Perché proviamo emozioni?

Un tramonto sul mare, un litigio importante, un abbraccio al rientro dalle vacanze, un caffè sul lago…. miglioni le circostanze che evocano  emozioni…. ma cosa sono veramente le emozioni? Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici ma importanti per la nostra sopravvivenza. Per quanto riguarda le emozioni piacevoli gioia, felicità ecc., si può affermare che la descrizione precisa di un’emozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi con le altre persone. Gli studiosi che si occupano di emozioni di recente hanno ribadito la centralità dell’esperienza emotiva quale “canale comunicativo” privilegiato nei rapporti con gli altri. La funzione adattiva delle emozioni spiacevoli o dolorose paura, rabbia, tristezza ecc., invece, sembra essere quella di “avvisarci” e di descrivere situazioni da noi interpretabili come minacciose anche dal punto di vista psicologico oltre che fisico e quindi di agire di conseguenza ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo  permette di reagire prontamente per evitarlo. Le emozioni sono esperienze che le persone ricordano con grande frequenza sia per comunicarle ad altri, sia per rimuginarle fra sé e sé. Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo scambi comunicativi con amici, compagni di vita, ecc.  sono le esperienze emotive associate agli eventi che raccontiamo.L’emozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa un’occasione per prendere contatto con gli altri in vari modi.

In cucina con i bambini

Torniamo a parlare dei piccoli di casa e di come trovare le giuste ricette e i giusti giochi culinari per passare del tempo in cucina in loro compagnia. Tra educazione e divertimento. Cucinare insieme può essere un modo per imparare a scoprire le tradizioni degli altri Paesi e per aprirsi a nuovi mondi culturali. Perché quindi non provare a cucinare le chapati indiane o le tortillas di mais del Perù? Usate come sostitutive del pane, sono molto semplici da preparare e permettono di viaggiare anche solo con la mente. Per le chapati si usa la farina integrale: chiedete ai piccoli di versarla in una ciotola e pian piano di unire un po’ alla volta dell’acqua fredda. Poi insieme lavorate l’impasto con le mani, fino a farlo diventare una palla compatta. Lasciate riposare per 15 minuti e poi dividetevi i compiti. Gli adulti stendono l’impasto e i piccoli gli danno la forma. Con delle tazze chiedete ai bimbi di ricavare tanti dischi. Cuocete per pochi minuti in una padella antiaderente senza olio. Una volta pronti divertitevi a farcirli seguendo la fantasia e le voglie dei bambini. E nel frattempo? Cercate delle favole indiane: raccontatele e chiedete loro di inventarne di nuove, magari a partire dai chapati. Un esempio? “Quel giorno Sasha, tornando da scuola, sentì un profumo di chapati provenire dalla cucina…”.La cucina diventa così anche uno strumento di integrazione e di scambio, e soprattutto di apprendimento. Infine, perché non aggiungere alle specialità etniche un buon dessert della tradizione italiana? Cucinate con i bambini un ottimo Preparato per Bônet con granella e caramellato cameo e godetevi del tempo in famiglia!

Perché proviamo emozioni?

Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici ma importanti per la nostra sopravvivenza. Per quanto riguarda le emozioni piacevoli gioia, felicità ecc., si può affermare che la descrizione precisa di un’emozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi e sentimentali con le altre persone. Gli scienziati che si occupano di emozioni da poco hanno ribadito la centralità dell’esperienza emotiva quale “canale comunicativo” agevolato nei rapporti con gli altri. La funzione adattiva delle emozioni spiacevoli o dolorose paura, rabbia, tristezza ecc., invece, sembra essere quella di “avvisarci” e di descrivere situazioni da noi interpretabili come ostili anche dal punto di vista psicologico oltre che fisico e quindi di comportarci di conseguenza ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo  permette di reagire prontamente per evitarlo. Le emozioni sono esperienze che le persone evocano con grande frequenza sia per comunicarle ad altri, sia per riflettere fra sé e sé. Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo scambi comunicativi con amici, partner figli ecc. sono le esperienze emotive associate agli eventi che raccontiamo. L’emozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa un’occasione per prendere contatto con gli altri in vari modi.

