Le erbe aromatiche da coltivare in casa

Erbe aromatiche, un aiuto prezioso in cucina per rendere i nostri piatti ancora più gustosi, facili da coltivare in giardino ma anche in casa o sul terrazzo scopriamone alcune…Il basilico è tra le piante aromatiche quella che fa subito pensare ai sapori del Mediterraneo. Questa pianta profumata ama la luce, il calore e un terreno sempre umido e ben drenato. La cura del basilico non è complicata, basta qualche piccola astuzia: d’estate si può tenere la pianta all’aperto, ma mai esposta direttamente ai raggi del sole, in inverno invece è opportuno portarla in casa, in una zona luminosa dove la temperatura si aggira intorno ai 20° C. Adatta per preparare sughi, condimenti frittate, torte salate e piatti di minestre ma anche  per aromatizzare la carne e il pesce, la salvia è una pianta che prospera in giardino ma che può  adattarsi anche a vivere al chiuso purché ci sia molta luce. Preferisce un tipo di terreno leggero e ben drenato, per evitare ristagni d’acqua che danneggiano l’apparato radicale. Erba aromatica dal sapore che ricorda quello della cipolla ma più delicato, l’erba cipollina ama i terreni ricchi di sostanze organiche e annaffiature frequenti. Questa pianta prospera all’aria aperta d’estate ma in inverno va tenuta in casa, al riparo da correnti d’aria.Il prezzemolo è un’erba aromatica che può essere coltivata sia in giardino che sul terrazzo all’interno di fioriere o vasi. Molto utilizzata in cucina per insaporire i piatti di carne e le minestre, richiede la luce diretta, il calore, un terriccio ricco di sostanze organiche e annaffiature frequenti

A caccia di erbe

La prossima volta che estrarrete le “erbacce” dal giardino, fermatevi: potrebbero far parte delle ben 50mila specie non ancora utilizzate dall’uomo ma con potenziali, benefiche proprietà. La ricerca sta proseguendo veloce, nel mondo delle piante officinali, e l’Italia negli ultimi 20 anni non solo ne ha triplicato la produzione, ma ne è diventato il primo utilizzatore mondiale per la cosmetica. Per introdursi nei segreti di questo mondo sempre più interessante sono stati scritti libri e sul web si possono trovare miglia di di ricette che ne spiegano l’utilizzo e le loro capacità benefiche per l’organismo,  in oltre è in arrivo la prima fiera del settore a Rimini.

Piante in casa velenose per cani e gatti

Le piante in casa sono facilmente accessibili al cane e, ancor di più, al gatto. Dato che gli animali non sempre sono in grado per istinto di distinguere le piante velenose da quelle che non lo sono, potrebbero finire anche in situazioni pericolose senza rendersene conto. In generale i gatti sono più predisposti a risentire degli effetti negativi del veleno delle piante rispetto ai cani ma le precauzioni valgono comunque per tutti ed è bene non abbassare mai la guardia.quindi, se si ha un gatto bisogna rassegnarsi e dire addio alle piante o all’idea di abbellire la casa con i fiori? Non necessariamente. Si possono acquistare piante non tossiche oppure prendere una serie di precauzioni e piccole astuzie:spostare la pianta in un posto dove il gatto non possa raggiungerla     o comunque protetta; proporre sempre l’erba gatta fresca e un tiragraffi per garantire un diversivo al micio e distrarlo dalle piante; spruzzare del succo di limone diluito con acqua sulle piante terra e foglie poiché i gatti non amano il limone; mettere della ghiaia, o filo di ferro o una rete per impedire l’accesso ai vasi.Per il cane. Tra le piante più pericolose per i cani che si possono trovare in casa o sulla terrazza ci sono: aloe, anemone, azalea, begonia, calla, ciclamino, croton, dieffenbachia, edera, ficus, filodendro, giglio, iris, mughetto, oleandro, ricino, rododendro, stella di Natale, tulipano, vischio.Le intossicazioni non sono frequenti, ma se avvengono sono difficili da riconoscere per la scarsa evidenza dei segni e la mancanza di informazioni. In genere le narici, la bocca e la lingua sono le parti maggiormente esposte. 
Alcune piante producono effetti lievi e localizzati come un semplice gonfiore o forme più o meno accentuate di irritazioni, dermatiti e ulcere nelle parti del corpo venute a contatto. Altre piante invece, producono un’intossicazione che riguarda tutto l’organismo con disturbi che possono essere di lieve entità, come secchezza delle fauci, lieve apatia, diarrea temporanea. Quindi se si ha il sospetto fondato che abbia ingerito foglie, fiori o altre parti della pianta è bene sapere che non esistono antidoti. Bisognerà, quindi, rimuovere gli eventuali resti dalla bocca, sciacquarla con acqua e contattare subito il veterinario di fiducia e riferendo il nome della pianta ingerita per avere indicazioni specifiche sul trattamento da effettuare.

