Ciotola sana

Si tratta dell’ultima disposizione in fatto di cibi sani, si serve in una ciotola e si chiama healthy bowl. Buona, saziante e bella da vedere, la versione cool del classico piatto unico, è composta da ingredienti naturali, semplici e colorati: verdura, cerali integrali, semi, germogli, frutta e proteine vegetali o animali. Il tutto mixato per poter fornire all’organismo gli alimenti di cui necessita per mantenersi in salute, senza però trascurare il gusto. L’healthy bowl è infatti accompagnata da dressing, salsine e marinature varie, sempre preparate con ingredienti naturali, che rendono più appetibile e stuzzicante il piatto e non pesano sulla linea. Sulla preparazione ci si può veramente sbizzarrire. Un esempio? Le Buddha bowls, ispirate alla tradizione orientale e che in origine venivano preparate per stimolare cognizione e gratitudine. Oggi si tratta di ciotole ricche di ingredienti naturali: riso, semi di sesamo, edamame, salmone, tonno, alghe e scaglie di mandorle. Pesce crudo tagliato a cubetti accompagnato da riso, alghe, e tanti altri ingredienti tipici della tradizione hawaiana sono invece caratteristici delle cosiddette Pokè bowls. Non manca la versione dolce delle bowls con frutta fresca e secca, yogurt, bacche, semi e avena, validissima alternativa alla prima colazione. E quando la temperatura si fa rovente basta congelare la frutta e poi frullarla per creare una bowl gelato naturalissima da inserire nella ciotola insieme ad altri ingredienti. La “ciotola della salute” sta divenendo una vera e propria tendenza in tutto il mondo, tanto che nelle grandi città molti locali servono solo bowls, mentre altri ne hanno introdotte all’interno del menù, accanto ai piatti più classici. Tra i privilegi nutrizionali garantiti da questo “nuovo” piatto c’è la possibilità di assimilare in un’unica soluzione molteplici alimenti che forniscono il giusto apporto di carboidrati, proteine, grassi buoni e fibre. Una soluzione ideale, ad esempio, durante la pausa pranzo, quando solitamente si ha poco tempo a disposizione.

 

Frutta e verdura contro il mal d’autunno

Finisce l’estate, addio a giornate in riva la mare, e pisolini sotto il sole  arriva l’autunno: foglie secche, primi freddi camini accesi,e…un po’ di  malumore. Il passaggio dalla stagione calda a tempo più freddo magari con nebbia e pioggia favorisce infatti un peggioramento dell’umore ed una percezione di disagio. Colpa della minore presenza di sole, e delle ore di luce. Così, è possibile aiutarsi con qualche alimento. In primis: non cedere all’istinto. L’arrivo della stagione autunnale accende interruttori biologici, che spingono a consumare alimenti ricchi di calorie, come fanno tutti gli animaletti che finiscono in letargo, ma questo non è il nostro caso!. Al contrario, bisogna seguire un’alimentazione equilibrata, con buone dosi di frutta e verdura. Detto questo, privilegiare la frutta di stagione di stagione…Come arance e mandarini: ricchi di vitamina C, aumentano anche il senso di sazietà e rendendo la pelle più giovane ed elastica.O come la pera, deposito di minerali: calcio, magnesio, potassio e fosforo. E’ anche generosa con la fibra. Infine, è povera di calorie e non pericolosa per linea. La mela, spesso trascurata, offre sali ed una coppia di vitamine nemiche d’inappetenza, cattiva digestione e problemi come stanchezza e nervosismo. Ed infine l’uva: con le vitamine difende dal cancro e dai radicali liberi. Va tenuto conto dell’alto valore calorico 70 cal. Ogni 100grammi.…Senza dimenticare la verdura Così, al primo posto la verdura a foglia verde. Spinaci, bietole e verze mettono in tavola una valanga di vitamine. accoppiate a tanti antiossidanti, corazza contro i danni dei radicali liberi. Nella stagione di Halloween ha buon gioco la zucca. La sua buccia giallo-arancione difende molto beta-carotene. Arrivano poi i minerali Il radicchio è un depuratore naturale, perfetto per ritornare a pieno ritmo dopo le follie alimentari della bella stagione. Merito di sali minerali, fibre, ed una squadra di vitamine Chiudiamo coi legumi. Il loro merito sta nell’abbondanza di proteine, carboidrati e nella capacità di fornire energia, ci sono in fine infinite ricette con gli alimenti buoni, come la zuppa di ceci, pasta e fagioli, zuppa di lenticchie  e chi più ne ha ne metta, per un inverno….comunque felice!

