La dieta e le porzioni piccole possono rivelarsi una soluzione adeguata per perdere peso in modo corretto e graduale. Ebbene sì, stare attenti alla quantità di cibo è fondamentale per seguire un’adatta alimentazione. Quante volte a tavola vi siete trovati davanti un piatto di pasta e lo avete consumato tutto anche se eravate già sazi ? Si tratta di uno degli errori più comuni. Non ci sono dubbi, il cibo è uno dei piaceri della vita e rinunciare certe volte ad un dolce o una pizza può essere davvero difficile.In realtà, non c’è alcun bisogno di vivere la dieta con sofferenza o fare grandi rinunce. E’ possibile mangiare di tutto moderando le porzioni ed evitando l’esagerazione, la prima causa responsabile dell’aumento di peso. Bisogna considerare che un pugno di patatine fritte equivale a ben 153 caloie, mentre un biscotto a cui non riuscite a fare a meno equivale a circa 70 calorie. Le porzioni per una dieta che non prevede particolari rinunce sono 70 grammi di pasta, 120 di carne rossa e 80 di frutta. Per quanto riguarda la verdura invece, potete concedervela anche più volte al giorno. Purtroppo, l’abitudine di consumare tutto il piatto ignorando il senso di sazietà impedisce di seguire un’alimentazione regolare. Dimagrire dunque, non significa mangiare poco o restare a stomaco vuoto. Basterà consumare i pasti giornalieri nella giusta dose di cui il fisico ha bisogno. Il segreto per seguire una dieta con porzioni piccole inoltre è evitare di acquistare al supermercato alimenti come pacchi di patatine per non cadere in tentazione. Concedetevi qualche piccolo piacere di tanto in tanto, ma seguite la dieta con determinazione.
Freddo e neve e leggende ….i giorni della merla
Si sa, i proverbi vanno sempre “presi con le pinze”, ma molte volte ci indovinano. I giorni della Merla sono i più freddi dell’anno? Non ci sono conferme scientifiche di questa credenza popolare, ma nel 2019 potrebbe essere davvero così. Quest’anno, infatti, per il 29, 30 e 31 gennaio le previsioni meteo parlano di un’ondata di gelo, maltempo e neve in arrivo dal Nord Europa. Sicuramente qualcuno ha fatto arrabbiare Gennaio e il primo mese dell’anno adesso cerca la sua vendetta. Che significa? Ecco spiegata la leggenda dei Giorni della Merla. Perché i giorni della Merla sono i più freddi dell’anno? Il motivo di tutto ciò è da ricercarsi in una famosa leggenda. Molti anni fa una merla si lodava di avere delle belle piume bianche e candide come la neve. Poiché il tanto temuto freddo del primo mese dell’anno non si era ancora fatto vivo, la merla iniziò a prendersi gioco di Gennaio. Allora il mese si arrabbiò e decise di chiedere tre giorni in prestito a febbraio all’epoca gennaio durava 28 giorni per far abbattere sulla Terra un’ondata di freddo e gelo. E così, con l’arrivo della bufera di neve, la merla cercò riparo in un caminetto. Alla fine riuscì a salvarsi dal gelido e arrabbiatissimo mese di Gennaio, ma le sue piume diventarono nere nere. A dir la verità sono molte le leggende a riguardo. Ecco perché, secondo la leggenda, i giorni della Merla sarebbero i più freddi dell’anno. Un’altra credenza accompagna questo periodo dell’anno: se i giorni della Merla sono freddi, si dice che la primavera sarà bella; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. Quest’anno, le previsioni meteo di fine gennaio trovano conferma, avremo “sicuramente” una bella primavera calda. Non resta che sperare, dunque, che il detto popolare corrisponda a realtà.
