I 5 cibi più costosi

C’è chi si vizia con i viaggi, chi con abiti e oggetti firmati e chi è un vero appassionato di gourmet, ma quello vero! Tanto da spendere un capitale per mangiare cibi eccellenti vediamone alcuni. Al primo posto troviamo un’eccellenza italiana, il tartufo bianco d’Alba. Un investitore di Hong Kong pagò un esemplare da 1,5 kg la bellezza di 160mila dollari, rendendolo l’alimento più costoso in assoluto. Il caviale Almas guadagna il secondo posto: è una particolare varietà di caviale che presenta una colorazione che può andare dal giallo al bianco. Più il colore si avvicina al bianco, più il caviale è pregiato poiché significa che l’età del pesce che l’ha prodotto è più matura. E’ prodotto in Iran: in Europa è possibile acquistarlo soltanto a Londra, in scatole d’oro 25 carati a 24mila euro l’una. Anche la frutta può incidere molto sulla spesa: le angurie nere di Densuke si sviluppano soltanto nella regione di Hokkaido, sono molto rare e, quindi, assai costose. Un’anguria da mezzo chilo può arrivare a circa 6mila dollari. Una bistecca di manzo Kobe può costarvi anche 3mila dollari: si tratta di manzi pregiatissimi, allevati soltanto in Giappone, massaggiati e puliti regolarmente con spazzole e alimentati con il miglior grano. La merenda più costosa del mondo? La potete assaggiare al Westin Hotel di New York: si tratta di un comunissimo anello di pasta lievitata, all’esterno, farcito con una crema di formaggio ornata di tartufo bianco, bacche di goji e uva riesling. Costo: 1000 dollari l’uno. Anche quelle che non sono entrate nei primi 5 meritano di essere citate, come la Pizza Royale 007 dello chef Domenico Crolla: preparata con una combinazione di bevande alcoliche fuse in ingredienti saporiti, aragosta marinata nel cognac, caviale, salmone scozzese affumicato, prosciutto crudo di Parma e foglie d’oro 24 carati, che danno quella croccantezza che non guasta mai. Per la modica cifra di 3.600 euro. Buon appetito!

Edamame…..i fagioli di soia

Con il nome edamame si indica una preparazione dei fagioli di soia acerbi che vengono cotti, lessati o al vapore, per pochi minuti e consumati da soli lievemente salati, oppure all’interno di zuppe o insalate. I fagioli di soia freschi si trovano per lo più nei negozi dedicati alla cucina etnica ma gli edamame sono un prodotto oggi molto diffuso tra i surgelati e facilmente reperibile nei supermercati della grande distribuzione.La soia edamame si può mangiare in molti modi: la cosa importante è che i tempi di cottura non siano mai troppo lunghi 4/5 minuti al massimo perché il prodotto deve comunque restare croccante. Il prodotto surgelato può essere scottato velocemente in acqua bollente o passato al microonde, i bacelli di soia freschi possono essere bolliti o, meglio ancora, cotti al vapore e gustati all’orientale con solo un po’ di sale. In realtà, gli edamame sono un ingrediente davvero versatile e nutrizionalmente molto completo da usare in tante ricette per primi piatti, secondi e perché no anche dolci, come zuppe, minestre, insalate, contorni di verdure e paste.La soia edamame è un alimento particolarmente ricco sotto il profilo nutrizionale. E’ particolarmente indicata nell’alimentazione vegana perché ottima fonte di proteine vegetali, pur essendo poco calorica.I fagioli di soia sono un piatto tipico delle regioni orientali: in Giappone durante l’epoca Edo, venivano venduti cotti come cibo veloce in strada. Qualche anno fa in Giappone è stato creato un giocattolo una sorta di antistress chiamato Bandai che riproduce il baccello della soia acerba: l’obiettivo del gioco è far uscire i fagioli dal baccello con una leggera pressione delle dita. I giapponesi consigliano di mangiarli come snack accostandoli alla birra “Sono meglio delle patatine“ ed effettivamente questi fagiolini verdi dal gusto delicato sono davvero straordinari.

