Asciugamani sempre morbidi

Immaginate di andare in bagno per rinfrescarvi ed avere l’accappatoio e gli asciugamani sempre morbidi e profumati. Una vera coccola di piacere e di benessere, perché non c’è nulla di più gradevole di una fibra soffice sulla pelle. Tuttavia, spesso non è così. Avviciniamo gli asciugamani al viso e sono duri come cartone, a volte anche maleodoranti… Per non parlare dell’accappatoio: rigido e scomodo, peggio di un golfino infeltrito. Come fare ad evitare tutto questo? Secondo Rachel Cohen, interior expert, il segreto per avere asciugamani sempre morbidi è in primis nel lavaggio. L’errore più comune sarebbe quello di lavare gli asciugamani ad alta temperatura. Proprio questo eccessivo calore, infatti, restringe le cuciture e sbiadisce i colori. Per preservare brillantezza e morbidezza, molto meglio un bel lavaggio a freddo. Le temperature ghiacciate, secondo l’esperta, sarebbero anche più efficaci su alcuni tipi di macchia.I consigli per ottenere asciugamani meravigliosamente soffici non si esauriscono tuttavia alla temperatura dell’acqua. E’ molto importante anche non sbagliare le dosi del detersivo. Un uso eccessivo di detergenti, infatti, sarebbe il secondo responsabile della durezza dei tessuti. Se, invece, si effettuano sempre i lavaggi a freddo e con l’esatta quantità di detersivo, non bisogna neppure utilizzare l’ammorbidente. Un vantaggio sia per le vostre tasche, che per i capi, dunque, poiché le sostanze chimiche di alcuni ammorbidenti finiscono spesso per peggiorare la situazione dei tessuti. Anche l’asciugatura, infine, ha il suo ruolo chiave per assicurarsi asciugamani sempre morbidi. Bisogna assolutamente evitare di asciugarli troppo e dunque regolare bene il ciclo dell’asciugatrice.

Nuove ricette per creare cocktail sorprendenti per il fine anno

Mai pensato al limoncello come ingrediente per i cocktail? No, vero, eppure è strano. Dopotutto parliamo di una delle eccellenze italiane. Secondo la tradizione, tale liquore “lemon” è nato agli inizi del Novecento e la sua paternità viene contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi. Molto rinomato, infatti, è quello prodotto utilizzando il limone di Sorrento. E allora perché non inserirlo in uno dei nostri menu delle feste? Dopotutto tra pandoro e canederli, agnolotti e lasagne, pittule e anguilla, a tavola quest’anno va di moda la tradizione. Ecco allora Tre cocktail lemon per le vostre feste… un cocktail dalla semplice realizzazione ma caratterizzato da un gusto unico. Per realizzarlo occorrono 45ml di tequila, 15ml di Villa Massa, 20ml sciroppo di agave, 250ml di succo di lime e 5 foglie di basilico. Decorare con una foglia di basilico e una rondella di lime essiccato.Per chi ama sperimentare invece, Dioniso è uno dei cocktail creati da Leonardo Viviano. Questo contiene 10 ml di Villa Massa, 60ml di pisco acholado. E ancora 30ml di lime, 30ml di cordiale ananas & pepe, 20ml di albume e 3 foglie di basilico. Servire in una coppa, dopo averlo lasciato riposare per 5 minuti.Terminiamo con il Black Tie, il cocktail per chi ama osare creato da Andrea Arcaini. Un bartender di grande esperienza. Versare in uno shaker 30ml Villa Massa, 10ml di maraschino, 30ml di gin, 20ml di spremuta di pompelmo rosa, 30ml di spremuta di arancia, 5ml di spremuta di olive e 1 tea spoon di carboni attivi vegetali. Agitare con abbondante ghiaccio, filtrare in un bicchiere old fashioned e guarnire con olive.

La “lollipop diet”

Cosa non si farebbe per perdere peso?Anche noi comuni mortali figuriamoci  le star del mondo dello spettacolo, le quali avrebbero trovato un modo “dolce” per togliere qualche chilo di troppo, si tratterebbe di un lecca lecca… Prima che andiate a svaligiare un negozio di caramelle però, sappiate che si tratterebbe di lecca lecca particolari, prodotti dall’azienda canadese Power Pops e in grado di diminuire il senso di fame e di dare maggiore energia al corpo, grazie a degli ingredienti segreti, tra cui lo hoodia un estratto di una pianta del Sudafrica usata per sopravvivere nel deserto, il Citrimax tolto da un frutto tropicale della giungla asiatica, la garcinia cambogia e il guaranà che contengono caffeina. Ogni lecca lecca conta solo dieci calorie e perché facciano effetto basta mangiare uno prima dei tre pasti principali. , bisogna magiarne tre al giorno, uno prima di ogni pasto, per far sì che la dieta abbia effetto. Ovviamente la moda è stata istantaneamente criticata dai nutrizionisti secondo cui non ci sarebbe nemmeno la certezza scientifica che il metodo funzioni, ma le star, si sa, le provano proprio tutte pur di restare in forma.

