Ora solare 25 ottobre 2020

Da qualche anno si discute sull’abolizione o meno dell’ora legale, ma ancora una volta ci troviamo a spostare le lancette. Nel 2021, però, dovrebbe arrivare una decisione definitiva di abolire definitivamente il cambio dell’ora tramite una consultazione promossa dall’Unione Europea. Il 76% dei votanti ha risposto in modo favorevole ma non si è giunti ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti i paesi. Mentre la Francia ha deciso di abolire l’ora solare, l’Italia non ha mai preso una posizione. Si dovrebbe arrivare ad una decisione a blocchi in cui i paesi dell’Europa Meridionale potrebbero tenere l’ora legale per tutto l’anno mentre i paesi del Nord opterebbero per quella solare“
Nella notte tra il 24 e 25 ottobre 2020 comunque  le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro di un’ora, precisamente dalle ore 3:00 alle 2:00. Risultato? Potremo dormire un’ora in più, la mattina ci sarà più luce ma il pomeriggio farà buio prima. Ritorneremo a godere della luce del sole fino a sera quando ritornerà l’ora legale, che dovrebbe avvenire l’ultimo week end di marzo 2021, ma il condizionale è d’obbligo. Introdotta nel 1966 l’ora legale, nei mesi caldi, rende le giornate più lunghe regalando un’ora in più di luce alla sera. Se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno avremmo albe molto buie e meno ore di luce alla mattina. Di contro le giornate potrebbero sembrare più lunghe. Da non sottovalutare le ripercussioni sull’umore: nonostante il “jet lag” sia minimo, a qualcuno girerà la luna storta, e per qualche giorno. Nel nostro paese i vantaggi dell’ora legale tutto l’anno sarebbero sicuramente garantiti. Innanzitutto ci sarebbe più risparmio di energia elettrica dello 0,2%: se con l’ora solare il sole sorge alle 4,30 in estate e tramonta alle 20, con l’ora legale il periodo di luce andrebbe dalle 5,30 alle 21.

Vivere di giorno dormire di notte

L’invenzione della luce elettrica ha indubbiamente rivoluzionato il nostro modo di vivere: in un periodo di pressappoco centocinquant’anni la luce artificiale ha radicalmente modificato la società rendendo possibili le attività dell’uomo ben oltre l’orario del tramonto. Siamo così passati da una vita dove i ritmi lavorativi, di relazione e più in generale di ogni nostra occupazione quotidiana non sono più scanditi dalla luce solare, ma ne sono invece totalmente indipendenti. La luce elettrica e la conseguente rivoluzione industriale ci ha rinchiusi in ambienti privi di illuminazione naturale con buona pace del nostro orologio biologico interno. Si è  dimostrato che esiste una precisa relazione tra le variazioni di luce solare e di temperatura e il nostro stato d’animo: determinate condizioni possono favorire la concentrazione, la predisposizione all’apprendimento oppure istigare un piacevole rilassamento. Passare giornate intere, come in ufficio ad esempio, esposti costantemente a una illuminazione fissa può essere causa di molteplici patologie, dalla banale emicrania a malattie ben più serie. Pericolose insidie si nascondono nei comportamenti che ormai diamo per scontati, come utilizzare tablet e cellulari nelle ore serali e notturne. La nostra società è totalmente dipendente dall’utilizzo della corrente elettrica, pensiamo al senso di smarrimento ed impotenza che ci coglie se si verifica un black-out. Paradossalmente la tecnologia si può rivelare una potente alleata per riavvicinarci ai nostri ritmi naturali, l’illuminotecnica si sta evolvendo verso tecniche più sofisticate che consentono di ricreare anche in ambienti chiusi delle condizioni molto simili a quelle esterne. Variazioni di luminosità e spettro luminoso possono oggi essere comandati da sofisticati sistemi di gestione luminosa che simulano efficacemente il naturale scorrere delle ore solari, e parallelamente al cambiamento luminoso esterno si può vivere in interno simulando la stessa variazione luminosa, dando al corpo quella sensazione del tempo che solo il movimento del sole sa donare agli esseri viventi. Questo tipo di illuminazione rispetta i nostri ritmi circadiani, migliorando notevolmente le condizioni degli ambienti chiusi. Di sicuro anche i nostri amati amici a quattro zampe ne troveranno grande vantaggio, Questo tipo di illuminazione può portare notevoli giovamenti anche alle piante ricreando il medesimo ciclo vitale che hanno in natura permettendo anche agli alberi di vivere in spazi chiusi producendo ossigeno e crescendo. Il rispetto dei ritmi naturali è una parte fondamentale per il nostro benessere fisico e psichico e naturalmente anche per quello dei nostri coinquilini animali e vegetali.

