La carta dei vini: bollicine, bianco, rosso, rosé. Finora. La dicitura vino verde è usata in Portogallo ma è solo un modo di dire. Il vino blu invece esiste. Il blu è un colore caldo e d’ora in avanti sarà anche il colore di un calice che ordineremo al bar? Modificare ordinazione grazie, “Mi versi un blu”. Malori tra i sommelier, forse, ma il vino blu è realtà: un’azienda vitivinicola dell’Almeria, regione spagnola nota per la produzione di ottimi vini, ha messo a punto un particolare processo di vinificazione il cui risultato è quello di rendere il vino blu. Esatto, blu cristallino, blu mare, blu cobalto come il blue curaçao dei vecchissimi Angelo Azzurro Quella sfumatura precisa. Blu piscina. Il vino blu spagnolo a quanto pare è il risultato semplicissimo del mosto bianco a macerare sulle bucce di uva rossa, passaggio che conferirebbe al vino la sua particolare sfumatura blu mare di Sardegna. “Il suo elegante colore blu è dovuto al pigmento naturale che si trova nelle bucce dell’uva, l’antocianina” spiegano dall’azienda. I produttori del vino blu Vindigo, questo il nome, pare che il sapore del vino blu abbia sentori di ciliegia, lampone e frutto della passione, quindi particolarmente fruttato. Ad accorgersi dell’inusuale bottiglia di vino blu sono stati anche i francesi, e da quando il vino è entrato in commercio timidamente nella città di Sète è andato addirittura a ruba
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Un bicchiere di vino come un’ora di palestra
Non si tratta di un sogno o di una bufala! La notizia arriva direttamente dal Canada, esattamente dall’Università di Alberta, che ha condotto un particolare studio sui benefici del vino rosso. Secondo i risultati, con un bicchiere di vino rosso si ottengono dei risultati equivalenti a quelli che si otterrebbero con un’ora di palestra. Il segreto risiede nel resveratrolo, un composto che si trova sia nella frutta secca che nel vino. Un dosaggio elevato di resveratrolo naturale migliora le prestazioni fisiche oltre a rinforzare il sistema cardiaco e la resistenza ossea. Quindi bere un bicchiere di vino solamente rosso migliora i benefici dell’attività fisica o apporta vantaggi anche a chi non conduce alcuna attività. Questo è solo uno dei numerosi studi che vanno a confermare i benefici del vino rosso a tavola. Attenzione a non esagerare però, il consumo eccessivo potrebbe portare ad effetti opposti. Quindi niente più sensi di colpa per l’happy hour!
Vino rosso anche d’estate ecco come fare
Mare sole montagna, afa, caldo insopportabile sì in molti, in estate, sentono soltanto il desiderio di un bel bicchiere di acqua fresca, di una bibita ghiacciata o di una bella birra fredda e spumeggiante. In tanti, invece, apprezzerebbero, sorseggiare un bel calice di vino rosso. E’ ben risaputo, però, che il caldo non è un buon alleato dei vini rossi. Quando la colonnina di mercurio sale il vino rosso tende, purtroppo, a sciuparsi velocemente. Per questo, con la bella stagione si preferisce ripiegare su vini bianchi oppure rosè. Ma gli appassionati dei vini rossi possono stare tranquilli. Con qualche accortezza potranno gustare la loro bevanda preferita anche in estate. L’esperta Moulton spiega come fare. Temperatura, luce e ossigeno sono gli elementi che più di ogni altro aiutano a rovinare il vino. Per questo, specialmente in estate, è importante conservare i vini rossi nella maniera giusta. In primo luogo, occorre accertarsi che non prendano troppa aria. A tal fine è sufficiente mettere sempre un tappo alla bottiglie prima di riporle. In questo modo, anche una volta aperta la bottiglia, si impedirà il passaggio dell’aria che può causare un rapido deterioramento del vino. Allo stesso tempo, per proteggere il vino dalla luce e dal caldo, è importante conservarlo in un luogo fresco e asciutto. l frigorifero si rivela la soluzione migliore. Anche per i vini rossi. Chi lo gradisce potrà consumare il vino bello fresco godendo di un piacevole refrigerio anche nelle giornate più calde. Per chi, invece, il vino rosso lo preferisce soltanto a temperatura ambiente, basterà tirare fuori la bottiglia un’ora prima di berla. Così conservati i vini rossi possono conservare fino a 3-5 giorni dall’apertura. I bianchi e i rosè, invece, si conservano fino a sei giorni. Per godere a pien del piacere di un buon vino rosso anche in estate, conviene scegliere, nei mesi più caldi, dei vini più leggeri optando, ad esempio, per un pinot nero in luogo di un merlot.
