Truccarsi rende più intelligenti.

Una ricerca scientifica condotta dalla Medical School con l’ Università di Chieti, che ha esaminato gli effetti del make-up sulla mente delle donne. Allo studio hanno preso parte 185 ragazze che sono state divise in tre gruppi. Al primo è stato chiesto di ascoltare un brano musicale, al secondo di dipingere un disegno, mentre al terzo di truccarsi. Alla fine dell’esperimento tutte le volontarie hanno risposto ad un test di psicologia generale. Il risultato? Incredibilmente l’ultimo gruppo ha ottenuto il punteggio migliore, dimostrando l’influenza positiva del trucco sul nostro cervello. A quanto pare il make-up agisce positivamente su ogni donna, stimolando l’autostima e una maggiore consapevolezza di sé, ma soprattutto aumentando le capacità cognitive. Il fenomeno è stato nominato dagli esperti “lipstick effect” e in sostanza indica come il trucco aiuti ogni ragazza a sentirsi più sicura, permettendole di ottenere buone performance nel lavoro e nella scuola Oggi giorno sono sempre meno le donne che dedicano qualche ora al trucco. Fra i figli, la famiglia, le faccende domestiche e il lavoro, il tempo è davvero poco. Così in tante decidono di ritagliarsi solo qualche minuto per il make-up. A quanto pare però questo gesto quotidiano, di cui spesso ci scordiamo totalmente, può essere positivo per noi stesse. Il make-up infatti ci aiuta ad aumentare la percezione della nostra bellezza e ad affrontare con maggiore grinta gli impegni quotidiani. Non a caso le altre attività svolte dal primo e dal secondo gruppo dell’esperimento non hanno avuto nessun beneficio cognitivo. Gli studi sugli effetti del trucco per ora sono solamente all’inizio, ma i risultati suggeriscono già il ruolo chiave di rossetti e mascara nella vita delle donne. Un motivo in più per dedicare qualche ora della giornata alla nostra bellezza e per prenderci maggiormente cura di noi stesse anche e non solo con il trucco.

 

Alla ricerca di funghi

Trovarsi a contatto con la Natura nel immenso, curandola, rispettandola ed scrutando i suoi abitanti in tutte le forme: dai funghi ai tartufi, agli alberi, da piante e fiori agli animali che vivono al suo interno. Il tutto nell’attenzione delle regole del nostro ambiente, che è preziosa fonte di vita per tutti noi e che rappresenterà il futuro dei nostri figli e nipoti. In queste giornate di Ottobre tante sono le persone che si recano in cerca di funghi. La raccolta dei funghi porcini è una passione, come tale ha delle regole da seguire, fondamentali per conseguire una raccolta proficua del fungo porcino. Ecco alcuni suggerimenti, la prima cosa da fare è scegliere il periodo giusto per i porcini: le due buttate principali avvengono di norma tra la fine di maggio e giugno e tra fine agosto e ottobre inoltrato Occorre poi valutare bene l’altitudine in cui si cercano, non andare molto in basso come altitudine, i porcini si trovano infatti dai 500-600 metri a salire, magari anche un po’ più in basso, ma è sconsigliato scendere al di sotto di tale altitudine. Senza piogge, i porcini non crescono. Il bosco in cui cercare i funghi porcini deve avere alcune caratteristiche di base: innanzitutto non deve essere troppo buio e fitto, la luce solare deve poter filtrare tra i rami. ’ importante trovare una macchia di, quercia, di castagno ad altitudini maggiori, ma anche nei dintorni del faggio se ne trovano facilmente. Se si incontra anche una sola quercia, o un castagno, guardare comunque, si potrebbero avere piacevoli sorprese. E’ indispensabile dotarsi di un cesto, nel camminare è buona abitudine mantenere una distanza di sicurezza dal proprio compagno, e fare attenzione che un buca o una piccola collinetta sono già sufficienti per rendere impossibile la comunicazione.

