Questo piatto è popolare nella cucina francese e in altre tradizioni culinarie in tutto il mondo. È il preferito di coloro che apprezzano la freschezza e la consistenza degli ingredienti crudi combinati con sapori decisi. La tartara, , è una preparazione a base di carne cruda, solitamente bovina, triturata finemente e condita con una varietà di ingredienti che possono includere cipolla: la quale aggiunge un tocco di piccantezza e aromaticità capperi conferiscono un sapore salato e leggermente amaro. Tuorlo d’uovo crudo: Lega gli ingredienti e aggiunge cremosità. Mostarda Porta una nota agrodolce. Salsa Worcestershire: aggiunge un sapore e una leggera nota piccante. Sale e pepe: Insaporiscono la carne. Olio extravergine d’oliva: lega gli ingredienti e aggiunge sapore. La tartara è un piatto molto versatile che può essere servito come antipasto, secondo o anche come piatto unico. Si sposa bene con diverse guarnizioni, come crostini di pane, patatine fritte o insalata.
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Gustoso e leggero
Due fette di pane croccante racchiudono triangoli di avocado e uova sode a spicchi, per un piatto semplice e gustoso. Se state pensando di organizzare un aperitivo a casa vostra, dovete ad ogni costo inserire nel menu questi French toast con avocado, uova e scaglie di parmigiano Una ricetta facile e veloce da realizzare, pronta in poco più di trenta minuti e dal successo assicurato. Potete servire questi toast anche come pranzo leggero, magari accompagnati da un’insalata, o come stuzzichini per una cena tra amici. In questa ricetta c’è l’amato avocado, molto versatile in cucina .Potrete anche provarlo in versione Guacamole, tipica salsa messicana, ma anche come ripieno, come nella ricetta dell’Avocado con uova e pancetta o in fresche insalate, come l’Insalata pomelo e avocado. Ecco la ricetta per iniziate a preparare i french toast imburrate entrambi i lati delle fette di pane. Abbrustolitele in una padella antiaderente per circa 2 minuti su ogni lato. Intanto mettete a cuocere le uova per 8 minuti. Tagliatele a spicchi e tenetele da parte. Tagliateli in due per il senso della lunghezza, gli avocado, togliete il nocciolo e sbucciateli. Lavorate metà polpa in una ciotola con una forchetta e unite il succo di lime, olio extravergine d’oliva, sale e pepe nero finché non otterrete una crema omogenea. Componete i french toast facendo un primo strato di crema di avocado, adagiate sopra i triangolino di avocado precedentemente tagliati gli spicchi di uovo sodo, le scaglie di parmigiano, una macinata di pepe nero. Servite e buon appetito
Un tuffo nel passato
Spumoso e vellutato, ci fa fare un tuffo indietro con gli anni ci accompagna nei ricordi della nonna che preparava l’uovo sbattuto per merenda, e da li ritorna il fascino del “fatto al momento” in tutta la sua delicatezza: la sua storia incantevole, la ricetta originale e la soluzione dei 3 passaggi cruciali per imparare come fare lo zabaione. Quali che siano le sue origini, questa crema, considerata rinvigorente, oltre che deliziosa, si diffuse in tutta l’Europa, si preparava con “alcool” diversi Moscato, Porto, Marsala, e arrivò nelle grandi guide di cucina. In casa, per usanza e tradizione, si usa il mezzo guscio di uovo come misura per il vino e il Marsala: è più prudente, tuttavia, dosare precisamente le quantità, perché il rapporto tra tuorli e vino cambia il risultato: di più rende difficile montare la crema, di meno produce una consistenza molto spumosa, diversa dalla ricetta classica. Ecco la ricetta 120 g zucchero semolato ,100 g vino bianco secco ,100 g Marsala secco 4 tuorli Sbattete i tuorli con lo zucchero in un recipiente con il fondo stondato, dotato di manico; unite il vino e il Marsala e mescolateli con la frusta. Spostate il recipiente su un bagnomaria caldo, con l’acqua sotto il bollore. Cuocete il composto montandolo energicamente con la frusta per 7-10 minuti, finché non sarà soffice, chiaro e ben spumoso servitelo in delle ciotoline magari accompagnato da dei deliziosi biscottini
Le uova di Pasqua
Una forma perfetta che racchiude una nuova vita: l’uovo è un simbolo importante della Pasqua, e lo ritroviamo in svariate forme, da quello di gallina a quello di cioccolato, dalle uova verniciate a quelle preziose con decorazioni in oro. Regalare uova di cioccolato a Pasqua è una delle tradizioni più dolci e più amate e rappresenta un’usanza dalle antichissime origini che si è ormai diffusa nella cultura occidentale. Già nel Mondo Antico, l’uovo era considerato come un oggetto sacro e dal forte significato evocativo, in quanto custode di una nuova vita. La scelta di regalare un proprio uovo non è marginale. Fin dall’antichità questo alimento ha ricoperto un valore rappresentativo enorme. In alcune culture Terra e Cielo, congiungendosi, formavano proprio un uovo, simbolo di vita. Per gli antichi Egizi l’uovo era invece l’origine di tutto e il fulcro dei quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco. Dato che in Primavera la natura rinasce, i Persiani amavano poi regalarsi proprio delle uova, simbolo di nuova vita.