L’ Aloe ha proprietà anti tumorali

Sempre più utilizzata in usi comuni la pianta dell’aloe con il suo estratto potrebbe diventare un ottimo alleato nella guerra contro il cancro al cervello, il glioblastoma multiforme: un recente studio italiano ha dimostrato infatti che è in grado di inibire la crescita tumorale. Lo studio del Laboratorio di Neuropatologia Molecolare è stato pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology con la firma della dottoressa Arcella che ci spiega i dettagli dell’esperimento. La sperimentazione si è concentrata su un estratto della pianta di aloe, l’aloe-emodina, visto che studi passati avevano suggerito le sue proprietà antineoplastiche, che però non erano state testate su cellule di glioblastoma. Per saperne di più, gli scienziati italiani hanno effettuato alcuni test sia in vitro, sia in vivo e, in entrambi i casi, hanno potuto osservare che l’aloe-emodina è in effetti in grado di causare una inibizione della crescita tumorale nelle cellule coltivate in laboratorio, così come nei modelli animali in cui la sostanza è riuscita a limitarne lo sviluppo della malattia.Il glioblastoma è considerato il più grave e comune tumore al cervello degli adulti ed ha un trattamento che di solito è chirurgico, al quale si associano chemio e radioterapia. Le cellule di questo cancro però sono fortemente invasive, riescono a reagire e adattarsi, incrementando il rischio di recidiva che spesso ha una prognosi molto negativa. I ricercatori, per quanto entusiasti dei risultati ottenuti, fanno sapere però che saranno necessari ulteriori studi per capire se questa sostanza possa essere davvero utilizzata come coadiuvante alle terapie attualmente impiegate. Ci sarà naturalmente bisogno di approfondire l’azione della molecola e di valutare l’effetto dell’aloe-emodina associato al temodal  e analizzare gli eventuali effetti tossici su cellule normali, prima di poter pensare a un uso clinico. La prospettiva che ci si apre è molto interessante: l’aloe emodina potrebbe diventare un’arma in più contro il glioblastom”.

Latte di scarafaggio

Tutti ne parlano. I superfood, ovvero alimenti dalle particolari caratteristiche nutrizionali, sempre più fanno parte della nostra vita. E, ovviamente, della nostra alimentazione. Dopo i semi di chia, quelli di lino e il succo di açai, a far parlare di sé è il latte di scarafaggio. Avete capito bene. La notizia potrebbe far arricciare il naso. A primo impatto, infatti, la proposta non risulta proprio così invitante. E tanto meno appetitosa. In realtà questa bevanda non sarebbe così disgustosa come potrebbe sembrare. Stando a quanto riporta una famosa rivista, a mettere in evidenza le proprietà nutrizionali sono stati i ricercatori di Bangalore. A loro avviso questo latte, rispetto a quello di mucca, sarebbe tre volte più nutriente. E non solo. Mostrerebbe anche una concentrazione calorica elevata. Dato l’animale in questione, la domanda da porsi è una: come si ottiene? Ovviamente non è possibile mungere uno scarafaggio. La cosa curiosa è che questa particolare specie, Diploptera Punctata, non depone le uova bensì partorisce proprio come gli esseri umani. I piccoli sarebbero poi alimentati dalla mamma tramite un liquido lattiginoso, ricco di proteine, grassi e zuccheri secreto in forma di cristalli. Potrebbe dunque essere la soluzione vincente per tutti coloro che sono soliti combattere con l’allergia al latte vaccino o con l’intolleranza al lattosio. Commercializzare questo prodotto potrebbe risultare una follia. Sarebbero infatti necessari 1.000 scarafaggi per realizzare 100 millilitri di latte. Questo insetto è una specie rara originaria del Pacifico che vive solo in realtà come Australia, Myanmar, Cina, Fiji, Hawaii e India. L’unico modo per recuperarli sarebbe aprirli. Onde evitare di ricorrere a un metodo così barbaro, in alternativa, si potrebbe isolare il gene della proteina. Proprio così, in questo modo verrebbe prodotto in laboratorio avvalendosi di vasche microbiologiche. Non resta dunque che armarsi di pazienza e verificare se realmente, prima o poi, troveremo questa bevanda tra gli scaffali del supermercato.

Bellezza fai da te…

Osservando alcuni dei traguardi cui è giunta la cosmesi, si sarebbe indotti a credere di trovarsi in un libro o in un film di fantascienza: specchi che scannerizano la pelle consigliando come trattarla, stampanti 3D che aiutano a monitorare i risultati nel tempo e apparecchiature che miscelano ingredienti all’istante per creare la crema o il siero in base alle proprie esigenze. Un mondo virtuale e diagnostico, dunque, al servizio della pelle e prova del gran fermento in atto nel mondo della cosmetica  In particolare, si segnala il contagio tra mondi diversi, da quello medicale al food.  La società di ricerche Mintel in un suo rapporto dello scorso anno sugli scenari futuri della cosmetica, aveva segnalato la tendenza a prendere dal comparto food  tecniche da applicare ai cosmetici per arrivare alla creazione di processi che vanno oltre il concetto del “fai da te” applicato alla cura della pelle, con formule preparate al momento da consumatrici, nella loro cucine. “Immagina un mondo in cui uomini e bellezza sono così connessi da trasformare l’intera casa in un laboratorio creativo” in virtù i fai date tutto questo il mercato ha spinto le aziende a fornire ingredienti naturali, liofilizzati o freschi, da mixare nei propri bagni, sempre più simili a cucine, giocando con detergenti e  profumi e sperimentando una nuova dimensione della bellezza e sta sempre più  avanzando il concetto di “fai da te” in un dimensione del tutto nuova, sotto la spinta dei grandi brand cosmetici che stanno lanciando sul mercato prodotti da assemblare a casa, kit con ingredienti da miscelare a seconda del momento e delle esigenze154215000-90e3575e-5c05-46ab-abaf-9b90709a31ce