Preparare la valigia

Manca poco alla partenza per il mare o la montagna  ed ora la domanda per tutti è: riuscirò quest’anno a farci stare tutto nella valigia e a non ridurre tutto a degli stracci stropicciati come se fossero appena usciti dalla centrifuga? Riuscire a fare una valigia perfetta non è però impossibile! Le liste sono il primo segreto per avere tutto organizzato: limitare il numero di scarpe e accorgervi se avete dimenticato qualche cosa. Prima di cominciare a preparare la valigia mettete tutto sul letto e controllate, con lista. Qualunque sia la valigia che avete, sul fondo mettete le scarpe: incastratele e avvolgetele in un sacchetto. Posizionatele ai lati, lungo i lati della valigia. Uno dei segreti per rendere più facile fare una valigia è  piegare bene gli abiti. Dopo aver messo le scarpe nel fondo della valigia controllate i primi buchi che restano tra un paio di scarpe e un altro. I costumi non si stropicciano e sono perfetti per riempire i piccoli spazzi! Potete quindi mettere il primo strato di vestiti: preferibilmente pantaloni e jeans. Dopo il primo strato di vestiti ci saranno ancora dei piccoli buchi: esauriti i costumi, inserite l’intimo! Anche questo non si stropiccia e si presta ad essere infilato un po’ ovunque! A questo punto inserite nella valigia le magliette arrotolate e i golfini per le sere più fredde. Al penultimo strato le camice che, come ben sapete, si stropicceranno comunque Se la vostra valigia comincia ad essere piena urge il piano d’emergenza trucchi: sono il terzo grande tappabuchi della valigia! Armatevi di tanti piccoli beauty case nei quali suddividere i prodotti in base alla loro funzionalità.L’ultimo strato è da lasciare a tutti gli abiti di tessuti leggeri e facilmente spiegazzabili l’ultimo strato, quello sul quale non graveranno altri pesi. Stendete sull’ultimo strato di abiti un foulard di cotone che non mettete più e sarete certe che la cerniera della valigia non si incepperà nei vestiti .Ad ognuno la sua valigia: nella vostra valigia non ci sarà spazio per le ciabatte del vostro compagno o per i bavaglini di vostro figlio! Almeno nella valigia tenetevi stretto il vostro spazio!

 

Tenere in ordine i giocattoli

Se avete dei figli piccoli saprete bene che una delle imprese più ardue è riuscire a tenere in ordine la casa. Specialmente le zone come la cameretta ed il soggiorno. Dove i bimbi trascorrono più tempo e che sono dunque spesso letteralmente invase dai giocattoli. Organizzare lo spazio in cui peluche, bambole, macchinette, costruzioni ed ogni altro genere di balocco debba essere riposto si rivela in questi casi fondamentale. Innanzi tutto dobbiamo assicurarci che la cameretta dei bimbi sia dotata di idonei armadi, scaffali, librerie, cassapanche, bauli o altro tipo di mobilia utili a riporre in maniera ragionata e comoda i loro giocattoli. Una scaffalatura a più altezze, ad esempio, sarà perfetta per disporre i giochi a seconda della frequenza di utilizzo. In basso e dunque alla diretta portata dei bimbi andranno quelli con cui amano giocare quotidianamente. E via a salire fino a quelli meno prediletti. Oltre ai mobili, per mantenere in ordine i giocattoli dei bambini, si possono usare delle scatole. Scatole in cui riporre i diversi oggetti dividendoli per tipologia peluche, bambole, etc. I giochi già dotati di propria confezione, come ad esempio le costruzioni o i puzzle, potranno invece essere riposti all’interno delle stesse. Non scordiamo, nell’acquisto di mobili e recipienti di vario tipo, che la loro destinazione d’uso implica che siano conformi a standard di sicurezza a prova di bambino. Dunque angoli smussati e materiali il più possibile privi di rischi. Anche nel caso in cui i più piccoli si trovino soli nella stanza e dunque senza il controllo di un adulto. Ultimo consiglio per i genitori fissati dell’ordine è quello di accogliere serenamente un minimo di caos. Per quanto possiate organizzare la sistemazione dei giocattoli dei vostri figli in maniera ragionata ed impeccabile, i bambini creeranno sempre un po’ di disordine in casa. Nelle ore diurne, poi, mentre giocano: è inevitabile.

Una scoperta che nasce per amore.

