Giornata della terra 2019

Earth Day 2019: il 22 aprile, che quest’anno coincide con Pasquetta, si celebra la Giornata della Terra!

La Giornata della Terra 2019 ha forse quest’anno un significato ancora più importante: grazie a Greta Thunberg, giovane attivista svedese, i ragazzi di tutto il mondo sono scesi in piazza per manifestare contro il cambiamento climatico, le plastiche nei mari e negli oceani, l’aria inquinata e tutti gli altri problemi di natura ambientale che stanno annientando il nostro Pianeta. Proteggere la Terra significa salvaguardare il nostro futuro e la Giornata mondiale della Terra nasce proprio per sensibilizzare sul tema. Oggi, questa manifestazione coinvolge oggi circa 1 miliardo di persone, ed è celebrata con numerose iniziative ed eventi in ogni angolo del pianeta.

Più zanzare meno orsi

Non c’è tregua per il nostro Pianeta. Come dimostra il dossier realizzato dal WWF, la situazione di generale difficoltà che piante e animali stanno vivendo, provocata dal riscaldamento di globale di cui siamo responsabili, non proclama nulla di buono per il futuro prossimo a cui stiamo andando incontro. L’innalzamento delle temperature ha portato, ad esempio, i pascoli d’alta quota a non avere il foraggio adatto alla nutrizione e quindi alla conservazione, Per una specie che diminuisce, ce ne sono altre però che continuano, purtroppo, a crescere mettendoci in pericolo. Il WWF fa sapere infatti che la Terra è ormai invasa da zanzare portatrici di varie patologie, ma anche da parassiti, come il punteruolo rosso che uccide le palme italiane, e da meduse, ormai onnipresenti nel mar Mediterraneo.A tutto ciò dobbiamo aggiungere la continua trasformazione dei ghiacciai che minaccia le specie alpine, come il leopardo delle nevi in Tibet, il pinguino Adelia in Antartide o l’Orso polare in Artico. Anche gli animali dei nostri mari non sono messi bene. Tra questi le balene, a causa dell’aumento delle temperature dell’Oceano Artico, si ritrovano con un numero maggiore di orche, loro principali predatrici. E ancora le barriere coralline che rischiano di scomparire entro il 2050 in seguito all’acidificazione degli oceani Per concludere, spiegano i responsabili del WWF, non possiamo scordare del rischio di danneggiare i cicli naturali, come fioriture e migrazioni.

Un Terrazzo green

Siamo sempre meno abituati al contatto con la natura, perché siamo tutti in città: entro il 2050 le città ospiteranno il 70% della popolazione mondiale, e già ora 60 milioni di italiani vivono nelle aree urbane. Il verde puntualmente scarseggia: nella metà delle città del nostro Paese è inferiore a 20 metri procapite, e arriva addirittura a meno di 9 estensione obbligatoria per legge in 19 capoluoghi. Tradotto vuol dire che i posti in cui viviamo non sono in buona salute, perché se non ci sono alberi e piante non c’è aria pulita, e quindi non ci sono nemmeno animali: non è tutelata la biodiversità. Non c’è bellezza.Perciò è il momento di fare qualcosa: a ricordarcelo è il WWF, che il organizza anche  eventi nati per invogliarci a un nuovo modo di pensare che dia valore all’ambiente, perché tutti noi possiamo sperimentare i benefici di pratiche sostenibili, anche dentro casa. Per esempio rendendo il nostro balcone biodiverso, con piccole accortezze che assicurano la sopravvivenza di piante, fiori, ma anche degli insetti che li impollinano e degli uccelli che a loro volta se ne nutrono. Eccone alcuni: accogli gli uccelli sul tuo terrazzo. Anche un piccolo terrazzo può diventare un rifugio sicuro per gli uccelli: bastano piante come il biancospino, la lavanda, il caprifoglio che attirino gli insetti, nidi artificiali o mangiatoie. Attenzione ai gatti. Sette milioni e mezzo di italiani hanno un gatto in casa, che fa tanto compagnia ma conserva l’istinto di cacciatore: i gatti infatti sono considerati tra i maggiori responsabili dell’estinzione di uccelli, rettili e mammiferi di piccola taglia. In misura decisamente minore, anche i cani. Per questo nidi, mangiatoie e vaschette vanno tenuti in luoghi a loro inaccessibili, ed è bene dotarli di un campanello così che possibili uccelli sarebbero subito avvertiti dell’allarme. Accoglili con piante aromatiche. Le piante di rosmarino, salvia, aglio, cumino, timo, maggiorana, lavanda, aneto hanno fioriture che costituiscono una buona attrattiva per molte specie di insetti. Riduci il consumo di acqua potabile. Non dovremmo inoltre dimenticare che le piante si possono annaffiare con acqua piovana, o con quella utilizzata per lavare le verdure. Ma anche che, per ridurre conusmi, ci sono tante specie di piante e fiori che per sopravvivere hanno bisogno di poca acqua.

