Il pan di ramerino

Ramerino” è un’antica parola toscana ed  è il nome che indica la pianta del rosmarino, pianta tipicamente mediterranea, che si trova in abbondanza sulle colline fiorentine. Il Pane di Ramerino più che un dolce vero e proprio è  più propriamente  un pane tipico del periodo della Quaresima che un tempo veniva preparato per il Giovedì Santo. Il Pan di ramerino era ritenuto un pane di devozione e veniva preparato con grandissima cura. Ogni ingrediente aveva il suo esatto significato simbolico. Nel Medioevo si riteneva che il rosmarino avesse delle proprietà specifiche adatte a distaccare gli spiriti spietati, veniva utilizzato alla stregua dell’incenso odierno, in molte funzioni: durante i riti esoterici, come  amuleto per difendersi dalle forze maligne e dalle malattie, nei riti propiziatori ed in quelli funebri. Nell’antica Grecia prima, e per il cristianesimo poi, divenne simbolo di immortalità dell’anima; il suo profumo, era equiparato al ricordo, alla costanza, alla devozione, alla memoria. Sempre legata al rosmarino c’è la leggenda che narra che durante la fuga in Egitto, il mantello della Madonna scivolò su una pianta di rosmarino e che da quel giorno i fiori della pianta da bianchi divennero azzurri. L’Uva e il Grano, da sempre considerati simbolo di vita, dal VII secolo  assunsero un significato più specifico legato alla cristianità: essi rappresentano la comunione, raffigurando la presenza mistica di Cristo. L’origine di questo pane è sicuramente medioevale: il rosmarino, lo zibibbo uva secca e l’olio d’oliva, creano un particolarissimo contrasto di sapori di una fragranza particolare. In tempi moderni la ricetta è stata variata con l’aggiunta dello zucchero. Il dolce si presenta come una piccola pagnottella con un taglio a croce che serve per favorirne la lievitazione ma che gli conferisce anche la fisionomia di un  pane devozionale. Il pan di ramerino è legato tradizionalmente al periodo precedente la Pasqua anche se oggi lo si trova in vendita anche in altri periodi dell’anno; un tempo, al grido “coll’olio“, i venditori ambulanti lo offrivano alle donne che andavano in chiesa per la messa del giovedì santo affinchè si procedesse, durante la messa, alla tradizionale benedizione. Oggi lo si troeeva frequentemente e durante tutto l’anno nei forni, ma per i fiorentini rimane comunque una tradizione mangiarlo il giorno del Giovedì Santo.

 

Come rendere delizioso il minestrone

Buono, sano e versatile, il minestrone è una di quelle portate che permettono di seguire un’alimentazione equilibrata senza rinunciare al gusto. E’ un vero condensato di benessere ed è perfetto per grandi e piccini. Non è, verosimilmente, il piatto preferito di molti bambini ma, grazie agli infiniti modi in cui è possibile personalizzarlo, riesce ad accontentare anche i palati più esigenti l ’approfondimento ha fornito anche alcuni interessanti consigli per preparare un minestrone più sfizioso e diverso d al solito. La possibilità di utilizzare gli ingredienti più svariati rende il minestrone un piatto in grado di soddisfare ogni palato. Ma se anche con la scelta delle componenti più originali si dovesse incontrare la resistenza dei più piccini, bisognerà giocare di fantasia. Senz’altro l’aggiunta di pasta o riso aiutano a renderlo più appetibile ai bambini. Ma potrebbero non bastare. In tal caso si potrà rendere il piatto ancora più saporito e divertente frullando il tutto e decorandolo, ad esempio, con del formaggio semiduro tagliato con forme simpatiche. Può essere arricchito con dei noodles o con uovo in camicia, o ancora con polenta o polpettine di pane. Può essere, inoltre, servito in un cestino di parmigiano e sesamo o può essere proposto in interessanti varianti regionali con i prodotti tipici della tradizione. Un minestrone lombardo per esempio può essere preparato con riso carnaroli e zafferano. Quello trentino può essere arricchito con speck e mela verde. In Toscana è delizioso con del pecorino e del prosciutto di cinta senese. Nel Lazio stupisce con guanciale, pecorino e stracciatella d’uovo. In Campania delizia il palato con la mozzarella di bufala e il pomodoro. In Abruzzo, infine, diventa ancora più ricco e nutriente grazie a farro integrale e lenticchie.

