Un importante istituto di indagini ha chiesto ai suoi lettori su Facebook di scegliere, tramite un sondaggio, le mete gastronomiche ideali per i viaggiatori alla ricerca di esperienze del gusto autentiche. Ecco la lista dei Paesi in cui si mangia meglio nel mondo, con molte sorprese principalmente tra i contendenti del podio. Al primo posto della top ten, con rilevante stacco dal secondo e dal terzo, vi è Taiwan, che viene eletta come la regina del settore food a livello mondiale, dalle materie prime alla ristorazione passando per lo street food, l’isola si è aggiudicata la medaglia d’oro . La medaglia d’argento va ancora ad un Paese orientale, le Filippine. Terza in classifica, porta a casa la medaglia di bronzo, l’Italia, che si aggiudica anche la medaglia d’oro in Europa e tra tutti i Paesi occidentali, con 8 su 10 voti e una menzione d’onore per la varietà di ricette tra le Regioni. I piatti e gli ingredienti preferiti della nostra isola? Pasta fresca, olio extra vergine d’oliva, Parmigiano Reggiano, pizza, salsa di pomodoro e arancini. La classifica prosegue con un altro Paese orientale, la Thailandia, e un altro ancora, il Giappone, , la Malesia, e ancora Hong Kong e l’India, per ritrovare un altro Paese europeo, la Grecia, e terminare con il Vietnam. L’Oriente ha indubbiamente vinto la supremazia mondiale gastronomica, l’America non ha portato a casa voti, così come la Gran Bretagna, mentre resta sorprendente che nemmeno Francia e Spagna, abituate ad essere individuate come mete del gusto, non siano rientrate nella top ten.
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Gatto nero day
Rompere uno specchio causa sette anni di guai, aprire un ombrello in un luogo chiuso, rovesciare del sale, il gatto nero…queste alcune delle tante superstizioni più diffuse, oggi in Italia, l’associazione animalista Aida&A ha indetto il Gatto nero day: il 17 novembre non un giorno a caso! Anche il 17 si dice porti iella è la giornata a difesa della dignità del gatto nero e della sua vita.Quella del gatto nero portatore di sfortuna è una credenza che risale al Medioevo. A quell’epoca, il gatto nero era considerato il compagno diabolico delle streghe per la sua abitudine a uscire di notte e il suo colore era associato all’inferno e al lutto. L’origine della diceria della la sfortuna portata dal gatto nero che attraversa la strada risale all’epoca in cui si andava a cavallo: infatti, se un gatto attraversava all’improvviso la strada, il cavallo poteva spaventarsi e disarcionare il cavaliere. Non in tutti i Paesi, però, è così: in Francia e in Inghilterra i gatti neri vengono considerati dei portafortuna.
La Nouvelle Cuisine
Oggi più che mai il lavoro fisico è sempre meno presente nello stile di vita quotidiano. Un gran merito della Nouvelle Cuisine sta nell’atmosfera di collaborazione e di scambio di idee che ha permesso di creare tra i cuochi francesi più giovani, togliendo gelosia e rivalità professionale. In Italia è Gualtiero Marchesi che lancia questa nuova cucina durante gli anni Ottanta, dopo aver fatto molta esperienza in terra francese. Oggi la Nouvelle Cuisine è in crisi, soprattutto in Francia. È lo stesso Bocuse che ne prende le distanze favorendo ora una cucina semplice, dai buoni odori, “che riscalda il cuore”. In ogni caso ciò che conta è che questa “moda” culinaria ha lasciato dei segni anche sulla nostra gastronomia, ora più salutare, leggera e decisamente più libera rispetto alle tradizioni del passato. Secondo molti questa nuova cucina nasce più di cinquant’anni fa, quando Fernand Point per primo tentò di semplificare e alleggerire gli schemi classici della cucina francese, ordinati dal grande Escoffier. Fu una specie di “rivolta” contro la cucina degli alberghi internazionali, considerata inviolabile e quindi priva di quello spazio necessario per sviluppare fantasia e creatività. Il celebre motto di Point era: “Tutte le mattine si deve ricominciare da zero. Senza niente sul fornello. Questa è la cucina”. Le regole basilari sulle quali si fonda la Nouvelle Cuisine sono: rifiuto delle complicazioni culinarie inutili e riscoperta della semplicità; riduzione drastica dei tempi di cottura; cucinare solo ciò che di meglio offre il mercato ogni giorno riduzione del numero dei piatti inseriti nella lista dei ristoranti; abbandono delle lunghe marinature e delle frollature; sostituzione delle salse troppo grasse e pesanti con salse più leggere e digeribili; valorizzazione della cucina regionale e riscoperta dei piatti contadini e borghesi; adozione di moderne tecniche culinarie che rispettino l’integrità dei cibi scoperta delle cucine straniere ed esotiche; ricerca di una cucina dietetica e povera di grassi; inventare nuove ricette, con fantasia e creatività, introducendo nuovi ingredienti e sperimentando nuovi accostamenti. In pratica la Nouvelle Cuisine abbandona i fondi classici, la besciamella e la farina come legante; esige materie prime di ottima qualità e ottimizza appieno il gusto naturale di ogni ingrediente.
