I cestini di Parmigiano sono dei piccoli contenitori decorativi e buonissimi da mangiare. Conferiscono anche al piatto più semplice una nota speciale e la soddisfazione di poter mangiare sia il contenuto sia il contenitore. Realizzare i cestini di Parmigiano è molto semplice e rapido: sono necessarie solo un pizzico di pazienza e precisione. Vediamo insieme come ottenere dei cestini di Parmigiano belli e soprattutto buoni! Cosa vi serve: una padella antiaderente 18 cm circa di diametro, 4/5 cucchiai di Parmigiano grattugiato per ogni cestino, 1 cucchiaio di olio extra vergine, una ciotolina.Ungete la padella con l’olio. Fate scaldare la padella per 30 secondi e poi distribuite in modo uniforme sul fondo 4/5 cucchiai di formaggio Parmigiano grattugiato, livellando bene e coprendo eventuali “buchi”. Lasciate sciogliere e dorare il formaggio per un paio di minuti a fuoco basso. Con una spatola iniziate a sollevare delicatamente i bordi. Quando il formaggio sarà ben dorato e compatto, giratelo con delicatezza sull’altro lato e fare cuocere un altro minuto. Spegnete il fuoco e ponete il formaggio sulla ciotola rovesciata, sagomandolo leggermente per dargli la forma di un contenitore. Lasciatelo raffreddare per un paio di minuti e, quando sarà ben rassodato, raddrizzatelo. Riempitelo con risotto, pasta fredda o calda oppure insalate a vostro piacimento
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Un piatto ricco e profumato
Lo stufato è un piatto ricco, profumato e dalle radici antiche. Deve il suo nome alla cottura che avveniva sulla stufa nelle case campestri e ancora oggi è una vera e propria esplosione di sapori: la carne cuoce lentamente e per lungo tempo nel brodo o nel vino diventando morbida e saporita. Infatti la differenza tra brasato e stufato è soltanto nei nomi perché tanto tempo fa la carne era cucinata in una casseruola messa sulle braci. Stufato, invece, deriva da “stufa” che molti anni fa era adoperata per cuocere gli alimenti. Lo stufato, inoltre, è un modo per cuocere gli alimenti e potrete anche usarlo per preparare pietanze di pesce o verdure. Lo stufato di carne è perfetto nelle fredde sere invernali e può essere accompagnato ad una purea di patate o a delle verdure saltate. Se volete preparare uno stufato con carne di manzo i tagli migliori saranno: spalla, muscolo, cappello del prete e fiocco. Nel caso in cui preferiate uno stufato a base di carni bianche, potete utilizzare sovra cosce e fusi di pollo. Nella ricetta originale la carne viene cotta in due momenti: una prima rosolatura in padella con burro oppure olio e una seconda in casseruola con brodo, verdure e aromi. La prima cottura è molto importante perché permette alla carne di caramellarsi all’esterno rimanendo morbida all’interno. Usate una pentola antiaderente, fate sciogliere una noce di burro e rosolate la carne tagliate a pezzi non troppo grandi su tutti i lati. Ricordate che lo stufato ha bisogno di tempo: per una cottura ideale servono almeno 2 ore e mezzo, rigorosamente a fiamma dolce. Per la base del vostro stufato vi consigliamo di utilizzare un trito classico di cipolla, carote e sedano: rosolatele in olio Evo in una padella prima di cuocerli in casseruola con gli altri ingredienti. La verdura che per eccellenza accompagna lo stufato è la patata: la sua consistenza infatti le permette di assorbire il sugo e acquisirne il sapore. Per una variante saporita potete utilizzare funghi e piselli: il vostro stufato acquisterà un gustoso sapore dolciastro.
