Si terrà martedì 1° maggio dalle 9.00 il 16° appuntamento della camminata sulle Balze nel comune di Terranuova Bracciolini che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della natura e di luoghi caratteristici del territorio Toscano. L’evento è a cura della Commart di Terranuova insieme al Comune e al CAI Valdarno superiore è ormai un appuntamento immancabile oltre che essere un esercizio fisico vantaggioso per tutte le età, è uno strumento che aiuta a creare nuove amicizie e passare una giornata indimenticabile. Il percorso che si snoderà da Terranuova verso la Valle dell’inferno, Ville alte, Borro delle Cave, Buca delle Fate, Montemarciano, Casa Giocoli e Villa Riposo prevede inoltre tre tappe di degustazione con prodotti e vini tipici del territorio
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Le bevande strane che puoi trovare
Dal Cheese Tea con formaggio spalmabile al vino con serpente incorporato, per arrivare fino al frullato di cannabis preparato in India. Ecco le proposte più curiose per un brindi all’orientale Quando si tratta di bevande curiose, che appartengano alla tradizione o che si tratti di esperimenti delle multinazionali, la testa di rivolge inevitabilmente a oriente. Cina, Giappone, India e company sono da sempre in grado di regalarci le più grandi sorprese nel bicchiere: e così, mentre continua l’avanzata anche in occidente del Bubble Tea, l’ormai noto tè made in Taiwan con perle di tapioca, c’è già chi vede nel Cheese Tea il prossimo trend a livello globale. Potrebbe sembrare uno scherzo. E di cattivo gusto, anche. Invece no: il cheese tea, che in Mandarino si chiama zhì shì chá, esiste davvero e piace a un crescente numero di persone. Si basa su un presupposto finora ignoto ai più, ossia sul fatto che il sapore del tè e quello del formaggio stiano bene insieme. Di certo non ci avevate mai pensato, Il tè con topping al formaggio ha fatto le sue prime apparizioni fra le bancarelle di Taiwan; in virtù dei diversi apprezzamenti ricevuti laggiù, ha poi preso la strada di Singapore, della Malesia e della Cina. Da quelle parti è parecchio conosciuto e apprezzato, da qualche tempo ha raggiunto gli States e si trova con una certa facilità soprattutto a New York e Los Angeles. Diciamolo subito, però: per quanto riguarda l’Europa e in particolar modo l’Italia, per adesso persistono parecchi dubbi circa la possibilità che il cheese tea possa risultare una proposta convincente. Ma nella vita tutto può succedere. Assurdo? Forse, ma non più di altre bevande davanti a cui un turista occidentale potrebbe ragionevolmente sgranare gli occhi. Tra cui, per esempio, il vino con serpente incorporato o il frullato di cannabis servito in India.
Acquistare una bottiglia di vino
La prima cosa da scegliere è il luogo giusto dove acquistarlo… Buona selezione, prezzi interessanti e sconti niente male. Una volta entrati nel negozio fate attenzione a beccare lo scaffale giusto. Potete infatti trovare diversi reparti dedicati al vino tipo quello con i vini “per cucinare” Prezzi stracciati, vini in cartone, dame da 5 litri…. Poi trovate lo scaffale “pregio”, spesso fatto in legno, con bottiglie rinomate e costose. Ci sono i vini francesi e gli italiani più famosi. I prezzi vanno dalle 20 in su… difficilmente troverete offerte e vi servirà un bel portafoglio gonfio per acquistare questi vini. In tal caso per gli acquisti “prestigiosi” meglio rivolgersi ad una enoteca. Per concludere c’è il terzo scaffale quello più grosso… é il vostro scaffale… dalle 3 alle 20 euro ci trovate un po’ di tutto… sono migliaia di bottiglie, è da li che dovete pescare il vostro jolly.Spiace dirlo, ma il vino è un prodotto, e in quanto tale, vale la stessa regola di tutti gli altri prodotti del supermercato. Nel 90% dei casi