Quadri come appenderli al meglio
Uno dei classici modi per decorare le pareti della propria casa, in qualsiasi ambiente, è arricchirle con dei quadri. Che siano oli, stampe, litografie ristampe di opere celebri, o portafoto con i vostri ritratti o quelli dei vostri cari, ognuno esprime con l’arte che sceglie di appendere in casa propria il suo gusto e personale senso estetico, raccontando attraverso il quadro qualcosa di sé ai suoi ospiti. Per questo è importante sceglierli con cura e appenderli con altrettanta attenzione. Appendere un quadro a prima vista potrebbe sembrare facile. Basta un chiodo ed un martello e il gioco è fatto. In realtà non è così. Bisogna valutare molti aspetti quali, da un punto di vista pratico, il peso e la tipologia, i supporti di cui è dotato, il tipo di parete su cui andremo ad attaccarlo. E, da un punto di vista squisitamente estetico, lo stile e i colori del dipinto o della stampa e dell’eventuale cornice in relazione all’ambiente in cui la andremo a collocare. Ed, ovviamente, alla eventuale presenza di altri quadri o elementi decorativi nella stanza.Da un punto di vista operativo, il quadro potrà essere appeso con chiodi e martello oppure con altri mezzi. Per le stampe o le tele molto leggere, come sono solitamente quelle senza vetro e senza cornice, si può avvalersi anche di nastro biadesivo da parete o le paste adesive. Entrambi questi metodi ci consentiranno di appendere il quadro senza bucare il muro. Per i quadri molto pesanti, invece, occorrerà prendere in esame l’eventualità di utilizzare veri o propri stop da muro. O appositi tasselli da fissare con il trapano. Quando si appendono i quadri, è molto importante anche osservare l’illuminazione. Se il quadro ha un vetro non antiriflesso, è bene che non sia sottoposto a fonti di luce diretta. In caso contrario o quando il vetro è assente, l’illuminazione può invece valorizzare l’opera, come avviene ad esempio nelle stesse gallerie d’arte, con faretti che puntano direttamente sulla tela. Circa il posizionamento di quadri vicini, infine, sarà bene utilizzare un criterio unico per tutti: solitamente i quadri vengono allineati rispetto alla base o, in alternativa, all’immaginaria linea centrale.
Ghi e gli oli idrogenati
Quanto più apprendiamo sui pericoli dei PHO, gli oli parzialmente idrogenati, tanto più è utile trovare alternative salutari per la cottura. E il Ghi, anche detto burro chiarificato, non solo è una versione paleo-friendly e senza lattosio del tanto amato burro, ma pare conquistare questa fama. Si tratta di un comune burro animale sottoposto ad una lenta cottura, necessaria per separare i suoi componenti ed estrarne unicamente il grasso. È sempre più reperibile nei supermercati, ma è anche facilmente preparabile da casa. Ha un punto di fumo più alto di olio d’oliva e olio di cocco, il che significa che rimarrà stabile a temperature più elevate con meno probabilità di ossidarsi e produrre pericolosi radicali liberi, rendendolo ideale per friggere.Se volete provare ecco come fare Scaldate un panetto di burro biologico non salato in una pentola a fiamma molto bassa. Dopo circa 1 ora e mezza l’olio burro sciolto completamente dovrebbe iniziare a sobbollire. Attendi fino a quando la leggera ebollizione comincia ad essere costante e ben distribuita.Lascia che il processo vada avanti fino a quando l’affioramento non diventa una crosticina marrone scuro e la caseina rimasta sul fondo si solidifica e si scurisce. Potrebbero volerci diverse ore.Con un colino elimina la crosta superficiale e sposta il burro sciolto ora diventato ghi nel contenitore dal quale poi inizierai a travasarlo in barattoli di vetro utilizzando due colini uno dentro l’altro.Prima di chiudere i barattoli con i rispettivi coperchi, attendi che il ghi si raffreddi.Il ghi deve essere dorato, non marroncino.
