Le tipologie degli eterni indecisi

Le cause di questo pantano mentale? Diverse. Riconoscerle è il primo passo per uscire dal tunnel e diventare decision maker efficaci. Ecco allora, secondo Angela Fabio , psicoterapeuta, le principali categorie di eterni indecisi. Procrastinatori Quelli che hanno la tendenza a rimandare qualsiasi scelta e scappano da ogni obbligo decisionale. Tendenzialmente sono persone pigre che evitano lo sforzo di compiere una scelta. La frase tipica del procrastinatore seriale è: Ci penserò in un altro momento. Nell’istante in cui la pronuncia riceve un feedback positivo immediato, si sente bene perché ha rimandato lo sforzo e, quindi, nel tempo continuerà a non prendere decisioni. Ansiosi Hai voglia a spiegare a queste persone che sbagliando s’impara. Il timore di prendere una decisione errata innesca uno stato ansioso paralizzante. Il circolo vizioso si alimenta di prospettive catastrofiste Se non azzecco la strada giusta, finirà molto male e di crolli dell’autostima  Se la mia scelta è sbagliata, significa che non sono in grado di farla. Scontenti Per loro nessuna opzione si prospetta mai come soddisfacente. Quando sono in casa distesi sul divano vorrebbero uscire e non appena usciti vorrebbero, invece, stare a casa. Alcuni hanno i tratti del perfezionista maniacale, altri soffrono troppo per le rinunce che immancabilmente ogni scelta comporta. Se si ordina una pizza margherita, non si avranno tutte le altre del menù. I consigli per gli eterni indecisi. L’aiuto degli altri. Se è utile lavorare su stessi, altrettanto utile è farsi dare una mano dalle persone vicine. Amici, partner e familiari dovrebbero intervenire in una fase lontana dal dilemma e dichiarare apertamente quello che ritengono possa essere un atteggiamento spropositato. Per esempio, potrebbero porre domande del tipo: Che cosa pensi possa succedere se imbocchi questa strada? Controproducente, invece, sostituirsi al dubbioso cronico nella scelta. L’eterno indeciso finirebbe per diventare dipendente dalle decisioni altrui.

Impara a non vendicarti

Impara a non vendicarti, lascia che sia la vita a farlo per te. E lo farà sempre. Perché nessuno abbandona questa vita senza aver pagato il conto delle proprie azioni. Non è facile rimanere calmi quando qualcuno ci attacca con malizia, aggressività, falsità. L’energia negativa di una persona inquina l’ambiente e chi la circonda. Riduce tutti al suo livello. Li spinge in basso con sé e questo non fa bene a nessuno. Uno dei più grandi doni che possiamo fare a noi stessi, è imparare ad ignorare. Ad evitare e a lasciare andare. Ma perché allora, è importante mettere da parte la vendetta? Silenzio. Mentre l’altro si aspetta di vederci urlare. Silenzio. Mentre cerca di provocare reazioni. Silenzio. Per non affidare il controllo delle nostre emozioni nelle sue mani. Il silenzio può essere straordinariamente potente a volte. Ha la capacità di neutralizzare il peso delle cattiverie gratuite che vogliono schiacciarci. Come accade in altre situazioni e per altre emozioni, il male quando non trova reciprocità, se ne va. E così la vendetta.Sono tante le lotte che questa vita intensa e frenetica ci costringe a combattere ogni giorno. Sono tanti gli ostacoli da superare mentre cerchiamo di tenere saldo l’equilibrio nella nostra rapida corsa. Perché combattere guerre inutili? Reagire a critiche che puntano a demolire e mai a costruire?Perché vendicarsi di un torto subito se chi ci ha perso si è già punito da solo?È vero. Troppe delusioni qualcosa cambiano. Fortificano? Certamente ci rendono più diffidenti, meno disponibili ad aprirci con le persone. Più prudenti. Certamente accade di accumulare dentro emozioni che rendono i nostri passi sempre più pesanti e solitari. Certamente viviamo in solitudine in una folla solitaria. Allora ecco che il lasciar andare è necessario. È liberatorio. Lasciare andare il rancore, la rabbia. Chi è completamente diverso da noi. Andare oltre le menzogne costruite ad arte. Oltre ciò che non appartiene ai nostri occhi e al nostro cuore. Prendere le distanza, seppure soltanto emotivamente, ci evita battaglie inutili e sterili.

 

Gli amori clandestini

Dietro alla scelta di mantenere un amore in segreto, di solito, si cela una necessità molto forte. Nella maggior parte dei casi, se non sempre, ciò che si vuole nascondere è la presenza di un terzo individuo con il quale esiste un impegno amoroso. Di solito gli amori clandestini sono amori che rendono complici almeno tre persone. A volte quattro. A volte di più. Un legame già esistente non è l’unico motivo che porta un amore alla clandestinità. Possono esserci in ballo motivi di convenienza, come nel caso di persone famose che devono mantenere nascoste le loro relazioni per non perdere ammiratori. Possono esistere anche altri tipi di pressioni, a livello familiare, lavorativo o sociale, che esigono il segreto nella relazione. In ogni caso, amori di questo genere vengono definiti clandestini perché sono in qualche modo proibiti. Ed è quest’elemento di divieto a conferire un gusto speciale a questi affetti. La relazione non può svilupparsi in modo “normale”, diventa necessario cominciare una specie di “vita parallela” per riuscire a mantenere quell’amore in vita. Qualsiasi proibizione è al tempo stesso un invito. questo succede perché nella mente umana la proscrizione attiva il desiderio. Non cresce in voi l’interesse per un film se venite a sapere che in alcuni paesi è stato censurato? Non osservate con maggior interesse una porta che rechi la scritta “divieto di accesso”? Non vorreste essere uno di quelli che la possono aprire?Tutto ciò che è proibito esercita un fascino naturale poiché permette di intravedere, in primo piano, ciò che manca a una persona. È esattamente da quella mancanza che si rivela con ciò che è proibito che scaturisce il desiderio. Per questo motivo, divieto e proibizione sono due facce della stessa moneta.Quando si tratta di amore, le cose acquisiscono un carattere ancora più effervescente. Il divieto si trasforma in combustibile per la fiamma. Gli ostacoli diventano stimoli e il rischio finisce per essere visto come un’allettante sfida. Il pericolo stesso della relazione favorisce l’innamoramento. Ma attenzione, perché giocando tanto con il fuoco ci si può bruciare.