Giornata mondiale dell’orso polare

Entro i prossimi anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici. È il messaggio che il WWF lancia alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Orso polare, che si celebra oggi, martedì 27 febbraio.Gli orsi polari spariscono perché sparisce il loto habitat. Per questo la giornata di oggi è uno spunto per riflettere sulla conservazione della natura da parte dell’uomo. A gennaio l’estensione dei ghiacci artici era al di sotto della superficie rilevata in passato, secondo i rilevamenti della NSIDC che utilizza misurazioni satellitari. Si tratta complessivamente di almeno 1,36 milioni di chilometri quadrati sotto la media delle rilevazioni e il mese di febbraio si sta concludendo con un ulteriore flessione rispetto alla media».  Nell’Artico il cibo spesso scarseggia e anche d’estate, quando la bancisa polare si ritrae può essere difficile per gli orsi trovare abbastanza da mangiare e spesso devono nuotare per lunghe distanze prima di approdare sui ghiacci che si stanno ritraendo e da cui l’orso riesce a cacciare. I ghiacci artici estivi così importanti per la vita dell’orso potrebbero essere praticamente scomparsi entro il 2040. Quando il cibo scarseggia gli orsi polari cercano di trovare fonti alternative di cibo sulla terra ferma fra cui buoi muschiati, renne, piccoli roditori, molluschi, pesce, uova, alghe bacche e addirittura spazzatura. Qualche volta gli orsi polari cacciano beluga, balene e trichechi adulti.

Una ricetta contro gli sprechi

Una ricetta giusta contro gli sprechi? Basta imparare ad utilizzare il “lato b” degli alimenti: gambi, bucce, torsoli, foglie, lische. Ovvero, tutto ciò che normalmente si butta via. Obiettivo: non sprecare. Ma anche risparmiare sulla spesa, facendo felici ambiente e palato. Anche alcuni colossi della distribuzione aderiscono alla Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare , mettendo in risalto l’ultimo progetto avviato in collaborazione con Wwf: il libro di ricette anti-spreco “Buttali in pentola”, realizzato con il contributo della scienziata ambientale  Lisa Casali, per il progetto Woman for Expo.Il libro, realizzato grazie all’iniziativa “La tua ricetta per salvare il pianeta”, raccoglie cinque ricette di Lisa Casali e 65 ricette postate dai cittadini che hanno condiviso le proprie idee e consigli sul sito http://www.insiemecontroglisprechi.it. Contiene utili consigli su come cucinare con parti di cibo che solitamente vengono buttate, come ad esempio le foglie esterne del carciofo, e fantasiose ricette per riutilizzare gli avanzi.

 

 

Panda nel mondo..

Originario della Cina, il panda gigante è un animale che vive soprattutto nella provincia di Sichuan e Shan-si Gansu della Cina Sud Occidentale, dove abbondano le foreste di bambù.È impossibile resistere ai panda, con quella sorta di enormi occhiaie nere in contrasto col pelo bianco, il muso sporgente ed il piccolo naso nero. Tutti amano i panda tanto che in oriente, e specialmente in Giappone, è proprio una vera mania: gadget, vestiti, accessori per la casa o per la persona, sono tantissimi gli oggetti ispirati al simpatico animale bianco e nero. Per cui, al di là di essere il simbolo di una delle organizzazioni più importanti al mondo che proteggono gli animali, il panda è diventato un vero must per gli amanti degli oggetti inutili ma di tendenza. Dalle tazze alle calze, dalle padelle ai cuscini, esistono oggetti ispirati al panda di tutti i gusti e per tutte le tasche, e c’è anche chi ha fatto di più La Panda Power Plant è la prima fabbrica solare che non solo fa bene al Pianeta ma rallegra lo sguardo del mondo con la sua forma di grosso panda nei terreni di Datong, in Cina. La fabbrica solare a forma di panda non è dunque solo un luogo originale e fantasioso ma è soprattutto un’attività utile per un futuro sostenibile. Il Power Plant Panda avrà una capacità finale complessiva di 100 MW: le parti nere del panda, come le orecchie e le braccia, sono costituite da celle solari di silicone monocristallino; mentre le parti bianche, come la pancia e la faccia grigia e bianca, sono composte di celle solari a film sottile. Un immagine emblema a protezione della natura