La Domenica delle palme
La Domenica delle Palme è una delle più importanti feste del calendario liturgico cristiano, celebrata in tutto il mondo. Ci ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, quando la folla lo elogiò con rami di palme. Questa ultima domenica prima di Pasqua introduce la Settimana Santa, la quale termina con il sacrificio di Cristo per espiare tutti i peccati del mondo.
Fritto che passione
Cosa c’è di più sfizioso e appagante che qualcosa di fritto, cucinato a regola d’arte? Carne di ogni tipo, accompagnata da verdure avvolte da una pastella croccante, ideali per un antipasto o da usare come contorno. Abbiamo curiosato però e trovato una ricetta dal sapore orientale.Questa ricetta, è adatta anche a chi è intollerante al glutine, oltre che, ovviamente, ai vegetariani. Ingredienti: una patata, una carota, una cipolla rossa, un cavolfiore, 250 g. di farina di ceci e 50 di farina di riso, un pizzico di lievito in polvere, un peperoncino fresco, qualche spezia esempio coriandolo curry acqua frizzante, olio di semi. Tagliare le verdure a fettine e cuocerle per 5 minuti in acqua bollente salata. Preparare la cipolla ad anelli. Setacciare le farine e aggiungere lievito, peperoncino, coriandolo e curry, il sale e acqua frizzante fredda. Mescolare con una frusta fino a ottenere una pastella. Scaldare l’olio di semi in una padella e immergere le verdure. Sgocciolare con un mestolo forato e raffreddare su carta assorbente.Prima di servire: mettere in un piattino accompagnata da un cucchiaio di purea di frutti esotici mango, papaya o ananas frullati, oppure da un cucchiaio di yogurt greco mescolato con erba cipollina, oppure da yogurt intero diluito in acqua e aromatizzato alla curcuma.
Minime, intelligenti e confortevoli
Seppur dalle dimensioni ridotte all’essenziale, con incastri degni di campioni di Tetris, con sedie, letti e tavoli che appaiono e scompaiono, le piccolissime abitazione sono tecnologiche e dotate di ogni comfort. Rispettose dell’ambiente, di case minuscole se ne incontrano in ogni angolo del mondo. Dismessi scuolabus, container abbandonati, rimorchi riciclati. Case con le ruote che si spostano da un luogo all’altro. Abitazioni-uovo che galleggiano sull’acqua, scatole tipo matrioske russe che contengono letti, sedie, tavoli. Insomma non c’è limite alla fantasia di chi crea queste “casa bomboniera”. Due sono le caratteristiche principali che non mancano mai: l’attenzione per l’ambiente e la necessità di poter attrezzare le mini case con ogni comfort possibile. Un’opportunità importate per poter fronteggiare casi d’emergenza e necessità.
Friggere
La frittura è uno dei metodi di cottura capace di rendere invitante e appetitosa qualsiasi pietanza ma, proprio per le alte temperatura che l’olio raggiunge, è di primaria importanza fare una scelta attenta e scrupolosa. L’olio sbagliato mette a rischio la nostra salute e il sapore dei nostri cibi. Il primo fattore che può guidarci nella scelta dell’olio più adatto alla frittura è quello che in gergo tecnico viene definito il punto di fumo dell’olio, ovvero quando per la chimica avviene la fusione e una sostanza liquida inizia ad evaporare. Nel caso specifico dell’olio ci troviamo di fronte a molecole complesse, e non semplici come quelle dell’acqua, che l’alta temperatura può dirittura trasformare in elementi cancerogeni pericolosi per la nostra salute. Quando l’olio raggiunge il punto di fumo si verifica, oltre ad una perdita di valori nutritivi, la formazione di sostanze nocive come l’acreolina, un vero e proprio veleno per il fegato e fuoco allo stato puro per la mucosa gastrica. Per questo motivo è importante optare per un olio che abbia un elevato punto di fumo in modo che sia quasi impossibile raggiungerlo durante la frittura’olio di girasole e quello di soia iniziano a fondersi a 130 gradi centigradi, l’olio di mais ha il suo punto di fumo a 160°, l’olio di arachidi a 180°, l‘olio extravergine di oliva 210°, mentre l’olio di palma raffinato batterebbe tutti con i suoi 240° ma non è considerato adatto per altre controindicazioni. Bisogna tener conto che per un fritto che sia buono quanto sano non bisogna mai friggere a una temperatura inferiore a 160 e superiore a 180 gradi. Per questo motivo l’olio di arachidi e quello extravergine di oliva sono sicuramente i più adatti per friggere. Dipende anche da che cosa si desidera friggere: se l’ingrediente è qualcosa che si cuoce velocemente si può anche usare un olio con un punto di fumo più basso. Indipendentemente da quale sia l’origine vegetale dell’olio che abbiamo destinato alla nostra frittura è però essenziale che sia di qualità: mai risparmiare sull’olio per friggere proprio come non lo fate per l’olio utilizzato per condire. Con un olio di qualità e nella giusta quantità potrete gustarvi il vostro fritto in tutta serenità.
