Un esercito di pulcini nasce in discarica

Un’orda gialla, pigolante e del tutto innocua ha invaso a piccoli saltelli le strade di Marneuli, in Georgia, nazione situata sulla linea di confine tra Europa e Asia. Le immagini del video, girato da un cittadino del luogo, Sahid Bayramov, mostrano l’”invasione”degli animaletti in una discarica: fra i pigolii e le espressioni di assoluto stupore dei presenti, L’ipotesi più probabile, è che le decine di centinaia di uova siano state gettate in discarica dai dipendenti di un’azienda di pollame che, considerandole per qualche motivo non adatte alla “lavorazione”, le hanno smaltite Le uova trovando le condizioni di calore adatte si sono schiuse ed ecco quindi che il piccolo esercito di pulcini, ormai salvi, si è riversato tutto insieme prima sul terreno non battuto della discarica e poi, a quanto riportano le cronache, fino alle porte della città. Sempre stando ai racconti che arrivano dalla Georgia, pare che il sindaco abbia assicurato che gli animali sono stati tutti adottati dai cittadini come animali domestici. Un po’ difficile da credere, questa sembra più la soluzione più “fiabesca” ad una storia Resta il fatto che le immagini mostrano davvero quello che significa “un uovo” e rende evidente il collegamento fra l’alimento e la vita intrinseca che contiene. Queste vite tenaci corrono, camminano fra i piedi di chi non può arginarli mostrando una sorta di resilienza involontaria ma paurosamente simbolica. Questo piccolo esercito piumato potrebbe essere più “utile” di quanto non si creda.

Un villaggio si trasforma in hotel

Il villaggio più minuscolo della Svizzera diventerà un hotel. È la ricetta lanciata dall’omonima fondazione per salvare Corippo, paesino verzaschese che oggi conta quattordici residenti. Il concetto è quello dell’albergo diffuso. Con l’osteria del nucleo a fungere da reception e con una decina di vecchie case ottocentesche a trasformarsi in camere. «Sarebbe il primo albergo diffuso della Svizzera  vogliamo partire con i lavori in modo da potere iniziare già a primavera a offrire questa possibilità ai turisti» sostiene Fabio Giacomazzi, presidente della Fondazione Corippo Una rinascita attesa ci siamo resi conto che promuovere le residenze primarie non sarebbe stato sufficiente per fare rinascere Corippo. C’erano, e ci sono, limiti oggettivi. Dall’ubicazione discosta alle difficoltà d’accesso. Inoltre, non si possono adeguare le case agli standard attuali, salvaguardando allo stesso tempo le caratteristiche architettoniche degli stabili».E così, anche ispirandosi all’esperienza dell’hotel diffuso di Comeglians, nel Friuli, l’idea prende forma. La ricezione sarà situata presso la locale osteria, appena presa in gestione da Claire Amstutz. Cucineremo specialità ticinesi  promette la signora minestrone, polenta e brasato, formaggi e affettati. Ma non solo. La nostra sarà una cucina alpestre. Con una specialità su tutte: la pasta con patate e cipolle. Per andare dalla ricezione alla camera i clienti attraverseranno le piazze e le stradine di Corippo. Saranno questi i corridoi dell’albergo.L’albergo sparso di Corippo sarà indirizzato a un pubblico di nicchia. Ci indirizziamo a coppie e persone di mezza età che hanno molta disponibilità di tempo e interesse sia per la natura, sia per la cultura. Ma anche a ditte e ad associazioni che cercano un luogo tranquillo in cui svolgere ritiri o seminari».Ma non è tutto. In un secondo tempo, il progetto prevede anche la valorizzazione dei terreni terrazzati circostanti, in cui è possibile coltivare la segale. Recupereremo il vecchio mulino, in cui la segale sarà macinata. E poi la “grà” per essiccarla. E il forno per fare il pane. Una persona potrà soggiornare a Corippo e prepararsi il pane artigianalmente, come accadeva una volta. È una delle varie attività di animazione che prevediamo per il futuro.

Perché ci si sveglia da un sogno proprio sul più bello?

