La farfara è la prima tra le piante selvatiche a spuntare dai terreni umidi, nudi e argillosi, quando la primavera è soltanto una promessa. Compaiono prima i fiori, capolini gialli, poi la pianta si arricchisce di foglie Per le foglie verdi in superficie argentate sotto, bisogna aspettare la primavera inoltrata di solito il mese di maggio. Adatta soprattutto a combattere le affezioni polmonari e delle vie aeree erano ben conosciute nell’antichità. Ricca di vitamina C e molto saporita, la Farfara si può utilizzare tranquillamente per preparare dei piatti in cucina Qualche foglia secca darà al vostro brodo un sapore particolare, invece per una tisana, scottare un cucchiaino da dessert colmo di fiori di Farfara in un quarto d’acqua bollente. Bere a piccoli sorsi dopo un breve riposo. Ideale anche per piedi gonfi o calli dolenti, scottare in abbondante acqua bollente due manciate colme di foglie di Farfara, lasciar riposare e far durare il pediluvio almeno 20 minuti e comunque fino a quando l’acqua non sarà fredda
Tag: foglie
Gnudi
Riproponi in occasione di una cena con amici o parenti un piatto simbolo della cucina Toscana ,piatto povero ma assai gustoso, a modello della cultura contadina che sapeva fare bene con le poche cose che aveva disponibili. In questo caso, spinaci dell’orto, ricotta dei greggi, caciotta e un po’ di farina Poca perché gli gnudi hanno lo stesso impasto dei tortelli ma senza la pasta intorno a proteggerli, da qui il loro nome “gnudi” minimali e semplici gli ingredienti per un piatto versatile destinato al consumo istantaneo e soprattutto di grande tradizione
Il pollice verde
La specie umana è vissuta per 300.000 anni a stretto contatto con la natura e la nostra appartenenza si è di conseguenza evoluta per rapportarsi con essa, quindi per nutrire impeto, amore e curiosità nei suoi confronti. Negli ultimi secoli però una percentuale in aumento dell’umanità vive in contesti cittadini. Tutti però possono imparare a fare giardinaggio, a curare e a scegliere le piante giuste per la propria casa o per il proprio giardino. Riconoscere che l’allontanamento dalla campagna abbia portato a seri contraccolpi è utile per dare una ragione a molti dei nostri disagi psicologici e per cercare di porvi rimedio. In questo senso le piante ci vengono in aiuto: a livello inconscio l’ osservazione e il contatto con le foglie, il tronco, i fiori ci calmano, ci fanno sentire integrati, e ci permettono di ricomporre i pezzi del nostro puzzle interiore. E c’è di più: le piante infatti possono aiutarci a rimediare ai problemi ambientali prodotti dall’uomo, grazie alla loro capacità di assorbire, proteggere e calmare.
Glicine è arrivato il momento di potarlo
l glicine è una delle piante più amate nella decorazione dei giardini: un rampicante estremamente forte e longevo, con una fioritura copiosa e eccezionale, che trasforma pergolati e muri in una pioggia fiorita, con quelle infiorescenze anche lunghissime a forma di grappolo che possono avere varie sfumature dal bianco al viola. È anche una pianta che non ha bisogno di particolari cure: una volta che ha preso possesso del terreno nel vostro giardino e che si trova in una posizione sufficientemente soleggiata, l’unica cura di cui ha bisogno è quella della potatura, che si effettua due volte all’anno in estate e in inverno. La prima si effettua tra luglio e agosto per accorciare i rami più recenti e dare ordine alla chioma, così che poi fiorirà meglio. L’altra invece si effettua a fine inverno, quando non c’è più rischio di gelate, soprattutto di notte. Ogni volta che intervenite su delle piante rampicanti, vi renderete conto che in pochi mesi sono in grado di avvinghiarsi a qualsiasi supporto trovano. Quindi dovete sfruttare questa loro straordinaria capacità e guidare i rami nella direzione che volete. Una volta tagliato e pulito tutto, prendete i rami che rimangono sparsi e separati dalla pianta principale, e con dei lacci legateli lungo i supporti del gazebo, tralicci e simili, lungo i rami più vecchi, o dentro un vaso di vetro da collocare sopra un tavolo. Così la pianta assumerà la forma che volete e coprirà la superficie desiderata.
Creare le giuste atmosfere
Per far sentire i tuoi ospiti immediatamente a loro agio ,in occasione di una cena, pensa in anticipo a dove farli sedere. Le candele creano sempre una piacevole atmosfera , poi ci sono anche le candele che si possono usare come segnaposto sono lo strumento ideale tutti i parenti e amici sapranno subito dove sedersi, senza creare confusione. L’idea in più? Alla fine del pranzo o della cena regalale ai tuoi invitati: sarà un bel ricordo della serata passata insieme.
E’ arrivato l’autunno
Quando la terra comincia a dormire sotto una fitta coperta di foglie leggere, quando gli uccelli non ci deliziano del loro cantano. Quando di ombrelli fiorisce la gente, quando si sente tossire qualcuno, quando in tavola compare la polenta. quando un bambino diventa un alunno, Ecco ci siamo è arrivato l’autunno!

L’acqua di cottura
Non gettate l’acqua di cottura adoperata per preparare le verdure lessate o le verdure al vapore. Si tratta di una risorsa preziosa. In particolare, con l’acqua delle verdure lessate potrete preparare altre ricette, come vellutate, zuppe, risotti e minestroni, come se si trattasse di un brodo. Potrete anche utilizzare l’acqua della cottura al vapore per cucinare altre portate. Non sprecate mai l’acqua, nemmeno quando lavate le verdure. Cercate di raccogliere l’acqua del lavaggio in un contenitore e di riutilizzarla, ad esempio per lavare i piatti.

Aglio quante proprietà
Sono davvero molte le proprietà terapeutiche dell’aglio utili anche se c’è qualche chilo in più da eliminare: regola la pressione sanguigna, è un antibiotico naturale contro le infezioni gastrointestinali che fanno aumentare e accrescere il girovita, è in grado di diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e ha un’azione ripulente e detossinante sul fegato e l’apparato digestivo in genere. L’aglio è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Liliaceae, ma che la recente classificazione APG III attribuisce alle Amaryllidaceae .Tipico stuzzichino piemontese d’altri tempi è la così chiamata “soma d’aj” ovvero una fetta di pane stropicciata con aglio un goccio d’olio e una presa di sale. Era “il pranzo” dei vendemmiatori ed era accompagnata da un grappolo d’uva nera: sveglia l’intestino ed è antiossidante e brucia i grassi. Se la cosa che vi preoccupa nel mangiare aglio è il vostro alito, non preoccupatevi, per ripulirlo dopo un pasto con aglio basta masticare una foglia di salvia, una fogliolina di menta, un chicco di caffè o dei semini di anice