 

 

Dagli unicorni agli arcobaleni

Dopo cibi e bevande ispirati a unicorni e sirene, è arrivata dalla California la luccicante e coloratissima rainbow glitter pizza. Uno dei trend dello scorso anno è stato quello degli unicorn e mermaid food ovvero cibi e bevande, per lo più dolci, i cui colori riprendevano le sfumature pastello delle mitologiche creature che ultimamente vanno tanto di moda. Anche quest’anno i “cibi arcobaleno” in quanto estremamente “instagrammabili” stanno avendo un grande successo, soprattutto se resi luccicanti dall’aggiunta di glitter, tanto che in California il locale DagWoods Pizza di Santa Monica ha realizzato la AFPizza ovvero una pizza margherita arricchita di coloranti pastello per un effetto arcobaleno e brillantini. Il successo del arcobaleno glitterato pizza  ha anche contagiato star come Holly Madison e Jimmy Kimmel che l’hanno “mostrata” durante i loro show. Per ora sul sito di DagWoods Pizza non ci sono recensioni sul gusto di questa originale creazione culinaria ma, data la sua bellezza, il sapore in questo caso passa in secondo piano.

Stare da soli fa bene

Le relazioni sociali sono indispensabili. Ma a volte spendiamo così tante energie nel farle funzionare che dimentichiamo il valore della solitudine. Intesa non come condizione di vita, ma come spazio di relax, di utopia, di separazione dalle dinamiche sociali. Secondo uno studio di recente pubblicazione, condotto da un team di ricerca dell’Università di Rochester, stare soli fa bene. 15 minuti al giorno di solitudine sono sufficienti ad abbassare notevolmente i livelli di stress, ansia, nervosismo .Le emozioni negative si riducono quando ci si prende almeno un quarto d’ora per stare da soli quando ci si sdraia su un lettino a guardare il cielo in giardino, o ci lasciamo dondolare da una amaca, Sono i risultati degli esperimenti, come soggetti sono stati presi studenti ai quali, durante diverse fasi e tipologie di test, veniva chiesto di riportare diversi tipi di emozione provati durante i momenti di solitudine. Incrociando i dati, i ricercatori hanno notato i picchi emotivi, specialmente quelli negativi, scendevano. Meno paure, ansie, nervosismi.  Piuttosto, le emozioni riscontrate facevano parte di una sorta di ‘neutralità’. Sensazione di rilassamento, calma, ma anche noia. Durante alcuni test, ai partecipanti veniva chiesto di pensare a ciò che desideravano, mentre altre volte dovevano riflettere su temi stabiliti positivi, negativi e neutrali. Quando era permesso di pensare a ciò che si voleva le emozioni diventavano soprattutto di serenità e tranquillità. Tuttavia, se stare soli diventa una condizione che si ripete, tutti i giorni, per molto tempo, gli effetti benefici tendono a ridursi. Insomma stare soli, per brevi periodi, tutti i giorni, può fare bene a chi tende ad accumulare stress, rabbia, nervosismo. Ma i benefici sembrano dipendere da quanto la solitudine sia una scelta individuale.

Desiderare qualcosa di impossibile…

Quante volte nella vita si desidera qualcosa di impossibile? Che sia un uomo/donna, un lavoro, un oggetto, una casa capita di far cadere l’occhio proprio là dove non dovrebbe. Quando qualcosa o qualcuno è fuori portata, spesso, si tende a desiderarla/o ancora di più. La cosa si fa difficile quando ci sono in ballo emozioni e sentimenti. Il gioco a volte non vale la candela. Il rischio è quello di bruciarsi, o di essere vittime di breadcrumbing. Mai raccogliere le briciole.Può capitare di imbattersi in persone che, all’inizio, sembravano amorevoli ma poi hanno cominciato ad allontanarsi e, invece che lasciarli andare, si è maturato un forte legame che ha portato ad assumere un atteggiamento ossessivo fatto di incessanti messaggi e chiamate. E’ così che vanno le cose, più le persone si allontanano, più si inseguono finché alla fine non se ne vanno per sempre.Al illuminare d’immenso sull’argomento è stata Erika Ettin. A suo avviso, generalmente, si tende ad attribuire più valore alle persone che sono impegnate. Meno qualcuno ci risponde o ricambia i propri gesti, più è il valore percepito che l’inseguitore attribuisce a questa persona Sono ovviamente popolari, quindi qualcosa di primitivo nel nostro cervello può farci pensare che sono più preziosi di quello che realmente sono. Secondo Ettin, dunque, spesso si tende a dare più valore all’altra persona piuttosto che a se stessi. Il nostro cervello ama l’imprevedibilità perché comporta stimoli ed emozioni superiori a quelli derivanti da eventi prevedibili Spesso, infatti, si tendono a raccogliere le briciole, fenomeno, molto diffuso sui social, che vede un soggetto inviare messaggi, frasi etc. in modo isolato illudendo la persona che è dall’altra parte che non aspetta altro che un segnale, un gesto o una dimostrazione di affetto. Questa tipologia di persone mostra interesse, ma è solo apparenza perché, in realtà, non ha alcuna intenzione di iniziare una relazione vera e propria. “Quando ha intenzione di mandare un messaggio? Non ho sue notizie da tre giorni, e so che è tornata/o dal suo viaggio”. Non è il caso di porsi questi quesiti. La caccia può risultare sì eccitante e la nostra vanità può spingerci a continuare a inseguire qualcuno ma a che prezzo? Secondo l’esperta, dunque, sarebbe meglio lasciar perdere, mettere un punto e dedicare più tempo ed energie a se stessi.