Conservare il pane
Alimento primario, simbolo di convivialità e cultura gastronomica italiana, il cestino con il pane non può mancare sulle nostre tavole. E che sia di grano duro, o tenero, ai cereali o di farina integrale, non importa. L’unica regola da seguire è che sia fresco e croccante . Certo è che esistono due grandi categorie: il pane comune a base di farina di grano, acqua e sale tranne quello di tradizione toscana che non lo contiene e i pani speciali arricchiti con mix di farine, grassi oli e frutta. Le altre distinzioni si basano sul tipo di lievito: di birra, chimico o naturale. Il lievito naturale a pasta acida è il migliore in assoluto per la salute e per il sapore.Il pane più buono si compra da chi lo produce direttamente, e non da un rivenditore. Se dopo poche ore dall’acquisto la mollica diventa gommosa vuol dire che il pane è scadente. E se affettandolo la crosta si stacca dalla massa significa che è stato congelato. Diffidate del pane troppo leggero: significa che di certo le farine sono molto raffinate. Ed evitate i panini completamente vuoti, frutto di una lievitazione troppo rapida: molto meglio una grossa pagnotta da consumare a fette. Ma come mantenerlo fragrante il più a lungo possibile? Il profumo e il sapore del pane fresco, non ha eguali, ma con i ritmi frenetici capita spesso di recarsi una sola volta a settimana a fare la spesa e si deve quindi approfittare per acquistare tutto l’occorrente fino alla spesa successiva, compresa un’abbondante scorta di pane: è quindi d’obbligo, conservare il pane nel modo corretto, cosicché il giorno successivo all’acquisto risulti ancora fresco e morbido, alcuni accorgimenti ci aiuteranno, avvolgere il pane in un panno leggermente umido,e collocatelo in un cesto contribuirà a tenere la freschezza fino al giorno successivo. È possibile porre il pane avanzato, in un contenitore o un recipiente sottovuoto, impedendo il contatto con l’aria, mantenendo così il pane, come appena comprato ancora per qualche giorno. Si può anche conservare il pane in un sacchetto di tela o utilizzare sacchetti di plastica ben chiusi avendo l’accortezza di far uscire tutta l’aria al suo interno e di avvolgere la pagnotta senza residui di ossigeno. Non utilizzate il frigorifero, renderebbe la mollica e la crosta gommose, mentre è possibile mettere il pane in freezer avvolgendolo in carta forno e sigillandolo definitivamente con la carta di alluminio.
Si può anche non essere perfetti
La vita corre a mille all’ora tra lavoro, casa, palestra e svaghi, non ci si ferma mai perché fermarsi equivale a pensare. E non solo alle cose positive. Non parliamo poi del mondo che ci circonda. I Facebook Twitter i social in genere hanno creato una specie di realtà parallela in cui le personalità che seguiamo mostrano vita perfette. Questo spinge a nascondere ancora di più le nostre fragilità che sembrano quasi non essere accettate. Ma la nostra mente è più furba: i sintomi del corpo spesso ci costringono a fermarci anche quando non vorremmo, i pensieri che scacciamo ci trovano ugualmente e le emozioni dolorose emergono quando più vogliamo soffocarle. Che fatica nascondere lati importanti del nostro modo di essere. Ammettere di avere paura, essere ansiosi o piangere significa dare spazio anche a quelle parti di noi che sono più difficili da comprendere. Il passo successivo sarà accettare gli stati emotivi che proviamo. Solo così toccheremo con mano quella sensazione di libertà che si percepisce quando rispettiamo quello che sentiamo. Se avete paura, dichiaratelo. Una semplice ammissione di quello che sentite in quel momento può essere di grande aiuto per voi e può far comprendere i vostri atteggiamenti alla persona che avete di fronte. Non si può fingere per sempre di essere ciò che non siamo, l’ammissione delle nostre fragilità è un buon punto di partenza per imparare ad accettarle. Vi sentirete unici Chi più e chi meno, non c’è nessuno al mondo che non abbia punti di fragilità o debolezze. Mostrare le vulnerabilità significa dare la possibilità all’altro di comprendervi ed essere più consapevoli della vostra unicità. Le sfumature della personalità sono solo nostre e questo è il più grande potere che possiamo avere. Le persone che mostrano i loro lati più fragili, possono creare legami più facilmente. Chi veste i panni di Super Man, a lungo andare, potrebbe avere difficoltà nei rapporti. La maschera del super eroe potrebbe non funzionare perché potrebbe portare l’altra persona ad avere sentimenti di inadeguatezza “Io sto male e a te non succede mai”. Invece, chi si mostra per quello che è realmente, momenti no compresi, metterà le altre persone in condizioni di fare la stessa cosa e ognuno si sentirà libero di esprimersi.