Essere innamorati cambia il nostro corpo
Quello stato di confusione, inebriamento e un pizzico di irrascibilità sono i sintomi classici di quando si è bevuto qualche bicchiere di vino in più ma anche, a pensarci bene, dell’amore. Lo conferma uno studio di Biobehavioral Reviews dimostrando proprio che alcol e ossitocina l’ormone dell’amore hanno sul cervello effetti molto simili, se non identici. Inoltre essere innamorati comporta alcuni cambiamenti fisici e psicologici. I neurotrasmettitori relativi al piacere e alla gioia sono in ‘subbuglio’. Lo stress si allevia, anche grazie al piacere provocato da baci, abbracci dal cuore che batte all’impazzata e naturalmente all’attività sessuale. Ecco altri sintomi Tra le prime conseguenze dell’essere innamorati, l’abbassamento della pressione sanguigna nelle persone che solitamente ce l’hanno molto alta. Ipertensione e pressione alta sono fattori di rischio che possono condurre a problemi cardiaci anche piuttosto seri. Alcuni studi provano come le persone che vivono una relazione d’amore appagante siano meno propense a soffrire di ipertensione rispetto ai single. Per alcune persone l’innamoramento e soprattutto l’inizio di una relazione può essere stressante. Questo avviene perché il corpo produce più cortisolo, ormone associato allo stress. È proprio da esso che potrebbero dipendere il battito del cuore accelerato, le ‘farfalle allo stomaco ovvero l’attivazione del nervo vago che dà una tipica sensazione a livello di pancia. Tuttavia, dopo alcuni mesi i livelli di questo ormone si abbassano ancora, e si mantengono bassi per lungo termine. Inoltre, col passare del tempo e con il rafforzamento della relazione si innalzano i livelli di ossitocina, un neurotrasmettitore associato a sensazione di calma, tranquillità, sicurezza. La sua produzione aumenta in particolare quando ci si bacia, ci si abbraccia, ci si coccola. Essere innamorati stimola il corpo a produrre più dopamina, che controlla le sensazioni di piacere e appagamento. Alcuni studi affermano che una delle conseguenze dell’amore è la minore percezione del dolore. Allo stesso tempo, sembra che quando ci si innamora si attivino alcuni recettori legati alle dipendenze: in questo caso, si sviluppa una ‘dipendenza’ dall’amore.
Cosa mangiare per vivere più a lungo
Negli ultimi anni siamo diventati tutti più attenti all’alimentazione: cerchiamo di mangiare meno e meglio, più verdure e meno carne, più alimenti naturali e meno cibi confezionati. Un bene, almeno finché non si sfocia nell’ossessione salutistica. Dan Buettner, giornalista del New York Times, ha individuato le cinque regioni con la maggior concentrazione di centenari curiosi di sapere le abitudini alimentari delle popolazioni più longeve ? Noci, nelle zone blu se ne consumano due maciate al giorno, come snack e da un recente studio è emerso che chi mangia noci riduce il suo tasso di mortalità del 20% rispetto a chi non ne mangia. La frutta secca in generale inoltre è in grado di ridurre i livelli di colestero cattivo fino al 20%. Consumare cibi interi Senza dividere per esempio il tuorlo dall’albume nel caso delle uova. Secondo le ultime ricerche infatti sembra che gli elementi presenti negli alimenti lavorino insieme per essere benefici. Meglio quindi scegliere prodotti con una lista degli ingredienti chiara e breve, meglio ancora se a km zero. Acqua Bisogna bere almeno 7 bicchieri d’acqua al giorno. Gli studi infatti dimostrano che una buona idratazione riduce anche la possibilità di coaguli nel sangue. Alcol Nelle zone blu si bevono da uno a tre bicchieri di vino rosso al giorno. Un’abitudine che aiuta a il nostro corpo ad assorbire gli antiossidanti. Attenzione agli eccessi però: le quantità massime per una donna sono di un bicchiere al giorno e per un uomo due. Tè verde È dimostrato che riduce il rischio di malattie cardiache e diversi tipi di tumore. Tè verde, elisir di benessere Caffe’ Sull’isola di Nicoya, in Sardegna e in Grecia se ne beve parecchio. Un recente studio ha dimostrato che il caffè riduce il rischio di demenza e morbo di Parkinson che sembrano essersi rivelati veri e propri elisir di lunga vita.
