Moss Walls

Si chiamano Moss Walls e vengono da un tempo lontano: mille anni fa, i monaci zen dei templi buddisti del Giappone, deliziati dalla fresca tranquillità del muschio che cresceva nei loro giardini, hanno iniziato a coltivarli su pietre e pareti, per creare una sensazione di espansività, libertà dal disordine e distrazione quotidiana; per loro il muschio era un simbolo di armonia, un elemento essenziale che facilitava la meditazione, per creare una sensazione di tranquillità ed espansività. La tendenza  sta prendendo piede le pareti di muschio, un’oasi verde all’interno della vostra casa, che può anche aiutare a isolare le pareti. Un po’ di verde in casa che non richiede manutenzione. Sempre più persone stanno rendendo più ecologiche le loro case, e questa è sicuramente una buona cosa: che si tratti di energia rinnovabile o pareti verdi, non solo può farti risparmiare un sacco di soldi e ridurre la tua impronta di carbonio, ma anche aumentare il fascino della tua casa e renderla più accogliente. Per molti di loro, il muschio era un elemento importante che facilitava una comunione con la natura, una rottura dalla realtà quotidiana e facilitava la meditazione. Oggi può avere lo stesso effetto: aiutarti a liberarti dallo stress della vita di tutti i giorni e semplicemente rilassati. Due biophillic designer principali sostenitori di questa tendenza, hanno scoperto che il muschio è una soluzione ideale per le persone che vogliono avere un grande spazio verde all’interno della loro casa, ma non vogliono avere il pensiero di dover annaffiare ogni volta. Hanno così pensato di incorporare sempre più muschio ai loro disegni per interni, aggiungendo anche elementi sostenibili, come il legno. Non è necessario annaffiarlo, può semplicemente aspirare l’umidità dall’aria. Alcune persone optano per la copertura completa del muro, mentre altre preferiscono una piccola area, ma il risultato è simile: un verde bello e calmante che non richiede quasi nessuna manutenzione. Questa soluzione si può rivelare molto vantaggiosa per chi vive nelle affollate e inquinate città. Il muschio può in piccola parte purificare l’aria, proprio come qualsiasi altra pianta verde può fare. Se le condizioni peggiorano, il muschio non appassisce, ma rimane semplicemente inattivo fino a quando le condizioni non vengono ripristinate e possono prosperare di nuovo.

Sushirrito

Se ne parla già da tempo, i partiti del pro e del contro hanno iniziato a farsi sentire, ma di questa nuova star del cibo in Italia c’è ancora poca  traccia. Dopo l’hamburger, il ramen, le polpette, la pasta madre, la pizza in generale, e poi i super sexy fusion lobster roll e temaki dal sapore latino-americano, ecco che all’orizzonte sbuca timido il sushirrito. Ancora poco conosciuto in Italia, spopola già da qualche tempo oltreoceano e presto diventerà, un’ossessione anche italiana. Ancora non è diventato il vostro termine preferito durante le conversazioni gastronomiche con gli amici, ma non temete, tra qualche mese recupererete. E per un motivo o per l’altro molti lo aspettano con entusiasmo. Si tratta, come il nome suggerisce, di una combinazione tra due dei più popolari piatti della cucina internazionale: il sushi e il burrito. Dal padre messicano ha preso poco  la piadina è sostituita da un’alga  mentre il legame con il giappone è chiaro. Non si tratta d’altro, infatti, che di un grosso roll di sushi, ideale per chi non impazzisce per le bacchette, ma comunque non vuole rinunciare alla sua dose di maki.