Alloggi eco-friendly

Un agriturismo biologico immerso nella natura, un  bed & breakfast a zero emissioni in un antico borgo, una tenda  sull’albero, una yurta mongola vicino alla città, un bivacco di montagna a zero emissioni, un eremo in un antico monastero: sono alcune delle strutture ricettive piu’ originali in Italia, per una vacanza in armonia con la natura. Tra le principali caratteristiche spiccano:  cibo biologico, accessibilità senza auto, elettricità da fonti rinnovabili. Ecco alcuni esempi  Dormire in tenda sull’albero Sicilia, Parco Avventura nelle Madonie: l’esperienza unica di dormire a 7 metri di altezza in una tenda sospesa sull’albero. Se avete figli, meglio ancora, perché nel parco potrete trovare 80 giochi, suddivisi in 10 percorsi avventura. Al mare nella tenda berbera Nel cuore della Maremma toscana a Capalbio Scalo si trova questo campeggio insolito e lussuoso. A pochi passi dal mare, nella macchia mediterranea splendide tende berbere dominano 11 km di litorale sabbioso Dormire come un pastore in una ‘pinnatu’ Sardegna, Santa Lucia di Siniscola Nuoro, a soli 2 km da una splendida spiaggia incontaminata, sono state recuperati gli antichi ‘pinnatu’: ricoveri che si rifanno alle antiche capanne nuragiche ed erano utilizzate dai pastori sardi. Da non perdere il paese di Santa Lucia, un piccolo borgo di pescatori che si affaccia sul mare Se ci arrivi dormi gratis Se riesci ad arrampicarti fino a 2531 metri d’altezza, sulle montagne friulane, il bivacco di Luca Vuerich vi accoglie gratis. Una casetta da otto persone per un sogno ad occhi aperti tra marmotte e stambecchi. In un Igloo di ghiaccio È solo per la stagione invernale, ma iniziate a prendere nota: a 2845 metri, tra le Alpi della Ötztal, potrete soggiornare in tre autentici igloo, fatti di neve e ghiaccio. Una notte da brividi da veri esquimesi!

Buon San Valentino

Lucignano, un grazioso borgo medievale della Toscana, a metà strada tra  la città di Siena e quella di Arezzo. Ma cos’ha di tanto particolare rispetto ad altri villaggi della regione? Semplice, custodisce un gioiellino: l’Albero dell’Amore, conosciuto anche come Albero d’Oro o Albero della Vita. Custodito nel Museo Comunale, è considerato un vero e proprio capolavoro d’arte orafa gotica: si tratta infatti di un prezioso reliquiario in stile arboreo, decorato con smalti, corallo e cristalli. Secondo un’antica tradizione locale, nel corso degli anni l’Albero d’Oro avrebbe assunto il nome di Albero dell’Amore o della Vita proprio per essere propizio agli innamorati. Non a caso, ancora oggi, sono molte le coppie di fidanzati che davanti all’Albero si scambiano promesse d’amore e di eterna fedeltà. Dal punto di vista artistico e religioso invece, l’Albero di Lucignano è l’unico reliquiario al mondo a forma di albero: pensate che per realizzarlo ci sono voluti ben 121 anni! Principiato da Ugolino di Vieri nel 1350 è stato terminato nel 1471 dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio. Una grande base regge un piccolo tempietto gotico sul quale si innesta il fusto portante dell’Albero da dove partono 12 rami decorati con foglie di vite e piccole teche. Alcuni rametti sono invece in corallo rosso, in memoria del sangue versato da Cristo per poter generare una nuova vita. San Valentino può essere la giusta occasione  per passare dalle parti di Arezzo, vi consigliamo di andare a vederlo di persona, magari insieme al vostro partner… sia mai che ci scappi una proposta di matrimonio! Se invece non siete ancora pronti per questo passo ma siete comunque innamorati, il tour ‘Firenze Romantica’ è quello che fa per voi: potrete scoprirete le più celebri e piccanti storie d’amore vissute nella splendida cornice del capoluogo toscano!

Qual è il cioccolato migliore del mondo?

