Cantinette…e vini

Il vino, la bevanda delle divinità greche, accompagna cene, pranzi in famiglia e aperitivi con amici. Una bevanda in grado di esaltare il sapore delle pietanze, perfetta gustata con primi piatti, arrosti e dolci. Il vino si presenta sotto diverse sfumature di gusti: intenso e pastoso per i rossi, delicato per i bianchi e dolce per i rosè. È bene portare in tavola ottime bottiglie di vino, ma prima è necessario conservarle al meglio. Il mobiletto che le contiene prende il nome di cantinetta, un complemento d’arredo in grado di creare un’atmosfera rustica all’interno delle mura domestiche. La cantinetta si presenta in molteplici dimensioni, ciò comporta una maggiore o una minore capacità. Piccola e maneggevole da collocare sul ripiano della cucina per tenere in ordine le bottiglie, grande e con molti vani da posizionare in taverna. Oltre ad avere misure variabili, la cantinetta si presenta sotto diverse forme e con differenti caratteristiche. Insieme alla cantina anche il portabottiglie è un altro elemento che darà pregio alla vostra bottiglia se regalata magari in occasione di un invito a cena

Conservare al meglio i cibi

Mantenere al meglio la freschezza e il sapore di ciò che compriamo e poi portiamo in tavola è fondamentale per mangiare bene e, non va sottovalutato, anche per non sprecare i soldi della spesa. Quindi, la domanda è: sappiamo davvero dove mettere i singoli ingredienti nella nostra credenza o in frigorifero, per far sì che si mantengano al meglio e che conservino il più possibile la loro freschezza? Ecco alcuni semplici consigli per conservare frutta, verdura, ingredienti di stagione per evitare errori che danneggino l’integrità e il sapore dei tuoi prodotti. Ricordati di non mettere in frigorifero banane, kiwi o agrumi perché si rovinano: conservali a temperatura ambiente. Anche i pomodori non amano il frigorifero perché le basse temperature frenano il loro processo di maturazione, facendogli perdere sapore, profumo e consistenza. Broccoli, carote, cavoli, finocchi, asparagi, limoni e gli ortaggi a foglia verde vanno invece conservati in frigorifero, utilizzate sacchetti di carta per alimenti, che così consentono la circolazione dell’aria, limitando l’umidità. I formaggi freschi, la mozzarella e la ricotta vanno riposti in frigorifero, per gli altri tipi di formaggio invece nella moscaiola  in cantina è il luogo perfetto, perché c’è la giusta temperatura e anche una corretta areazione. Aglio e cipolla vanno tenuti lontani dall’umidità, che li fa germogliare. Il consiglio è di sistemarli impilati uno sopra l’altro in una retina, e di lasciarli in un ambiente fresco, come la cantina se abbastanza areata, o sul terrazzo. Che peccato quando avanza un cestino di pane  e si spreca. Per evitare ciò bisogna mantenerlo a temperatura ambiente, non in frigo, e si consiglia di riporlo in un sacchetto di carta. Le patate amano il buio e il fresco. È importante evitare la luce, che le fa diventare verdi, e le temperature troppo fredde o troppo calde. Quindi niente frigo e niente dispensa, l’ideale è un ambiente fresco come la cantina in una cassetta di legno. E come fare per far maturare in fretta la frutta troppo acerba? Un trucco è quello di metterla in un cestino con un paio di mele, che producono etilene, un ormone vegetale gassoso che favorisce la maturazione. Attenzione quindi a non posizionare le mele nella fruttiera vicino a frutta già matura!Con questi consigli siamo pronti quindi a mangiare prodotti più freschi e gustosi, ma soprattutto a sprecare sempre meno cibo, tema oggi più che mai molto caro

 