Chi ha inventato le patatine fritte?
Ma voi, ve lo siete mai chiesto da dove nascono alcune cose ormai banalmente entrate nel nostro fare quotidiano? Ad esempio, chi inventò le tanto amate ed internazionali patatine fritte? Bella domanda…. L’onore dell’invenzione spetta al Belgio. Qui la patatina fritta è una vera e propria cultura, si trovano ovunque friggitorie che servono il prodotto in cestini o coni di carta e serviti da una varietà di condimenti. Le sue origini sono state certificate dal giornalista Jo Gérard che trovò un manoscritto risalente al 1781 che raccontava come le patatine fossero fritte prima del 1680.Gli abitanti della zona occupata dall’attuale Belgio erano soliti andare a pesca per poi friggere in olio il bottino raccolto. Quando però il fiume congelava e la pesca diventava pericolosa gli abitanti sostituivano l’alimento con le patate, fritte allo stesso modo e tagliate a forma di piccoli pesci. Le patate fritte si sono diffuse in Francia ed in Belgio a partire dal 1830, ma saranno conosciute in Nord America con il nome di french fries solo dopo la Prima guerra mondiale. In Gran Bretagna prenderanno il nome di chips. mentre, le patatine fritte rotonde, sottili e croccanti furono inventate da George Crum, un cuoco americano di origini indiane. Come sono nate? Un cliente troppo esigente, tanto tempo fa, mandò indietro ben tre volte un piatto di patatine fritte. George decise quindi di vendicarsi e tagliò le patate a fette molto sottili in modo da renderle croccanti e inafferrabili con la forchetta. Contrariamente a quanto si credesse, le patatine furono molto apprezzate dal cliente, rendendo il ristorante di George famosissimo. Successivamente vennero invece inventate le buste per patatine fritte.
Ristoranti dove si mangia….. in spiaggia
“Les Pieds dans l’Eau”, Questo è il nome che in Francia sta ad indicare la possibilità di mangiare quasi sulla sabbia, a un soffio dall’acqua del mare. Lungo le coste della nostra Penisola, dal versante tirrenico a quello adriatico, i luoghi per mangiare a un passo dalla battigia, per godere del cibo e della risacca. E poi magari fare una passeggiata a piedi nudi in riva al mare. Ecco 3 suggerimenti, ma se cercate ce ne sono davvero tanti dove si mangia divinamente e si sogna in riva al mare…. Il Vernazza Winexperience, a Vernazza alle Cinque Terre (Sp) nasce dalla passione dei titolari per il vino locale, che va a valorizzare una cucina marinara semplice ma raffinata Capo Nord è uno dei grandi classici della ristorazione dell’Isola d’Elba. Seduti ai tavoli a Marciana Marina si ammirano bellissimi tramonti, la luna che si specchia nel mare, le onde che si spengono nella spiaggia di ciottoli bianchi e si mangia ottimo pesce. A Meta di Sorrento, la Conca – in località Marina di Alimuri, è una delle poche trattorie di mare della costa Sorrentina si mangia sulla sabbia su tavolacci cui non interessa essere chic. Il repertorio è classico quanto di grande soddisfazione, dagli spaghetti con le alici alla In località Porto Frailis ad Arbatax ecco la Bitta, incantevole terrazza sul mare. Pescato e vini sardi la fanno da padrone.