Il Bon Ton del sushi

Gustare una cena con sushi, sashimi ecc. In modo elegante, proprio come fanno i giapponesi? Non è impossibile: se sapete tenere in mano le bacchette…il resto è tutto in discesa! Ecco alcune regole più importanti per consumare una vera cena giapponese rispettando il bon-ton: Utilizzate la salvietta calda e bagnata che vi portano per pulire le mani.Non chiedete mai le posate occidentali. Fate di necessità virtù e, osservando chi è intorno a voi, ci riuscirete: sembra più difficile di quel che è in realtà. Se vi trovate in difficoltà, piuttosto usate le mani, è tollerato. Ogni pezzo di sushi e sashimi va mangiato in un sol boccone. Non si fuma mai in un ristorante giapponese. Non declinate mai un brindisi e riempite sempre il bicchiere di chi è più anziano di voi: se siete astemi, portate il bicchiere alla bocca e vi inumidite soltanto le labbra. Le fettine di zenzero vanno consumate tra una portata e l’altra, per “ripulire” le papille gustative. In Giappone non miscelano la salsa di soia con in wasabi: la salsa va versata, con parsimonia, nel piattino apposito, mentre il wasabi viene preso a piccoli ciuffi con i bastoncini. Nella salsa di soia si intinge sempre e solo il pesce, mai il riso, che infatti si sfalda, creando un pasticcio. Non infilzate il cibo con le bacchette: anche in questo caso, se siete in difficoltà utilizzate piuttosto le mani. L’usanza di infilzare il cibo con le bacchette è riservata alle cerimonie in cui si offre cibo ai defunti. Tra una portata e l’altra riponete le bacchette a lato del piatto e non sul piatto.

 

 

 

 

Uno strano frutto

Dell’estate rovente, molti di noi ricorderanno senza dubbio il sollievo nell’addentare una fetta gelata d’anguria dalla polpa rossa, dolce e succosa. Tuttavia, a molti di noi è capitato di sentirsi smarriti  di fronte alla sorpresa di ritrovarsi con una fetta di anguria gialla, anziché rossa, comprata di corsa al supermercato per rinfrescare una pausa di lavoro. Infatti, a uno sguardo veloce, la buccia dell’anguria gialla è abbastanza simile, ma non uguale, a quella dell’anguria. La sorpresa, invece, arriva quando la si taglia: dopo il primo attimo di diffidenza e dopo aver pensato “sarà da buttare”, per istinto l’abbiamo annusata, poi assaggiata con circospezione e, solo dopo aver scoperto che, seppur gialla, la polpa è dolce, succosa e leggermente croccante, dal sapore un po’ diverso dall’anguria rossa che ad alcuni ricorda il fico d’india, ne abbiamo voluto sapere di più.Ecco perché provarla è conosciuta come cocomero-ananas o cocomero giapponese è un innesto botanico non OMG ottenuto dai giapponesi in modo naturale è prodotta in Italia principalmente in Basilicata, Sicilia, Lazio è ricca di vitamina A e betacarotene, come tutti i vegetali di colore giallo (incluso il peperone e le albicocche), mentre quella a polpa rossa è più ricca di licopene, come i pomodori. Come l’anguria rossa, quella a polpa gialla ha: la stessa quantità di acqua di quella a polpa rossa (circa il 95%) e per questo è perfetta in estate proprietà dissetanti, depurative e drenanti come l’anguria rossa.Come usarla?Esattamente come quella rossa, dalla colazione alla merenda, al dopo cena, ma anche per preparare insalate, ghiaccioli e succhi, proprio come l’anguria rossa.