I crudisti cosa c’è da sapere

I crudisti sostengono che gli alimenti crudi, o trattati a non più di 42-45 gradi, conservano intatti i principi nutritivi: vitamine, minerali, oligoelementi e soprattutto enzimi. Consiglio sempre di mangiare almeno una porzione di verdura e ortaggi crudi durante il giorno perché tutto ciò che è crudo è più vivo, spiega Nemi, nutrizionista. Nel cibo crudo ritroviamo integre tutte le sostanze nutritive e vitali, le vitamine, i composti fitochimici, i sali minerali che consentono al nostro corpo di mantenere la completa salute. Anche chi non è crudista mangia frutta e verdura cruda. La principale misura preventiva riguardo il loro consumo  è il lavaggio accurato in acqua potabile, magari spazzolandole bene ed eliminando parti deteriorate o scure che possono nascondere batteri. È consigliabile usare dei taglieri diversi da quelli usati per carne e pesce, proprio per evitare contaminazioni .Mentre sui benefici per la salute del mangiare verdure e ortaggi crudi non ci sono dubbi, qualche perplessità sorge in merito a pesce e carne. Consumare la carne cruda può essere piacevole soprattutto d’estate, ma tartare, carpaccio e altri tipi di carne cruda possono nascondere insidie per la salute La cosa più importante da verificare al momento dell’acquisto della carne è che sia stato mantenuto il rispetto delle temperature, ovvero che non sia stata interrotta la catena del freddo necessaria alla conservazione del prodotto. Bisogna limitare l’esposizione dei cibi a temperatura ambiente prima del consumo, è importante mantenere separato il crudo dal cotto anche nel frigorifero per evitare contaminazioni batteriche, proprio perché parassiti e batteri si moltiplicano più facilmente con le alte temperature della stagione calda . Inoltre, meglio consumare le tartare immediatamente senza farle rimanere troppo a temperatura ambiente o magari sotto il sole.Infine il pesce Anche chi non è crudista, ma ama la cucina etnica lo mangia crudo tant’è vero che in Italia sono sorti tanti ristoranti Sushi.  Il rischio del pesce crudo è legato alla presenza di Anisakis, un parassita presente nelle viscere di alcuni pesci  che può trasferirsi nelle carni dopo la morte dell’animale e trasmettersi così all’uomo Combattere l’Anisakis non è facile perché si tratta di un parassita piuttosto resistente. Che fare, dunque, se si vuole mangiare pesce crudo? “Il primo passaggio da effettuare per limitare la presenza di Anisakis è eviscerare il pesce il prima possibile, bisogna effettuare il dovuto trattamento di bonifica, tenerlo, cioè, a una temperatura di -20°C per almeno 24 ore.

Cibi scaduti

Nella maggior parte dei casi, questi dati sono dovuti a una scarsa attenzione che porta a dimenticarsi degli acquisti effettuati con la spesa o a una non corretta conservazione degli alimenti. Per fortuna esistono alcuni cibi a lunga durata, che possono essere consumati al bisogno, senza doversi preoccupare dell’imminente data di scadenza.Si tratta ovviamente di alimenti non freschi, che in quanto tali possono essere acquistati anche in grande quantità e riposti con cura nella dispensa di casa. Ad esempio, il riso bianco, se conservato in contenitori sigillanti privi di ossigeno e con temperatura inferiore ai 40 gradi, può durare perfino oltre ai 30 anni.Come il riso, anche i fagioli rossi si conservano a lungo, preservando la loro freschezza e le proteine di cui sono ricche. Allo stesso modo, il sale, lo zucchero e la salsa di soia possono durare per anni, senza presentare il minimo segno di deterioramento.Per evitare di ritrovarsi il frigorifero pieno di cibi scaduti, si può preferire il latte in polvere a quello fresco, che deve essere bevuto entro pochi giorni, e sostituire gli yogurt e i dessert con il miele un’alternativa più sana e naturale oltre che duratura nel tempo. Un altro alimento che sfida il tempo è l’aceto, caratterizzato da un agente conservante in grado di mantenere invariate le sue qualità organolettiche. Non è un caso che alcuni cibi come i cetriolini, i peperoni vengano conservati sotto aceto. Fra i cibi scaduti che più di tutti finiscono in pattumiera c’è sicuramente la pasta. Ugualmente, il caffè che perde il suo aroma allora meglio quello solubile che è pratico sia da preparare, basta infatti un po’ di acqua calda per prepararlo che da conservare un semplice barattolo.

