Cosa fare per Pasquetta

La Toscana non richiede una grande di presentazione: il suo fascino è famoso. Infatti, la Toscana si conferma la meta preferita dagli Italiani e dai turisti di tutto il Mondo. Visitare la Toscana è un’esperienza unica, da inserire nella propria lista di cose da fare almeno una volta nella vita. La Toscana ha una grande ricchezza storica, artistica, culturale ed eno gastronomica. In Toscana il diario di viaggio è facile da organizzare, ci sono una moltitudine di cose da vedere e da fare, nonché una lunga lista di posti belli da visitare. La scelta di cosa visitare in Toscana non è quindi delle più semplici: città d’arte o borghi medievali? Mare o campagna? Piazze, monumenti, musei e chiese, o bellezze e tesori naturali? Visitare il Chianti e nello specifico il Chianti Classico può essere la soluzione ideale per riuscire nell’impresa. Non tutti sanno che la zona del Chianti è ricca di Castelli e antichi manieri ancora visitabili. Oltre alla visita dei castelli, l’attività a cui non rinunciare in Chianti è quella di un wine tour: si potranno degustare i prestigiosi vini del territorio e scoprire le cantine che li realizzano. C’è perfino la possibilità di scegliere il tour Picnic nel quale la famiglia sarà libera di rilassarsi, in totale autonomia, in alcune aree selezionate all’interno dei vigneti

Il “cacio” è Toscano…..

Oggi come ieri, il formaggio è parte integrante della tradizione alimentare Toscana. Il pecorino è addirittura divenuto una Dop, usata per esportare in tutto il mondo una conoscenza casearia antica e un sapore inconfondibile. Ottenuto dal latte intero unicamente di pecora, il pecorino è un formaggio a pasta tenera o semidura conosciuto da tutti gli amanti dei formaggi per la sua fragranza, il sapore acceso e ben definito che varia al variare delle zone di produzione e della stagionatura. Si va dunque dal pecorino Toscano fresco, dal gusto delicato e dolce, a uno più stagionato, dal sapore più impegnativo ed accentuato, per arrivare infine al pecorino lungamente stagionato a pasta dura e il sapore deciso che viene solitamente abbinato ai gusti dolci, come il miele, le marmellate, le composte. In Toscana, il pecorino ha origini antiche, gli Etruschi praticavano la pastorizia, sui prati dove ancora oggi pascolano le pecore dei moderni allevamenti. Un suggerimento per l’approssimassi delle feste e dei ponti di questa primavera, potrebbe essere quello di recarsi a degustare questo prezioso prodotto, direttamente nei meravigliosi agriturismi o direttamente dai produttori, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino Chianti.

 

Un pecorino che fa parte della storia

Che le crete Senesi e, più in generale, tutta la zona del sud della provincia di Siena che tra colline file di cipressi e tornanti di strade bianche si snoda fino alla Valdorcia , sia una delle patrie del formaggio  Italiano non è certo storia nuova. Il pecorino delle Crete Senesi risalirebbe al periodo Neolitico come sembrano dimostrare dei recipienti per la lavorazione del latte rinvenuti in un villaggio nei pressi di Pienza. Il formaggio delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti del Seicento, ed è facile trovare ancor oggi fattorie che si tramandano l’arte della caseificazione di padre in figlio, dove il latte proviene da allevamenti selezionati, e gli animali sono alimentati al pascolo su prati e erbai, ricorrendo all’integrazione con fieni e mangimi prodotti in azienda, e da qui escono deliziosi formaggi freschissimi, oltre chiaramente a formaggi stagionati e semi stagionati aromatizzati e affinati, tutti accuratamente prodotti secondo la regola artigianale per portare a tavola o seduti in un verde prato a fare un pic-nic un lieve sensore di storia

“Tre aprilante quaranta dì durante”

Recita così un popolare proverbio toscano, che serviva principalmente agli agricoltori per capire qual era il tempo più idoneo per la semina e i raccolti. Se piove il tre aprile, piove per ancora quaranta giorni. E per il tempo stabile se ne parla solo a metà maggio. Magari con un passaggio repentino dai vestiti invernali a quelli estivi. Come è successo ad esempio l’anno scorso, quando a Firenze il 3 aprile piovve tutta la giornata. Oggi invece il tempo dovrebbe reggere tra il sereno e poco nuvoloso in tutta la regione Toscana. Dovrebbe essere così anche domani specie nella mattinata, con cielo tendente a coprirsi nel pomeriggio. C’era sempre una postilla del proverbio, certamente aggiunta dai meteorologi del tempo: “Terzo aprilante quaranta dì durante, ma se il quarto ’un acconsente il terzo ’un conta niente”. Aspettiamo quindi qualche giorno prima di sperare in un aprile degno del suo nome e del primo sole di primavera.

