In amore vince chi…fugge ?

In amore vince chi fugge (ancora?) forse è una delle frasi più tipiche riguardo all’amore e in tanti credono che sia veramente così. Ce l’avranno raccontata un milione di volte. Ma in amore non sempre chi è restio alla fine avrà la meglio. Fuggire non è sempre la cosa migliore da fare: cerchiamo di scoprire il perché. Tanto per cominciare chi scappa è perché chiaramente ha paura della vita, e in questo caso dell’amore. Chi lo fa dunque non è migliore o peggiore di chi “resta”, semplicemente non ha il suo coraggio. Per chi fugge questo modo di fare è un po’ come quello del cane che si morde la coda, perché la paura di impegnarsi con qualcuno scaturisce dal fatto che si pensa che il problema sia all’esterno, quando invece è una cosa assolutamente interna e da ricercare in noi stessi.Chi fugge mente al partner e a se stesso, inoltre adduce scuse ridicole, assenze frequenti e comportamenti ai limiti dell’assurdo e contrariamente a quanto si pensi lo fanno tanto le donne quanto gli uomini. C’è chi fugge perché avverte il bisogno di farsi desiderare, ma è una necessità irriflessiva che può invece rendervi prigionieri, facendovi rimanere bloccati sempre allo stesso punto e rendendo impossibile trovare l’amore. La paura di impegnarsi emotivamente rende vuoti dentro, ed è un vuoto che si può colmare soltanto guardandosi dentro. C’è chi fugge perché sogna un amore impossibile: in quel caso allora dovrebbe sapere che sofferenza, dolore e delusione sono là dietro l’angolo. Non ne vale la pena, ma rendersene conto non è certo una cosa facile. L‘amore non ha regole, solo l’amore. Non ha senso, in un rapporto, parlare di vincitori e vinti, preferibilmente di persone che la pensano allo stesso modo e che decidono di condividere o meno la vita con un’altra persona.

Un amore ……per sempre

Un amore per sempre, l’amore per tutta la vita, l’amore eterno. Sembrano frasi da poesia o da film, ma sono davvero realiste o stiamo parlando di pura fantasia? Certamente non è facile riuscire a credere a una cosa del genere al giorno d’oggi, dove le coppie che scoppiano sono infinite e la percentuale di matrimoni che falliscono rischia di superare quelli che invece riescono a durare nel tempo, in barba a ciò che mostrano i film sul grande schermo o a quello che tante canzoni sembrano raccontarci ogni volta che accendiamo la radio.E allora? Beh, ci sono persone che sanno amare in modo insito, quasi naturale. Questo è un vero e proprio dono, come saper creare musica, scrivere poesie o avere un istintivo senso dell’orientamento. Quindi coloro che hanno questa capacità speciale, che potremmo definire un misto di intuizione, fede e puro mistero, sono tanto pochi quanto da apprezzare. Noi invece non possiamo fare altro che provare a imparare.Si dice che l’amore eterno è come una lotteria, una lotteria che tutti noi speriamo di vincere, ma senza comprare i biglietti. Sembra bello sulla carta trovare un amore incondizionato che ci si dedichi totalmente solamente per il nostro bel visino. Ma al momento della verità, sono rari coloro che ottengono un tale tesoro senza investire tempo, capacità, dedizione e fatica. Se così fosse, i confini tra un amore eterno o essere in eterno infelici con una lunga serie di cuori spezzati lasciati alle spalle, sono sfocati. Se una relazione che duri per sempre richiede uno sforzo, fino a che punto devi cercare di forzare te stessa fino allo sfinimento? La risposta puoi trovarla solamente dentro di te.

 