La casa fa ingrassare……

Sicuramente posare forchetta e coltello, fare ginnastica, scegliere gli alimenti giusti, sono l’unica soluzione per mantenere la linea. O almeno un peso ideale. Ma richiedono forza di volontà, e anche molta consapevolezza. Se l’una o l’altra diminuiscono, ci si può dare una mano interrompendo certe azioni quasi involontarie, degli automatismi che ci portano a mangiare troppo, o a mangiare male. Come? Cambiando la posizione… della casa. Complementi d’arredo, accessori, ma anche gli alimenti stessi, se disposti nel modo giusto possono dare una mano a mantenere la linea La casa fa ingrassare? Ci da una grossa mano… ecco alcune astuzie per mantenere la linea Cominciamo ad esempio dalla cucina. Anzi, dalla credenza e dal frigorifero: più il cibo è visibile, più viene voglia di mangiarlo. Dunque, mettere in bella vista frutta, verdura, noci, riso, e nascondere cioccolato, biscotti, snack è un primo, validissimo aiuto a contrastare certi automatismi. ‘Se non lo vedi, non lo desideri’, ricordate questo mantra. Inoltre, mettere via i cibi in piccole porzioni, specie quelli preparati da noi, aiuta a mangiarne meno. Quando abbiamo tanto cibo per le mani veniamo indotti in automatico ad abbuffarci. Salotto. Non tenete un altro tavolo in salotto, e non conservate il cibo nelle dispense di questa stanza. Il salotto è l’ambiente dove ci si rilassa, ci si dedica al tempo libero, non a mangiare. Soprattutto non a mangiare fuori pasto. Camera da letto. Posizionate le scarpe da corsa accanto al letto. L’abbigliamento sportivo in bella vista. Sarà un promemoria continuo del fatto che dovete fare attività fisica. E non potrete usare la scusa della negligenza. Bagno. Mettete una bilancia in bagno. Basta far finta di niente: una volta che c’è, la userete. E forse vi accorgerete di aver bisogno di cambiare abitudini.

 

Meglio non scongelare la carne nel microonde

Uno dei motivi per cui il microonde è particolarmente amato è la possibilità di scongelare rapidamente i cibi, specialmente la carne. Eppure, secondo una recente ricerca della Abertay University, dovremmo assolutamente evitare  di scongelare la carne nel forno a microonde, anche se questa pratica ci avvantaggia nel preparare ottimi  piatti all’ultimo minuto. A rivelarlo è stato il Prof Costas che ha condotto lo studio,lo studioso ha fornito utili informazioni. Ed ha corredato l’esposizione della sua tesi con una dimostrazione pratica. Il Daily Mail ha fornito un resoconto rivelando quale dovrebbe essere il sistema più sicuro per scongelare la carne.Il Prof Costas che ha condotto lo studio, ha spiegato che i metodi più utilizzati per scongelare la carne sono anche i meno sicuri. Molti, infatti, ricorrono al forno a microonde. E molti altri, invece, hanno l’abitudine di lasciarla sul piano della cucina a temperatura ambiente. Entrambi i metodi sembrano, però, essere dannosi perchè favoriscono la proliferazione dei batteri sugli alimenti scongelati. Tra i quali non mancano gli E. Coli. E’, dunque, importante sempre seguire le istruzioni per lo scongelamento riportate sulle etichette dei prodotti. In ogni caso, per poter mangiare la carne con tranquillità, il consiglio è quello di scongelarla all’interno del frigorifero. In questo modo la temperatura fredda potrà rallentare la formazione dei batteri. A sostegno della sua tesi il Prof Costas ha effettuato una piccola dimostrazione. Ha, infatti, analizzato la quantità di microrganismi formatisi a  seguito di scongelamento a temperatura ambiente e in frigorifero. Sulla carne che era rimasta sul piano della cucina si erano sviluppati il doppio dei batteri. A conclusione dell’esposizione dei risultati della ricerca, il professore ha fornito altre importanti informazioni. Inannzitutto ha spiegato che è possibile congelare il cibo cotto anche quando è stato già congelato da crudo. Ed ha, infine, spiegato che non bisognerebbe conservare gli alimenti per più di sei mesi nel congelatore.

