Quel magnifico aroma

Che cosa c’è di più eccitante dell’intenso aroma dello zafferano, che stuzzica l’olfatto prima ancora del gusto? Di più intrigante della sua storia, visto che già lo si consumava a Babilonia due millenni prima di Cristo? Di più energetico del suo colore acceso, giallo con una sfumatura ocra, che dà allegria solo a vedere il piatto che lo ospita? Di più unanimemente amato da tutti i palati in tutto il mondo?Dati gli indubbi pregi, se non costasse come l’oro, probabilmente se ne userebbe molto di più. Nell’opinione comune, infatti, lo zafferano è in genere confinato in alcuni piatti fortemente connotati, come la bouillabaisse francese, la zarzuela e la paella spagnole, il riso pilaf indiano, il cous-cous arabo, la pasta con le sarde siciliana, i brodetti marchigiani e il mitico  risotto alla milanese. Eppure, il sapore vellutato, aromatico e amarognolo, lo straordinario profumo e il colore invitante sono capaci di migliorare qualunque preparazione. Si può infatti aggiungere un pizzico di zafferano al semolino e agli gnocchi, alla salsa di pomodoro, alla carne di manzo, pollo e coniglio, ai pesci come tonno, rombo e pesce spada, alle uova, ai formaggi e alle verdure ceci, cavolfiore, patate, melanzane e asparagi. Ma non è finita: questa spezia si difende bene anche abbinata ai dolci, quali crépes e meringhe, ma soprattutto ciambelle e il saffron cake della Cornovaglia.

 

Come prendersi cura delle azalee

L’Azalea è diventata il simbolo della lotta contro il cancro o più in generale, della ricerca, ma è anche una pianta che spesso si regala nel periodo di Pasqua. Se avete avuto in dono un’azalea e non sapete come curarla, ecco alcuni consigli . Se la vostra azalea presenta foglie ingiallite o foglie scolorite, possono esserci diverse spiegazioni: Malattia, Scompenso idrico, Carenza di nutrienti nel terreno. Se le foglie appaiono ingiallite o scolorite, e state innaffiando le azalee con acqua del rubinetto, probabilmente avete creato uno squilibrio del pH del suolo che non consente alla pianta di assorbire tutti i nutrienti necessari per il rinverdimento fogliare e per la fotosintesi. Cosa fare? Irrigate la pianta con dell’acqua distillata o acqua piovana e, ricordate di somministrare un concime specifico per piante acidofile. L’ingiallimento può essere causato anche da una carenza di potassio.. Se l’azalea non fiorisce, le cause possono essere correlate a una cattiva esposizione riceve abbastanza luce? Se la coltivazione è a mezz’ombra, provate a spostare la pianta dove riceve più luce. Potatura L’azalea non ha bisogno di una vera e propria potatura. Queste piante sono arbusti lignei dalla lunga resa.Se in casa avete già un concime specifico per orchidee, rododendri o per gerani, potete usare quello ma assolutamente non potete usare il classico concime universale o concime per piante fiorite.  Chi ha il pollice verde ha la possibilità di preservare la sua azalea per più e più anni trasferendola con il suo vaso in posizione riparata durante i periodi più freddi dell’anno.

 

Le piante carnivore

Chi non avrebbe desiderato partecipare alle lezioni di erbologia della professoressa Pomona per imparare tutto sulle terribili piante carnivore?Ovviamente stiamo parlando di Harry Potter, ma se molte delle piante incontrate nel laboratorio di Hogwarts come il bobo tubero o il tranello del diavolo  sono inventate, e a quelle vere come le mandragole  sono attribuiti poteri magici inesistenti, le piante carnivore esistono davvero ce ne sono addirittura 600 specie! e si possono anche coltivare in giardino.E tranquilli, non sono pericolose per l’uomo, infatti, la carne che mangiano è principalmente quella di piccoli insetti: mosche, moscerini…Come mai sono carnivore? Sono diventate carnivore a causa dell’habitat in cui crescono: carente dei nutritivi di cui una pianta ha bisogno. Si tratta ad esempio di ambienti estremi come le torbiere o zone con suoli acidi privi di calcio, con una bassissima concentrazione di sostanze nutritive necessarie per la vegetazione, quali azoto, fosforo o potassio. Così si sono adattate a mangiare e a ricavare ciò di cui hanno bisogno per vivere dalla digestione delle proteine degli animali. Gli insetti vengono catturati per mezzo delle foglie che si trasformano in vere e proprie trappole.

