La mug cake è la ricetta ideale per un momento di piacere improvvisato: ma cos’è? Nient’altro che una torta in mono-porzione in genere al cioccolato fondente servita direttamente in tazza. Alla lettera “mug cake” infatti vuole dire “tazza torta”, quindi potremmo tradurlo con torta in tazza! Per deliziarvi con questo dolce bello anche da vedere che accontenta il palato e scalda il cuore potete usare le tazze che avete già in casa o acquistarne altre magari anche simpatiche e che sopportano pochi minuti di cottura in microonde o nel forno classico, poi aggiungete sopra come accompagnamento della panna montata, dello zucchero a velo, della frutta fresca o quello che è di vostra fantasia . Il vantaggio di creare queste piccole torte mono-porzione è quello che non sporcherete nient’altro che una tazza, che sarà allo stesso tempo ciotola in cui amalgamare l’impasto e contenitore in cui verrà cotto e mangiato il dolce . In pochi minuti non avrete solo un delizioso dolcetto, ma anche la cucina in ordine. La ricetta di base prevede di mescolare in una tazza imburrata sei cucchiai di farina con 3 cucchiai di zucchero e 3 di latte, 2 cucchiai di olio, 1 uovo e una punta di lievito per dolci. Prima mescolate gli ingredienti secchi e poi aggiungete gradualmente i liquidi. Preparato l’impasto, “infornate” la mug cake nel microonde e cuocetela per 4 minuti. Verificate la cottura con uno stuzzicadenti ed ecco pronto il vostro dolce in tazza
Autore: ferrinigift
Tutto è torta
Il trucco è sempre lo stesso: realizzare una torta che sembra tutt’altro, specialmente qualcosa di totalmente non appetibile, per poi tagliarla e rivelare un ripieno di pan di Spagna, cioccolato, crema. Ma il tormentone delle torte illusorie sta dando vita anche a commenti divertenti su Twittere e Instagram, dove ‘everything is cake’ sta diventando una sorta di tendenza a volte inquietante. Se tutto può essere una torta, cosa è reale e cosa no? Il cartone di latte è una torta o è davvero latte? La colazione all’inglese.?E la borsa? Il piatto con il petto di pollo? Le battute sul tema ‘not a cake’ si sprecano, con tanto di considerazioni ironiche sull’incertezza della vita. Perché tutto potrebbe essere una torta. Si può discutere su quanto appetitoso sia un petto di pollo crudo, un rotolo di carta igienica, o un flacone di sapone. Ma non si può negare che queste torte realistiche siano delle vere e proprie opere d’arte, delle sculture di zucchero. C’è chi obbietta che dal punto di vista della ricetta vera e propria lascino a desiderare, perché creare una torta simile richiede l’utilizzo di impasti molto pesanti e compatti. Creme che più che insaporire devono ‘incollare’ gli elementi. Ingredienti a lunghissima conservazione. E tonnellate di pasta di zucchero. È proprio in quest’ultimo elemento, chiamato anche fondant, che risiede il segreto delle torte ingannevoli. Si tratta infatti di una pasta super malleabile, modellabile, su cui si può incidere, dipingere con facilità. Con essa si ricopre la torta sagomata in modo da imitare l’oggetto che si desidera replicare e si possono inserire i dettagli iperrealistici.

Aspettare….ma non troppo
Il passare dei minuti delle ore la vita di ognuno di noi è fatta di momenti in cui agiamo e di momenti in cui siamo in attesa. Queste due fasi sono in equilibrio in quanto sono proprio la speranza e le aspettative a darci poi la forza per giungere ad un’azione concreta. Il sapere aspettare può essere visto un po’ come un’arte, ma quando è troppo prolungata può portare verso un certo malessere. Quindi va bene aspettare, in quanto lungo la strada del successo non bisogna avere fretta, ma a un certo punto è necessario anche darsi da fare e vivere
I gatti si imbarazzano?