La dieta dopo le feste
Alzi la mano chi non ha preso nemmeno un chilo dopo Natale. Scommettiamo che nessuno ha alzato la mano, abbiamo indovinato? Tra cenone della vigilia, pranzo del 25, veglione di Capodanno ed oggi per finire La befana, è impossibile pensare alla linea durante i giorni di festa. La dieta dopo Natale è indispensabile, non solo per dimagrire, ma anche per depurare l’organismo dalle tossine accumulate. Ecco alcuni consigli,si tratta di cibi semplici, da preparare in casa ricette, a base di ingredienti naturali, come zuppe, centrifugati e tisane Prima di vedere quali sono gli alimenti consentiti dalla dieta post natalizia, vediamo quali, invece, sono assolutamente banditi. Prima di tutto, riducete il consumo di carboidrati e zuccheri, quindi pasta, pane bianco, dolci, caramelle, cioccolata ad eccezione di quella fondente, bibite gassate e alcolici, di cui avete certamente consumato in abbondanza durante le feste. Cercate anche di ridurre le porzioni, ma senza saltare i pasti, che devono essere cinque.Gli alimenti che, invece, dovete inserire nella dieta dopo Natale per tornare in forma sono:Tisane disintossicanti e depurative. Bere tante tisane è il modo migliore per eliminare i liquidi in eccesso e le tossine, accumulate nel periodo delle feste a causa del consumo di zuccheri, alcolici e fritture. La tisana più efficiente è quella allo zenzero, che aiuta anche ad alzare le difese immunitarie, a combattere raffreddore e mal di gola. L’ideale sarebbe preparare le tisane e berle al momento. In alternativa, potete preparare la tisana a casa e metterla in un thermos, da portare con voi. Frutta di stagione Come spuntino , l’ideale è mangiare frutta e verdura di stagione. Arance, mandarini, carote, broccoli, spinaci e pomodori sono ottimi per fare il pieno di vitamina C, Zuppe Le zuppe di verdure e legumi sono ottime per sostituire la pasta e depurare l’organismo dagli eccessi delle feste. Vi consigliamo di portare la zuppa anche in ufficio e mangiarla in pausa pranzo, per evitare di mangiare cose poco sane, come panini e pasti pronti. Un altro pasto sano è l’insalata. Le insalate sono molto sazianti e allo stesso tempo, se preparate con i giusti ingredienti, anche sane e leggere. Alla lattuga potete unire rucola, pomodori, carote, sedano, finocchio ma anche tonno al naturale, petto di pollo grigliato, formaggio light, olive. Per condire usate solo un filo d’olio extravergine d’oliva, succo di limone e, se proprio non riuscite a resistere, un pizzico di sale. Acqua, tanta acqua! Ultimo consiglio, che dovrebbe essere scontato: per depurarsi bisogna bere tanta, tantissima acqua! Bevete ogni giorno un litro e mezzo, o ancora meglio due, di acqua. Appena sveglie al mattino a digiuno bevete un bicchiere di acqua tiepida e succo di limone, oppure due bicchieri di acqua a temperatura ambiente, se non tollerate il succo di limone.
Fantocce e bafane i dolci che fanno tradizione
Le fantocce della Befana sono biscotti semplici della tradizione che vengono regalati ai bambini il 6 gennaio. Le fantocce e i cavalli fanno parte della tradizione Valdarno, in Toscana, soprattutto di Montevarchi e Terranuova Bracciolini, hanno origini povere molto antiche e sono infatti realizzati con gli ingredienti di base presenti in tutte le case. Le fantocce sono delle bambole in versione befana e si regalano alle bambine, i cavalli sono invece per i maschietti, questi biscotti vengono decorati con cioccolato, caramelle, glassa, zuccherini ecc. Ecco la ricetta per poterli realizzare anche a casa vostra Ingredienti: 1 kg di farina ,200 g di zucchero ,200 g di burro ,6 uova ,1 arancia ,1 bicchierino di Vin Santo ,1 bustina di lievito per dolci ,Confetti cioccolato praline per decorare Mettete la farina sulla spianatoia e unite lo zucchero e il lievito, mescolate e poi aggiungete il burro freddo a pezzettini, impastate con i polpastrelli fino ad avere un composto a briciole. Unite le 5 uova, il Vin Santo e poi scorza e succo di arancia e impastate bene fino ad avere un composto morbido e non appiccicoso. Formate una palla, avvolgetela con la pellicola e fate riposare l’impasto in frigo.Stendete l’impasto allo spessore di mezzo centimetro e date la forma di bambola, di befana oppure di cavallo. Mettete l’impasto in una teglia coperta di carta da forno, pennellateli con l’uovo sbattuto e poi aggiungete zuccherini colorati, granella ecc.Cuocete le fantocce in forno caldo a 180°C per 20 – 25 minuti circa.