Dopo i Cat Cafe, ecco il primo bar con i ricci

Sempre più bar di ogni tipo spopolano in Giappone, con locali riservati a vari tipi di attività o di animali. L’ultimo è stato aperto nella capitale Tokyo  star del locale sono dei tenerissimi ricci. Questi animali non sono originari del Giappone ma il loro aspetto buffo e dolce ha conquistato la popolazione, che li ama sempre più. Per questa ragione è stato creato il primo Hedgehog Cafe il bar dei ricci di nome Harry. Bastano circa 8 € per prendersi un caffè e stare un’ora nel bar Harry e coccolare fino a 30 adorabili ricci di diverse razze. E’ inoltre possibile adottare uno di questi animali portandolo a casa: una lavagnetta nel locale segna i ricci disponibili per l’adozione, la razza e il sesso. Abitualmente tutti i ricci del bar sono amichevoli e coccoloni ma può capitare, se non si sta attenti, di essere punti. Per questo motivo lo staff spiega attentamente ai clienti all’ingresso come maneggiarli senza farsi e fargli male.Chissà se prima o poi anche da noi apriranno dei caffè di questo tipo

Moss Walls

Si chiamano Moss Walls e vengono da un tempo lontano: mille anni fa, i monaci zen dei templi buddisti del Giappone, deliziati dalla fresca tranquillità del muschio che cresceva nei loro giardini, hanno iniziato a coltivarli su pietre e pareti, per creare una sensazione di espansività, libertà dal disordine e distrazione quotidiana; per loro il muschio era un simbolo di armonia, un elemento essenziale che facilitava la meditazione, per creare una sensazione di tranquillità ed espansività. La tendenza  sta prendendo piede le pareti di muschio, un’oasi verde all’interno della vostra casa, che può anche aiutare a isolare le pareti. Un po’ di verde in casa che non richiede manutenzione. Sempre più persone stanno rendendo più ecologiche le loro case, e questa è sicuramente una buona cosa: che si tratti di energia rinnovabile o pareti verdi, non solo può farti risparmiare un sacco di soldi e ridurre la tua impronta di carbonio, ma anche aumentare il fascino della tua casa e renderla più accogliente. Per molti di loro, il muschio era un elemento importante che facilitava una comunione con la natura, una rottura dalla realtà quotidiana e facilitava la meditazione. Oggi può avere lo stesso effetto: aiutarti a liberarti dallo stress della vita di tutti i giorni e semplicemente rilassati. Due biophillic designer principali sostenitori di questa tendenza, hanno scoperto che il muschio è una soluzione ideale per le persone che vogliono avere un grande spazio verde all’interno della loro casa, ma non vogliono avere il pensiero di dover annaffiare ogni volta. Hanno così pensato di incorporare sempre più muschio ai loro disegni per interni, aggiungendo anche elementi sostenibili, come il legno. Non è necessario annaffiarlo, può semplicemente aspirare l’umidità dall’aria. Alcune persone optano per la copertura completa del muro, mentre altre preferiscono una piccola area, ma il risultato è simile: un verde bello e calmante che non richiede quasi nessuna manutenzione. Questa soluzione si può rivelare molto vantaggiosa per chi vive nelle affollate e inquinate città. Il muschio può in piccola parte purificare l’aria, proprio come qualsiasi altra pianta verde può fare. Se le condizioni peggiorano, il muschio non appassisce, ma rimane semplicemente inattivo fino a quando le condizioni non vengono ripristinate e possono prosperare di nuovo.

Sushirrito

Se ne parla già da tempo, i partiti del pro e del contro hanno iniziato a farsi sentire, ma di questa nuova star del cibo in Italia c’è ancora poca  traccia. Dopo l’hamburger, il ramen, le polpette, la pasta madre, la pizza in generale, e poi i super sexy fusion lobster roll e temaki dal sapore latino-americano, ecco che all’orizzonte sbuca timido il sushirrito. Ancora poco conosciuto in Italia, spopola già da qualche tempo oltreoceano e presto diventerà, un’ossessione anche italiana. Ancora non è diventato il vostro termine preferito durante le conversazioni gastronomiche con gli amici, ma non temete, tra qualche mese recupererete. E per un motivo o per l’altro molti lo aspettano con entusiasmo. Si tratta, come il nome suggerisce, di una combinazione tra due dei più popolari piatti della cucina internazionale: il sushi e il burrito. Dal padre messicano ha preso poco  la piadina è sostituita da un’alga  mentre il legame con il giappone è chiaro. Non si tratta d’altro, infatti, che di un grosso roll di sushi, ideale per chi non impazzisce per le bacchette, ma comunque non vuole rinunciare alla sua dose di maki.