Le patate pronte da friggere

Benedette siano le patate fritte, ora e sempre. Se avete il tempo, la forza, le padelle e la fantasia, compratene a sacchi, sbucciate senza tregua, tagliate a rondelle, a cubetti, a fiammifero, a pezzettoni e immergetele in litrate d’olio bollente.Se poi non avete tempo le patatine surgelate sono pratiche e gustose, ma vanno consumate con criterio Se non avete il pelapatate, non sapete usare il coltello, uscite dal lavoro alle 21, non sapete neanche quale sia il settore dell’olio al supermercato, fate spazio nel surgelatore. Anni di esperienza sul campo ci portano ad affermare che i tempi di cottura riportati sulle confezioni siano sempre ottimistici, quindi considerate qualche minuto in più. Pratiche e gustosissime, le patatine surgelate, solitamente pre-fritte, sono una specialità da concedersi con parsimonia. Ma quando succede, dovete farlo nel modo giusto: abbinate a salse ghiotte, peccaminose e possibilmente unte, quelle da senso di colpa e beatitudine.

Le patate pronte da friggere

Benedette siano le patate fritte, ora e sempre. Se avete il tempo, la forza, le padelle e la fantasia, compratene a sacchi, sbucciate senza tregua, tagliate a rondelle, a cubetti, a fiammifero, a pezzettoni e immergetele in litrate d’olio bollente.Se poi non avete tempo le patatine surgelate sono pratiche e gustose, ma vanno consumate con criterio Se non avete il pelapatate, non sapete usare il coltello, uscite dal lavoro alle 21, non sapete neanche quale sia il settore dell’olio al supermercato, fate spazio nel surgelatore. Anni di esperienza sul campo ci portano ad affermare che i tempi di cottura riportati sulle confezioni siano sempre ottimistici, quindi considerate qualche minuto in più. Pratiche e gustosissime, le patatine surgelate, solitamente pre-fritte, sono una specialità da concedersi con parsimonia. Ma quando succede, dovete farlo nel modo giusto: abbinate a salse ghiotte, peccaminose e possibilmente unte, quelle da senso di colpa e beatitudine.

La maionese Vegan

Come fare in casa una squisita maionese vegan? Qui vi diamo una ricetta semplicissima per sostituire la normale maionese con un’alternativa vegana. Per fare la vostra maionese vegan in casa vi serviranno pochi ingredienti e un frullatore a immersione. Versate tutti gli ingredienti nel vostro contenitore: latte di soia quello senza nessun aroma o dolcificato, limone, olio di girasole, mostarda palesemente una salsa vegana, un pizzico di sale e di curcuma. Azionate il frullatore a velocità sostenuta fino a quando non otterrete una consistenza cremosa. Conservate la vostra maionese vegan in un luogo abbastanza fresco in un contenitore o un barattolino.

mayonnaise sauce

Pollo in agrodolce all’ananas

Prova questa ricetta gustosa che unisce la delicatezza del pollo all’agrodolce dell’ananas Il pollo all’ananas è un piatto tipico della cucina cinese davvero semplice da realizzare. Una ricetta dal gusto agrodolce davvero buona che vi permetterà di variare e dare un sapore diverso al solito petto di pollo. Se accompagnato dal riso può anche diventare un sostanzioso piatto unico. Procedimento: Per prima cosa bisogna tagliare a pezzetti il petto di pollo e infarinarlo per bene, per far sì che rimanga morbido in cottura. Fate scaldare l’olio in un largo tegame e poi aggiungete il pollo che dovrà rosolare per almeno 10 minuti. Mescolate ogni tanto per raggiungere una rosolatura omogenea.  Aggiungete poi il sale, lo sciroppo di ananas e 2 cucchiai d’aceto. Mescolate e aggiungete il vino bianco e il dado sbriciolato. Dopo aver fatto amalgamare il tutto lasciate cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso mescolando di tanto in tanto. Attenzione il sugo deve addensarsi ma non deve asciugarsi troppo. La salsa all’ananas: Tagliate a pezzetti di circa 2 cm le fette di ananas ben sgocciolate. Mettetele in un pentolino con lo zucchero e un cucchiaio di aceto a fuoco medio e fatele caramellare per 5 minuti, mescolate bene così da far attaccare lo zucchero all’ananas in maniera uniforme. Dopodiché unite la salsa al pollo e tenete sul fuoco ancora 10 minuti per far insaporire la carne. Una volta che il pollo sarà ben condito, potete decorare il piatto con l’ananas a pezzetti e servire in tavola.

