Ditelo con i fiori…

“Say it with flowers”, ditelo con i fiori, recita uno slogan.. Da sempre, i fiori sono uno dei messaggi più potenti e diretti, tant’è che si parla di “linguaggio dei fiori”. Non c’è fiore che non abbia un suo significato, che non sia simbolo o metafora di un aspetto della realtà. I fiori sono esseri viventi che appartengono a un mondo inferiore e che tuttavia possiedono una vita psichica oltre che fisica. Il grande insegnamento in materia floreale è infatti questo: ogni fiore ha un proprio percorso. I fiori hanno una sensibilità e la capacità di comunicare attraverso i colori, le forme e i profumi. Basti pensare che si nutrono principalmente di luce. Una delle applicazioni più note dello Zen, la disciplina spirituale, è l’arte della composizione floreale, detta ikebana. Disporre i fiori secondo intenti simbolici oltre che logiche decorative è un modo raffinato di cogliere l’essenza dell’universo floreale. Chautebriand ha scritto una pagina straordinaria sui fiori, che descrive così: “la corolla del fiore dà il miele alle api: è la figlia del mattino, l’incanto della primavera, la sorgente dei profumi, l’amore dei poeti. Trapassa presto come l’uomo ma rende dolce le sue foglie alla terra. Nazioni intere hanno in lei l’interprete dei loro sentimenti; essa è come un libro che non racchiude alcun errore e non custodisce se non la storia fugace delle rivoluzioni del cuore..domani è la festa della mamma regalare un fiore può essere un bel gesto…

Auguri a tutte le mamme!

Martedì grasso si festeggia la fine del carnevale

È questo il martedì grasso, il giorno che precede l’inizio della Quaresima, e che quindi sancisce la fine di ogni scorpacciata oggi si friggono frittelle, e dolci tipici carnevaleschi, si mangiano piatti a base di carne e si beve e balla fino a tardi.Secondo la tradizione cristiana, con il mercoledì delle Ceneri dovrebbe cominciare il periodo dell’astinenza da tutti quei cibi “grassi” di cui ci siamo riempiti nella settimana di Carnevale. Il martedì grasso è solo un’occasione per festeggiare il Carnevale. I bambini giocano nelle piazze, con maschere, coriandoli e bombolette spray. I più grandi approfittano del bel tempo di questi giorni per fare una passeggiata all’aperto, in riva al mare, con un occhio a meravigliosi carri allegorici. Ma perché ci si maschera a Carnevale?. La maschera è sempre stata considerata un oggetto misterioso e soprattutto mistico. I popoli primitivi erano soliti travestirsi con pelli degli animali durante le cerimonie, le feste e le danze. La maschera funzionava da tramite per mettere in contatto la vita fisica con quella spirituale. Era un modo per congiungersi e conquistare gli spiriti.. Così anche oggi è rimasta la tradizione di mascherarsi, un po’ per semplice svago, un po’ per burla, in ricordo dei tempi antichi e del significato mistico e trasgressivo che ha caratterizzato la maschera.Il martedì e il giovedì grasso si chiamano così, i due giorni sono “grassi” perché la parola “Carnevale”, dal latino “carnem+levare”, vuol dire letteralmente “eliminare la carne”. Il termine, infatti, si riferiva all’inizio della Quaresima, il periodo di digiuno e astinenza in cui veniva eliminata la carne, considerata all’epoca uno dei cibi più ricchi, quasi un bene prezioso.