Pokè
Bye bye insalatona tradizionale: a risolvere la tua pausa pranzo ci pensa il poké (si pronuncia pochèi): una ciotola colorata con verdure, alghe e cubetti di pesce marinato, su un letto di riso o quinoa, oppure di insalata. La ricetta originale hawaiana del poké si fa col tonno o col bonito, che abbonda nelle acque del Pacifico: per una porzione ti servono circa 150/200 grammi di trancio di tonno fresco, ma puoi scegliere anche per un filetto di salmone fresco. Fai una salsina emulsionando in una ciotola un cucchiaino di olio di sesamo e uno di salsa di soia. Trita un pezzetto di cipolla bianca, guarnisci con erba cipollina e cubetti di avocado.In California i poké bar furoreggiano e ogni jap che si rispetti lo serve, in Italia sono ancora una rarità: alcuni sushi bar hanno iniziato a servire il poké, anche se sono ancora pochissimi. A Londra negli ultimi anni sono fioriti locali specializzati che fanno solo poké e lo fanno davvero bene!, a Milano non fai fatica a trovarlo nei migliori ristoranti fusion, mentre a Roma stanno per aprire due poké bar. Cerca quali sono gli indirizzi migliori per assaggiare questa variopinta e sana prelibatezza nella tua città forse ne esiste già uno anche accanto a casa tua
Affrontare i mesi più freddi con la giusta grinta
Per affrontare i mesi più freddi dell’anno con la giusta grinta e nel totale benessere, potete contare su potenti alleati: le vitamine. Ed è proprio in questo periodo dell’anno, che le vitamine risultano particolarmente utili per combattere la stanchezza, rinforzare il sistema immunitario e tenere lontani i malanni di stagione. Il terzetto vitaminico su cui puntare? Vitamina C, D e B. Vitamina C: scudo contro raffreddore e antiossidante Per antiossidante si intende una categoria di sostanze chimiche in grado di limitare l’azione dannosa dei radicali liberi, responsabili dell’ossidazione cellulare e quindi dell’invecchiamento. Inoltre permette di crearvi uno scudo contro l’attacco di tante malattie, dal più comune raffreddore a malattie infettive più importanti. Le principali fonti alimentari di questa vitamina sono quasi tutte vegetali. Tra i cibi più ricchi ribes, peperoni, broccoletti e rucola. Questo non significa che gli agrumi non contengano vitamina C tra quelli che ne hanno la maggiore quantità spiccano le clementine, ma mette in evidenza quanto altri frutti ne siano più ricchi, quali, per esempio, kiwi e fragole.B3, B6 e B12: perfette per tenersi sempre attivi. E’ presente nella carne bovina, pollame e pesce, uova, cereali integrali, arachidi, patate, e derivati del latte. La B6, invece, è fondamentale per la corretta funzione epatica e a tenere lontani i malumori . E’ presente nel pesce , nelle carni magre, nelle banane, prugne, legumi, avocado. La B12 è il fattore anti-anemico più conosciuto, perché svolge un’azione basilare nei processi di formazione dei globuli rossi ed è presente nei cibi di origine animale. L’antidoto alla tristezza? La vitamina D.È chiamata anche la “vitamina del sole”, poiché viene sintetizzata dall’organismo proprio grazie alla luce solare. Si tratta, in realtà, di un ormone, risolutivo per mantenere in salute l’apparato scheletrico e prevenire osteoporosi e fratture. Questo accade perché, la vitamina D stimola l’assorbimento del calcio e del fosforo, oltre a favorirne il deposito. La vitamina D contribuisce anche al benessere psicologico stimolando la produzione di endorfine, serotonina e dopamina, ovvero i cosiddetti “ormoni del buonumore”, combatte la depressione e la sensazione di malessere e malumore.