 

La complicità sotto le lenzuola

La complicità sotto le lenzuola passa anche attraverso la tavola grazie alla dieta dell’amore a base di frutti di mare.Nelle credenze popolari questi alimenti tipici della dieta mediterranea sono sempre stati considerati degli afrodisiaci naturali e ora lo conferma anche uno studio scientifico. Secondo un équipe di studiosi di Harvard infatti vongole,cozze,ostriche  aiuterebbero ad incrementare il desiderio e a creare un ottimo feeling con il partner. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical, si è concentrato sull’osservazione di coppie che cercavano di avere un bambino. I dati raccolti hanno dimostrato che chi consumava almeno due volte a settimana frutti di mare aveva molti più rapporti sessuali e quindi una maggiore possibilità di concepire.Per gli studiosi questo effetto di super-fertilità sarebbe causato non solo dall’attività sessuale  molto più intensa, ma anche da quelli che sono stati definiti “altri fattori biologici” legati proprio a cozze e compani, che agirebbero direttamente sul seme maschile , sull’embrione e sull’ovulazione, migliorandone la qualità. “I nostri risultati insistono sull’importanza non soltanto della dieta femminile, ma anche di quella dell’uomo ha spiegato Audrey Gaskins, sul tempo necessario a ottenere una gravidanza. E indicano a entrambi i partner di introdurre nell’alimentazione più frutti di mare”. D’altronde i frutti di mare sono considerati da sempre un’ottima fonte di proteine e di nutrienti indispensabili per la salute delle donne, soprattutto di quelle che sognano di concepire un bambino.Volete riaccendere la passione con il partner? Allora provate i frutti di mare. Gustate un bel piatto di cozze, accompagnato da crostini di pane, oppure una gustosa pasta con le vongole, ma anche i fasolari, lumache e lumachine. Basterà una bottiglia di buon vino e l’atmosfera giusta per regalarvi una notte d’amore indimenticabile. Lo dice la scienza. Provare per credere.

 

Latte di scarafaggio

Tutti ne parlano. I superfood, ovvero alimenti dalle particolari caratteristiche nutrizionali, sempre più fanno parte della nostra vita. E, ovviamente, della nostra alimentazione. Dopo i semi di chia, quelli di lino e il succo di açai, a far parlare di sé è il latte di scarafaggio. Avete capito bene. La notizia potrebbe far arricciare il naso. A primo impatto, infatti, la proposta non risulta proprio così invitante. E tanto meno appetitosa. In realtà questa bevanda non sarebbe così disgustosa come potrebbe sembrare. Stando a quanto riporta una famosa rivista, a mettere in evidenza le proprietà nutrizionali sono stati i ricercatori di Bangalore. A loro avviso questo latte, rispetto a quello di mucca, sarebbe tre volte più nutriente. E non solo. Mostrerebbe anche una concentrazione calorica elevata. Dato l’animale in questione, la domanda da porsi è una: come si ottiene? Ovviamente non è possibile mungere uno scarafaggio. La cosa curiosa è che questa particolare specie, Diploptera Punctata, non depone le uova bensì partorisce proprio come gli esseri umani. I piccoli sarebbero poi alimentati dalla mamma tramite un liquido lattiginoso, ricco di proteine, grassi e zuccheri secreto in forma di cristalli. Potrebbe dunque essere la soluzione vincente per tutti coloro che sono soliti combattere con l’allergia al latte vaccino o con l’intolleranza al lattosio. Commercializzare questo prodotto potrebbe risultare una follia. Sarebbero infatti necessari 1.000 scarafaggi per realizzare 100 millilitri di latte. Questo insetto è una specie rara originaria del Pacifico che vive solo in realtà come Australia, Myanmar, Cina, Fiji, Hawaii e India. L’unico modo per recuperarli sarebbe aprirli. Onde evitare di ricorrere a un metodo così barbaro, in alternativa, si potrebbe isolare il gene della proteina. Proprio così, in questo modo verrebbe prodotto in laboratorio avvalendosi di vasche microbiologiche. Non resta dunque che armarsi di pazienza e verificare se realmente, prima o poi, troveremo questa bevanda tra gli scaffali del supermercato.