Mantenere fresco il guacamole

Il guacamole è una vera libidine per i golosi, specialmente se viene accompagnato con le patatine o le verdure da tuffarci dentro, oppure solamente assaporato da solo a cucchiaiate. Di solito si acquista già preparato nei supermercati, con l’aggiunta di additivi che ne prolungano la conservazione. Ma se volete prepararvelo voi stessi in casa, non lasciatevi scoraggiare dal fatto che potrebbe assumere quel colore marroncino assai sospetto, dovuto al fatto che l’avocado  a causa di un enzima chiamato polifenolo che interagisce con l’ossigeno nell’aria si ossida. Niente paura basta seguire questo utile consiglio di un pluri stellato  chef «Per far sì che il vostro guacamole non si scurisca, è fondamentale evitarne l’interazione con l’aria: sarà quindi sufficiente porre una fetta sottile di avocado nella ciotola direttamente sopra la salsa, evitando quindi che quest’ultima venga a contatto con l’aria». Si consiglia, inoltre, di spremervi sopra qualche goccia di lime che, oltre a ritardarne il processo di ossidazione, aggiungerà al tutto un gustoso sapore.  Facile no!

Le sfide contro il cibo

Le “sfide contro il cibo” sono ormai comuni, e sono tantissimi i ristoranti e i pub che propongono un piatto di dimensioni esagerate, offrendo premi a chi è in grado di finirli. Un ristorante messicano di New York, il Dom Chingon, ha aggiunto un nuovo elemento alla sfida: chi riesce a finire il piatto di burrito che propongono diventerà socio del ristorante, ricevendo in premio il 10% della proprietà, e l’ occasione di mangiare gratis a vita nel locale. Va detto che il burrito in questione è altamente sfidante, dato che si tratta di una “bestia” di 13kg, fatta da una tortilla di quasi un metro di diametro, ripiena di pollo, carne, carnitas, chorizo, formaggio, fagioli e salse varie. Inoltre il piatto va finito entro un’ora, e deve essere associato da una Margarita insaporita con il Peperoncino Serpente, il peperoncino più piccante del mondo. Non si può neppure andare in bagno, e tanto meno rimettere, prima di avere finito il piatto, altrimenti la sfida viene considerata persa. La sfida è indubbiamente difficile, e infatti finora nessuno l’ha completata. Ma i proprietari sottolineano anche il premio: “Non ti limiti ad avere il tuo nome scritto sul muro. Avrai il muro”, dicono. Secondo qualcuno la sfida però è impossibile, e anche George Shea, fondatore della International Federation of Competitive Eating, che ha dichiarato che secondo lui nessuno al mondo può mangiare un burrito da 13 kg.La sfida del burrito può essere affrontata anche da piccoli gruppi di amici: in questo caso però in premio ci sono solo gadget, e non viene assegnato il premio della proprietà del ristorante.

 

La Nouvelle Cuisine

Oggi più che mai il lavoro fisico è sempre meno presente nello stile di vita quotidiano.  Un gran merito della Nouvelle Cuisine sta nell’atmosfera di collaborazione e di scambio di idee che ha permesso di creare tra i cuochi francesi più giovani, togliendo gelosia e rivalità professionale. In Italia è Gualtiero Marchesi che lancia questa nuova cucina durante gli anni Ottanta, dopo aver fatto molta esperienza in terra francese. Oggi la Nouvelle Cuisine è in crisi, soprattutto in Francia. È lo stesso Bocuse che ne prende le distanze favorendo ora una cucina semplice, dai buoni odori, “che riscalda il cuore”. In ogni caso ciò che conta è che questa “moda” culinaria ha lasciato dei segni anche sulla nostra gastronomia, ora più salutare, leggera e decisamente più libera rispetto alle tradizioni del passato. Secondo molti questa nuova cucina nasce più di cinquant’anni fa, quando Fernand Point per primo tentò di semplificare e alleggerire gli schemi classici della cucina francese, ordinati dal grande Escoffier. Fu una specie di “rivolta” contro la cucina degli alberghi internazionali, considerata inviolabile e quindi priva di quello spazio necessario per sviluppare fantasia e creatività. Il celebre motto di Point era: “Tutte le mattine si deve ricominciare da zero. Senza niente sul fornello. Questa è la cucina”. Le regole basilari sulle quali si fonda la Nouvelle Cuisine sono:  rifiuto delle complicazioni culinarie inutili e riscoperta della semplicità;  riduzione drastica dei tempi di cottura;  cucinare solo ciò che di meglio offre il mercato ogni giorno  riduzione del numero dei piatti inseriti nella lista dei ristoranti;  abbandono delle lunghe marinature e delle frollature; sostituzione delle salse troppo grasse e pesanti con salse più leggere e digeribili; valorizzazione della cucina regionale e riscoperta dei piatti contadini e borghesi; adozione di moderne tecniche culinarie che rispettino l’integrità dei cibi scoperta delle cucine straniere ed esotiche;  ricerca di una cucina dietetica e povera di grassi; inventare nuove ricette, con fantasia e creatività, introducendo nuovi ingredienti e sperimentando nuovi accostamenti. In pratica la Nouvelle Cuisine abbandona i fondi classici, la besciamella e la farina come legante; esige materie prime di ottima qualità e ottimizza appieno il gusto naturale di ogni ingrediente.

