia e depressione. Nonostante le opportunità di networking che certamente offre, la tecnologia non potrà mai sostituirsi al potere di un abbraccio in carne e ossa o alla risata di un caro amico. Inoltre, il tempo che si trascorre ogni giorno su Facebook può essere impiegato in maniera più costruttiva, ad esempio per coltivare una passione o un hobby come appunto il giardinaggio.Esistono anche alcune abitudini altrettanto efficaci nel mettere di buonumore. Sinonimo di frivolezza e vanità, i selfie hanno in realtà un effetto benefico proprio perché sono associati a un momento di leggerezza, in cui ci si è portati a sorridere e a prendersi un po’ meno sul serio. Se poi l’autoscatto viene condiviso con una persona cara, l’effetto è contagioso.Il segreto della felicità passa infine dal proprio sé, che dovrebbe essere coltivato con la stessa attenzione con cui si cura un giardino. Nei momenti “no” non bisogna abbattersi o cedere all’agitazione, ma fare un lungo respiro che, come insegnano le tecniche yoga, dona la calma necessaria ad affrontare gli impegni della giornata. Una volta fatto superato il momento di empasse, gli esperti invitano a prendere, a mente fredda, una decisione, piccola o grande che sia, Indipendentemente dalla scelta, ci si sentirà subito meglio per aver preso il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort e aver dato voce all’io interiore, nel qui ed ora.

 

Come liberarsi dai call center

Mentre siamo in ufficio, quando stiamo al ristorante a mangiare la pizza, con amici, nel bel mezzo di una passeggiata o dello shopping; in ogni momento possibile. Le telefonate dei call center per proporci le ultimissime promozioni in qualsiasi settore ma con una netta preferenza per telefonia, gas e luce ci raggiungono in continuazione; e sono probabilmente tra le intrusioni nella vita privata più odiate dagli italiani. Sfuggire sembra impossibile; soprattutto visto che il tanto decantato Registro delle opposizioni funziona principalmente per il telefono fisso che sempre meno persone posseggono e la procedura per l’iscrizione non è delle più semplici Possibile che non ci sia modo di evitare di essere torturati da queste telefonate che, solitamente, iniziando chiedendoci di confermare la nostra identità; facendoci credere che si tratti qualcosa di serio? “Forse non ho pagato una bolletta o mi stanno per staccare la luce!”. In verità, sia per utenti iPhone che per utenti Android, i metodi si stanno moltiplicando; alcuni più tecnologici altri più rudimentali ma comunque efficaci. All’infuori dal vostro sistema operativo mobile potete per esempio scaricare l’applicazione TrueCaller, che identifica i numeri di spam telefonico. Un’invasione della privacy non da poco. In cambio, però, avrete la possibilità di identificare subito le chiamate moleste. In alternativa, ma solo per Android, potete sfruttare l’applicazione Dovrei rispondere?. L’applicazione è gratuita e vi segnala le chiamate sospette in base un archivio costantemente aggiornato dei numeri utilizzati dai call center e tutti gli altri. Contribuendo così in prima persona a liberare l’umanità dalle persecuzioni telefoniche. Gli utenti Android possono anche approfittare della nuova funzione del sistema operativo che permette di segnalare e bloccare le chiamate in arrivo da numeri che in passato si sono dimostrati molesti. Ogni volta che ricevete una telefonata spam, dopo aver riagganciato in maniera più o meno educata meglio educata: mettetevi nei panni degli operatori, dovete poi andare nell’elenco delle telefonate ricevute. Scorrendo verso il fondo, l’ultima opzione che appare recita la dicitura “Blocca contatto”. Cliccate, confermate e quel numero non potrà mai più raggiungervi. Con un po’ di pazienza, vedrete che il numero di call center in grado di raggiungervi diminuirà drasticamente. E potrete nuovamente tornare a godervi il vostro relax, la vostra pizza, o a lavorare a senza essere disturbati.