A rispondere a questa domanda ci ha provato Georg Bernardini, un assaggiatore professionista di origini italiane che nel 2015 ha consumato 70 chili di cioccolato 4200 cioccolati di 550 marchi provenienti da 70 paesi diversi. Ha valutato tutto: sapore, aromi, aspetto, scioglievolezza e ingredienti per stabilire quali sono le marche di cioccolato migliori del mondo. Tra le categorie considerate: tavolette fondenti e al latte, cioccolato bianco, cioccolato aromatizzato, cioccolato ripieno, nocciolati/gianduia/marzapane e praline. Poi ha trasferito il risultato di questo lavoro in una nuova e meravigliosa guida sul cioccolato: Chocolate, The Reference Standard, non ancora disponibile in italiano. L’Italia ha una lunga tradizione. Da una parte ci sono, ovviamente, le grandi industrie come Ferrero, ma dall’altra medie realtà tipo Venchi, Majani o Caffarel. Benché a definire lo stile moderno siano giovani aziende innovative come Domori, C-Amaro, Amedei o Slitti. La Toscana si è conquistata il soprannome di “Chocolate Valley” italiana, molte aziende innovative si trovano all’interno dei suoi confini. Alcuni prodotti tradizionali provenienti dalla Sicilia garantiscono qualità elevata, in particolare quelli dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica. La tendenza più recente della produzione from bean to bar, dalla fava alla tavoletta cioè l’intera lavorazione del cioccolato senza uso di semilavorati, è stata completamente ignorata dagli italiani. Con alcune eccezioni, ci permettiamo di far notare a Bernardini, tipo la cioccolateria di Guido Castagna

I segreti della schiacciata con l’uva

L’autunno si avvicina ed è tempo di vendemmia. Qual è il dolce più adatto a questo periodo? Sicuramente la schiacciata con l’uva, prodotto tipico della Toscana. Un dolce povero ma gustosissimo La cucina Toscana, come quasi tutte quelle tipiche, è composta principalmente da piatti poveri. In tal senso, anche la schiacciata con l’uva non fa eccezione. Ricetta fiorentina e chiantigiana tipica del periodo autunnale, la schiacciata con l’uva è un dolce strettamente legato al periodo della vendemmia. Questo pan dolce è diffuso, talvolta con piccole varianti, in molte altre zone della Toscana, una regione dove la coltivazione dell’uva ha una tradizione antica e radicata. La sua origine contadina è testimoniata dalla semplicità degli ingredienti: pasta lievitata, olio d’oliva, zucchero e uva. Un prodotto stagionale gustoso, che viene preparato solo durante un breve periodo dell’anno, seguendo i ritmi della natura, proprio come si faceva una volta. La preparazione di questa schiacciata è legata ad un particolare tipo di uva, molto diffusa in Toscana, conosciuta come uva canaiola. La schiacciata con l’uva è un dolce semplice e composto da pochi ingredienti, che dunque si adatta bene anche ad una produzione casalinga.

E’ iniziato il 403 Perdono a Terranuova

Ci siamo. Terranuova Bracciolini è pronta, anche quest’anno, ad ospitare le tradizionali feste del Perdono, da sempre l’evento più atteso e importante dell’anno. Una cittadina di 12.000 abitanti, che durante la cinque giorni si trasforma in una grande città invasa persone provenienti da tutta la provincia di Arezzo e da parte della Toscana. L’edizione numero 403 della più importante manifestazione del Valdarno ha  preso il via questa sera, con l’apertura del luna park, la Mostra Mercato Valdarno Espone e uno spettacolo di moda.Oggi  il via definitivo con la fiera dell’antiquariato e dell’artigianato, la manifestazione zootecnica e la mostra campionaria. La notte di sabato sarà infine allietata dallo spettacolo organizzato da Radio Emme. Domenica e lunedì saranno le giornate clou, che culmineranno con la 403esima fiera nazionale degli uccelli da richiamo e l’assegnazione del “Fischio d’Oro 2018”. La kermesse si chiuderà martedì 26 settembre con la gara ciclistica “Ruota d’Oro”, il concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi e i tradizionali fuochi artificiali.