Avocado pericoloso chi l’avrebbe mai detto

Il frutto tropicale per cui il mondo sembra andare pazzo, protagonista di locali dedicati come l’Avocaderia aperta da tre ragazzi italiani a Brooklyn  in realtà spedisce ogni anno al Pronto Soccorso circa mezza dozzina di persone, tutte con ferite profonde sul palmo delle mani, lacerazioni di nervi e tendini Ma chi a provato a tagliare un avocado, non stenta certo a crederci: sfuggente, viscido, dalla forma irregolare e con quel “pirulino” sulla sommità duro e difficile da eliminare, tagliare l’avocado richiede una manualità pari a quella richiesta per le noci di cocco, pur essendo molto più morbido.E allora? Rassegnarsi a rischiare palmi lacerati oppure evitare uno dei frutti più buoni e nutrienti del pianeta?Così buono e nutriente che siamo disposti a pagarlo ben caro, visto che il prezzo è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno, a causa della scarsità di raccolto in Messico.ecco alcuni suggerimenti per pelare un avocado: basta disporre di una mannaia, o comunque di un coltello robusto e un buon tagliere null’altro. Una volta diviso il frutto in due parti, occorrerà levare il nocciolo, inspiegabilmente rimasto attaccato a una delle due. Dopodiché, entra in scena la mannaia, o un coltello abbastanza massiccio da essere affondato con colpo secco nel nocciolo, facendolo penetrare per almeno un centimetro. In seguito, con agile movimento del polso, occorre far ruotare tutto, coltello e nocciolo assieme, di quanto basta perché quest’ultimo si stacchi dalla polpa; basteranno circa novanta gradi.E qui viene il bello. Dopo aver ottenuto due metà prive di nocciolo, bisogna levare la buccia, la parte più pericolosa di tutta la faccenda. Ecco il vero colpo di scena; riponete la mannaia: l’oggetto giusto da impiegare è infatti  un semplice cucchiaio, inserito tra buccia e polpa. Scavare, delicatamente, con cura, fino a staccare tutta la polpa dalla buccia, cercando di conservare la forma originaria e non tirare fuori un purè di avocado. A questo punto sfoderate tutta la vostra creatività e intagliatelo facendolo divenite un opera d’arte

Peperoncini da urlo

Se magari a qualcuno piacerebbe provare qualche gusto di gelato nuovo che riscaldi nelle giornate d’inverno ne esiste uno molto particolare, il premio va indubbiamente alla gelateria di Rehoboth Beach, nel Delaware il gelato al peperoncino Si tratta fondamentalmente di un gelato alla vaniglia con striature di fragola, ma la ricetta comprende anche alcuni dei peperoncini più piccanti del mondo . Secondo chi l’ha provato, al primo boccone si prova un “profondo, ricco, cremoso gusto di vaniglia con un pizzico di dolce in più”, ma subito seguito da “un colpo in bocca degno di Mike Tyson di calore bruciante”.I peperoncini usati sono così piccanti che in alcuni villaggi dell’India gli abitanti li strisciano sui recinto per tenere gli elefanti lontani: e non a caso per assaporare il gelato è necessario firmare una liberatoria che avverte i coraggiosi di “essere preparato per un bruciore che resterà più tempo di quel che vorreste”, e in cui chi firma dichiara di essere in buone condizioni di salute e di sollevare da responsabilità la gelateria. Non si tratta del primo gusto strano creato da Chip Hearn, socio della gelateria: in passato aveva anche creato un gusto chiamato “Zombie”, che aveva attirato numerosi curiosi. Hearn peraltro ha una discreta esperienza in peperoncini, dato che in città ha anche un negozio dedicato solo alle salse piccanti.mezzalira-1

Il radicchio… miniera di salute e gusto

Il radicchio rosso è un ortaggio di stagione molto pregiato per affrontare il freddo, ottimo sia crudo da gustare come insalata che cotto. La versatilità del radicchio è accompagnata da una buona quantità di nutrienti. E’ una miniera di antiossidanti, ma è ricco anche di sali minerali e di aminoacidi. Il radicchio è un vegetale particolarmente gradito per le sue qualità organolettiche. Al gruppo del radicchio rosso appartengono i rinomati Rosso di Verona, il Rosso di Treviso ed il Rosso di Chioggia. Il radicchio ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative grazie alla sua particolare composizione. Per quel che concerne i radicchi cotti, si potrebbe scrivere un capitolo a sé stante. In particolar modo quello tardivo di Treviso e il radicchio veronese sono tipicamente oggetto di molte ricette locali. Il Radicchio di Verona, per la sua forma allungata ma compatta, costituisce il prodotto ideale da preparare alla griglia mentre il tardivo di Treviso è un ingrediente fondamentale per i primi piatti  della zona. Non mancano le pietanze composite, tipo involtini scaloppine  e arrosti con radicchio; inoltre, la varietà di salse che lo contengono è praticamente sconfinata un esempio può essere la  besciamella aromatizzata. Gustosissimi  i radicchi cotti, sbollentati o saltati in padella con sale olio limone e aglio  img_5083