Quante volte vi sarà capitato di aprire gli occhi nel momento clou restando, come si suol dire, a bocca asciutta? Se ciò, infatti, procura sicuramente sollievo nel caso di un incubo, quando il sogno è particolarmente gratificante o divertente il risveglio può risultare amaro e frustrante, al punto da ingrigire l’umore per tutta la giornata. Tutto questo non è frutto del caso, ma trova risposta nel meccanismo del ciclo fantastico. I sogni di cui parliamo sono i cosiddetti sogni lucidi, studiati dall’oniromantica. Secondo Freud nei ‘lucid dreams’ è come se il sognatore fosse il custode del suo sogno, in grado di ‘pilotarlo’ a proprio piacimento, consapevole di stare sognando e potendo, quindi, esercitare un potere di condizionamento sugli altri ‘attori’ del sogno e, di conseguenza, sulla sua evoluzione. Alcuni tipi di sogni lucidi sono indotti da particolari tecniche, fra cui la stimolazione elettrica sul cuoio capelluto. Resta da capire per quale motivo ci sembra di svegliarci proprio al culmine di un bel sogno, magari mentre sta a un centimetro dalla nostra bocca il ragazzo che di giorno manco ci fila o si è alle prese con un colloquio importante che procede a gonfie vele. Innanzitutto, c’è una ragione, trattandosi di sonno presuppone comunque il risveglio; in secondo luogo, come osserva Calvin, il ciclo fantastico si sviluppa attraverso l’alternanza di fasi rem. E’ durante la fase Rem che, generalmente, si sogna di più anche se si è scoperto recentemente che è possibile sognare anche nella fase Nrem, caratterizzata da un maggiore rilassamento del corpo. Di solito, l’ultima fase Rem, quella più lunga poco prima del risveglio, contiene il sogno che ricordiamo appena svegli, quello più vivido, che mischia i confini fra vero e sognato, lo stesso Schopenhauer ha detto che la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.

Nessuna decisione se ci sono troppe opportunità

Un bancone con decine di gusti di gelato, un ricco menù in pizzeria o la schermata con le proposte dei programmi serali: capita spesso di rimanere “congelati”, incapaci di scegliere, davanti a un ampio ventaglio di possibilità. In presenza di un numero molto elevato di valide opzioni, il cervello fa particolarmente fatica a decidere. Il fenomeno è noto da tempo in psicologia e descritto da alcuni come “sovraccarico da eccesso di opzioni disponibili. In pratica, quando l’ambiente informativo in cui ci si muove è troppo ricco, ci si ritrova in una fase di inerzia, incapaci di vagliare la strada migliore. Ora uno studio della Caltech chiarisce perché succede, e individua l’intervallo numerico di opzioni più congeniale al processo decisionale. Il fenomeno del choice overload era stato osservato una ventina di anni fa in un singolare esperimento. In un negozio di alimentari era stato allestito un assortimento di 24 barattoli di marmellata di gusti diversi, e in altre occasioni soltanto di 6. I consumatori tendevano più facilmente a fermarsi ad assaggiare quando il tavolo era colmo di opzioni, ma difficilmente poi acquistavano. Più raramente si sono invece fermati al banco da 6, ma quando è accaduto, hanno comprato 10 volte più spesso.Da ripetere o da evitare? Il cervello decide così I ricercatori hanno presentato ad alcuni volontari serie da 6, 12 o 24 immagini di paesaggi da cui scegliere una foto che avrebbero potuto stampare su una tazza. Durante la fase decisionale, sono stati monitorati con MRI, che ha rivelato attività in due regioni cerebrali: la corteccia anteriore cingolata, che pesa costi e benefici delle scelte, e lo striato, una parte del cervello che dà giudizi di valore.L’interazione tra queste due aree rilevata dalla risonanza indica, spiegano gli scienziati, una valutazione in atto: il cervello soppesa la potenziale ricompensa una bella immagine da stampare con la fatica necessaria a vagliare tutte le opzioni. Occorre insomma trovare un equilibrio tra lo sforzo mentale, che non deve essere eccessivo, e la ricompensa, che si spera importante. Il fatto che spesso, nella vita quotidiana, le possibilità di scelta offerte siano molte di più è legato a un tratto tipico dell’indole umana: quello di “mangiare con gli occhi”. In altre parole, quando pensiamo a una vasta gamma di opzioni preferiamo essere stimolati sulla nostra libertà di scegliere, e non ci curiamo subito dello sforzo mentale che una scelta comporta.