Errori….in frigo

Non solo in estate, ma in qualsiasi periodo dell’anno si possono commettere errori clamorosi nella conservazione dei cibi. Sicuramente con il caldo il deterioramento di alcuni prodotti è più rapido. Dunque il frigorifero diventa un elettrodomestico ancora più indispensabile del solito. Oltre a regalarci fresche bevande, ci consente infatti di conservare alcuni alimenti che, a temperatura ambiente, andrebbero subito a male. Ci sono tuttavia due errori clamorosi che spesso si commettono. Sbagliare il posizionamento di alcuni prodotti nel frigo; tenere in frigo alimenti che andrebbero conservati fuori e viceversa. Avevamo spiegato che determinati alimenti vanno posti in aree ben precise del frigorifero, questo per evitare che possano danneggiarsi con il giaccio o con gli sbalzi di temperatura. Facile sbagliare, ad esempio, con le uova, visto che molti frigoriferi pongono l’apposito contenitore sul portellone. Niente di peggio, poiché il portellone è l’area più calda del frigo, a causa dell’apertura. Qui andrebbero posti, dunque, gli alimenti che non temono i cambi di temperatura, come le bevande, i barattoli delle marmellate, i prodotti sott’olio. Le uova vanno invece conservate in uno dei ripiani interni. La frutta e la verdura vanno poste nel cestello, per evitare che entrino in contatto con il fondo del frigorifero, rovinandosi. Molti tengono il vino rosso, una volta aperto, fuori dal frigorifero. Gli esperti raccomandano invece di conservarlo all’interno, poiché la bassa temperatura ne rallenta l’ossidazione. Alcuni pensano che non sia necessario, ma il ketchup va tenuto in frigo. Così come la maionese, il burro, le mele e l’uva.Nel campo della frutta e verdura, cetrioli, pomodori e banane non andrebbero mai conservati in frigo. Meglio la temperatura ambiente, potendo meglio in un luogo fresco e asciutto. Stessa cosa per il cioccolato, che in frigo assorbe gli odori dei cibi e, con l’umidità, può persino scolorirsi, diventare duro ed insapore. Si può fare invece un’eccezione con le banane ormai troppo mature, per conservarle qualche giorno in più. Anche il pane non va mai tenuto in frigo. Al massimo, dopo due, tre giorni dall’apertura, può essere congelato. No al frigo, infine, anche per il burro di arachidi e la salsa di soia: anche aperti possono essere tenuti nella dispensa fino a scadenza.

Dispensa in ordine

Come il cambio dell’armadio, o del ripostiglio, ogni tanto occorre affrontare anche la questione dispensa: alzi la mano chi non ha stipato in fondo ai pensili della cucina degli alimenti che non tocca più da una vita, o chi nel congelatore non ha dei contenitori non ben identificati di cibi ormai irriconoscibili. Ebbene, ogni tanto occorre svuotare e ripulire, cercando però di ridurre lo spreco di cibo in favore di un più corretto consumo. Ci sono molti alimenti che sono ancora assolutamente commestibili anche dopo la data di scadenza suggerita e altri che naturalmente avranno perso consistenza, o croccantezza biscotti, cereali per la colazione ma si possono riutilizzare per fare dolci. Alcuni alimenti come cereali grano, farro, orzo o legumi secchi potrebbero avere dei piccoli ospiti sgraditi al loro interno: se ne avete un sacchetto da molto tempo, non importa tanto la sua data di scadenza i ceci secchi per esempio rimangono buoni per anni quanto la presenza di moscerini o minuscole larve al loro interno: svuotate l’intero sacchetto in uno scolapasta, e se non ci sono ‘ospiti’ riponete il prodotto in un barattolo ermetico. Una volta svuotata la dispensa e i vari ripostigli, come comportarsi per evitare di stiparla di nuovo sprecando altro cibo. Prima di tutto, evitando di comprare le confezioni formato maxi dei prodotti solo perché sono economiche, se non è una quantità che a casa consumate: il risparmio viene eliminato via dallo spreco, e diventa inutile. Poi, un gesto molto importante che dovreste compiere ogni volta che tornate a casa con la spesa, è quello di mettere i prodotti nuovi sul retro della dispensa, e quelli vecchi davanti, in modo da finire di consumarli prima di aprire nuove confezioni. Per quanto riguarda il frigorifero o i prodotti aperti, vanno chiusi con appositi laccetti in sacchetti, barattoli o contenitori, ideale sarebbe oltre che richiuderli con cura mettere una etichetta con la data di apertura; lo stesso vale per il congelatore: mettete un’etichetta con data e tipologia di alimento, visto che il congelamento lo renderà irriconoscibile. Conservare i cibi nel modo ottimale è la prima regola per non buttarli, e questo significa oltre che sigillarli alla perfezione, evitare di contagiare con altri alimenti: non mettete nella marmellata lo stesso coltello con cui avete tagliato il burro, non intingete i crostini direttamente nel formaggio cremoso, non inserite le patatine nella maionese per evitare che briciole e rimasugli facciano ammuffire il prodotto prima del tempo.