Scacco matto al re….sfuggire per vincere

L’amore è proprio come una partita di scacchi. Chi sa giocare meglio, grazie ad abilità ed astuzia, può vincere. E si sa che in amore vince sempre chi fugge. Allora, come tenerlo sulla corda, se è lui quello che volete portare a casa? Scacco matto dritto al suo cuore.Tra una pennellata di mascara e un filo di eyerliner , pensate a quale strategia adottare. Anche se sapete benissimo, che è lui, al momento a tenervi in pugno. Perché, vi manca. La sua assenza si percepisce quando siete a cena fuori con gli altri amici, oppure in palestra, o in ufficio. Lui è tutto quello che cercate in uomo: sensualità, dolcezza, amore e sicurezza. Ed anche quel pizzico di pazzia che non guasta.E lui sfugge. Impegni dell’ultimo minuto lo portano spesso fuori città e le sue presenze sono sempre meno rispetto alle sue assenze. Ma quando siete insieme, nessuno può entrare nei vostri discorsi, parlate sempre, vi scrivete spesso, c’è alchimia.Ma, come vi è stato consigliato dalle vostre amiche, adesso è venuto il momento di sfoderare la vostra astuzia ed capacità. E per farlo dovrete essere voi quelle sfuggenti e poco presenti. Vi costerà non vederlo o sentirlo qualche volta, ma se lui ricambia noterà la vostra assenza e vi cercherà. Perché in amore vince sempre chi fugge. Tenerlo sulla corda: questa è la regola. Quindi se vi chiama non rispondente subito o sempre. Idem se vi invia sms. Se sapete che sarà presente ad una cena, andate ma sedetevi lontano, parlate con altre persone ed andate a fumare senza di lui. Come se fosse naturale.Noterà la vostra assenza. E se proprio volete giocare d’astuzia, per tenerlo maggiormente sulla corda, inventante una scusa dell’ultimo minuto e mancate all’aperitivo con gli amici. Lui, noterà di nuovo la vostra assenza, e sospetterà, come fareste voi del resto. Vi cercherà appena possibile e vi farà notare sicuramente la vostra assenza e, questa volta, vi chiederà di essere presenti a cena. Ma solo per voi due. Scacco matto al re!

Calo della passione nel rapporto di coppia… è normale

Il calo della passione in una coppia è allo stesso tempo uno dei fenomeni più temuti ma anche più frequenti. Ci si ritrova così: insieme da poco tempo ma comunque alle prese con una forte calo della libido. E allora, scatta il panico. Si comincia a guardare il partner con sospetto e la paura di aver sbagliato tutto si fa più forte. Sul tema però interviene la dott.ssa Rachel che difende i più ansiosi e preoccupati. ‘Crediamo davvero di poter avere una relazione monogama per 50 anni e avere la stessa passione di sempre con il partner? Non credo proprio’. Così ha rivelato l’esperta a Business Insider.Secondo la specialista la passione dura circa 18 mesi dopo il primo appuntamento. Niente paura quindi. Sentire un calo della libido è assolutamente normale. Respirate se sta succedendo anche a voi.Ciò che può fare la differenza è come la coppia affronta questo problema. Secondo l’esperta la maggior parte delle persone pensa che la passione debba essere lì come qualcosa di scontato e incontrastabile. Al contrario, spiega, essa va creata di volta in volta. Di situazione, in situazione, di anno in anno.Dal punto di vista pratico la Sussman si raccomanda di programmare il sesso sul calendario. Secondo la specialista la misura aiuterebbe le coppie molto impegnate o con dei figli, o con orari diversi sull’ora di andare a letto.Questa misura sembra troppo cervellotica a tanti, ma in realtà proprio pianificare un incontro consente di lasciare spazio all’immaginario dell’attesa. Così, sapendo di poter organizzare gli impegni in funzione di quel momento, si riuscirà a viverlo con migliore libertà. Ancora, un ultimo consiglio: aspettare. Secondo numerosi studi il momento più propizio per il sesso in una coppia è quando i figli sono grandi e vanno via di casa. Lì sì che la musica cambia.

L’amore per sempre non è impossibile

L’amore “per sempre” non è impossibile. E ci può essere. Ma sempre più spesso le coppie attraversano crisi che possono provocarne la fine. Eppure, anche in questi casi, l’amore, quello che c’è stato, conta. E si dimostra positivo anche quando c’è da mettere un punto. Risolutivamente. Per farlo con bontà e altruismo.In alcune precedenti ricerche si era già parlato dell’incapacità di porre fine a un rapporto a causa di motivazioni egoistiche. E quindi, ad esempio, l’amore non si chiude per paura di rimanere soli. O per difficoltà economiche. O per alcune questioni legate alla famiglia e agli amici. Ad ogni modo, l’”io” prevale. Pochi giorni fa, invece, una nuova rivelazione. Un team di ricercatori canadesi e statunitensi ha da poco scoperto, infatti, che anche l’altruismo è apprezzabile. E che, in qualche modo, influenza il nostro agire in amore. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Personality, ha sottolineato che anche i bisogni del partner vengono considerati anche alla fine del sentimento. E valutati attentamente.Non si sa perché prevalga questa bontà d’animo: “è qualcosa pro-sociale”Per giungere a queste conclusioni, gli esperti dell’Università dello Utah hanno realizzato due studi differenti. Nel primo sono state monitorate 1.500 persone per dieci settimane. Nel secondo, invece, hanno osservato 500 partecipanti prossimi alla rottura della relazione. Ebbene, secondo Samantha Joel, “Quando le persone percepivano che il partner era fortemente coinvolto emotivamente nella relazione, erano meno propensi a sospendere il rapporto”.In altre parole, si ha paura che l’altro soffra. Arrivando così a sopravvalutare l’emozione dell’altro. “In generale non vogliamo danneggiare i nostri partner e ci preoccupiamo della loro sofferenza”, commenta Joel. Ciò serve a dimostrare che “ci si prende cura dell’altro e ci si preoccupa del partner e dei suoi sentimenti”. E conclude: “Non ci sono valide spiegazioni sul motivo per cui c’è questa attenzione. E’ qualcosa pro-sociale”.