Decidere con razionalità
Chi è convinto che ogni decisione umana sia frutto di un ragionamento razionale deve ricredersi. Con due esempi lo psicoterapeuta Brasini comprova che in alcuni casi siamo più sensibili alle perdite che ai mancati guadagni. «Tra un uovo subito e una gallina domani, infatti, molti sceglierebbero l’uovo. Ma tra un uovo tra un anno e una gallina tra un anno e una settimana quasi tutti sceglierebbero la gallina, eppure si tratta sempre di una settimana in più di attesa», dice. E ancora: «Se ho pagato 50 euro per un biglietto di uno spettacolo e mi accorgo di aver perso il biglietto mentre sto entrando a un concerto, potrei decidere di non comprarne un altro. Se invece lungo il tragitto mi accorgo di aver perso una banconota da 50 euro e non ho ancora comprato il biglietto, probabilmente lo acquisterò. Quindi non accetto di spendere 1000 euro per pagare due volte la stessa cosa, ma accetto di tornare a casa con 50 euro in meno se compro un solo biglietto».
Fritto si fritto no
Frittura sì, frittura no: il dilemma di tutti i golosi che vogliono far attenzione alla linea. Croce e delizia dei buongustai, bistrattata da molti esperti dell’alimentazione, questa modalità di cottura ha una storia lunga e travagliata, fatta di influenze e cambiamenti. Le sue origini risalgono a ben 2500 anni fa, in Egitto. Fu proprio la patria della Sfinge e dei faraoni, infatti, a darle risalto. Il suo successo, però, arrivò dopo, nella terra della multiculturalità Roma. Qui la frittura divenne il metodo privilegiato per la cottura degli alimenti, i cibi che venivano presentati durante i ricchi banchetti erano fritti in olio di oliva o strutto. E non solo: quello che era considerato lo street food dell’epoca era costituito soprattutto da fritti. Le numerose botteghe di friggitorie erano luogo privilegiato per i viaggiatori e per le persone appartenenti alle classi più facoltoise. La frittura è famosa in tutto il mondo ed ogni Paese conserva una tradizione legata ad essa, ma, negli ultimi anni, col diffondersi di numerose tendenze salutiste, è stata spesso messa da parte poiché considerata dannosa per la salute Se realizzata in modo corretto, nonostante lo shock termico subito dall’alimento sulla parte superficiale, ha la capacità di preservare al massimo i nutrienti interni provocando un’alterazione minore rispetto alle altre modalità di cottura.Per riconoscere un buon fritto bisogna vedere l’interno, che deve presentare ancora una traccia di umidità. In ogni caso per ottenere un buon fritto bisogna usare olio extravergine di oliva e fare attenzione che la temperatura sia elevata, ma sempre al di sotto del punto di fumo. L’intensità del processo ossidativo viene contrastata dalla presenza di sostanze antiossidanti, di cui l’olio extravergine di oliva è ricco. Queste sostanze antiossidanti, oltre ad avere effetti benefici, spiegano la stabilità dell’olio d’oliva e la resistenza al calore, in modo specifico alla frittura. Il fritto ha anche un’azione dimagrante che si realizza grazie allo stimolo che esercita sulla funzione epatica e colecistica, con rilascio della bile nell’intestino. La bile contiene sali biliari, indispensabili per corretto funzionamento dei processi di digestione e assimilazione. In assenza di una buona funzionalità biliare si riduce la velocità di transito intestinale e sarà più difficile dimagrire, perché si verifica un rallentamento metabolico. Inoltre il fritto riduce l’aumento della glicemia nel sangue, e quindi la liberazione dell’insulina.