Cipolla, lacrime di gusto

La cipolla, un ortaggio di frequente utilizzo nelle nostre cucine che ha “drammatiche” conseguenze sui nostri occhi Delizia ed incubo delle nostre cucine: la cipolla Ogni volta che ci apprestiamo a tagliarne una la domanda è sempre la stessa: quando inizierò e quanto a lungo piangerò dopo averla tagliata? Purtroppo la cipolla è anche un ingrediente fondamentale per la maggior parte delle ricette che ogni giorno prepariamo, e quindi, nolenti o volenti, ci tocca sottoporci al “rito del pianto”! E allora, proviamo a trovare qualche rimedio che ci consenta di tagliare impunemente una cipolla? Negli anni molti sono stati i sistemi che le massaie hanno cercato di utilizzare per risolvere questo problema,  dovuto ad un particolare composto chimico che si prigiona dalla cipolla nel momento in cui la tagliamo e che ci limiteremo soltanto a nominare: il propantial-S-ossido.  Ecco allora, tra i vari sistemi escogitati nel tempo con esiti più o meno felici quello di raffreddare la cipolla in frigorifero prima di tagliarla per rallentare la formazione del composto lacrimogeno, quello di girare la cipolla dalla parte opposta rispetto agli occhi con il lato tagliato o ancora quello di bagnare coltello e cipolla prima di tagliarla per disperdere l’accumulo della diabolica miscela lacrimogena. Ancora, qualcuno ha suggerito di masticare un pezzetto di pane durante l’operazione di taglio, mentre altri sono arrivati al punto di predisporre un ventilatore in cucina per indirizzare altrove gli aromi, con esiti più o meno in maggioranza “meno” fortunati. Noi siamo fermamente convinti che l’unico efficace sistema possa essere quello di affrontare il ridicolo dotandosi di un paio di occhialini da piscina per uscire indenni o anche, forse la soluzione migliore in assoluto, di chiedere a nostro marito o moglie di dimostrare quanto ci ama e di sacrificarsi al nostro posto!

 

Conservare in modo ineteligente

Dall’insalata alle cipolle, ecco alcuni consigli, per conservare le verdure…. L’insalata per averla sempre croccante toglietela dal sacchetto e sistematela in una ciotola, mettendo sopra alle foglie della carta da cucina che assorba l’umidità, quindi si chiude tutto con della pellicola trasparente e si mette in frigorifero. L’aglio teme la luce la luce favorisce la germogliazione di aglio e cipolle, riducendone decisamente i tempi di conservazione. Per evitarlo, si devono collocare i bulbi in un recipiente di ceramica con il coperchio, ma areato così da garantire loro la giusta ventilazione e tenerli al buio. Cipollotti Sminuzzateli e metteteli in una bottiglia di plastica che metterete nel freezer: all’occorrenza, basterà scuotere la bottiglia per far cadere la quantità di cipollotti desiderata e quindi rimetterla nel congelatore. Asparagi Per assicurare la giusta umidità, avvolgeteli nella carta da cucina. In alternativa, si possono mettere in un bicchiere con le punte rivolte verso l’alto e due dita d’acqua: in questo modo gli asparagi resteranno idratati e dureranno di più. Mele e cipolle L’etilene emesso dalle mele un gas naturale incolore e inodore che agisce come regolatore nella crescita di molte piante inibisce la germogliazione delle patate: ecco perché mettere un paio di mele insieme con le patate in un sacchetto areato e conservato poi in un luogo fresco e asciutto permetterà alle patate di non germogliare e di mantenersi così più a lungo. Ananas Togliere la sommità a foglia verde dell’ananas, conservandola poi a testa in giù, permette di ridistribuire gli zuccheri che si sono depositati sul fondo del frutto durante il trasporto, aumentandone così i tempi di conservazione. Carote Durano due settimane se pelate e conservate in frigorifero in un sacchetto di plastica avendo l’accortezza di eliminare tutta l’aria o avvolte nella carta stagnola quest’ultimo trucco vale anche per il sedano. Erbe aromatiche Tritatele finemente e disponetele in una vaschetta per il ghiaccio coperta di acqua: mettetela in freezer. All’occorrenza, sarà sufficiente togliere i cubetti necessari e metterli direttamente nella pentola di cottura. Frutti rossi Lavateli solo prima di consumarli, per evitare muffe. Se si usano per succhi di frutta o frullati, è preferibile congelarli.