Dimagrire al sole

Pare proprio di sì in estate si dimagrisce di più e più facilmente, grazie alle salutari camminate sulla spiaggia in riva al mare, la luce del sole nella lunghezza d’onda blu, quella molto intensa di giorno, penetrando nella pelle raggiunge le cellule adipose più superficiali e le fa “sgonfiare”: le goccioline di lipidi che contengono, infatti, si rimpiccioliscono e vengono espulse più facilmente. In inverno, la minore presenza di luce favorirebbe  invece l’effetto opposto e quindi l’accumulo di grasso. Secondo Peter Light, le cellule adipose sarebbero perciò una sorta di orologio biologico esterno, che indica all’organismo quanto grasso bruciare in base alla stagione. A differenza di gran parte dei mammiferi, l’uomo ha grasso quasi ovunque nel corpo, sotto la pelle: nel corso dell’evoluzione potrebbe essere servito come sensore della luce esterna, utile per accumulare peso ed energia in inverno, quando era più difficile trovare cibo, e usare queste riserve in estate, dimagrendo. Attenti però alle scottature. Non piazzatevi sotto il sole a oltranza per perdere una taglia: non è ancora chiaro quale intensità o durata di luce attivi il meccanismo di “scioglimento” del grasso, il rischio è scottarsi senza diminuire di un solo etto.

Dieta e regolarità

Il caso tipico è quando si va in vacanza. Complice il cambio d’aria, anche chi è regolare quasi come un orologio svizzero può incorrere in fastidiosi “intoppi” intestinali. Per non avere di questi problemi è sufficiente seguire un corretto regime alimentare e qualche semplice regola. Abbiamo chiesto, dunque, a Giovanna Cecchetto, e abbiamo scoperto, innanzitutto, che chi bene comincia è a metà dell’opera.La prima colazione è, infatti, il pasto più importante della giornata oltre a una grande opportunità per aumentare l’apporto di fibre. Per questo la dottoressa suggerisce di farla con una tazza di latte o yogurt in cui intingere carboidrati ricchi di fibre per esempio 4 o 5 cucchiai di cereali e un frutto. «Questo tipo di breakfast non solo aiuta ad accelerare il transito intestinale, ma lascia un senso di sazietà che permette di arrivare a pranzo senza grossi sforzi», spiega Cecchetto. La pausa pranzo, è il grosso cruccio per chi mangia fuori casa. Ormai anche nei bar si trovano piatti unici che possono ben adattarsi alla nostra dieta. Per esempio una porzione di roast beef o di bresaola accompagnata da un contorno di verdure e pane integrale o patate, assicura il giusto apporto proteico e di fibre. Ma il panino è bandito anche quando si è di fretta? Assolutamente no, purché non sia tutti i giorni. Comunque meglio se senza salumi e accompagnato da verdure. Qui, come nel caso di una bella insalatona mista, è importante la quantità e la molteplicità degli ingredienti, per non rischiare di avere fame dopo un’ora. E per cena? L’ideale, se avete optato per le proteine animali a pranzo, sarebbe un piatto di pasta seguito da un piatto di verdure o in alternativa una zuppa di legumi o cereali Una dieta così bilanciata e ricca di fibre, assicura energia e senso di sazietà a lungo. Purché sia ben accompagnata, durante tutto il giorno, da acqua: almeno 1,5-2 litri al giorno

 