Le straordinarie proprietà delle foglie di ulivo

Le foglie di ulivo hanno delle proprietà speciali, ma ancora poco note a molte delle persone che pur amano i prodotti naturali. Tutti conoscono la bontà del nostro olio extravergine, essendo ricca, l’Italia, di questa pianta che nasconde altre incredibili sorprese. Non tutti sanno, come dicevamo, che le sue foglie, oltre ai frutti, ci offrono benefici importanti e da sfruttare per il nostro benessere. Già dai tempi antichi l’ulivo era un albero molto apprezzato per le sue qualità curative. Con le sue foglie infatti, veniva preparato un decotto utile per molte occasioni. Ostacolava la febbre, fungeva da antibiotico naturale, debellava virus e batteri, rappresentava un formidabile aiuto per il sistema immunitario. Ad oggi si sa che le foglie dell’ulivo risultano attive contro microrganismi patogeni e combattono efficacemente le infezioni. Sostengono il sistema cardiovascolare agendo sui livelli di colesterolo, riducendoli e diminuendo in questo modo i rischi legati all’ipertensione. Gli estratti di foglie d’ulivo contengono inoltre, proprietà antiossidanti, diuretiche e, come dimostrato da ricerche in materia, sono utili anche nei confronti del diabete. Un semplice modo per preparare il decotto è il seguente:Vi occorrono 5 grammi di foglie per ogni tazza d’acqua che si vuole preparare. Portare ad ebollizione e lasciar bollire per qualche minuto. Far riposare ed intiepidire l’infuso, quindi filtrare e sorseggiare! Una bella tazza al giorno costituisce la dose giusta e raccomandata. Per chi è sempre a corto di tempo e desidera un prodotto già pronto, in erboristeria si trovano soluzioni di tintura madre oppure estratto fluido già preparato.

 

 

 

 

 

Come conservare la mimosa

Se avete ricevuto il tradizionale mazzolino di mimosa per la Festa della Donna, vorrete certo farlo durare il più a lungo possibile. Saper conservare la mimosa recisa non è scontato. Se la si mette semplicemente in acqua tenderà a seccarsi in pochissime ore. Inoltre, i rametti tendono velocemente a marcire. Ecco alcuni consigli per conservare la mimosa più a lungo.I fiori recisi spesso trovano beneficio dalla presenza di vodka e zucchero nell’acqua. Il fiore della Festa della Donna è molto più delicato di altri, e tende a esaurirsi velocemente. Per conservare la mimosa recisa in vaso, occorre prima di tutto pulire il ramo da foglioline rovinate e anzitutto da quelle che spuntano alla base del gambo. Altrimenti, inserendole in acqua, creeranno marciume. Mettete i gambi nell’acqua immergendoli solo per un paio di centimetri: non serve che siano sommersi! Un trucco per conservare la mimosa è quello di mettere qualche goccia di limone dentro l’acqua L’acqua inacidita manterrà il gambo fresco più a lungo. Naturalmente i fiori andranno scartati dalla confezione se ne hanno una. Ponete quindi il vaso in un luogo lontano dalla luce diretta dei raggi solari. E piuttosto in un ambiente umido cucina, bagno, in modo che i fiorellini non si secchino velocemente. Sembra che l’usanza di regalare una mimosa alle donne nel giorno dell’8 marzo derivi dal primo dopoguerra. Alcune esponenti e attiviste dell’UDI, la proposero come simbolo in quanto fiore che sboccia i primi di marzo. Ma soprattutto economico e diffusissimo. Ma se oggi riceverete comunque un mazzetto di mimosa, vale la pena provare a farla durare il più a lungo possibile.