Hotel con piscina Spettacolare

Una piscina scavata nel promontorio, con vista su tutta la Valdera fino al mare, solcando la campagna Toscana. Sopra c’è un curato giardino all’inglese, e al centro una villa del Settecento oggi mutata in elegante relais, con la chiesetta millenaria, tutt’ora consacrata. Ma non è finita , perché l’intera collina a metà strada tra Volterra e San Gimignano, fa parte di Borgo Pignano, proprietà del filantropo gallese Sir Michael Moritz, che nella sua proprietà toscana coltiva le tradizioni contadine, e produce con metodo biologico certificato grani, frutta e verdura, ulivi, vino rosso, miele, salumi di cinta senese, pane e pasta. Coltiva anche le arti nobili, e una delle residenze del borgo è destinata, 365 giorni all’anno, ad artisti in cerca ispirazione e un luogo per realizzare le proprie opere. Situato a oltre 500 metri sul livello del mare, Borgo Pignano regala alcuni tra i più spettacolari panorami della regione. Particolarmente fatata è la vista che si estende fino al Mediterraneo e, nei giorni più limpidi, fino alla Corsica. Borgo Pignano offre un’esperienza veramente unica, in un ambiente senza tempo, dove natura, arte, storia, eleganza e ospitalità si fondono naturalmente tra di loro.Un incantevole luogo da visitare.

L’arte topiaria

La Toscana è una gran bella regione per il suo paesaggio ma è anche la culla di noti artisti. Questo spirito artistico toscano e  la tradizione delle piante si sono felicemente incontrati, riporgendo ai nostri giorni le piante nelle varie forme dell’ arte topiaria. Tale arte è quella tecnica di potatura che permette alle piante di assumere le forme più varie ed è l’estro e il senso scultoreo del giardiniere a permettere delle realizzazioni giuste nelle proporzioni e graziose nei movimenti. Andando a Disneyworld, Orlando, in Florida è facile capire quali possono essere i risultati. Personaggi dei più celebri cartoni animati perfettamente riprodotti, a diverse grandezze in alcuni casi anche giganti, grazie alla lavorazione delle piante. E’ piuttosto frequente e non è difficile trovare giardini e parchi nel nostro territorio,  all’interno dei quali si possono vedere sculture verdi. Questa tecnica è stata ulteriormente raffinata grazie all’impiego di telai metallici a sostegni della pianta, permettendo di realizzare soggetti molto ben definiti e di semplice manutenzione esperti giardinieri di topiaria sono in grado di realizzare centinaia di figure di forme e di fantasie archi, gazebi, ombrelli, spalliere, tutto questo per rendere sempre più personalizzato e attraente il vostro giardino

Visitare la Toscana

La Toscana è mare, montagna, campagna, terme e arte. E’ una delle regioni più amate dai turisti stranieri, prolifica di ispirazioni artistiche ed enogastronomiche d’eccezione grazie alla fitta rete di Strade del Gusto sparse nel territorio e di opere d’arte di forte richiamo internazionale, uno su tutti il David di Michelangelo, una delle sculture più famose al mondo. Il mare si pregia della presenza delle sette isole-gioiello dell’Arcipelago Toscano Elba, Isola del Giglio, Montecristo, Capraia, Pianosa, Giannutri e Gorgona, delle spiagge della Maremma, della riviera apuana e del meraviglioso mare dell’Argentario; la natura esplode rigogliosa nel Mugello, in Versilia, in Vallombrosa, sull’Appennino dove spicca l’Abetone e tra le Alpi Apuane, per scendere dolcemente nei paesaggi rilassanti delle colline dove si produce il vino per eccellenza il Chianti, ma non solo. Ci sono le colline, della Val di Sieve e la Val di Cecina, c’è la Val d’Orcia, la Val di Chiana, la laguna di Orbetello e altre oasi verdi. Toscana è relax che ha fatto la storia del termalismo italiano: da Montecatini a Chianciano, dai Bagni di Lucca alle Terme di San Giuliano, la rete termale della regione include 14 località all’avanguardia per soggiorni improntati sulla salute del corpo e dell’anima. Culla del Rinascimento italiano, basterebbe da sola Firenze e il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità Unesco per ripercorrere la storia dell’intero Paese. Ma tesori unici sono sparsi nelle altre città d’arte della regione, da Lucca a Livorno, da Siena ad Arezzo, da Pisa a Massa-Carrara, senza tralasciare i borghi minori dal fascino medievale e le cittadelle fortificate sparse un pò ovunque nel territorio, e in ogni angolo che andrete troverete cibo e vino eccellenti