Ostriche croce e delizia dei palati più fini

Estate: per i più fortunati è tempo di vacanze, di ore stesi al mare sulla spiaggia o su un prato a guardare il cielo e a far volare l’immaginazione. Tempo anche di serate con amici e di cibi più freschi e particolari come ad esempio le ostriche  da sempre la croce e la delizia dei palati più fini, costantemente in cerca degli esemplari migliori, da mangiare rigorosamente crudi. Ma perché́ le ostriche crude sono così difficili da aprire? Colpa della paramiosina, una proteina che rende molto forte la chiusura delle valve del mollusco. La paramiosina, che si trova in molti molluschi e invertebrati, è così potente che ogni anno 2.000 francesi devono ricorrere alle cure mediche perché́ si feriscono nel tentativo di aprire le valve. Ma se queste sono ben chiusure è comunque un buon segno, perché́ significa che l’ostrica è viva e sana. Se invece si aprono senza difficoltà, vuol dire che il mollusco è già̀ morto e non va mangiato perché́ risulterebbe tossico, l’ostrica quando è fresca emana un buon odore di mare del salmastro, e una volta aperto, il guscio deve contenere una buona quantità di liquido al suo interno

Iniziare la giornata col piede giusto

Iniziare la giornata col piede giusto è il segreto per rendere l’intera giornata produttiva, essere energico fino a sera sia fisicamente, sia mentalmente. Dal bicchiere d’acqua quotidiano al risveglio, a sport e luce naturale, ecco allora alcune buone abitudini da ripetere diligentemente ogni giorno  per non annegare fin dal primo mattino sotto stress e impegni inderogabili. La mattina è un momento critico che può decidere il tono dell’intera giornata, nonché anche la tua salute a breve e lungo termine. Organizzare la giornata Per iniziare la giornata col piede giusto si parte la sera prima, facendo una minima pianificazione per il giorno dopo, almeno per le prime ore. Basta già adottare la buona abitudine di decidere i vestiti che indosserai e cosa mangerai a colazione, decisioni a prima vista banali che, però, se prese il mattino stesso, rubano tempo e fatica che si può spendere per questioni più importanti. Non tentennare nel letto Poltrire altri dieci minuti dopo il suono della sveglia non è utile perché in quel breve frangente non si può godere di un sonno di qualità, quindi di fatto è un tempo inutile per il riposo. Seguire orari regolari Andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora è un toccasana per mente e corpo: infatti, solo così il fisico conserverà salutari ritmi, che regolano metabolismo ed energia. Un bicchiere d’acqua al risveglio Serve a reidratare il corpo dopo ore senza bere e anche ad attivare il metabolismo; il corpo ha bisogno di acqua per regolare, ad esempio, i processi digestivi. Meditare Può essere un magnifico esercizio per la mente svolgere ogni mattino un breve esercizio di meditazione: dà energia, creatività e concentrazione. Specie nel caso in cui la meditazione non riesca perché avete difficoltà a spegnere il cervello e svuotarlo dalle inquietudini, meglio optare per scrivere un diario o colorare, attività che come la meditazione calmano, aiutano la concentrazione e il pensiero creativo. Luce. L’ideale è iniziare la mattina mettendosi fuori alla luce naturale, che regola i propri ritmi e spegne il sonno la luce inibisce la produzione di ormone del sonno, inoltre la luce solare fa bene all’umore, quando vi alzate con il sole fate due passi in giardino magari mentre sorseggiate una tisana, perché uno dei primi compiti della giornata è la colazione, un pasto insostituibile perché dà energia e riduce l’appetito nel corso di tutto il giorno. Preferire proteine e carboidrati sani della frutta; no a dolci e snack che contengono zuccheri cattivi. Chi salta la colazione è meno energico e più a rischio di ingrassare, Dedica tempo ai tuoi cari. Fare colazione in famiglia, parlare anche solo al telefono mentre andiamo in ufficio con qualcuno che ci dà il buon umore è un modo per ricaricarsi di energia; evitare le persone difficili nella vostra vita, che hanno invece effetto contrario al mattino.