Il controllo è spesso insicurezza

ll controllo è un modo di manifestare insicurezza.  Avere bisogno di sorvegliare continuamente l’altra persona, significa che non si ripone abbastanza fiducia in lui/lei o che semplicemente si ha paura, inconsciamente, che l’altro si allontani .Far parte di una coppia e quindi dover rispettare alcune “regole”, come l’essere fedeli, non significa dover tagliare le ali al proprio partner.Se la nostra intenzione è trasferirci per un altro lavoro inseguire i nostri sogni, anche se sarà complicato da accettare o organizzare, nessuno potrà o dovrà impedircelo. La rinuncia o la scelta di favorire è impegnarsi perché la relazione continui. Quando si è coinvolti risulta più complicato, dal momento  che si tende a pensare di star facendo “ di una mosca un elefante”. Ma è proprio ciò di cui cercano di convincervi le persone che vi controllano. Probabilmente Sara, accanto a Luca, si sente speciale. Lei è la sua principessa, la cosa migliore che gli sia capitata, è unica e insostituibile. E, proprio per questo, lui crede di avere il diritto di decidere sulla sua vita e lei, inconsciamente, si lascia controllare.Lascia che lui abbia il coltello dalla parte del manico sul fatto che lei che possa uscire o non uscire con chi le pare, non rispondere subito al telefono se non vuole, che non debba passare per forza le domeniche con la sua famiglia o fare tutti i viaggi insieme. Di sicuro lei si sente protetta e al centro del suo mondo. Ma a lungo andare può diventare segno di avere a che fare con una personalità manipolatrice. Ricordate sempre: siete gli unici padroni della vostra vita. E i vostri partner dovrebbero essere i vostri più grandi alleati, non certo i primi ad affossarvi, e più vi capiranno

 

L’amore non è bello se non è litigarello

L’amore non è bello se non è litigarello? E’ lo psicologo britannico Glenn Wilson ha smontare l’idea della coppia messa in musica da Jimmy Fontana, addirittura mettendo a punto il cosiddetto “Quoziente di compatibilità” (Qc). Per Glenn Wilson, che ha standardizzato il test Qc lavorando su un campione di oltre 2.000 persone, e in seguito validandolo su campioni composti da coppie, il “successo di una relazione” è dovuto principalmente alla similarità dei due amanti. I litigi non servono a niente, se non a sfasciare la coppia, e quindi cade anche il mito che vuole gli opposti attrarsi. Niente di più falso, stando al test del “Quoziente di compatibilità”, che evidenzia come invece le relazioni non solo più durature ma anche in maggior misura appaganti riescono quando la coppia nutre gli stessi interessi. Questo naturalmente non vuole dire “essere uguali” ma forse solo essere “complementari”, come le classiche due metà di una stessa mela. Se una coppia, in effetti, non condivide le stesse passioni e le stesse idee, difficilmente, principalmente alla lunga, potrà reggere. Al massimo potrà sopportarsi. D’altronde, la storia è piena di esempi di illustri successi compiuti perché in coppia, come le scoperte dei coniugi Curie, Pierre e Marie, o degli Schliemann, Heinrich e della sua seconda moglie Sophia, perché forse la prima non era così appassionata di archeologia. Se fosse stato disponibile prima il “Quoziente di compatibilità” chissà se Schliemann avrebbe scoperto prima il famoso Tesoro di Priamo.