Rest Test
Un gruppo di ricercatori, della Durham University, ha, reso noti i risultati del Rest Test, un recente studio, di rilevanza mondiale, sul riposo. Il “Test sul riposo” sarebbe stato eseguito tramite sondaggi online, il cui scopo sarebbe quello di indagare le abitudini delle persone, ponendo una particolare attenzione al modo in cui queste intervallano i momenti di attività a quelli di relax. Lo studio prende in considerazione tutti quegli episodi di momentanea distrazione, noti comunemente come “sogni ad occhi aperti,” i quali, il più delle volte, si manifestano spontaneamente come parte integrante del flusso di coscienza. Pensare alla prossima uscita con gli amici per una cena o semplicemente per un aperitivo, mentre si è impegnati a studiare, fantasticare su un futuro viaggio al mare su un isola o a visitare una città d’arte, ma anche progettare nella mente la propria giornata tipo: sono soltanto alcuni esempi di sogni ad occhi aperti. Grazie ad un sondaggio condotto con l’aiuto di una app per cellulare, su un campione di 2500 volontari, è stato appurato come il 47% degli intervistati trascorra il tempo vagando con la mente. Per l’appunto, nell’arco della giornata, la mente degli individui si ritroverebbe a fantasticare in almeno il 30% delle attività svolte.Questo passatempo apparentemente innocuo, però, è da sempre oggetto di critica anche da parte degli ambienti scientifici, che lo ritengono deleterio, in quanto influirebbe negativamente la lettura, la capacità di concentrazione e la memoria. Decisamente rischioso, inoltre, sognare ad occhi aperti mentre si è al volante. Secondo una ricerca, in effetti, circa il 52% degli incidenti stradali sarebbe causato da questi fenomeni di temporanea distrazione. Per quanto riguarda il piano emotivo, ancora, alcune teorie sosterrebbero la tesi secondo cui vagare troppo spesso con il pensiero ostacolerebbe la conquista della felicità. Avere la testa fra le nuvole. Recenti studi, rinnegando questa visione negativa, gettano, al contrario, una nuova luce sui “viaggi mentali” e ne evidenziano i benefici. Essi, ad esempio, incoraggiano la creatività e hanno un influsso favorevole nella capacità di risolvere i problemi e di pianificare il futuro. Smentita anche l’idea che vuole chi sogna ad occhi aperti sia meno felice: in realtà immaginare quattro eventi positivi che potrebbero verificarsi il giorno dopo aumenterebbe il grado di felicità dell’individuo. Infine, non soltanto perdersi con il pensiero è un utile antidoto contro la solitudine, ma rappresenta persino un valido svago, oltre ad essere estremamente rilassante. Nulla di male, dunque, nell’andare un po’ più in là con la fantasia, purché, però, si ritorni poi con i piedi per terra.
I buoni propositi di inizio anno
L’inizio di un nuovo anno porta inevitabilmente momenti di auto-riflessione. Dopo aver salutato il 2018, puntiamo a iniziare con energia il 2019 con le migliori intenzioni per vivere il nostro anno migliore, visto che tra non molto è già passato un mese, ecco alcuni consigli salutari nel caso che ancora non abbiate iniziato…Sentiamo spesso che la salute, la famiglia e gli amici sono le componenti chiave per una vita felice e appagante. Vogliamo focalizzarci qui sul mondo della salute e mettere in evidenza il valore per tutto l’anno a venire che può derivare dal rispetto del proprio benessere. Tutti vogliamo vivere una vita lunga e forte senza compromessi e, all’inizio del mese di gennaio, è importante concentrarsi sui suggerimenti e sugli strumenti che ci aiuteranno a prendere in mano le redini delle nostre vite. Mentre ci iscriviamo alla nuova palestra, sperimentiamo un mese di bevande naturali e aggiungiamo porzioni extra di verdura alla nostra spesa, dovremmo anche prestare attenzione ai titoli dei giornali che avvertono dell’aumento di malattie “silenziose” come l’ipertensione. L’ipertensione è il fattore di rischio n. 1 che contribuisce ai decessi su scala generale causando ictus, infarti e altre complicazioni cardiovascolari. Ogni anno vengono perse inutilmente 10 milioni di vite a causa dell’aumento della pressione sanguigna e solo la metà delle persone con la pressione alta ne è consapevole. In definitiva, molti di questi decessi si possono prevenire. Solo controllando regolarmente la pressione sanguigna, si può essere certi di essere sulla buona strada o prendere decisioni sanitarie consapevoli se i vostri valori di pressione sanguigna sono più alti del normale.Come individui, dobbiamo occuparci dei fatti e della realtà della nostra salute e avere un cuore sano non solo nel 2019