 

 

 

Capelli folti ecco cosa mangiare

Donne e uomini, tutti hanno a cuore la salute della propria chioma: il diradamento è, infatti, uno dei maggiori incubi che, in entrambi i sessi, genera angoscia. Le cause? Possono essere varie: si va dai disordini ormonali allo stress passando per carenze nutrizionali etc. Inutile negarlo: nessuno vorrebbe rinunciare ad avere dei capelli folti e belli. Stando a quanto si legge sul Daily Mail, la soluzione a questo incubo passerebbe per la tavola. Proprio così, basterebbe apportare semplici cambiamenti alla propria dieta per prevenire spiacevoli cadute. A diffondere la notizia è stato un team composto da naturopati, erboristi e nutrizionisti che, hanno svelato quali sono gli alimenti utili al fine di rafforzare i propri capelli. Potere al mango. Questo frutto esotico vanta molteplici proprietà. Essendo ricco di silice, vitamine A, B6 e C, aiuta a rafforzare i capelli e ne favorisce la crescita. E’ un ottimo spuntino: bastano due fette di medie dimensioni per avere un aspetto luminoso. Fagioli di soia. Si ritiene che gli alimenti derivati dalla soia inibiscano la formazione di un ormone noto come diidrotestosterone A quanto pare uno squilibrio del DHT contribuirebbe alla caduta dei capelli. Al fine di vedere dei risultati, basta prevedere una porzione di fagioli pari a 75 g a settimana. Uova. Le uova, essendo ricche di proteine, aiutano ad aumentare la produzione di collagene che protegge non solo la pelle ma rende anche i capelli meno sensibili alla rottura. Come mangiarle? Come si preferisce, ovvero bollite o in camicia. Fichi. I fichi sono una grande fonte di ferro, cibo essenziale per una sana crescita dei capelli. Per una chioma in salute, bastano due frutti al giorno. Semi di zucca. Questi semi, ricchi di proteine, sono un’ottima fonte di zinco. Sono dei validi alleati alla lotta contro la caduta di capelli. Ne basta un cucchiaio al giorno per scongiurare il pericolo. Semi di lino. Ad alto contenuto di omega-3, i semi di lino vanno a nutrire i capelli impedendo che si indeboliscano. Come assumerli? E’ sufficiente un cucchiaio al giorno, sia come spuntino o in aggiunta ai regolari pasti. Frutti di bosco. Che dire poi dei frutti di bosco? Contengono vitamina C che favorisce la circolazione del cuoio capelluto. La sua azione antiossidante inoltre protegge i follicoli dai danni dei radicali liberi. Un pugno al giorno è un vero toccasana

Quello che mangi potrebbe cagionare il cervello

E se la salute del cervello dipendesse dalle nostre abitudini alimentari? E se il crescente aumento di demenza senile fosse collegato all’eccessivo consumo di zuccheri a grassi saturi?Qualcuno ha iniziato a pensarci seriamente mettendo insieme dati come l’allungamento dell’aspettativa di vita, che sicuramente incide sull’aumento della demenza, malattia tipica del cervello che invecchia, e l’abitudine a mangiare junk food, palesemente ricco di grassi saturi e zuccheri. Tra i più convinti sostenitori che cibo e demenza siano correlati, c’è Suzanne de la Monte, che ha addirittura proposto di chiamare la demenza diabete di tipo 3 per distinguerlo La ricercatrice, durante i suoi esperimenti che le sono valsi diverse pubblicazioni, notò che se nutriva le cavie con cibi ricchi di grassi, zuccheri e quindi cibo ipercalorico, le performance cognitive diminuivano velocemente fino a giungere a vere e proprie manifestazioni di demenza. La correlazione junk food e demenza è stata dimostrata anche nell’uomo. Susanne Craft, pioniera negli studi sull’Alzheimer, dopo aver nutrito per 30 giorni un gruppo di volontari con una dieta ad alto tenore di zuccheri e grassi, e un altro gruppo con una dieta povera di zuccheri e grassi, ha dimostrato che nel gruppo nutrito a junk food il liquido cerebrospinale presentava un aumento di una  proteina che nell’Alzheimer si deposita fino a devastare intere aree cerebrali. In un altro studio, la ricercatrice ha somministrato insulina spray a un centinaio di volontari dimostrando che migliorava la capacità decisionale, la memoria e le prestazioni cerebrali. I suoi studi si sono dimostrati così convincenti che il National Institue of Health ha finanziato le sue ricerche con un’enorme somma di denaro, quasi 8 milioni di dollari, per capire se l’insulina e gli antidiabetici orali possono essere usati come cura contro l’Alzheimer.