Chi attira di più le zanzare

Quante volte sentiamo dire “A me le zanzare non pungono mai”, “A me pungono spesso perchè ho il sangue buono” e altre frasi del genere? Può capitare, infatti, che in uno stesso ambiente le punture di zanzare non centrino allo stesso modo tutte le persone presenti. La diceria popolare secondo la quale alcune persone siano più predisposte di altre sembra ora confermata anche dalla scienza: di fronte alle zanzare, non siamo tutti uguali. Ci sono “vittime” più appetitose di altre. Se le zanzare maschio si alimentano di nettare, le femmine preferiscono invece il sangue, dal quale possono ricavare il ferro e le proteine necessari per far maturare le uova in modo giusto. Alcune teorie sostengono che le zanzare femmina siano in grado di stabilire la temperatura corporea e la respirazione dell’uomo. Questa sostanza, prodotta dal corpo umano durante la traspirazione e la respirazione, può essere percepita fino a 50 kilometri di distanza. Secondo una ricerca effettuata in Giappone, le zanzare sembrano manifestare una preferenza per le persone di gruppo sanguigno 0, seguite da quelle di tipo B. Il consumo di birra rappresenta un ulteriore fattore di attrazione per questi insetti, che dimostrano di apprezzare anche le sostanze che vengono espulse dal corpo durante la sudorazione. La presenza di batteri, particolarmente evidente in zone del corpo come caviglie e piedi, attira maggiormente le zanzare, che colpiscono soprattutto le persone in abiti scuri. Sebbene non esistano sostanze efficaci al 100% contro le punture di zanzare e nemmeno teorie scientifiche specifiche sull’argomento, è probabile che il consumo di banane contribuisca ad allontanarle, dal momento che questi frutti contengono un’alta quantità di vitamina B. Una buona barriera protettiva, seppur temporanea, è offerta da sostanze come la citronella, l’olio di eucalipto e il tea oil

La collina rosa uno scenario è paradisiaco

Il mondo è pieno di posti spettacolari che non possono passare inosservati: luoghi incantevoli che al primo sguardo riescono a toglierti il fiato, portandoti a viaggiare lontano con la fantasia in luoghi inesplorati e a volte inesistenti ma che restano intrappolati nella mente di ognuno di noi, eccone un esempio, un enorme, morbidissimo e profumatissimo tappeto rosa. A offrire quest’inconsueto spettacolo è la collina del parco di Higashimokoto ad Hokkaido, la più settentrionale delle isole del Giappone. Uno scenario paradisiaco offerto da settant’anni dal Phlox subulata, una pianta sempreverde che nei mesi di maggio e giugno si tinge di rosa, regalando uno scenario da favola.L’ideatore del parco è il Sig. Sueyoshi che dal1947 ha iniziato a piantare semi di “shibazakura” cioè di “Moss Phlox”, dando vita ad un parco unico nella storia. La somiglianza con i fiori di ciliegio è evidente: il parco è completamente di un rosa shock e regala uno scenario paradisiaco. Oggi l’area coperta è di più di 100.000 metri quadri: il periodo ottimo per visitarlo è quello della fioritura nel quale viene fatta anche una fiera dedicata alla floricoltura.

La dieta di Okinawa

Prende il nome dalle isole giapponesi omonime, dove si trova il maggior numero di centenari: secondo diverse teorie, l’alimentazione è proprio il motivo per cui così tante persone arrivano a vivere così a lungo, in piena salute. È infatti associata non solo a una grande longevità, ma anche a un minor rischio di tumori. Il Giappone ha ospitato alcune delle persone più longeve al mondo. Anche il cane più longevo viveva in Giappone e, di conseguenza, è davvero molto probabile che la dieta da loro seguita abbia influenzato positivamente la qualità della vita. Inoltre secondo il dottor Wilcox, ovvero l’autore del “Programma di Okinawa”, gli abitanti di quest’isola hanno un minor rischio di cancro allo stomaco, di arteriosclerosi, di tumori correlati agli ormoni e  al colesterolo cattivo. A Okinawa si vive dunque molto più a lungo e ci si ammala meno: il segreto è principalmente quello di mangiare molto pesce e molta verdura, senza mai riempire del tutto lo stomaco. Si usa pochissimo sale, si mangiano cibi ricchi di vitamina E, licopene e carotenoidi e si beve molto al gelsomino, che pare abbia un ruolo importante nella prevenzione del cancro. Ci sono però anche altri fattori che, secondo le ricerche, aiutano ad aumentare la longevità degli abitanti di Okinawa, tra cui DNA e comportamento. Educazione, storia familiare, temperamento, attività fisica, clima, e altri fattori determinano quanto a lungo si vivrà, in aggiunta a una dieta corretta. È per tale motivo che è probabilmente scorretto chiamarla dieta di Okinawa: il termine più corretto è “Programma di Okinawa”, dato che si tratta più di uno stile di vita e non di un semplice regime alimentare. Il Programma introduce una dieta alimentare basata su pesce, verdure e altri alimenti a basso indice calorico, con grassi sani e proteine, che aiuta ad avere un corpo senza grasso e del tutto in forma; insegna a mettersi in forma con il tai chi, a ridurre lo stress con la meditazione, a sviluppare la propria spiritualità interiore e a costruire ottimi rapporti con amici e parenti. In altre parole, a vivere bene….