la qualità si paga. Diciamo quindi che il primo indicatore soprattutto per i non esperti per comprare un “buon” vino è il prezzo. Nello specifico, considerando i costi di produzione, il trasporto e i ricarichi vari, è preferibile ad eccezione di particolari offerte di non acquistare bottiglie sotto le 5 euro. Da li in su a voi la scelta. Su questa cifra trovate sicuramente vini validi. Tra le 5 e le 8 euro potete trovare “roba” buona ma con qualche rischio. Sotto le 5 euro siete ad altissimo rischio, il vostro vino da pasto ha ottime possibilità di essere declassato a vino “per cucinare”. Se avete 10 euro in tasca non fatevi fregare dalla voglia di portarvi a casa un vino rinomato come il Barolo, meglio investire la stessa cifra su una Barbera di media fascia, che sicuramente sarà una buona Barbera. Quindi a parità di costo meglio evitare il vino “rinomato” in versione economica e puntare su quello meno pregiato nella versione più costosa. Insomma meglio un Barbera figo che un Barolo scadente o un buon Chianti classico rispetto ad un Brunello di prima fascia. Lasciatevi pure attirare dalla veste grafica delle etichette. Per prima cosa evitate di acquistare bottiglie con etichette orrende in carta plastificata. Guarda caso, quasi sempre sono anche quelle più economiche. Se poi vi va di sfiga e dietro ad una bella etichetta c’è un pessimo vino, potete sempre consolarvi guardando la “scena che fa” la bottiglia sulla mensola. Dopo che avete scelto una bella etichetta… leggetela. Si sa che le informazioni sulle etichette delle bottiglie latitano. A parte le solite 4 righe descrittive rosso rubino, giallo paglierino, di corpo, ideale con il pesce ecc… possiamo trovare qualche informazione che può tornarci utile. Per prima cosa, se come non amate i vini mossi, fate attenzione quando acquistate il Gutturnio o la Barbera. Verificate che ci sia la dicitura “frizzante”, “vivace” o “fermo”, così evitate di ritrovarmi a tavola un bicchiere con due dita di spuma.
Festa del papà, idee regalo.
Il 19 marzo si avvicina: se quest’anno vuoi stupire il tuo papà con un regalo originale ecco alcune idee. Fai sapere al tuo papà quanto speciale sia, con un piccolo, originale pensiero che gli riempirà il cuore di gioia. Il tuo papà è un appassionato di vini? Le cassette da vino rendono ancor più speciali le bottiglie in esse contenute e assicurano l’effetto sorpresa sulla persona a cui facciamo questo omaggio. Una scatola in legno di faggio robusta, ben rifinita e richiudibile con gancio, è perfetta per proteggere una bottiglia d’annata da regalare in occasione di un evento importante. Se cerchi un’idea regalo personalizzabile, una cassetta di legno per bottiglia è perfetta: puoi scegliere la grafica e le parole da incidere, e dedicarle alla persona a cui è destinata. Se con un regalo vuoi comunicare un messaggio d’affetto al proprio papà perché non scegliere un set da giardiniere che evochi le vostre giornate all’aria aperta? Il calore del sole, e l’accoglienza delle cene tra amici ? E’ un oggetto che richiama alla mente proprio queste sensazioni… Lo riporterà con la mente ai momenti in cui ti insegna a prenderti cura di arbusti fiori e piante. Forse proprio per questo è un’idea regalo utile. Un’altra idea è qualcosa che portiamo sempre con noi: chiavi e portachiavi! Un portachiavi è un oggetto irrinunciabile e un’idea regalo perfetta se cerchi qualcosa di utile e che stia sempre con la persona a cui lo dedichi, sarà un regalo unico e adatto per molte occasioni. Un portachiavi è un regalo elegante per un uomo: sul cuoio puoi fare incidere, una dedica, la sua iniziale o una data importante. Un regalo pratico che potrà “indossare” con stile attaccandolo alla cintura per avere sempre a portata di mano le chiavi dell’ufficio o dell’auto.