Qualche idea per capodanno
Stanchi dalle comuni feste di fine anno?” … Se cercate qualcosa di alternativo in vista del prossimo 31 dicembre, lontano dai party caotici e “discotecari” della capitale, ancor più distante dai tradizionali cenoni e decisamente più caratteristica di una qualunque festa in casa tra amici, ecco alcune idee….Volete un fine anno originale ? Iniziamo citando la possibilità di trascorrere l’ultimo dell’anno a bordo dell’intramontabile Orient Express, dove vi sembrerà di essere stati catalputati negli anni Trenta.Se avete meno soldi da spendere, perché non optate per un bell’accampamento con amici o con la vostra dolce metà sul mare al Faro di Punta Palascia in provincia di Otranto? Armatevi di sacco a pelo, coperte e buon vino e preparatevi ad ammirare la prima alba del nuovo anno in Italia.Chi ha uno spirito eremita o vuole soltanto ritrovare la propria pace interiore può decidere invece di trascorrere un Capodanno all’insegna della meditazione in un ritiro spirituale.Alcune strutture organizzano eventi di yoga, totalmente immersi nel verde e lontano dal trambusto delle città, per far ritrovare ai propri ospiti il desiderato equilibrio psico-fisico. Per chi ama spudoratamente la natura, la cosa migliore è trascorrere un Capodanno in mezzo al verde e lontano da confusione e ressa che si formano a Capodanno nelle principali città.Se tra i vostri sogni c’è sempre stato quello di dormire su una casa sull’albero… beh in Italia avete davvero l’imbarazzo della scelta. Non importa se non avete spirito d’avventura, le case sull’albero vi trasporteranno in una dimensione surreale lontano, da rumori indesiderati. Molte città italiane comunque offrono feste originali dove non solo si balla e si beve, ma si interagisce in modo diverso con i presenti: tra cene con delitto per risolvere intrigati casi di omicidio e feste medievali che vi faranno fare un tuffo nel passato, ci si può davvero sbizzarrire a Capodanno!Non badate ai formalismi, potete davvero vivere una notte di San Silvestro alternativa, senza dover ogni anno ricorrere alla stessa storia e alla stessa festa.Abbiamo scovato un Capodanno che vi farà tornare indietro agli anni ’30, quando il Grande Gatsby era il fenomeno più curioso, folle ed elegante. E così al Foyer di Rimini si terrà una serata a tema con un raffinato allestimento e menù dedicato proprio in stile Grande Gatsby.
Primi piatti alternativi
Spaghetti alla carbonara vegetariani La ricetta classica prevede il guanciale, ma anche senza, è buonissima. Ingredienti 400 gr di spaghetti integrali, 1 uovo, 1 albume, 5 cucchiai di pecorino, 1 porro, 1 cipolla, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 200 g di funghi porcini, 1 mazzetto di erba cipollina, 1 pizzico di peperoncino.Preparazione Lavate, pulite, affettate il porro e fatelo stufare con poco acqua e 1 cucchiaio di olio in una padella antiaderente. Intanto in un’altra padella rosolate con poco olio la cipolla e mischiare i funghi puliti e già affettati, il porro soffritto e fate cuocere per 15 minuti. Contemporaneamente sbattete l’uovo con l’albume, unite il pecorino, salate e, se volete, aggiungete un pizzico di peperoncino. Scaldate una zuppiera, versatevi il composto di uova e formaggio, scolate al dente gli spaghetti e versateli nella zuppiera. Unite i funghi, girate bene, cospargendo il tutto con erba cipollina e servite! Spaghetti alla Norma Light La ricetta tradizionale è squisita, ma con qualche piccola variazione potete tagliare calorie e grassi senza rinunciare al sapore. Ingredienti 400 g di spaghetti, 2 melanzane tonde, 400 gr di pomodoro, 2 cucchiai d’olio, 1 cipolla, primo sale vaccino. Preparazione Intanto cuocete gli spaghetti e quando anche i pomodori saranno cotti, versate in padella la pasta scolata. Mischiate, saltate e servite con una bella grattugiata di formaggio primo sale vaccino. Gli spaghetti si sposano bene con tutto e le alternative leggere ai sughi non mancano. Vista la vostra esperienza in cucina sicuramente ne avrete sperimentate tante. Perché allora non la condividete con noi ?