Cosi ti conquista il miglior pasticcere del mondo
Il New York Post lo ha definito il «il Willy Wonka di New York», ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e in Francia è stato insignito con l’Ordre du Merite Agricole davanti alle porte c’è una coda di almeno un centinaio di persone. La creatività di questo pasticcere è inesauribile e irresistibili sono i suoi fantastici e unici dessert , un croissant dal cuore morbido con la crosta croccante caramellata, versione riletta del gateaux bretone; il Paris-New York, variante con crema di burro di arachidi, il Paris-Brest con caramello morbido, i Cookies shots biscotti caldi al cioccolato a forma di bicchierini che vengono riempiti di latte freddo alla vaniglia: che si beve subito appunto, mangiandosi poi il anche il bicchiere E poi ci sono le Mini-, meringhe in miniatura, dai mille colori e sapori: fragola, pistacchio, menta, cioccolato, vaniglia, lampone, mirtillo, noce di cocco, limone, arancio. Si possono mangiare come caramelle, oppure come suggerisce il loro creatore utilizzarle per guarnire gelati, mescolarle al riso soffiato e ai cereali della prima colazione, «tuffarle» nella tazza di cioccolata calda, utilizzarle per una mini-pavlova con fragole fresche.Comunque vogliate sbizzarrirvi, non potete non provare un altro classico di Dominique Ansel: la Mini-me Torta, un dolce con cinque textures diverse di cioccolato sormontate da croccanti Mini-me al cioccolato bianco spolverizzate di cacao. Scommettiamo che adesso volete assaggiare le creazioni del Miglior Pasticcere del mondo? Passaporto alla mano: dovete volare a New York o Tokyo, oppure a Londra. Oppure, anche a Los Angeles, oppure aspettare il suo arrivo in Italia gustando intanto le prelibatezze dei nostri pasticceri locali
141 anni fa oggi nasceva il telefono….
Il 3 marzo 1847 nasce a Edimburgo Alexander Graham Bell. Il suo nome è legato al brevetto per proteggere “il metodo e l’apparato per trasmettere la voce o altri suoni per mezzo di ondulazioni elettriche”. Aveva inventato il telefono. In realtà il telefono è fiorentino Antonio Meucci, emigrato a New York, già nel 1854 aveva costruito il primo prototipo, il elettrofono, che usava in casa per comunicare con la moglie malata e costretta a letto. Riuscì a pagare solo due volte e nessuna compagnia telegrafica accettò di finanziarlo. Così Alexander Bell, che forse aveva visto il suo progetto, depositò il brevetto e per molti anni è stato considerato l’inventore del telefono. Meucci lo denunciò ma perse la causa. Quando la Corte Suprema degli Stati Uniti gli diede ragione la prima volta, era ormai troppo tardi: Bell aveva avviato la Bell Telephone Company, prima industria delle telecomunicazioni .Il 10 Marzo del 1876 Bell effettuò la prima conversazione telefonica ufficiale della storia, a Boston “Venga qui Watson, per favore. Ho bisogno di lei!”.Dopo la prima guerra mondiale il telefono inizia a entrare nelle case. I Posti di Telefonia Pubblica sono diffusi in tutto il mondo con cabine telefoniche di varie fogge. Solo dagli anni Cinquanta però inizia il vero e proprio boom. Tra i ’70- ’90 arrivano la tastiera e gli accessori – segreteria telefonica, fax, cercapersone, vivavoce, rubrica, e i cellulari, L’ultima profezia L’utenza fissa sparirà a partire dal 2018, almeno in Francia, dove le compagnie telefoniche si stanno già muovendo in questa direzione. Il telefono fisso sarà sostituito dalla connessione Internet Adsl o dalla fibra ottica con quelle che un tempo erano definite le chiamate “Voip” (Voice over IP). 