Arriva il caviale alla birra
Quando la pilsner danese incontra le prelibatezze della gastronomia russa, nasce un ibrido mai visto prima: il caviale alla birra. L’aspetto è quello delle pregiate uova di storione, il sapore e l’alcol invece quelli di una bionda scandinava. Non lo troverete però nei supermercati: il caviale alla birra è una trovata promozionale elaborata da Carlsberg il principale produttore di birra della Danimarca nonché sponsor della nazionale di calcio. Come si ottiene il caviale dalla birra? Il trucco è la cucina molecolare: attraverso un processo noto come sferificazione, un classico fra queste tecniche di preparazione gastronomica, è possibile ricavare piccole sfere dall’aspetto simile alle piccole uova partendo da un liquido o anche da alcuni cibi solidi. In questo caso, lo chef danese Umut Sakarya, che ha collaborato con l’azienda per creare il prodotto, ha trasformato in palline dorate la classica pilsner Carlsberg. La sferificazione in cucina è stata portata al vertice a inizio anni Duemila dallo spagnolo Ferran Adrià, lo chef del ristorante tristellato elBulli, oggi chiuso ma per decenni uno dei migliori e più all’avanguardia del mondo. Ormai abbondantemente sdoganata, non è particolarmente difficile e viene utilizzata per ottenere del simil-caviale da qualsiasi cosa: caffè, frutta, alcolici assortiti dal vino ai cocktail al whisky, eccetera.
Anche il vino diventa vegan
Il vino è un alimento adatto ai vegani? Dipende. Perché nel processo di produzione, and esempio per la chiarificazione e la stabilizzazione, si possono usare albumina, caseina, colla di pesce, gelatine animali ecc. Per questo alcuni produttori che non adoperano nessun prodotto di origine animale nel processo di produzione del vino sono certificati “VeganOK”. Nel 2016 le aziende vinicole vegane sono aumentate del 35% per un giro d’affari reputato di circa sei milioni di euro.Le aziende vitivinicole certificate VeganOk si localizzano in Toscana 28%, Abruzzo 20% e Piemonte 17%, con una buona presenza di vini del Trentino e della Sicilia. Per quanto riguarda le denominazioni di appartenenza, le etichette certificate VeganOk sono 54% Igt, 17% Doc/Dop e 1% Docg.Quasi la metà dei vini vegani sono anche biologici o biodinamnici. Quindi riportano una doppia certificazione.Il marchio di autocertificazione VeganOk é riconosciuto e approvato da Associazione Vegani Italiani. Per quanto riguarda il vino, oltre alla fase di produzione, non è consentito l’uso di colle, inchiostri, lubrificanti o qualsiasi altro prodotto di origine animale. I consigli per l’abbinamento suggeriti dal produttore non devono contenere indicazioni che fanno attinenza a cibi di origine animale.
Appassionati di cucina e di stile
Se siete appassionati di cucina ma anche di stile e volete mescolare queste due discipline, certamente sarete attratti al food design, che possiamo tradurre con ‘progettazione del cibo’. In pratica, il cibo viene considerato un oggetto di design e gli ingredienti che lo compongono vengono visti come materiali. In questo modo, si possono creare anche delle vere e proprio opere d’arte dove non conta solo l’aspetto estetico. Se siete già esperti o se non avete mai sentito parlare di questo settore e siete curiosi, Airbnb ha organizzato un’esperienza, una sorta di laboratorio, a Milano.Potrete progettare, personalizzare e assaporare meravigliosi centrifugati, accompagnati da un buon bicchiere di vino o da una limonata aromatizzata allo zenzero. Creerete una ricetta in un barattolo speciale che potrete poi portare a casa come ricordo oppure come regalo originale per amici e parenti. Durante l’esperienza, il vostro ospite vi svelerà tutti i segreti per stupire a tavola i vostri ospiti e vi farà scoprire un nuovo modo di concepire e interpretare il cibo. Potrete fare questa esperienza da Luisa, architetto e designer, appassionata del cibo salutare e fondatrice del Food Entertainment Design Che cosa prevede: un pasto, uno snack con bevande e materiali/ingredienti utili per lo svolgimento dell’esperienza.L’esperienza comincerà con una passeggiata, passando per la piazza di Gae Aulenti in modo da ammirare il nuovo skyline di Milano. Subito dopo andrete a casa di Luisa. Vi insegnerà a ‘giocare’ con gli ingredienti facendo leva su colori e densità per creare delle ottime ricette ‘in barattolo’. Inoltre, realizzerete anche delle composizioni per un centro tavola o per uno scatto su Instagram.