 

L’ora della terra stasera alle 20:30

Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza. Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. E in Italia? Quest’anno sono oltre 400 i comuni coinvolti: centinaia di palazzi istituzionali, edifici e monumenti verranno spenti per un’ora per ricordare a tutti che quella contro i cambiamenti climatici è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere! A Roma ci sarà l’evento principale sarà al museo delle Arti, ma in quello stesso momento, altri monumenti iconici del nostro Paese verranno spenti Sempre a Roma, a luci spente per il pianeta, ci saranno anche il Colosseo e la Basilica di San Pietro. In Toscana a Firenze al Piazzale Michelangelo, ore 20,30, sarà allestito un Osservatorio della volta celeste condotto dagli astronomi di Arcetri che, in collaborazione con l’Associazione Astronomica Amici di Arcetri, metteranno a disposizione dei visitatori i loro telescopi. Sempre al piazzale sono in programma una Milonga a lume di candela in collaborazione con la scuola di ballo Passion de Tango e un Punto di ristoro equosolidale in collaborazione con Il Villaggio dei Popoli e Altromercato Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

 

Gita…vi stupirà!

Stanchi di trascinarvi la spesa dal supermercato a casa? Non ne potete più di andare a scuola con quintali di libri e quaderni nello zaino? La soluzione ai vostri problemi si chiama Gita e l’ha trovata la Piaggio, sì proprio quella della Vespa, Gita è una via di mezzo tra un trolley, un carrello e un robot: dotata di motore elettrico e di diversi sensori è in grado di muoversi in completa autonomia seguendo il proprietario con la stessa agilità di un essere umano. Può trasportare carichi fino a 20 kg e raggiunge la rispettabile velocità di 35 km/h, più che sufficienti per riuscire a seguirvi anche se siete in bicicletta. Il cuore tecnologico di Gita è il suo sistema di navigazione: il robot è infatti in grado di creare un modello 3D dell’ambiente in cui si muove grazie alle immagini catturate da una speciale fotocamera posizionata nella cintura del proprietario. Ma Gita non ha per forza bisogno di voi: è infatti in grado di muoversi da sola scansando mobili, divani all’interno della vostra casa ma anche auto pali della luce muovendosi da un punto all’altro ed evitando anche ostacoli imprevisti, a patto di trovarsi in un ambiente che ha già mappato in precedenza.  Un oggetto uscito dai laboratori Toscani della Piaggio , al fine di semplificare, grazie all’innovazione, il trasporto urbano di persone e merci. Ma ci sono menti in movimento che vanno ancora avanti infatti c’è anche chi ha già realizzato un primo prototipo di trolley che segue il proprietario   (opera di un azienda israeliana Al momento, però, non è ancora in produzione) e chi sempre in Toscana, dove ha sede la Piaggio, ha sperimentato Dust Bot un robot per la raccolta differenziata.gita-7

Caramelle..dolci bontà

La parola “caramella è uno prelibato dono che il Piemonte ha fatto alla lingua italiana, se avesse prevalso il toscano, oggi diremmo “pasticca”.Nelle antiche lavorazioni, la massa zuccherina aromatizzata era posta ancora bollente in un piccolo cucchiaio avente becco molto lungo, e versata goccia a goccia sopra un tavolo di marmo; se ne formavano pasticche rotonde grandi quanto una moneta da 25 centesimi; il composto raffreddandosi diventava trasparente e durissimo.Così dalle prime pastiglie di zucchero d’orzo per “mollificare la tosse” si passò alle caramella lavorate con paste di frutta ed estratti naturali: ananas, arancia, ciliegie, limone, fragole e menta. A metà Ottocento con la messa a punto dell’asportazione dello zucchero dalla barbabietola, la caramella divenne un bene di largo consumo. Si ricorse così all’incarto per distinguere le produzioni più “preziose”, utilizzando un foglietto di carta stampata che veniva avvolto “a farfalla” attorno al dolcetto.Le caramelle sono una vera leccornia per grandi e piccini, basti pensare all’espressione di un bambino davanti ad un negozio di dolciumi in cui, tra i colori pastello e i profumi dolci ed invitanti, tutto sembra far pensare a un paese fiabesco. Ogni caramella corrisponde calorica mente a circa un cucchiaino di zucchero, quindi se ne consumiamo 3 o 4 al giorno dovremo ad esempio non mettere lo zucchero nel caffè, questo per stare in equilibrio. Resta comunque uno dei piaceri del palato e quindi qualche caramella va bene ogni tanto.o-caramelle-facebook