Alghe proprietà e benefici
Un ingrediente poco conosciuto ma dai tanti benefici, vitamine, antiossidanti e minerali, ma anche calcio, iodio, omega 3, ferro, potassio e magnesio. Le alghe sono vere e proprie miniere di sostanze nutritive benefiche, ma nella nostra cucina sono poco conosciute e utilizzate. Eppure, negli ultimi tempi, questi ingredienti hanno cominciato a diffondersi anche nelle nostre cucine e ora è facile trovarle in alcuni supermercati, erboristerie e negozi biologici. Nella maggior parte dei casi, provengono dal Giappone, ma anche da alcuni Paesi europei, come la Francia, i Paesi Scandinavi e l’Irlanda. Ecco quali sono quelle più diffuse. Alga Nori molto famosa per intenderci, è quella che si trova nei pezzi di sushi, soprattutto nei nigiri e nei maki. In genere, si consuma secca e, una volta tostata, si può sgranocchiare come snack o come merenda per i bambini. La si può anche sbriciolare sulle pietanze di verdure o cereali per dare ancora più sapore. In alternativa, si può marinare in una salsa a base di limone, soia e sesamo e mangiarla in insalata. Quando la si usa per il sushi viene prima inumidita con dell’acqua. È un’alga rossa molto ricca di proteine, ferro, .Alga Kombu Molto conosciuta e utilizzata, Ha un ottimo potere saziante e proprietà depurative; in più, permette la migliore digeribilità dei legumi. Si può aggiungere ai brodi vegetali, ma anche ai passati di verdura o ai minestroni di legumi, soprattutto se tostata. In più, insaporisce il riso, la pasta e i contorni di verdura. Si accorpa alle frittate per renderle più gustose e si usa anche per arricchire il latte vegetale, soprattutto quello di soia, che si prepara in casa.
Profumo di lavanda…l’abbazia più profumata del mondo
Con il cambio degli armadi all’arrivo delle prime giornate autunnali, aprendo i cassetti e sentendo il meraviglioso odore di lavanda, a chi ha avuto il piacere di recarsi in Provenza tornerà sicuramente alla mente la tortuosa stradina che gira intorno alla montagna e che si apre a una vista spettacolare, dell’abbazia cistercense immersa e circondata dai campi di lavanda È uno degli esempi più affascinanti di architettura monastica, fondata nel 1148, che vanta un bellissimo dormitorio, una bella chiesa e un grazioso chiostro. Qui il silenzio e la pace regnano sovrani, così circondati dalla natura. Da non perdere il piccolo negozio di prodotti realizzati dai monaci. L‘Abbazia Cistercense di Sénanque, a pochi chilometri da Gordes è un passaggio obbligato per tutti i turisti in visita in Provenza: con i suoi campi di lavanda, le antiche mura, le colline intorno, è la protagonista di cartoline e calendari di tutta la regione. Abitata ancora oggi da monaci e frati, l’Abbazia di Sénanque , in estate quando la fioritura del campo di lavanda davanti all’ingresso la rende un soggetto fotografico interessantissimo.
La Francia che ci piace….
La Francia è un paese affascinante che offre mille motivi diversi per farsi visitare, ammirare e amare. È una nazione dove il nobile passato la rende unica al mondo. Gli appassionati d’arte potranno visitare i più grandi e importanti musei del mondo città meravigliose e ricche di storia, come Parigi, centro culturale mondiale.Ma la Francia non è solo la capitale, è anche una varietà di paesaggi impressionanti: la costa mediterranea e le sue magnifiche spiagge, la Valle della Loira con i suoi maestosi castelli, le regioni del Nord e le sue emozionanti scogliere. Ovunque l’atmosfera che si vive è davvero suggestiva e ricca di passione: sport, moda, lusso e grande cinema si legano da sempre alle sue città.Senza dimenticare che la cucina francese e i suoi antichi prodotti gastronomici sono apprezzati in tutto il mondo e che la Francia è la regina del vino e dello champagne. Tra queste meraviglie spicca Nizza che può essere considerata la capitale della Costa Azzurra una città sempre in movimento, non manca mai gente in qualsiasi momento dell’anno, l’elegante architettura stile belle époque, la languida vita che si svolge intorno al porto, i tanti musei d’arte le meravigliose passeggiate lungo il mare, Nizza è una città da scoprire in ogni stagione. Vogliamo renderle omaggio così, alla Francia e in particolar modo a Nizza per i suoi splendori e non per le sue sciagure…