Torna l’ora legale

L’ora legale scatterà questa notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo: da quel momento sarà necessario spostare gli orologi un’ora avanti, se usate solo l’orologio del vostro smartphone, tranquilli: lo farà da solo. L’ora legale, per comprendere, comporta che se non cambiate l’ora già da sabato sera e la vostra sveglia di domenica è puntata per le 8, quando vi alzerete saranno già le 9. Lo svantaggio è che si dormirà un’ora in meno, ma il vantaggio è che a partire da domenica farà buio un’ora più tardi la sera.Quando sarà passato questo momento che ci tiene chiusi in casa a causa del covid-19, potremmo approfittare di questa ora di luce in più per fare delle belle passeggiate, o gustare deliziosi aperitivi in giardino in attesa di splendidi tramonti. L’ora legale rimpiazza l’ora solare, e tra le altre cose fa risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica

E’ arrivata la primavera

Stamani mattina mentre ancora dormivamo e precisamente alle ore  4.49 è iniziata ufficialmente la primavera, l’equinozio di primavera, cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della stagione. Convenzionalmente diciamo che la stagione comincia il giorno 21 di marzo, ma in realtà le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra. L’equinozio è il momento preciso in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un qualsiasi punto sulla linea dell’equatore: durante i giorni in cui cade l’equinozio d’autunno o di primavera il dì cioè l’insieme delle ore di luce ha la stessa durata della notte anche se poi non è esattamente così, a causa di alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre. Quest’anno, forse per la prima volta nella storia, milioni di italiani passeranno il giorno dell’equinozio di primavera in casa, a causa delle restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus. Sicuramente è meglio passare questo periodo con il sole che entra dalla finestra, soprattutto per chi ha un giardino o una terrazza, che uscire fuori, magari approfittiamo del suo arrivo  per prendere qualche ora di sole seduti sopra un comodo divanetto

 

Ora legale si cambia o no nel 2020

Anche per il 2020 ci sarà il passaggio all’ora legale. Nell’ultimo week end di marzo, infatti, e precisamente nella notte tra il 28 e il 29, sposteremo ancora una volta le lancette dell’orologio in avanti. Si cambia, dunque, e per l’Italia non sarà l’ultima volta. Dopo che i singoli stati membri dell’Unione europea sono stati invitati a decidere il proprio fuso orario da qui al 2021, stabilendo se mantenere in vigore o meno il cambio tra ora solare e quella legale, l’Italia ha detto definitivamente la sua. A febbraio 2018 il Parlamento invitò la Commissione a valutare la direttiva sugli accordi relativi all’ora legale e, se necessario, presentare una proposta di revisione. In seguito alla valutazione delle risposte, la Commissione presentò la proposta chiedendo agli Stati di decidere entro aprile 2021 se adottare definitivamente l’ora legale o l’ora solare.Nel novembre scorso l’Italia si è detta contraria alla totale abolizione dell’ora legale per tre ordini di ragioni: innanzitutto mancherebbero ancora prove scientifiche che quei due piccoli cambiamenti di fuso orario possano creare un danno psico-fisico; inoltre, grazie all’ora legale, che per sei mesi consente di accendere le luci un’ora dopo, gli italiani risparmiano parecchio in bolletta; la terza perplessità riguarda la possibilità che le singole scelte dei Paesi membri possano creare differenze tra fusi orari talmente ingombranti da mettere a rischio il corretto funzionamento del mercato comunitario. Quindi, dopo che l’Unione europea aveva chiesto ai vari stati membri di decidere riguardo al proprio fuso orario, l’Italia ha per il momento detto di no e ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere il sistema tuttora in vigore: sei mesi l’anno di ora legale, e sei mesi l’anno di ora solare come molti altri Paesi del Sud, a differenza dei Paesi del Nord che sono apertamente contro l’ora legale, dal momento che in estate fa buio più tardi e non hanno bisogno di spostare gli orologi per un risparmio energetico.