Fotografare il cibo

Capire come fotografare il cibo è un elemento chiave che vi permetterà di conseguire un gran numero di seguaci e di like sui vostri social. Creare l’immagine di un piatto potrebbe sembrare semplice ma la realtà è che ci sono diverse abilità che bisogna prendere per ottenere una foto impeccabile e bella da vedere. Le foto del cibo sono molto importanti per il marketing ma anche per postare immagini accattivanti che facciano invidia ai vostri amici, in quanto hanno il potere di attirare chi le guarda e di stimolare il suo appetito. La luce è indubbiamente l’elemento chiave che bisogna sfruttare al meglio per capire come fotografare il cibo e può determinare la differenza tra successo e fallimento. Affidarvi al sole non vi garantisce sempre il risultato migliore ed è per questo che dovreste utilizzare una lampada e posizionarla in modo che la luce vada ad esaltare i colori e le ombre del piatto.Un altro elemento fondamentale di una buona fotografia è lo sfondo. Potete decidere di realizzare un’immagine ben visibile in cui l’unico elemento presente è proprio il cibo oppure inserire il piatto in un contesto che gli dia il giusto risalto. Gli sfondi possibili sono un tavolo o il ripiano cottura. Oltre a fotografare dovete anche fare attenzione a come sistemate il cibo. Se siete voi i cuochi allora scegliete un impiattamento che colpisca l’occhio e che dia risalto alla qualità invece che alla quantità. Usate pochi elementi e utilizzate salse colorate che diano freschezza. L’ultima accortezza da prendere riguarda la cura dei dettagli. Scegliete bene il colore protagonista del piatto, abbinate lo sfondo adatto e scegliete quali elementi mettere in risalto

Combattere il mal di testa

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di mal di testa? Questo disturbo è molto più diffuso di quello che si potrebbe immaginare e sono in molti a soffrirne, a volte anche in maniera cronica. Un aiuto per sconfiggerlo o tuttavia per ridurne gli effetti arriva dall’alimentazione: ecco gli alleati che non possono mancare a tavola e nelle proprie abitudini quotidiane. Diversi studi scientifici hanno evidenziato una stretto legame tra la concentrazione di grasso nel sangue, e l’emicrania. Per questo motivo, chi soffre spesso di mal di testa dovrebbe limitare l’assunzione e il consumo di cibi a elevato contenuto lipidico come i fritti e la carne rossa. Attenzione anche a mangiare troppo pane e abbondanti piatti di pasta, i carboidrati , che aumentano il livello di serotonina nel sangue favorendo la comparsa dei dolori. Via libera invece al pollame e al pesce, in particolare quello bianco branzino, spigola, orata, dentice, ricciola. Un rimedio efficace contro l’emicrania è lo zenzero, una spezia di origine orientale che negli ultimi anni è ha avuto un vero e proprio boom anche qui da noi Lo zenzero è un insaporitore naturale in grado di rendere gustosi i dessert, innanzitutto sotto forma di canditi o se mescolato nell’impasto dei biscotti. La sua azione è sia preventiva che conseguente al mal di testa: grazie al suo sapore agrumato e lievemente piccante contrasta la nausea e ridona una sensazione di benessere.Altri cibi utili allo scopo sono i legumi come fagioli e ceci e i cereali, che rilasciano energia in modo graduale,. I fiocchi d’avena hanno in più il vantaggio di avere un alto contenuto di proteine.Infine, la corretta alimentazione deve accompagnarsi a una buona idratazione durante tutto l’arco della giornata. Tra le principali cause del mal di testa c’è, infatti, proprio la disidratazione, che si può risolvere bevendo tanta acqua almeno 2,5 litri al giorno. I liquidi migliorano la circolazione sanguigna ed evitano gli effetti collaterali tipici del mal di testa.

Zona di confort

Una volta un re ricevette in regalo due magnifici falchi. Erano falchi pellegrini, i più begli uccelli che avesse mai visto. Diede i suoi preziosi falchi al suo capo falconiere per allenarli. I mesi trascorsero e un giorno il capo falconiere informò il re che, anche se uno dei falchi era maestosamente volato altissimo nel cielo, l’altro uccello non s’era mosso dal suo ramo dal giorno in cui era arrivato.Il re convocò guaritori e stregoni da tutte le terre    per prendersi cura del falco ma nessuno riuscì a farlo volare. Presentò allora il caso ai componenti della sua corte, ma il giorno successivo, il re vide attraverso la finestra del palazzo che l’uccello non si era ancora mosso dal trespolo.Avendo provato ogni cosa, il re pensò tra se e se “forse ho bisogno di qualcuno che conosca meglio la campagna per capire la natura di questo problema.” Così chiamò la sua corte e disse “andate e portate un contadino”. In mattinata, il re fu stupito di vedere il falco volare alto sopra i giardini del palazzo e disse ai membri della corte “portatemi la persona che ha fatto questo miracolo!”La corte velocemente andò dal contadino e lo accompagnò di fronte al re. Il re quindi gli chiese “dimmi, come hai fatto a far volare questo falco?” Con la testa inchinata coperta da un cappello di paglia, il contadino disse “è stato molto facile sua altezza, ho semplicemente tagliato il ramo su cui l’uccello era seduto”.Morale. Siamo tutti nati per volare, per sprigionare l’incredibile potenziale che possediamo come esseri umani. Ma a volte ci sediamo sui nostri comodi rami casalinghi, abbarbicati alle cose che per noi sono familiari. Le possibilità sono infinite, ma per molti di noi, rimangono inesplorate. Ci adattiamo alla familiarità, al comfort e all’ordinario. Così per molte persone le vite sono mediocri invece che eccitanti, emozionanti e elettrizzanti.Quello che è successo al pennuto di questa bellissima storia è ciò che succede alla maggior parte delle persone quando non riescono ad allontanarsi da quella che gli esperti chiamano zona di comfort.Ricordati:

La vita inizia alla fine della tua zona di comfort. Neale Walsh  Tweet

Insisti e raggiungi la meta

Senza motivazione non si raggiunge la meta, questo è poco ma sicuro. La motivazione è tutto, è la benzina che anima il motore, è sangue che scorre. La natura stessa è un esempio di motivazione. Hai mai provato a non tagliare l’erba del giardino per un mese? La natura, la vita, ha questo di bello: non si ferma mai! Va sempre oltre, è incontenibile nella sua volontà. Non conosce resa! Hai mai visto le onde del mare fermarsi perché erano troppo stanche? E il Sole si è mai spento per riposarsi? La coda del tuo cane riesce a stare ferma quando ti rivede dopo una lunga assenza? Motivazione è equivalente di entusiasmo, gioia di vivere, felicità di creare. Motivazione è voglia di cose belle, di realizzazioni. La motivazione è la causa di ogni successo. La motivazione ti permette di esaminare gli ostacoli come i gradini della scala che conduce alla realizzazione del tuo sogno. La motivazione è la felicità che proviamo nel fare qualcosa consapevoli che questo qualcosa ci avvicina a ciò che vogliamo essere. E il successo, una volta raggiunto, diventa un’ulteriore spinta per la tua motivazione. Motivazione e successo si autoalimentano e quando riesci a sbloccarti, quando riesci a innescare questo processo, diventi veramente inarrestabile! Per salire quei benedetti gradini che ti condurranno a ciò che desideri, devi darci dentro. La fatica è necessaria. Se rimani fermo al pianerottolo a guardare la rampa di scale sai cosa succederà?  Nulla!     Fate quindi tesoro di queste 3 massime…: vedere, è sapere; volere, è potere; osare, è avere – Alfred de Musset

La zucca gialla

Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li  arrostiamo in forno con una  leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere usata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie

Comprare la terra su Marte

La bontà delle coltivazioni dipende anche dal tipo di suolo sulla quale sono lavorate. Quello della Terra lo conosciamo abbastanza bene, ma quello di Marte? Pensate se invece quando decidete di piantare nuovi fiori o piante , anziché andare a comprare del banale terriccio al supermercato proveniente dal nostro pianeta, potreste farvi arrivare direttamente a casa quello di Marte. Non stiamo scherzando, è la pura e semplice verità. In Florida un gruppo di astrofisici ha cercato un modo per riprodurre il terriccio presente su Marte. Dato che forse un domani dovremmo spostarci a vivere sul pianeta, infatti, è meglio iniziare a scoprire da subito che cosa si può coltivare o no. Per adesso la terra prodotta è usata a fini scientifici, ma è anche venduta sul sito dell’università. Purtroppo, a meno che non si sia un’azienda o un gruppo di ricercatori che ha fini di studio seri, non si può comprare la terra di Marte per piantarci una pianta d’aloe. Come hanno fatto gli scienziati statunitensi a riprodurre il terreno di Marte? Semplicemente creando una formula chimica come quella di Rocknest, ossia una zona sabbiosa di Marte.Nonostante quello che si possa pensare, il terreno in vendita che riproduce quello di Marte è davvero economico dato che costa solo venti dollari al chilo escluse le spese di spedizione. Nonostante la formula per il suolo sia stata scoperta, i laboratori di tutto il mondo hanno scoperto che è più semplice farsi mandare questi campioni direttamente nella loro sede, piuttosto che ricrearli loro stessi. Non sappiamo se qualche bontempone stia provando ad avere un po’ di terreno per fare qualche esperimento casareccio, ma tentar non nuoce: e chissà che tra un po’ questo non diventi accessibile anche ai comuni mortali che vogliono un po’ di terra di Marte sul loro terrazzo. Marte è uno dei pianeti più studiati dagli scienziati. Quello che rimane un gran mistero è se ci sia  o ci sia mai stata vita sul pianeta. Per adesso si continuano a mandare sonde, ma chissà se un domani anche l’uomo potrà davvero mettervi piede.