Una nuova tendenza…non lavarsi

Per alcuni è un fattore di moda, per altri una scelta ambientalista. Per altri ancora si tratta della solita, vecchia pigrizia… Eppure ci sono sempre più persone al mondo che scelgono di non lavarsi. E aderiscono allo stile di vita connotato come unwashed. La regola di usare shampoo e sapone non più di una volta a settimana. Ma i più radicali possono anche fare una doccia ogni due settimane. Negli intervalli è concesso lavarsi, ma utilizzando soltanto acqua. Chi sceglie questa via, ambientalista o trendy che sia, ritiene che lavarsi ogni giorno sia solo una convenzione sociale inutile. Anzi, a tratti questa abitudine può anche essere addirittura dannosa. L’idea di usare poca acqua e di abusare ben poco del sapone è infatti una scelta ecologica, ma anche salutista. La pelle, così facendo, risulta meno esposta alle sostanze chimiche contenute nei detergenti, che possono inoltre eliminare i batteri buoni che vivono naturalmente sulla nostra pelle. È per questo motivo che la doccia viene consigliata ogni due o tre giorni, compatibilmente con il proprio lavoro e con il proprio stile di vita. In Italia uno scrittore  ha intrapreso questo percorso del “non lavarsi” Ha raccontato la propria scelta di farsi la doccia una volta al mese. Mentre continua a lavarsi le mani e le parti intime ogni giorno. Anche il giornalista Giuseppe Cruciani fa parte della schiera degli unwashed, così come l’ex presidente del WWF Fulco Pratesi. La questione dello spreco di acqua è sicuramente uno dei punti decisivi di chi sceglie di perseguire questa via etica. Per una doccia di 5 minuti vengono impiegati circa 75-80 litri di acqua. Anche per ogni minuto di doccia il consumo è stratosferico, per riempire una vasca da bagno occorrono circa 150 lt di acqua

L’ora della terra stasera alle 20:30

Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza. Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. E in Italia? Quest’anno sono oltre 400 i comuni coinvolti: centinaia di palazzi istituzionali, edifici e monumenti verranno spenti per un’ora per ricordare a tutti che quella contro i cambiamenti climatici è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere! A Roma ci sarà l’evento principale sarà al museo delle Arti, ma in quello stesso momento, altri monumenti iconici del nostro Paese verranno spenti Sempre a Roma, a luci spente per il pianeta, ci saranno anche il Colosseo e la Basilica di San Pietro. In Toscana a Firenze al Piazzale Michelangelo, ore 20,30, sarà allestito un Osservatorio della volta celeste condotto dagli astronomi di Arcetri che, in collaborazione con l’Associazione Astronomica Amici di Arcetri, metteranno a disposizione dei visitatori i loro telescopi. Sempre al piazzale sono in programma una Milonga a lume di candela in collaborazione con la scuola di ballo Passion de Tango e un Punto di ristoro equosolidale in collaborazione con Il Villaggio dei Popoli e Altromercato Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

 

Golanera un volatile collaboratore

In Africa, alcune popolazioni che trovano nella raccolta del miele una fonte notevole di sostentamento. Seguono l’indicatore golanera una specie di uccello diffusa nella fascia sub-sahariana, per trovare gli alveari più nascosti. Una ricerca rivela che questa cooperazione avviene grazie a una comunicazione bidirezionale: gli esseri umani usano speciali richiami per sollecitare l’aiuto degli uccelli e viceversa. Nel corso della storia, gli esseri umani hanno addestrato a collaborare con loro diversi tipi animali, soprattutto per avere un aiuto nella caccia: gli esempi più eclatanti sono il cane e i rapaci. La cooperazione con gli animali selvatici è invece molto più rara.Nello specifico caso gli uccelli golanera attirano l’attenzione dei raccoglitori di miele con uno specifico richiamo, e poi volano di albero in albero per segnalare la presenza di alveari.Gli uccelli indicano all’uomo alveari molto nascosti sui rami più alti degli alberi. Gli esseri umani, dal canto suo, possono allontanare le api con il fumo e rompere e aprire l’alveare, consentendo agli uccelli di mangiare la cera aiutandoli così a nutrirsi, dando così un contributo a far pervenire questo meraviglioso ingrediente essenziale per una ricca colazione per iniziare magnificamente una giornata di lavoro carica di benessere.colibrì-golanera