Stappare una bottiglia in aereo
Cabin crew, please prepare for gate departure. E per stappare le bottiglie di vino in aereo, anche, così evitiamo disastri da bevande frizzanti. Concedersi un bicchiere di vino a bordo è uno dei piaceri che anticipano la vacanza una fuga d’amore o un momento di assoluto relax, il respiro dopo la stretta allo stomaco del decollo, il sorriso che riserviamo alle già sorridenti hostess cercando di non farle impazzire. Ma non tutti i vini sono uguali: a bordo di un aereo pressurizzato a 10mila metri di altezza, anche le papille gustative più fini di tutte vanno in tilt. Motivo? Altitudine ricircolo dell’aria poca umidità meno ossigeno nel sangue e minore percezione di ciò che è buono. Di conseguenza si modificano i sapori. Figuriamoci se un bicchiere di vino non si trasforma in mero, amarissimo succo d’uva scadente. Col rischio di rovinarsi non solo il palato ma pure la digestione, che in volo è già discretamente compromessa Eppure bere vino in aereo può essere piacevole con i vini che reggono le altezze e non diventano spiacevoli con l’altitudine. Con voli di durata da 1 a 2 ore, si ricercano vini con una buona struttura, ma non troppo complessi e che sviluppino subito le proprie peculiari caratteristiche; i tannini non dovrebbero essere troppo accentuati perché il palato nell’ambiente pressurizzato li percepisce in maniera accentuata rendendo l’esperienza meno piacevole”. Ci sono anche vini in aereo in grado di riservare sorprese, ma in linea generale è bene evitare i robusti rossi del Sud, o quelli molto invecchiati, che non offrirebbero al meglio il loro bouquet di profumi e sapori. È una questione di percezione del gusto in ambiente pressurizzato: “L’acido, il salato e il dolce sono gusti che in quota vengono percepiti ad un livello inferiore”. “Ok, quindi quale vino da bere in aereo è migliore e con quale unione di cibo? Via libera a vini non tannici che non interferiscono con il sonno delle papille gustative. In linea generale più sono vini giovani, meglio è: E se i vini rossi possono essere più ostici vista la naturale propensione alla robustezza, tra i vini bianchi si gioca più facile: lo Chardonnay è un po’ il jolly delle bevute in aereo, con i suo sapore acido, e può sostenere il confronto con l’alta quota. Quanto all’abbinamento vino-cibo in aereo, ricordatevi di scegliere menu da viaggio che siano ricchi di sapore così da non risultate insipidi. Evitate le salsine eccessive e il vostro brindisi non si trasformerà in un incubo digestivo.
Ottobre tempo di feste
Ottobre è tempo di vendemmia e di golosi prodotti della terra, come i funghi, i tartufi e le castagne. Proprio questi sapori sono i grandi protagonisti delle sagre gastronomiche più golose. Eccone alcune FESTA DELLA BAGNA CAUDA a Cuneo L’inizio dell’autunno è il momento ideale per gustare la “Bagna cauda”, un piatto tipicamente piemontese e strettamente legato al periodo della vendemmia, a base di aglio, olio extravergine d’oliva ed acciughe dissalate, ridotte in salsa dopo una lunga cottura. Oltre agli stand gastronomici ci sono giochi per ragazzi, serate danzanti, un grande mercato e il raduno dei camper Ci sono anche la camminata ecologica, la rassegna canina e la possibilità di fare una gita in elicottero per ammirare il fiume Po. PROFUMI DI MOSTO a Garda La riviera del Garda bresciano ospita, il tradizionale circuito eno gastronomico nelle cantine della Valtènesi: 21 aziende del comprensorio aprono le porte ad appassionati, visitatori e winelover di ogni età, per una domenica alla scoperta