 

La fioritura dei ciliegi

Se c’è un momento speciale per visitare il Giappone è quello della fioritura dei ciliegi. Le prime gemme sbocciano a fine marzo per regalare chiome rosa per tutto il mese di aprile, nel nord del paese anche fino ai primi giorni di maggio. La fioritura dei ciliegi è un evento in Giappone, tanto che esiste un calendario nazionale che indica, città per città, le date probabili delle fioriture, calcolate in base alle temperature che si sono verificate in autunno e in inverno, quando le gemme hanno cominciato a formarsi. In Giappone fate come i giapponesi che vanno ad ammirare i ciliegi in fiore “hanami” in giapponese nei parchi, lungo i fiumi e sulle pendici delle montagne sacre. Ecco alcuni luoghi dove andare in Giappone per vedere le fioriture più spettacolari. Nel centro di Tokyo, il Shinjuku Goyen è un’oasi di verde con oltre mille ciliegi sia precoci che tardivi, quindi dal 20 marzo a tutto aprile le chiome rosa si alternano nelle loro infinite sfumature. Quando il primo ministro va ad ammirare i ciliegi in fiore, lo fa in questo romantico parco della capitale giapponese dove passeggiare tra viali, aiuole e laghetti. Ad Osaka i luoghi per l’hanami sono almeno tre: il parco del castello di Osaka, con 4000 ciliegi dalle ampie chiome sparsi su ampi prati perfetti per i pic-nic. Migliaia di ciliegi anche nell’Commemorative Park e lungo il fiume Okawa dove passeggiare in una cornice di fiori rosa da ammirare anche facendo una mini-crociera sul fiume.

 

Carbonara Day

La questione non trova fine. Ed è tutta italiana. Nelle regioni e nelle città divide case e cuochi. “l’Italia è un Paese diviso da un cibo comune”. Perché guai a chi tocca la pasta o cerca di minare l’idea di ciò che si ritiene tradizionale. E così tutti ad amare la carbonara, salvo litigare sulla ricetta perfetta. Guanciale sì, pancetta no e men che mai bacon. Pecorino sì, Parmigiano no, ma il mix dei due formaggi è spesso tollerato o addirittura ben accetto.L’olio? Assolutamente no per molti è il grasso del guanciale a ungere il tutto mentre altri sono possibilisti, specie se scelgono di sgrassare il guanciale e usarne solo la rimanente carne croccante. La pasta? Per alcuni lo spaghetto è inevitabile, mentre altri scelgono formati corti circolare, come rigatoni e mezze maniche, spingendosi anche al pacchero. L’uovo intero o solo il tuorlo? Può dipendere da quante porzioni devono essere preparate per enormi quantità un po’ di albume è consigliato, ma anche dalla cremosità che si preferisce nel piatto. Aglio e cipolla banditi, ma poi come nell’intimità dell’urna elettorale ognuno ha il suo piccolo segreto. La questione panna nemmeno va citata: potrebbero scoppiare incidenti diplomatici internazionali. Anche provare a mettere in dubbio le sue origini può scatenare conflitti d’identità. Molti credono si tratti di un piatto del tutto tricolore e vanno alla ricerca delle motivazioni del nome. Lo mangiavano durante le riunioni i congiurati iscritti alla carboneria; lo ha inventato un cuoco di Carbonia che lavorava a Roma; era il pranzo tipico dei carbonai dell’Appennino; deve il suo nome alla pioggia di pepe che copre la pasta come polvere di carbone: sono tutte ipotesi più o meno plausibili ma non verificabili. Eppure, secondo il rapporto dell’Accademia Italiana della Cucina, tra tutte le ricette italiane la pasta alla carbonara è la più reinterpretata all’estero. Una ricerca dell’associazione dei Pastai Italiani ha scovato le versioni internazionali più curiose: In Inghilterra è popolare con le zucchine, in Cina e Malesia col pollo, quella con il pesce conquista la Spagna e sta prendendo piede anche nell’Italia più tradizionalista e nell’alta cucina. Altre radicali varianti: nei paesi Anglosassoni l’uovo è a volte sostituito da besciamella. In Giappone, invece, si aggiunge la panna e non è presente il pecorino