I felini sono animali indipendenti e diffidenti, infatti fanno quello che vogliono quando vogliono senza dar retta a nessuno. Avete mai fatto caso quando siete seduti sul divano e il vostro gatto scivola e cade? Possiamo facilmente notarlo guardarsi intorno, proprio come se avesse vergogna che qualcuno potesse aver visto la sua “brutta figura”. Bisogna dire che i gatti provano emozioni, ovviamente non come noi esseri umani, e possiamo notare la loro felicità o nervosismo leggendo il linguaggio del loro corpo. Tuttavia l’imbarazzo è un sentimento un po’ più complesso, in quanto è richiesto, per provare tale emozione, un lavoro cognitivo. Ossia una persona si sente in imbarazzo in quanto comprende che l’azione imbarazzante fatta viene poi giudicata dagli altri. Quindi il nostro amico dovrebbe avere consapevolezza di sé, tale argomento non è stato ancora del tutto studiato dagli scienziati. Per questo motivo quando il gatto cade e dopo scappa, possiamo dire sia che il gatto si sia realmente imbarazzato, sia che siamo noi a pensare che il gatto possa essersi imbarazzato. Spesso possiamo pensare che i nostri amati felini si imbarazzino in determinate situazioni perché osserviamo i loro gesti. In quanto per capire le emozioni del nostro amico a quattro zampe osserviamo i suoi comportamenti. Infatti possiamo facilmente notare che il gatto quando è magari disteso sul letto felice socchiude gli occhi o agita la coda quando è teso. Ma quali sono gli atteggiamenti dei gatti che ci fanno capire che potrebbero provare vergogna? In primis il felino quando fa qualcosa di imbarazzante, tende a guardarsi intorno per osservare se qualcuno abbia visto tutto o a scappare subito senza farsi vedere da nessuno. Inoltre anche un gatto che dedica colta attenzione alla sua pulizia, può essere imbarazzato, in quanto si comporta così per far finta che l’azione imbarazzante non sia mai accaduta.
Il dopo non è mai certo
Il tempo non si ferma; la vita è un compito da fare e che ci portiamo a casa. Quando uno guarda l’orologio e… sono già le otto. Quando uno guarda il calendario ed è già venerdì. Quando uno guarda il calendario ed è finito già il mese. Quando uno guarda ed è già finito un anno. Quando uno guarda e già sono passati 50 o 60 anni. Quando uno guarda e si accorge di aver perso un amico. Quando uno guarda l’amore della propria vita andarsene e accorgersi che è tardi per tornare indietro…Non smettere di fare qualcosa che ti piace per mancanza di tempo, non smettere di avere qualcuno accanto a te o di goderti la solitudine. Perché i tuoi figli presto non saranno piú tuoi e dovrai fare qualcosa con questo tempo che resta. Prova ad eliminare il “dopo”… dopo ti chiamo… dopo lo faccio… dopo lo dico…dopo io cambio...ci penso dopo….Lasciamo tutto per dopo come se il dopo fosse il meglio, perché non capiamo che: dopo, il caffè si raffredda…dopo, la priorità cambia… dopo, l’incanto si perde… dopo, il presto si trasforma in tardi… dopo, la malinconia passa…dopo, le cose cambiano… dopo, i figli crescono… dopo, la gente invecchia…dopo, le promesse si dimenticano…dopo, il giorno é notte… dopo, la vita finisce…… Non lasciare niente per dopo perché nell’attesa del dopo puoi perdere i migliori momenti, le migliori esperienze, i migliori amici, i migliori amori….. Ricordati che il dopo può essere tardi. Il giorno è oggi, non siamo più nell’età in cui ci è permesso di rimandare. Magari avrai tempo per leggere e dopo pensare a quello che hai letto o altrimenti rifletterci …. “dopo” Sempre uniti: sempre insieme… sempre fratelli… sempre amici…ora non…… dopo

Un luogo da favola in inverno