La cucina cinese storia e curiosità
La cucina cinese è la somma di ben 8 cucine che, nel corso dei secoli, sono evolute e si sono modificate non poco. Le origini della cucina vedrebbero la luce durante l’età della pietra cinese, quando la coltivazione del riso e la produzione di spaghetti entrambi tipici esempi di cucina cinese sono noti da ritrovamenti archeologici. Con il passare dei secoli e la scoperta di nuove materie prime per cucinare e nuovi metodi di cottura, la cucina cinese si modificò a poco a poco e nacque l’uso delle bacchette, per esempio, realizzate con diversi materiali e adoperate come utensili per mangiare. Per chi dispone di poche risorse economiche, un pasto è unicamente un piatto di pasta o di riso, condito con un pugno di verdure o qualche boccone di carne. Tuttavia, in occasione delle feste o di visite da parte di ospiti, anche i cinesi meno abbienti convertono tutte le loro possibilità in banchetti ricchi di pietanze, colori e gusto .Durante un tipico pasto cinese si condividono i piatti, che vengono di solito messi in comune e fatti girare sul tavolo. Si mangia con l’aiuto di bacchette oppure, in caso di pietanze brodose, con l’aiuto di cucchiai di legno o di porcellana. La tavola è un simbolo dello status sociale e deve essere sempre rotonda; non sono mai presenti coltelli a tavola perché tutto ciò che deve essere tagliato, viene tagliato in cucina. La successione cronologica dei piatti segue una ricerca di equilibrio a partire dai cinque sapori di base dolce-salato-acido-amaro-piccante. Il tè la bevanda più consumata e amata ed è molto gradito per le sue virtù digestive e decongestionanti. La birra e l’alcol di riso sono consumati in occasione delle feste e di solito durante un pasto abituale nessuna bevanda viene proposta o messa in tavola: si disseta con una zuppa o una pappa.
Il Pomelo
Il pomelo è un agrume che produce esperidi frutti con una particolare struttura commestibili e molto apprezzati, frutta e verdura ricca di vitamina C, fibre, acqua e zuccheri solubili fruttosio.Il pomelo si mangia crudo, come la maggior parte degli agrumi, oppure trasformato in succo, marmellata, frutta candita, gelatina ecc. Con il flavedo del pomelo porzione esterna e colorata della buccia ricco di oli essenziali, si possono aromatizzare varie ricette che spaziano dall’antipasto al dolce; con la polpa o il succo dell’endocarpo invece, si confezionano bevande e dolci di vario genere anche granite, e gelati le caratteristiche organolettiche e gustative del pomelo non sono gradite a tutti. Certamente meno calorico delle arance, dei mandarini, delle clementine e dei grossi mandaranci, il pomelo è anche più aspro ed amarognolo più simile, ma non altrettanto “sgarbato”, al pompelmo.Nonostante somigli molto ad un limone, anche se la forma è leggermente allungata sul vertice superiore –simile ad una “pera” il pomelo ha dimensioni più simili a quelle di un melone. Il colore del flavedo è verde che tende al giallino durante la maturazione, l’albedo parte interna della buccia e la colonna centrale sono bianchi e spugnosi, mentre l’endocarpo succulento(polpa è traslucido e di colore giallo tenue. Se vi piacciono i sapori forti e speziati, allora provatelo in questa gustosa ricetta insalata thai, preparata con pomelo, peperoncini, coriandolo, arachidi tostati e cocco. Oppure Pomelo, pompelmo, lime e olio d’oliva: una combinazione perfetta per marinare il vostro carpaccio di capesante. Originario del Sud e Sud Est Asiatico, comparve in Giappone solo nell’era An’ei in seguito agli scambi commerciali con il continente asiatico e oggi è arrivato anche nelle nostre tavole
Passata di pomodoro