Piante da appartamento

Sono ormai alcuni mesi che le piante verdi sono rinchiuse tra le mura domestiche, protette dal freddo e dai rigori invernali. Sono entrate a far parte dell’arredamento e, in alcuni casi, ci si dimentica quasi di averle. Le esigenze di queste piante sono davvero minime ma, ora che la primavera si avvicina, dopo mesi di riposo, è necessario prestare loro le cure di fine inverno, oltre alla consueta annaffiatura, per ottenere piante rigogliose e di aspetto invidiabile. Tra le più importanti cure di fine inverno, si deve controllare il substrato. Complice l’acqua spesso troppo calcarea del rubinetto di casa, soprattutto sulla superficie del terriccio potrebbe essersi formata una crosta dura e biancastra. In questo caso, ogni anno bisogna eseguire un’operazione semplice e sbrigativa di rinnovo della terra. Per prima cosa con una zappetta o paletta da giardinaggio, si rompe la crosta superficiale e la si rimuove. Poi, sempre con la paletta, si toglie anche la terra sottostante ormai esaurita, polverosa e priva di elementi nutritivi. Infine bisogna muovere la terra rimasta nel vaso, che risulta sicuramente compressa e dura. Quindi si aggiunge terriccio nuovo, morbido e fertile, con cui colmare il vaso fino alla zona del colletto della pianta; è importante non rimanere troppo bassi, col rischio di lasciare scoperte alcune radici, né troppo alti fino a soffocare il fusto alla base.Se, invece, la pianta si trova nello stesso vaso, con la stessa terra, da due o più anni, è necessario procedere alla sostituzione di tutto il terriccio, con eventuale rinvaso. Il vaso deve essere sostituito solo se la pianta è cresciuta a dismisura e le sue dimensioni o volume sono ormai ben più grandi del contenitore rendendola, oltretutto, poco stabile. Di norma, il volume della chioma deve essere di pochi centimetri più ampio della circonferenza del vaso. La sostituzione completa della terra è un’operazione un pochino più impegnativa… il consiglio è di eseguirla sul terrazzo, stendendo fogli di giornale per terra. Il terriccio utilizzato per le piante verdi d’appartamento, che si può acquistare in sacchi, è solitamente già concimato. Tuttavia, tra le cure di fine inverno, nel momento precedente la ripresa vegetativa, è sempre consigliabile aggiungere alla terra un po’ di concime micro granulare a lenta cessione, fornirà gradualmente per alcuni mesi gli elementi nutritivi necessari alla pianta per crescere sana e con una chioma folta.

 

Piante grasse resistenti, e dalle forme meravigliose

La ritenzione idrica non è un problema per le piante grasse, del resto potremmo però essere più gentili e chiamarle con un nome davvero appropriato…In botanica questo tipo di piante si chiamano “succulente”, perché i loro tessuti sono inzuppati di acqua, per cui hanno un aspetto… molto ‘carnoso’ e un po’ cicciotto! Nel fusto delle piante succulente ci sono dei capienti vacuoli, organuli cellulari presenti delle cellule vegetali, dove l’acqua e le sostanze nutritive rimangono accumulate diventando dei veri e propri serbatoi che rilasciano l’acqua nei momenti di siccità. Per questa caratteristica è più corretto definire le piante grasse come piante succulente, in quanto hanno trasformato nel tempo i loro tessuti, foglie, fusto, radici, per adattarli a sopravvivere a lunghi periodi di siccità e per contenere una grande quantità di liquidi. E l’acqua del resto…non è… grassa!