Una meraviglia della natura come i laghi di Plitvice dà il suo meglio in primavera quando la natura dà il suo massimo. Fiori che sbocciano, alberi verdi e corsi d’acqua carichi. Eppure il periodo più suggestivo per vedere i laghi di Pltivice è in inverno. Nella stagione fredda in questa zona della Croazia nevica spesso e i laghi e i fiumi del parco gelano. Lo spettacolo è dunque assicurato. Le cascate gelate, il bianco intenso della neve, creano un luogo che sa di favola. Fra dicembre e gennaio le temperature scendono sotto zero e nevica. Il parco rimane aperto pure con la neve e in pieno inverno, sebbene alcuni percorsi siano limitati. Solo in caso di eccezionali nevicate, ma accade raramente, il parco chiude o chiude solo la parte alta. Solitamente potrete visitare il parco con tanto di visita guidata e anche con i battelli. Ovviamente l’orario di ingresso è ridotto e alcune zone del parco non sono accessibili. Non dovreste incontrare problemi nemmeno nell’arrivare al parco. Il servizio bus da Spalato, Zara e Zagabria è infatti regolare anche nella stagione invernale e se vi muovete con la vostra auto le strade che portano a Plitvice sono spazzate dalla neve. In inverno molti hotel del Parco chiudono, l’unico che rimane aperto è l’hotel Jezero. Potrete anche scegliere di alloggiare fuori dal Parco ad esempio a Rastovaca o a Smoljanac. Memorabile sarà gustare una cioccolata calda ammirando questo meraviglioso panorama mozzafiato
Pensa e riscopri…
Non lasciare che le tue padelle brillino più di te! Non prendere la pulizia della casa così sul serio! Quando sono diventata moglie, passavo le 24 ore del giorno guardando che tutto si tenesse pulito e in ordine nel caso “qualcuno venisse a trovarmi”, ma poi ho scoperto che sono tutti molto impegnati, passeggiando, si divertono, lavorano e si godono La vita!….e se qualcuno appare all’improvviso? Non devo spiegare la situazione della mia casa a nessuno. Le persone non sono interessate a quello che stai facendo tutto il giorno, la gente passeggia, si diverte e si gode la vita. La vita è breve, divertiti! Riscopri… se necessario. Ma abbi il tempo di dipingere un quadro o scrivere una lettera, fai una passeggiata o visita un amico, vai al mare in montagna, cucina quello che piace a te, annaffia le tue piante cura il tuo giardino…. concediti il tempo libero per bere una birra, nuotare stare sulla spiaggia, scalare montagne, giocare con i cani, ascoltare musica, leggere libri, coltivare i tuoi amici e godere della vita. Riscopri, se necessario, ma la vita continua fuori. Pensa che questo giorno non tornerà mai più! Riscopri, se necessario, ma non dimenticare che invecchierai e che molte cose che puoi fare ora non saranno così facili da fare nella tua vecchiaia. E quando te ne vai, visto che ce ne andremo tutti un giorno, anche tu diventerai polvere! E nessuno ricorderà quante bollette hai pagato, né la tua casa pulita, ma ricorderanno la tua amicizia, la tua gioia e quello che hai insegnato…
Come riciclare il panettone avanzato?
Le rimanenze del panettone dopo il Natale si prestano bene per la creazioni di torte e dessert, perché danno una fragranza e un profumo particolari e unici. Quale di queste ricette vi piace di più? Per accontentare il palato dei più piccoli, potete usare la pasta del panettone per creare del divertenti cakepops, che dovrete alla fine immergere dentro il cioccolato fondente e lasciarle freddare in frigo. Se a casa non vogliono più mangiare il dolce delle feste, la ricetta per riciclare il panettone che fa per voi è quella dei muffin. I muffin di panettone sono dolcetti arricchiti con pezzi di panettone e scorza di arancia. La base dell’impasto è quella dei muffin , ma il sapore finale è unico e profumato. Tra le variazioni che potete dare al panettone, questa è davvero unica: il budino di panettone, soffice e invitante, farcito con frutti di bosco, panna e cioccolato. Il semifreddo al panettone è perfetto per rinfrescare il palato a fine pasto con uova, zucchero, ricotta, panna montata e liquore di arancia. Dopo averlo fatto freddare in frezeer, servitelo cosparso con gocce di cioccolato. Tiramisù di panettone è un classico rivisitato in modo originale. Il risultato vi sorprenderà: per farlo è sufficiente sostituire i biscotti savoiardi con le fette di panettone uniforme e spesse circa 2 cm. Potete profumarlo con un aroma fior d’arancio, o vaniglia. Lo sformato di panettone con crema chantilly e frutti di bosco è un’alternativa originale e raffinata per riciclare il panettone. Profumatelo con rum, arancia e frutti di bosco saltati in padella con lo zucchero.