La luce che fa la differenza

A volte è come uno schiaffo perché ci fa saltare sul letto proprio mentre vorremmo dormire. Alle sei del mattino, alle otto o dopo, non è mai il momento giusto. Per la maggior parte di noi il suono a tutto volume della sveglia è un segnale che disturba, sappiamo che dobbiamo alzarci. Un rumore che può essere molto fastidioso. Un aiuto in questa direzione potrebbe arrivare dalla luce, incorporata al suono della sveglia per aiutare a svegliarsi in modo più naturale. Insomma non più un rumore che ci fa sobbalzare, ma un suono accompagnato a una fonte luminosa che aiuti un risveglio ‘dolce’. Sono queste le conclusioni di un’analisi del Baylor College of Medicine, Gli esseri umani hanno un ritmo circadiano che agevola una naturale tendenza ad avere più sonno di notte e ad essere più svegli durante il giorno il contributo più forte alla creazione del ritmo circadiano è la luce. Siamo sicuramente più attivi durante il giorno e più portati a dormire nelle ore notturne quando c’è meno luce. La presenza di luminosità a volte diversa dal giorno previsto può disturbare il nostro ritmo circadiano abbastanza da nuocere la nostra capacità di dormire bene la notte”.Per questo è importante che ci siano il più possibile buio e silenzio quando si cerca di addormentarsi, anche se non è notte. In generale, tablet e telefonini vanno chiusi o tenuti lontani almeno 30 minuti prima di assopirsi. Infatti le tecnologie digitali, con le loro luci blu, possono disturbare il nostro ciclo naturale sonno-veglia, spingendoci ad addormentarci sempre più tardi e rendendo difficile il risveglio.

Equinozio di primavera

È primavera. Con l’equinozio di oggi 20 marzo arriva la primavera. E con la Primavera ecco anche l’ultima Super luna piena del 2019, dopo quella di febbraio, la più grande dell’anno. Sarà possibile ammirarla proprio questa notte tra il 20 e il 21 marzo. Quest’anno, l’equinozio di Primavera cade il 20 marzo, alle 22:58″, spiegano all’ANSA gli astrofisici “Pochissime ore dopo, il 21 marzo alle 02:43, la Luna raggiungerà la fase piena. Questa coincidenza di date non avveniva dal 2000 e non riaccadrà prima del 2030. Quindi l’evento di domani è abbastanza raro. Un’occasione per alzare lo sguardo al cielo, soprattutto nei centri urbani dove l’illuminazione limita la vista del firmamento. Infine, l’arrivo della primavera coincide con l’allungarsi delle giornate e nella notte tra il 30 e il 31 marzo tornerà l’ora legale: in quell’occasione, alle ore 2:00 dovremo spostare le lancette degli orologi avanti di un’ora, alle 3:00.

Stanotte ritorna l’ora solare

Ci siamo: domenica 28 ottobre, alle 3 di notte, le lancette dell’orologio tornano un’ora indietro. Dovremo ricordarci di spostare gli orologi con le lancette indietro di un’ora, mentre gli smartphone di norma si sistemano autonomamente al momento del cambio.Grazie all’ora solare, che rimarrà in vigore fino al 31 marzo 2019, si dormirà un’ora in più. Il vantaggio è che le mattine avranno più luce, ma, di contro, la sera il sole tramonterà prima. Ogni Stato, secondo la sua proposta, dovrebbe decidere se adottare l’orario solare tutto l’anno oppure quello legale. Se la proposta verrà approvata sia del Parlamento che dei Paesi membri, i governi dovranno scegliere in aprile tra ora legale e ora solare. Nel mese di ottobre dell’anno prossimo, avverrà quindi l’ultimo cambio di ora per coloro che avranno optato per l’ora solare. Ma su quale criterio adottare, i Paesi non hanno posizioni uniformi.In Italia l’ora legale è in vigore dal 1966. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico aumentava di continuo. In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un’ora.