Passeggiare per incantevoli giardini

È vero, il meteo è alquanto ballerino, ma un’assaggio di primavera è arrivato! E con lei l’irresistibilmente voglia di uscire e stare all’aria aperta. Magari passeggiando tra prati e fiori. La loro bellezza e i loro colori fanno bene all’umore e aiutano a liberarsi del grigiore invernale. Ecco allora per voi i più bei giardini di Firenze. Giardino dell’Iris  Il giardino dell’iris è tra i più famosi di Firenze. Vi si accede da piazzale Michelangelo ed è totalmente dedicato al fiore simbolo di Firenze. Al suo interno è possibile passeggiare tra i mille colori di questo fiore, spesso ottenuti attraverso sapienti e insoliti incroci e innesti. Una curiosità: ogni anno viene organizzato un concorso internazionale che nel 2019 giunge alla sua sessantunesima edizione. Giardino delle Rose Scendendo da piazzale Michelangelo in viale Giuseppe Poggi si può visitare il parco progettato nel 1865 dall’omonimo architetto fiorentino. Un ampio e attraente spazio da cui si può godere di un’imperdibile vista su Firenze. Non solo. Se per lungo tempo apriva solo per un breve periodo in primavera, da qualche anno a questa parte il giardino è sempre aperto, ospita sculture dell’artista belga Jean-Michel Folon ed è impreziosito da un’ oasi giapponese Shorai donata dall’architetto Yasuo Kitayama. Giardino di Villa Bardini Una vera e propria oasi nella città, quasi un sogno fuori dal tempo. Passeggiare tra i suoi fiori, le sue fontane, le sculture che decorano il parco, per perdersi nella vista mozzafiato offerta dalle sue terrazze è un’esperienza unica. Giardino dell’Orticultura Lasciando l’Oltrarno, da via Bolognese è possibile accedere al giardino dell’Orticultura. È noto anzitutto per la serra in stile liberty, dapprima pensata come tiepidarium per le piante tropicali, oggi ospita iniziative culturali, presentazioni di libri, aperitivi e il famoso “ con le farfalle”. Il nostro consiglio, però, è quello di recarvi nel cosiddetto spazio “degli orti del Parnaso” che, sopraelevato rispetto al resto del giardino, ospita una fontana a forma di drago che si snoda fantasiosamente lungo una scalinata.

Come avere sempre piante rigogliose

Per avere sempre delle piante belle e rigogliose è necessario prestare alcuni accorgimenti importanti. Difatti, nel caso notaste un repentino cambiamento è basilare individuare il problema ed agire rapidamente. Tutte le piante, come del resto gli esseri umani, per continuare a crescere e a mantenere il loro aspetto sano e rigoglioso hanno la necessità di determinate condizioni e se queste dovessero iniziare a mancare si potrà notare dalle sue foglie. Troppo o troppo poco sole, troppa o troppo poca acqua e certi parassiti sono alcuni dei fattori scatenanti che fanno passare una pianta da rigogliosa a malaticcia nel giro di pochissimo tempo. Ma per ristabilire la loro vitalità non è necessario investire troppo tempo o denaro, ti sveleremo alcuni accorgimenti necessari e molto facili per impedire alle vostre piante di ammalarsi. Scopriamo insieme come capire di cosa ha bisogno la pianta attraverso le sue foglie: Uno dei problemi che può affliggere le piante è proprio dovuto dall’acqua. Abitualmente è abbastanza evidente quando una pianta non è sufficientemente idratata ma non è da sottovalutare il caso contrario, cioè quando ne riceve troppa. In questo caso le foglie appariranno giallognole e avvizzite, che sono proprio i sintomi più comuni di un eccesso d’acqua. In questo caso è consigliabile trapiantare la pianta in un suolo o vaso con un maggiore drenaggio ed essere più misurati con l’innaffiatoio. Nel caso in cu la pianta inizi ad afflosciarsi e ad assumere un aspetto sofferente, la causa potrebbe essere la mancanza di luce solare. Difatti, il sole aiuta la pianta a produrre il nutrimento di cui ha bisogno per crescere. Quindi è bene cercare di metterla con un’esposizione adeguata alla luce del sole, sistemandola in una stanza o in un posto più luminoso. La pianta potrebbe avere bisogno di un aggiunta di minerali per recuperare la vitalità alle foglie. L’ingiallimento sui bordi o un leggero scolorimento della superficie della foglia sono i sintomi della carenza di uno o più minerali, recuperabili con un compost fai da te. Inoltre, come spiega la North Carolina, le piante hanno bisogno anche di micronutrienti come il boro, il rame, il ferro ed il cloruro. Per questo basterà spargere intorno alla pianta una manciata di erba tosata per soddisfare il suo fabbisogno.