L’Italia e la sua cucina
Senza alcun dubbio l ’Italia è uno dei paesi più visitati al mondo, è il paese con la cucina più buona e più varia del pianeta. In giro ci sono tragiche imitazioni della cucina italiana come le fettuccine Alfredo, gli spaghetti con le polpette e la pizza con l’ananas. In questo enorme traffico di viaggiatori stranieri, oltre al mix di ricette regionali, di piatti stagionali e di folli imitazioni d’oltreoceano, capire cosa si aspetta dalla nostra gastronomia un turista che arriva per la prima volta in Italia, non è così scontato. Ma quali sono i piatti tipici italiani più conosciuti dai milioni di visitatori che arrivano ogni anno nel nostro Paese? Eccoli qua alcuni dei piatti più richiesti … Si comincia! La Pizza, forse, nasce a Napoli, città che ne rivendica la paternità e dove di sicuro conosce l’aggiunta della salsa di pomodoro a condimento del sottile strato di pasta. Alla base di tutto un caposaldo della cucina italiana: la pasta fresca accompagnata da un condimento tra i più conosciuti al mondo, il ragù alla bolognese, più spesso conosciuto semplicemente come bolognese. Spaghetti e Italia sono un binomio inscindibile nell’immaginario collettivo dei gastronauti di ogni parte del mondo, in tutti i continenti si cuociono spaghetti, tutti i turisti e i visitatori che giungono nel nostro paese li esigono più e più volte. In Liguria, la salsa a base di basilico e pochi altri ingredienti è la vera bandiera gastronomica della regione. Un umile impasto di farina, acqua, lievito e sale, con il tocco finale di olio evo. La bistecca alla Fiorentina mast della cucina Toscana un buon taglio di carne, ben frollato, con una marezzatura abbastanza evidente e con uno spessore adeguato almeno 4 cm da cucinare su carboni ardenti per gustarla al meglio

La gratitudine dell’orsetto lavatore
Tre anni fa, Nikki Robinson ha trovato un cucciolo di procione sulla strada che stava percorrendo verso casa. All’inizio ha provato a contattare dei rifugi e dei veterinari, ma non le è stato dato l’aiuto e così lo ha salvato lei. Sua mamma aveva già avuto esperienza con i procioni e così hanno deciso di portarlo in casa e salvarlo. Lo hanno chiamato Little Hands, all’inizio aveva bisogno di molte attenzioni e le due donne se ne sono prese cura per circa due mesi e mezzo, anche perché il procione era debole e disidratato. Il procione è un animale onnivoro si ciba praticamente di tutto. La sua dieta è, quindi, molto varia e include insetti, vermi e altri invertebrati, piccoli vertebrati come pesci, anfibi e roditori, frutta fresca, frutta secca come noci e ghiande le due donne si sono adoperate affinché si rimettesse in forma e poi lo hanno liberato in natura. Qualche giorno dopo con grande stupore e sorpresa, l’animaletto forse grato per quanto le donne hanno fatto, è tornato spesso nel loro giardino a trovarle e spesso si fa accompagnare dagli altri orsetti lavatori anche loro compagni di disavventure su strada, accuditi dalle signore quando si dice la gratitudine






