Stappare una bottiglia in aereo

Cabin crew, please prepare for gate departure. E per stappare le bottiglie di vino in aereo, anche, così evitiamo disastri da bevande frizzanti. Concedersi un bicchiere di vino a bordo è uno dei piaceri che anticipano la vacanza una fuga d’amore  o un momento di assoluto relax, il respiro dopo la stretta allo stomaco del decollo, il sorriso che riserviamo alle già sorridenti hostess cercando di non farle impazzire. Ma non tutti i vini sono uguali: a bordo di un aereo pressurizzato a 10mila metri di altezza, anche le papille gustative più fini di tutte vanno in tilt. Motivo? Altitudine  ricircolo dell’aria  poca umidità  meno ossigeno nel sangue e minore percezione di ciò che è buono. Di conseguenza si modificano i sapori. Figuriamoci se un bicchiere di vino non si trasforma in mero, amarissimo succo d’uva scadente. Col rischio di rovinarsi non solo il palato ma pure la digestione, che in volo è già discretamente compromessa Eppure bere vino in aereo può essere piacevole con i vini che reggono le altezze e non diventano spiacevoli con l’altitudine. Con voli di durata da 1 a 2 ore, si ricercano vini con una buona struttura, ma non troppo complessi e che sviluppino subito le proprie peculiari caratteristiche; i tannini non dovrebbero essere troppo accentuati perché il palato nell’ambiente pressurizzato li percepisce in maniera accentuata rendendo l’esperienza meno piacevole”. Ci sono anche vini in aereo in grado di riservare sorprese, ma in linea generale è bene evitare i robusti rossi del Sud, o quelli molto invecchiati, che non offrirebbero al meglio il loro bouquet di profumi e sapori. È  una questione di percezione del gusto in ambiente pressurizzato: “L’acido, il salato e il dolce sono gusti che in quota vengono percepiti ad un livello inferiore”. “Ok, quindi quale vino da bere in aereo è migliore e con quale unione di cibo? Via libera a vini non tannici che non interferiscono con il sonno delle papille gustative. In linea generale più sono vini giovani, meglio è: E se i vini rossi possono essere più ostici vista la naturale propensione alla robustezza, tra i vini bianchi si gioca più facile: lo Chardonnay è un po’ il jolly delle bevute in aereo, con i suo sapore acido, e può sostenere il confronto con l’alta quota. Quanto all’abbinamento vino-cibo in aereo, ricordatevi di scegliere menu da viaggio che siano ricchi di sapore così da non risultate insipidi. Evitate le salsine eccessive e il vostro brindisi non si trasformerà in un incubo digestivo.

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