delle atmosfere suggestive dell’autunno gardesano. Le cantine partecipanti sono state suddivise in tre itinerari articolati fra le colline moreniche del Garda. Ogni cantina propone in degustazione i vini prodotti in prevalenza con uve del vitigno autoctono Groppello, dal Chiaretto ai rossi, abbinati a piatti della tradizione gastronomica bresciana FESTA D’AUTUNNO Abbadia San Salvatore Sapori genuini e tanti giochi di una volta attendono chi partecipa alla festa di Abbadia, avvolta dal profumo della vinaccia fresca, dei piatti a base di funghi e delle caldarroste. L’appuntamento tra bracieri accesi, cantine aperte e artigiani al lavoro nelle botteghe. Sono in programma visite guidate, ad esempio lungo percorso geologico di Bagni San Filippo, al Museo Multimediale o a quello Minerario. Chi ama gli spazi aperti può partecipare all’escursione naturalistica lungo il “Sentiero delle Sorgenti
Hotel con piscina Spettacolare
Una piscina scavata nel promontorio, con vista su tutta la Valdera fino al mare, solcando la campagna Toscana. Sopra c’è un curato giardino all’inglese, e al centro una villa del Settecento oggi mutata in elegante relais, con la chiesetta millenaria, tutt’ora consacrata. Ma non è finita , perché l’intera collina a metà strada tra Volterra e San Gimignano, fa parte di Borgo Pignano, proprietà del filantropo gallese Sir Michael Moritz, che nella sua proprietà toscana coltiva le tradizioni contadine, e produce con metodo biologico certificato grani, frutta e verdura, ulivi, vino rosso, miele, salumi di cinta senese, pane e pasta. Coltiva anche le arti nobili, e una delle residenze del borgo è destinata, 365 giorni all’anno, ad artisti in cerca ispirazione e un luogo per realizzare le proprie opere. Situato a oltre 500 metri sul livello del mare, Borgo Pignano regala alcuni tra i più spettacolari panorami della regione. Particolarmente fatata è la vista che si estende fino al Mediterraneo e, nei giorni più limpidi, fino alla Corsica. Borgo Pignano offre un’esperienza veramente unica, in un ambiente senza tempo, dove natura, arte, storia, eleganza e ospitalità si fondono naturalmente tra di loro.Un incantevole luogo da visitare.
Ristoranti dove si mangia….. in spiaggia
“Les Pieds dans l’Eau”, Questo è il nome che in Francia sta ad indicare la possibilità di mangiare quasi sulla sabbia, a un soffio dall’acqua del mare. Lungo le coste della nostra Penisola, dal versante tirrenico a quello adriatico, i luoghi per mangiare a un passo dalla battigia, per godere del cibo e della risacca. E poi magari fare una passeggiata a piedi nudi in riva al mare. Ecco 3 suggerimenti, ma se cercate ce ne sono davvero tanti dove si mangia divinamente e si sogna in riva al mare…. Il Vernazza Winexperience, a Vernazza alle Cinque Terre (Sp) nasce dalla passione dei titolari per il vino locale, che va a valorizzare una cucina marinara semplice ma raffinata Capo Nord è uno dei grandi classici della ristorazione dell’Isola d’Elba. Seduti ai tavoli a Marciana Marina si ammirano bellissimi tramonti, la luna che si specchia nel mare, le onde che si spengono nella spiaggia di ciottoli bianchi e si mangia ottimo pesce. A Meta di Sorrento, la Conca – in località Marina di Alimuri, è una delle poche trattorie di mare della costa Sorrentina si mangia sulla sabbia su tavolacci cui non interessa essere chic. Il repertorio è classico quanto di grande soddisfazione, dagli spaghetti con le alici alla In località Porto Frailis ad Arbatax ecco la Bitta, incantevole terrazza sul mare. Pescato e vini sardi la fanno da padrone.