 

Abolire l’ora solare

Più ore di luce, meno stress. Che sia arrivata l’ora di togliere l’ora legale? E mettere la parola fine allo spostamento  due volte l’anno  delle lancette, con quell’ ora di sonno che si perde e si guadagna ma ci lascia storditi per almeno una settimana e quella sveglia non spostata che suona troppo tardi e ci fa perdere l’appuntamento della vita? Il Parlamento Europeo ne parla. Anzi, gli eurodeputati voteranno, oggi, la risoluzione presentata da 2 colleghi  Pavel Svoboda e Karima Delli che chiederanno alla Commissione di produrre una proposta di regolamento per l’abolizione del cambio d’orario da aprile a ottobre. Bisognerà vedere i numeri . E c’è da dire che il tema non coinvolge gran parte dei deputati del sud Europa. E nella spiegazione si legge che «numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale». Da qui la richiesta di modificare le regole che, secondo i due eurodeputati, potrebbe giovare all’economia grazie a persone meno distratte e stanche al lavoro. Ma non è solo una questione di sbalzi d’umore. Secondo quanto rilevato grazie a quell’ ora quotidiana di luce in più che ha portato a ritardare l’accensione delle lampade dal 26 marzo 2017 al 27 ottobre, l’anno scorso l’Italia ha risparmiato, totalmente, 567 milioni di chilowattora. Ma non tutti sono d’accordo. Secondo uno studio dell’Università della California, il passaggio dall’ora solare a quella legale non rappresenterebbe un risparmio: il caldo estivo porterebbe, infatti, ad un maggiore uso dei condizionatori e dispendio di elettricità che la differenza di luce non riuscirebbe a compensare. In ogni caso, l’ora legale, quest’anno, tornerà. Il prossimo appuntamento con le lancette da spostare e la sveglia da puntare bene è atteso per domenica 25 marzo 2018.

Stanotte cambio dell’ora si dorme un ora in più

Questa notte ci toccherà spostare le lancette di sveglie e orologi  un’ora indietro, dalle tre alle due, con tutte le conseguenze che questo gesto apparentemente facile comporta. A cambiare sarà soprattutto il numero di ore di luce durante la giornata, che proprio durante i mesi invernali diminuiscono drasticamente, anche se, di contro, potremo dormire un‘ora in più del solito. Come si può intuire dal nome l’ora solare è quella “naturale”, in contrapposizione a quella legale, che di solito avviene l’ultima domenica di marzo ed è quella in cui si dorme di meno. A marzo l’ora ufficiale cambia per sfruttare la maggiore luce diurna che c’è durante la primavera e l’estate. Da domani l’ora torna a essere quella naturale, solare appunto. Portando le lancette avanti infatti ci svegliamo tutti un’ora prima e in questo modo sfruttiamo maggiormente la luce naturale del mattino e guadagniamo un’ora di luce per la sera, accendendo le luci più tardi Si tratta di un cambiamento che per molti è impercettibile ma che ha una serie di ripercussioni sulle nostre capacità psicofisiche. È per questo che capita di sentirsi scombussolati per giorni o anche settimane, con alcuni effetti collaterali come sonnolenza, difficoltà di risveglio, diminuzione delle energie, alterazioni dell’umore e difficoltà a concentrarsi. È stato stimato che soltanto nel nostro Paese siano più di 12 milioni gli italiani alle prese con questo disagio. Ma si tratta di una condizione reale o dipende soltanto dal nostro modo di reagire alle giornate corte e all’arrivo dell’accensione di caminetti e stufe?