Mangiare e bere senza allargare la cintura si può fare
Mangiare e bere senza preoccuparsi della linea si può fare. Ecco come. Come evitare il buco in più alla cintura e potersi permettere ottimi cibi e vini deliziosi.Per i veri amanti della buona tavola non può mai mancare un ottimo vino ad accompagnare un buon pranzo o cena che sia. Problema? Se il “peccato di gola” è una buona abitudine o ci si rassegna al buco in più alla cintura, oppure si inventa la soluzione che renda possibile permettersi tutto ciò che piace e molto di più.L’ideale per potersi permettere ottimi piatti e vini squisiti in compagnia sono le passeggiate eno gastronomiche, che nel corso degli ultimi anni stanno vivendo un vero e proprio boom. Potrete scegliere tra diverse proposte, in molti casi verrete accompagnati da guide turistiche che vi aiuteranno a scoprire le aziende locali che al rientro dalla passeggiata vi accoglieranno con una degustazione degli ottimi vini e prodotti gastronomici raggiungerete i pascoli degni ospiti di un gran numero di fiori e animali, i vostri polmoni si ossigeneranno vedrete scenari meravigliosi. Mangerete, degusterete, e, dato che di fatto camminerete per arrivare da una tappa all’altra, smaltirete e quindi…. non serviranno altri buchi alla cintura
Il panino Italiano ora anche in accademia
Forse non molti sanno che è nata a Milano la Fondazione Accademia del Panino Italiano, con lo scopo di sostenere nel mondo il Panino Italiano, simbolo del Made in Italy. Adesso l’inaugurazione è ufficiale, le iniziative numerose. L’ Accademia del Panino Italiano nasce da un’idea di Antonio Civita e Elena Riva, già noti per essere proprietari del brand Panino Giusto uno spazio di 1.200 mq per accogliere convegni, mostre, eventi e progetti legati al mondo del panino Made in Italy, dove ha sede una Biblioteca del Panino, con oltre 1.500 libri e riviste sull’argomento. Se ci andate prenotate anche l’ingresso alla mostra adesso in corso “Panino, da natura a artificio” In pratica un viaggio tutto italiano, per conoscere di questa specialità tipica la storia, i migliori artigiani e più prestigiosi ambasciatori. Durante il percorso espositivo ci si può anche sbizzarrire a creare infinite combinazioni possibili con gli ingredienti, grazie a una sorta di video-istallazione. Dai panini agli spinaci a quelli al latte con semi misti le nostre ricette di pane e panini Scopo dell’Accademia è “promuovere e valorizzare l’unicità del Panino Italiano in Italia e nel mondo” e offrire al panino “un’icona del Made in Italy”, come la pasta e la pizza. L’Accademia ha già un suo Manifesto del Panino Italiano, e ha in programma a breve: la creazione di una Scuola del Panino Italiano, la definizione di un protocollo con le caratteristiche identificative del “Panino Italiano” in vista di una sua futura certificazione in Italia e nel mondo, protagonista indiscusso del panino, lo speck Alto Adige, leggermente affumicato e stagionato all’aria di montagna, e il pane nero. Si accompagna con buon bicchiere di vino, magari un Pinot nero o uno Schiava, vitigni tipici della zona. Gli ingredienti: 4 Vinschgerlen panino nero tipico, Speck Alto Adige , Formaggio Stelvio , Burro. Dividere il panino in due, spalmare uno strato sottile di burro e farcire a piacere con speck e due fette di formaggio. Scaldare il panino farcito nel forno a 200 gradi per 8-10 minuti finché diventa croccante. Una variante di questo panino allo speck prevede l’aggiunta di pomodoro oppure lattuga verde.