Il gorgonzola abbinalo a…
Il Gorgonzola in realtà è stato chiamato così solo in tempi relativamente recenti; negli anni infatti, perlopiù si indicava come “stracchino di Gorgonzola” o “stracchino verde”, perché realizzato con il latte delle mungiture autunnali delle mucche che tornavano stracche dalle malghe e dagli alpeggi; solitamente la prima tappa di questa transumanza era proprio Gorgonzola e lì si realizzava questo formaggio dal gusto intenso e dai profumi inconfondibili. La personalità decisa di questo formaggio offre una tale varietà di gusti che influenzano, inevitabilmente, anche la scelta dei vini: dolce o piccante ? e tu per che tipo sei ? Il gorgonzola piccante richiede un vino rosso, ben strutturato, caldo e generoso, invecchiato: Barolo, Barbaresco, Chianti Classico Riserva, , Brunello di Montalcino, il gorgonzola dolce predilige vini, siano essi rossi o bianchi, caratterizzati da una certa morbidezza e sapidità, Ma si può abbinare anche a un bicchiere di birra L’abbinamento fra birra e formaggi trova il suo culmine nelle classiche birre d’abbazia belghe che si sposano felicemente con il gorgonzola: noto è l’abbinamento tra gorgonzola del tipo piccante e le birre trappiste per il tipo dolce ottimo è l’abbinamento con un birra bionda doppio malto. Notevoli gli abbinamenti con gli alimenti Chi non conosce il classico abbinamento con il mascarpone, magari con una guarnitura di noci. E poi frutta, verdura, marmellata, miele, mostarda, cioccolato… ma con quanti alimenti si accosta il gorgonzola? Ogni stagione ha il suo abbinamento: con le verdure crude (sedano, pomodorini, peperoni, ravanelli), o sulle insalate dopo aver creato una delicata salsa dressing. Quindi abbinato alle verdure cotte (patate, zucche, broccoli, zucchine).Con la frutta di stagione (fichi, pere, mele, kiwi, fragole) o con quella secca, ma soprattutto con le varie marmellate (confettura di agrumi), le mostarde di frutta mista o di castagne o fichi e con le salse di verdura (salsa di cipolla rossa), in particolare il gorgonzola piccante. Infine con il miele, preferito quello di acacia o millefiori.
Trasformare l’acqua in vino
È possibile trasformare l’acqua in vino? La risposta è sì. Nel Vangelo la trasformazione dell’acqua in vino viene descritta come un vero e proprio miracolo; tuttavia pare che due enologi di San Francisco abbiano sviluppato una tecnica molto complessa in grado di trasformare l’acqua in vino pregiato in soli 15 minuti, senza usare l’uva. Gli inventori di questo vero e proprio miracolo sono Mardonn Chua e Alec Lee, che hanno avuto la brillante idea durante una cena.I due enologi si trovavano all’interno di una enoteca di San Francisco ed hanno visto una bottiglia pregiata di Chardonnay, che come, tutti i vini pregiati, aveva un costo molto elevato. Non potendosi permettere di spendere una fortuna, i due enologi hanno pensato di creare una formula per trasformare l’acqua in vino pregiato. Grazie a degli studi chimici, sono partiti da una base di acqua, hanno aggiunto l’etanolo, considerato il componente principale delle bevande alcoliche, ed infine vari additivi per ricreare il sapore del vino.Chiaramente i primi esperimenti sono stati un flop, in quanto le bevande non somigliavano neanche lontanamente al vino; ma dopo vari tentativi, i due enologi sono riusciti ad ottenere dei buoni risultati, riuscendo addirittura ad imitare il Moscato d’Asti italiano. Per poter trasformare l’acqua in vino, gli enologi hanno aggiunto degli additivi basandosi su delle analisi chimiche che hanno effettuato sull’originale.La formula prevede che un litro di vino artificiale venga composto dall’85% di acqua, dal 13% di etanolo e dal 2% di additivi, che servono a conferire il sapore fruttato del vino. I due ricercatori hanno deciso di aprire una società che si occupa della vendita di repliche di vini pregiati; per il momento però, questa invenzione ha fatto storcere il naso a molti. Infatti, molti loro colleghi temono che questa tecnica possa essere utilizzata in malafede per falsificare i vini pregiati e venderli come originali.Inoltre alcuni sommelier, incuriositi da questa invenzione, hanno deciso di assaggiare le repliche dei vini per verificare la loro somiglianza con gli originali. Il loro parere, però, ha dato esito negativo, in quanto i sommelier sostengono che le repliche sono facilmente riconoscibili per via del loro sapore simile alla plastica. Nonostante ciò, Mardonn Chua e Alec Lee non si danno per vinti e sono convinti che con il tempo la replica dei vini diventerà un successo.