È forse l’attività più tradizionale che ci sia, evocativa e legata ai ricordi di un tempo in cui le cose si facevano a mano: stiamo parlando della passata di pomodoro, quel concentrato di polpa straordinariamente rossa e saporita che caratterizza tre quarti della cucina italiana. E’ questo il periodo dell’anno perfetto, quando i pomodori sono ben maturi e si vuol portare con sé il loro aroma anche nei mesi invernali, quando l’ortaggio fresco non ci sarà più o meglio, ci sarà ma sarà tendenzialmente acquoso e insapore.Dunque, come si prepara la passata, anche detta conserva o semplicemente salsa? Ci sono diversi metodi, eccone uno fra i più classici. Cosa occorre: 1 coltello, 2 pentole capienti in acciaio, 1 pentola più piccola in acciaio, 1 passa pomodori o passa verdura, contenitori in vetro con chiusura ermetica da 500 ml, 1 imbuto, 1 cucchiaio di legno, 1 colino a maglia fine, pomodori San Marzano ben maturi.Come si procede. Cominciate lavando e tagliando a metà tutti i pomodori, e lascerete scolare qualche minuto per perdere l’acqua. Metteteli in una pentola e accendete la fiamma, lasciandoli sobbollire a fuoco basso con il coperchio, girandoli di tanto in tanto col cucchiaio di legno. Quando saranno spappolati, passateli con il passa verdure o la macchina apposita per passare il pomodoro, e raccogliete la salsa nella pentola più piccola. Se la salsa è molto liquida, potete filtrarla un’altra volta con il colino a maglia fine e raccogliere solo la parte più densa.Sterilizzazione. Nel frattempo, avrete messo a bollire per circa 30 minuti i vasetti e i loro coperchi, avendo cura di mettere tra loro un canovaccio perché non si rompano sbattendo l’uno conto l’altro. Toglieteli dall’acqua, metteteli un attimo a scolare e riempiteli subito con la salsa servendovi dell’imbuto, finché entrambi sono ancora caldi lasciate circa 2 cm dal bordo del vasetto. E’ molto importante per evitare shock termici che potrebbero inacidire la salsa.Dopodiché richiudete con i tappi. Secondo una scuola di pensiero, se la salsa è sufficientemente bollente il vasetto sarà sufficientemente sterilizzando, e freddandosi creerà il sottovuoto lasciate i vasetti capovolti fino a che si sono raffreddati. Se volete un’ulteriore sterilizzazione, rimettete i vasetti a bollire nell’acqua per altri 30 minuti, finché il coperchio non avrà raggiunto la chiusura ermetica La conserva ben confezionata si mantiene per circa 1 anno, ed è pronta per essere condita e utilizzata come sugo. Se volete potete aggiungere ai vasetti degli aromi, come qualche foglia di basilico o uno spicchio d’aglio.
Passata di pomodoro
È forse l’attività più tradizionale che ci sia, legata ai ricordi di un tempo in cui le cose si facevano a mano: stiamo parlando della passata di pomodoro, quel concentrato di polpa straordinariamente rossa e saporita che caratterizza tre quarti della cucina italiana. E’ questo il periodo dell’anno perfetto, quando i pomodori sono ben maturi e si vuol portare con sé il loro aroma anche nei mesi invernali, quando l’ortaggio fresco non ci sarà più. Dunque, come si prepara la passata, anche detta conserva o semplicemente salsa? Ci sono diversi metodi, eccone uno fra i più classici. Cosa occorre: coltello, pentole capienti in acciaio, pentola più piccola , passa verdura, contenitori in vetro con chiusura ermetica da 500 ml, imbuto, cucchiaio di legno, colino pomodori San Marzano ben maturi. Cominciate lavando e tagliando a metà tutti i pomodori, e lascerete scolare qualche minuto per perdere l’acqua. Metteteli in una pentola e accendete la fiamma, lasciandoli sobbollire a fuoco basso con il coperchio, girandoli di tanto in tanto col cucchiaio di legno. Quando saranno spappolati, passateli con il passa verdure, e raccogliete la salsa nella pentola più piccola.. Nel frattempo, avrete messo a bollire per circa 30 minuti i vasetti e i loro coperchi, avendo cura di mettere tra loro un canovaccio perché non si rompano sbattendo l’uno conto l’altro. Toglieteli dall’acqua, metteteli un attimo a scolare e riempiteli subito con la salsa servendovi dell’imbuto, finché entrambi sono ancora caldi lasciate circa 2 cm dal bordo del vasetto. Secondo una scuola di pensiero, se la salsa è sufficientemente bollente il vasetto sarà sufficientemente sterilizzando, e freddandosi creerà il sottovuoto lasciate i vasetti capovolti fino a che si sono raffreddati. La conserva ben confezionata si mantiene per circa 1 anno, ed è pronta per essere condita e utilizzata come sugo. Se volete potete aggiungere ai vasetti degli aromi, come qualche foglia di basilico o uno spicchio d’aglio.
