Il primo spirit italiano che viene dal mare

Il primo spirit italiano che prevede l’uso dell’acqua depurata del Mar Mediterraneo. Dall’idea di quattro imprenditori pugliesi e dall’amore per le proprie origini nasce MuMa Gin. Si tratta di un prodotto pensato per immergersi nello Spirito Mediterraneo, nelle sensazioni, nei colori e nei profumi della terra baciata dalle sue acque, con un’attenzione particolare alla biodiversità e alla specificità degli ingredienti utilizzati. La sua storia si intreccia con il numero otto: come i lati di Castel del Monte, monumento Patrimonio Unesco, con la sua pianta ottagonale scelta come perimetro dell’etichetta. E come il numero di ingredienti utilizzati, frutto della regione di origine e di zone nel Sud Italia. MuMa Gin è realizzato con la camomilla, dolce e intensa, la cannella, con i suoi sentori orientali, speziati e ricchi di fascino, l’Ireos, il limone e l’arancia, gli ambasciatori del Mediterraneo, il ginepro simbolo del Gin e della sua storia. E infine l’acqua purificata del Mar Mediterraneo a completare la preparazione insieme all’ottavo ingrediente, segreto e gelosamente custodito nella ricetta nota solo ai 4 soci, che ammanta di ulteriore mistero e fascino MuMa Gin.

Pompia

Oltre a d un mare meraviglioso tra le molte cose e prodotti insoliti che offre la regione Sardegna, senza dubbio la pianta di pompia e i suoi frutti sono uno di questi. Si tratta di un agrume endemico della Sardegna che viene coltivato nelle località fra Siniscola, Posada, Torpè e Orosei .Citrus x monstruosa è attualmente il suo nome, anche se non riconosciuto ufficialmente per la mancanza tuttora di studi approfonditi a causa della scarsa diffusione. Gli alberi di pompìa sono molto rustici e resistenti, raramente si ammalano. Gli agricoltori della zona hanno alberi soprattutto per il consumo famigliare, solo pochi coltivano veri e propri agrumeti. La raccolta è manuale e avviene a partire dalla metà di novembre fino a gennaio. Il frutto, immangiabile allo stato naturale data la sua amarezza e acidità, viene lavorato per molte ore con il miele dando origine alla “sa pompìa intrea” e alla “s’aranzata thiniscolesa”. Quest’ultima è fatta con la sola buccia di pompìa caramellata e arricchita da mandorle, e viene rigorosamente servita su una foglia d’arancia. Si usa anche per preparare liquori e creme liquorose. Viene utilizzato nella preparazione di dolci per i matrimoni, battesimi, cresime e per le festività di Pasqua e Natale.La lavorazione è molto lunga e articolata. Per prima viene asportata la buccia gialla con un coltellino, per ricavarne un buon digestivo molto aromatico. Poi viene praticato un foro nella parte superiore, dal quale viene estratta la polpa interna, estremamente acida e immangiabile. La buccia intera, una volta svuotata, va prima bollita nell’acqua e lasciata un po’ ad asciugare. Si fa sciogliere il miele in un tegame, nel quale poi si immergono le pompie che vanno cucinate a fuoco lento, rigirandole continuamente in modo che assumano un colore uniforme, per 4-5 ore. Una volta che ha preso un bel colore dorato, la pompia è pronta.La pompia cucinata ha un sapore particolare, in quanto il frutto è decisamente amaro, mentre il miele le dà un retrogusto dolciastro. Va servita possibilmente su foglia d’arancio o di limone, tagliata a spicchi e abbinata al pecorino sardo e vino rosso: è un’ottima specialità.

 

 

 

 

Affogato al caffè

L’affogato al caffè è un peccato di gola che non stanca mai estate o inverno che sia, e che induce sempre in tentazione, facile da preparare e ottimo da assaporare a fine pasto. Un gelato alla vaniglia  da bagnare in una tazzina di caffè, per un delicato mix caldo freddo all’insegna del gusto. Come fare l’affogato al caffè La ricetta dell’ affogato al caffè è molto semplice. Non occorre far altro che mettere una pallina di gelato nella tazzina, versare poi il liquore e il caffè, quindi servire all’istante. Ecco i passaggi nel particolare. Allineate 4 tazzine da caffè sui rispettivi piattini. Mettete una pallina di gelato in ogni tazzina e versate sopra al gelato mezzo bicchierino di un liquore a scelta come Nocino o Amaretto, oppure anche di grappa. Versate il caffè in ogni tazzina e servite subito. Se volete potete servire il caffè e il liquore a parte e lasciare che siano gli ospiti a versarli sul gelato nella dose desiderata

 

 