Giornate di sole per migliorare l’umore

Un quotidiano britannico riporta uno studio per cui una giornata di sole è un ottimo rimedio contro la depressione: il sole che brilla e l’arcobaleno dopo la pioggia regala una sensazione immediata di benessere, mentre per il mal tempo è il contrario. Ovviamente non stiamo parlando di un vero e proprio effetto terapeutico: una giornata di sole fa bene all’umore come può far bene una giornata lavorativa buona, un caffè  con degli amici, cose così. E’ anche vero però che uno studio sulle persone depresse ha stabilito che quelle la cui depressione era anche un fatto stagionale, consideravano Gennaio, Febbraio e Marrzo come i mesi più deprimenti dell’anno, visto che ancora possiamo godere di splendide giornate di sole e cieli azzurri nel week end approfittiamone per ritornare al mare che ha un gran fascino anche d’inverno, o in montagna per fare delle lunghe passeggiate, magari accompagnati da un cestino in cerca di funghi e castagne, ritorneremo sicuramente rilassati e sereni

Foliage

Angoli fatati, colori intensi  passeggiate romantiche,  tra boschi e foreste illuminate di rosso, giallo e arancione, tra corbezzole,funghi, castagne, mirtilli ribes e more. L’autunno è anche e soprattutto una stagione perfetta per viaggiare e ammirare il foliage. Un fenomeno che ogni anno attrae tante persone, pronte a immortalare  lo splendore degli alberi. Anche in Italia i luoghi magici dove vedere questo spettacolo unico sono numerosi.Tutta la Valle d’Aosta in autunno offre paesaggi di grande fascino, ma tra le mete da non perdere c’è sicuramente Châtillon. Qui, il parco del castello “Passerin d’Entrèves” è un punto d’osservazione perfetto grazie ai numerosi aceri di specie diversa che colorano di rosso diverse zone, fino al giardino rinascimentale stile francese.Anche la Val di Fassa in questa stagione, regala contrasti cromatici d’effetto. Al tramonto Le Dolomiti del Trentino sono avvolte dai toni del giallo, dell’arancione e del rosso e il cielo blu e i prati dorati contribuiscono a rendere armonico il paesaggio. Passeggiare, respirando aria pura e godendosi pace e silenzio, diventa ancora più magico.Le Foreste Casentinesi, situate nell’Appennino tosco-romagnolo, sono considerate tra le più variopinte del Belpaese. Vantano, infatti, oltre 40 specie di alberi, che durante il periodo autunnale, si colorano di sfumature differenti. Per vivere al meglio questo spettacolo, i luoghi ideali sono la cima del Monte Penna che domina la Foresta della Lama o la Foresta di Campigna.La Foresta Umbra, posta all’interno del Parco Nazionale del Gargano, è un territorio di rara bellezza, a 800 metri di altezza, ricco di una grande varietà di alberi. Si cammina tra faggi, tassi, cerri, aceri, agrifogli e carpini, alla ricerca dei profumi e dei colori di stagione. Ci si può dedicare alla ricerca dei magnifici alberi secolari che popolano l’area, come lo Zeppino dello Scorzone, un pino d’Aleppo di ben 700 anni, sulla strada tra Peschici e San Menaio.Anche in Calabria, ci si può immergere nella natura selvaggia e suggestiva del Parco Nazionale Della Sila e della Foresta dei Giganti di Fallistro. Qui il mix di rosso, oro e mattone, che dipinge faggeti, ontani, platani, aceri, pioppi e castagni, permette agli amanti della natura di realizzare fotografie da urlo.

 

 

Il frutto più popolare…il pomodoro

Il frutto più popolare al mondo? Sembrerà strano ma è il pomodoro. Che per molti è… verdura. In realtà il problema è culturale: frutta e verdura sono definite in modo diverso nell’orto o in cucina. Oltre ai pomodori anche cetrioli, peperoni, zucca, piselli e melanzane sono frutti: crescono dai fiori e hanno semi.
Che cos’è un frutto e che cos’è una verdura? Secondo i botanici, infatti un frutto è la parte della pianta che si sviluppa da un fiore ed è anche la sezione della pianta che contiene i semi. Le altre parti delle piante sono considerate verdure e includono gambi, foglie e radici.Negli Stati Uniti non è così: il pomodoro è stato classificato ufficialmente come verdura dalla suprema corte nel 1893, per questioni economiche di tassazione.

 

L’aglio germogliato non fa male …anzi !

L’aglio germoglia, cioè tira fuori dei veri e propri germogli verdi dalla cima, dopo qualche tempo che lo conserviamo in cucina e questo significa, per molte persone, che è arrivato il momento di buttarlo. Fate parte anche voi della schiera di persone che buttano l’aglio con i germogli? Se la risposta è si, dopo aver letto queste righe cambierete idea L’aglio germogliato non è “troppo maturo” o “marcio”, anzi: è in stato di maturazione tale da esaltare le sue proprietà nutrizionali Contiene allil disulfide, alliina e allicina in quantità maggiori: si tratta dei principali nutrienti dell’aglio, quelli con più marcate capacità antibatteriche, anticolesterolemiche, antitumorali ed antibiotiche. L’aglio germogliato è quindi una sorta di aglio potenziato: contiene più antiossidanti ed agisce con più efficacia su virus e batteri, inoltre viene usato anche per affrontare le intossicazioni alimentari in quanto aiuta a combattere crampi addominali e diarrea. Questo perchè quando crescono i germogli la pianta si attiva per difendersi dagli eventuali attacchi patogeni e sprigiona più nutrienti: secondo un recente studio, dopo 5 giorni dalla comparsa del germoglio l’aglio è al massimo della sua “potenza”.Se trovate in casa l’aglio germogliato, sappiate anche che è perfetto per la semina: il periodo giusto per questa operazione è l’autunno. Interrate i bulbi germogliati in un vaso che avrete precedentemente fertilizzato, a 3-5 cm di profondità, e aspettate fiduciosi la primavera con un po’ di fortuna avrete una fornitura casalinga di aglio per tutta la stagione!