Mercati per buongustai

Se volete scoprire i sapori più originali della Toscana dovete andare in uno dei tantissimi mercati che si trovano in ogni piccolo paese della regione, ma come scegliere? Noi vi proponiamo 3 mercati tra città d’arte e splendidi borghi davvero particolari per stuzzicarvi e farvi venire voglia e divenire dei curiosi viaggiatori gourmet. Partiamo da Firenze, dove ci sono molti mercati da quello dei contadini aperto la mattina a Sant’Ambrogio a quello dedicato ai prodotti tipici in Piazza Santo Spirito ogni terza domenica del mese. Quello davvero da non perdere però è il Mercato Centrale di San Lorenzo, la storica struttura ottocentesca in ferro e vetro, nel cuore della città, dove è stato aperto un spazio di 3mila metri quadrati con 500 posti a sedere, per degustare e scoprire i sapori della tradizione, non solo toscana ma di tutta Italia. Al piano terra si possono acquistare i prodotti tipici, dalle verdure alla carne, mentre al primo piano ci si siede per mangiare le specialità offerte dagli artigiani del gusto, dal lampredotto accompagnato da un bicchiere di Chianti Classico al coniglio fritto, dalla pasticceria francese alla mozzarella di bufala. Splendido anche il Mercato delle vettovaglie di Livorno,uno dei più grandi mercati coperti d’Europa collocato lungo il Fosso Reale  Qui tra i banchi di frutta, verdura e salumi spicca il padiglione del pesce, ovviamente freschissimo: il posto ideale dove acquistare gli ingredienti per un perfetto e saporito cacciucco.  Tra i mercati nei borghi toscani da non perdere quello di Greve in Chianti, che si tiene il sabato mattina nella Piazza Giacomo Matteotti, circondata da un affascinante portico che ospita botteghe e ristoranti. Qui si può curiosare tra le creazioni dell’artigianato – come i cesti di paglia – e i prodotti tipici del territorio, dai formaggi tipo il pecorino al Chianti Classico. Concludete la mattina in bellezza con una sosta golosa nella macelleria che si trova nella piazzetta che produce salumi e formaggi, dove si può pranzare con panini alla sbriciolona o alla salsiccia di cinghiale, taglieri di affettati e tartare, ma anche piatti toscani doc come la pappa al pomodoromercato_centrale_firenze-1024x705

 

Sapete cos’è il Berlingaccio?

E’ una festa che si celebra a Firenze e nei comuni limitrofi il giovedì precedente l’ultimo giorno di Carnevale, Il verbo berlingare voleva dire divertirsi e spassarsela a tavola: citato da poeti cinquecenteschi, sembra fosse in uso anche alla corte di Cosimo I a Firenze. Per sottolineare la voglia e, in un certo senso, l’obbligo di fare festa e di abbuffarsi, è d’uso il detto per Berlingaccio chi non ha ciccia ammazzi il gatto! Nei Paesi a tradizione cattolica, il culmine dei festeggiamenti carnevaleschi che si celebra nei 6 giorni che vanno da Giovedì Grasso a Martedì Grasso, ultimo giorno di burle e di bagordi dove si da spazio a tavole imbandite di tutte le leccornie  prima del periodo di astinenza e digiuno dei giorni che arrivano alla Pasqua. Il Carnevale è festeggiato principalmente nei paesi a tradizione cattolica, anche se già gli Antichi Romani celebrando i Saturnali per il solstizio d’inverno, in dicembre, usavano mascherarsi, dar feste con musica e danze, banchettare lucullianamente e legittimare atteggiamenti che oggi si definirebbero “poco ortodossi”. La Chiesa Cattolica fece sua questa manifestazione e la trasferì ai primi mesi dell’anno, nel periodo che precede il Mercoledì delle Ceneri e la successiva Quaresima coriandoli-finito

 

Un’occasione speciale

La Toscana è una regione che ha da offrire molto a tutti e per tutte le occasioni. Tra le tante città spicca Firenze che non è solo la culla del Rinascimento ma sa anche essere una città molto romantica, che offre scorci suggestivi e atmosfere magiche a tutte le coppie di innamorati. Vi suggeriamo 3 idee per un weekend a due indimenticabile.1 Un picnic al Giardino delle rose.  Immersi nei profumi di oltre cento varietà di rose, tra le statue dell’artista Folon e l’angolo giapponese, il parco più bello di Firenze che si trova appena sotto Piazzale Michelangelo vi offrirà una vista unica sulla città. Sdraiatevi in un prato all’ombra e gustatevi la pace di questo angolo verde nel cuore del centro storico.  2 Tramonto in barca sull’Arno. Un’escursione sui  vecchi barchetti usati in passato dai Renaioli per raccogliere la sabbia sul fondo del fiume non solo permette di osservare Firenze da un altro punto di vista ma è una gita molto romantica, soprattutto sul finire del giorno, quando l’acqua e i ponti si colorano. 3 Il cielo stellato sopra Fiesole è uno spettacolo unico: Firenze si distende ai piedi di questo splendido borgo etrusco, dove vi sembrerà di tornare indietro nel tempo. Raggiungetelo lentamente percorrendo in macchina o in moto la strada che si arrampica sulle colline e infine godetevi il panorama eccezionale, magari accompagnato da un calice di vino toscano.fourseasons