Caffè anche d’estate

Chi non ha bisogno di almeno un caffè per iniziare la giornata? E poi di due, tre, quattro… per continuarla? Con l’estate e la poca voglia di bevande calde però, meglio optare per un caffè freddo in grado di regalarci sì la carica e l’energia che ci servono, ma anche una piacevole sensazione di refrigerio e freschezza. Potete farlo anche a casa, in fondo vi servono solo caffè, ghiaccio e uno shaker se volete anche la schiuma. La prima cosa a cui pensare è dove volete gustare il caffè freddo. Se volete aumentare e prolungare la sensazione di freschezza del caffè, ghiacciate il bicchiere vuoto mettendolo nel freezer per alcuni minuti. Una volta raffreddato il bicchiere, versate all’interno qualche cubetto di ghiaccio e poi subito dopo un caffè lungo. Scegliete a vostro gusto se aggiungere o meno lo zucchero e gustate. Potete anche preparare qualche moka di caffè, versare tutto in una bottiglia, lasciare raffreddare un po’ e poi spostatela in frigo per avere caffè freddo pronto all’occorrenza. Se invece volete un caffè freddo shakerato con la schiuma, prendete uno shaker, inserite nell’ordine il ghiaccio, lo zucchero liquido e per ultimo il caffè. Chiudete subito e shakerate per una decina di secondi. Versate quindi nel bicchiere trattenendo il ghiaccio con lo strainer o con un cucchiaio. Per un po’ di gusto in più potete anche correggere il vostro shakerato con del liquore oppure aggiungere un po’ di panna montata se siete golosi.

La fata verde..l’assenzio

L’assenzio ha da sempre un fascino particolare: sarà il suo colore verde dalle mille sfumature che ricorda le pozioni magiche dei cartoni animati o per  la sua storia legata al periodo bohémien La pianta dell’assenzio è del tipo perenne e semilegnoso, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore. Nella parte inferiore tendono al bianco-grigiastro. Può raggiungere l’altezza di 1 metro.I fiori sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità fino a 90. A vederli sembrano delle pannocchie. Il frutto è un achenio di forma ovale e lucido.Eppure in pochi sanno cos’è l’assenzio, come si utilizza e perché ne esistono varietà di diversi colori. Dall’assenzio si ricava il liquore soprannominato “Fata Verde” per il suo colore smeraldo. La caratteristica principale dell’assenzio, poi, oltre al suo gusto forte e inconfondibile, è la quantità di contenuto alcolico elevatissimo che varia tra il 45% e il 75% per ogni litro di liquore: una bontà da concedersi con molta moderazione, insomma! Il tipico colore verde dell’assenzio è dovuto alla clorofilla contenuta nelle piante da cui deriva, anche se in commercio ne esistono diverse varietà che utilizzano coloranti verdi per dare alla bevanda un colore allettante.Hai appreso le informazioni e ora la tua curiosità galoppa in valli abitate da “fate verdi”? Puoi provare l’assenzio nei migliori bar e ordinarne un assaggio “alla vecchia maniera”: sul bicchiere ti verrà posizionato un cucchiaio forato su cui verrà posata una zolletta di zucchero poi imbevuta, goccia dopo goccia, di una miscela di assenzio e di acqua, che serve sia ad abbassare la gradazione alcolica, sia ad esaltare il gusto dell’alcolico.Se vuoi qualcosa di più contemporaneo, invece, fatti suggerire un cocktail a base di assenzio. Ricorda: MAI berlo puro perché l’assenzio ha diversi effetti collaterali legati alla sua elevata percentuale di alcool!

Andare in brodo di giuggiole….

Alcune leggende proprie dei paesi asiatici raccontano che un tempo gli alberi di giuggiole erano strettamente sorvegliati in quanto il loro odore faceva innamorare le persone.Il famoso modo di dire “andare in brodo di giuggiole“, che significa essere totalmente in balia della gioia, deriva da un liquore molto invitante preparato con le giuggiole appassite ed il cui consumo genera un grande piacere.Le giuggiole contengono  al loro interno un solo seme come le olive e possono essere consumate appena colte oppure quando sono completamente mature con la pelle raggrinzita; si possono conservare anche in salamoia.Sono un frutto, adoperato da secoli nella medicina tradizionale cinese, a cui vengono attribuite proprietà utili alla salute gastrointestinale ed alla digestione. Nella medicina cinese i semi dei frutti vengono adoperati per apportare benefici in caso di stati ansiosi e si utilizzano anche come anti dolorifici e sedativi. L’estratto di questi frutti ha una natura rilassante e può essere un buon rimedio per chi ha problemi a prendere sonno. Per beneficiare dei suoi effetti si può bere un decotto di giuggiola. Bere un tè preparato con le giuggiole pare abbia proprietà anti stress mentre il decotto è un valido rimedio per il mal di gola.

giuggiole