E’ il ‘muscolo di grano’. Che per nome, aspetto, consistenza e gusto evoca la carne ma è realizzato con un impasto a base di grano, una qualità pregiata, legumi, spezie, erbe aromatiche rosmarino, alloro, menta olio extravergine d’oliva, sale marino. Arriva dal mare della  Calabria, per la precisione da Isca sul mar  Ionio. Ho scoperto una cosa che è sempre esistita, racconta  Enzo Marascio, commercialista in pensione e oggi nonno a tempo pieno. Il grano ha da sempre cotenna, pelle e muscoli. Noi lo abbiamo scoperto 25 anni fa, Tutto nasce da alcuni problemi di salute e dalla necessità di rivedere l’alimentazione. Fu un medico a parlarmi del cibo come medicina e del seitan, in un’epoca in cui quasi non c’erano vegetariani. Da lì la messa al bando di grassi saturi, formaggi, carne: sono diventato un erbivoro, adattandomi con legumi e frumento. Da questo momento inizia la ricerca che culminerà nella scoperta del ‘muscolo di grano’. Marascio parte dal seitan, cercando un alimento più completo grazie all’aggiunta di legumi. Poi l’ingrediente indispensabile: l’amore per i  figli. Affinché non si sentissero esclusi per via delle scelte alimentari della famiglia. Così, dopo vari tentativi, sono spuntate fasce e striature muscolari. E’ stato un passaggio. Anche gli americani stanno cercando questa ‘muscolatura’, che io ho trovato più di 20 anni fa, ma è solo per amore che nascono le cose. Il risultato è stato un prodotto con l’attrattiva della carne, per aspetto, consistenza e gusto, e i pregi di un alimento vegetale. Dal punto di vista nutrizionale, il ‘muscolo di grano’ è una preparazione alimentare proteica priva di grassi e di colesterolo, con poche calorie ma con tutti gli aminoacidi essenziali. E’ ricco di ferro, zinco, potassio, calcio e magnesio. Il ‘muscolo di grano’, poi, può essere servito sotto forma di bistecche, roast beef, porchetta, prosciutti, salumi.

Parliamo …d’amore

  1. Cos’è  l’amore, ve lo siete mai chiesti profondamente? È una domanda che ci siamo posti migliaia di volte, a cui spesso non riusciamo a dare una risposta. Se pensate alla parola Amore qual è la prima sensazione fisica che scaturisce? Si irradia il volto con un sorriso e poi l’energia che risiede nel cuore si riempie di gioia. A volte se chiedete a qualcuno cos’è l’amore  risponde con frasi tipo “non ne voglio più sapere” “guai a chi mi si avvicina!”. Il nostro meccanismo mentale alla parola amore fa subito emergere alla mente l’idea del partner, e di conseguenza proiettiamo su noi stessi il concetto di amore che abbiamo vissuto, e fatto nostro dalle esperienze passate. E’ sicuramente del tutto  normale, ma allo stesso tempo è limitante per descrivere un sentimento così grande. Avete mai pensato alla gioia e all’amore appunto che potete percepire a contatto con la natura, un cielo azzurro, un’immensa distesa d’acqua, il prato verde costernato di margherite del vostro giardino? Quel qualcosa che vi fa sentire tutt’uno con ciò che vi circonda? E l’amore per gli amici? Fatto tendenzialmente di rispetto e tolleranza, per non parlare dell’amore dei familiari, per i genitori i fratelli . Concretamente il concetto di amore, è quello vero, quello del tutto incondizionato, ovvero amare senza “se” e senza ” ma”, rispettare l’ altro per quello che è ed accettarlo senza remore e condizioni, accogliendone i difetti e le limitazioni, sia che si parli di partner o figli ma anche di compagni o amici.

Un pecorino che fa parte della storia

Che le crete Senesi e, più in generale, tutta la zona del sud della provincia di Siena che tra colline file di cipressi e tornanti di strade bianche si snoda fino alla Valdorcia , sia una delle patrie del formaggio  Italiano non è certo storia nuova. Il pecorino delle Crete Senesi risalirebbe al periodo Neolitico come sembrano dimostrare dei recipienti per la lavorazione del latte rinvenuti in un villaggio nei pressi di Pienza. Il formaggio delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti del Seicento, ed è facile trovare ancor oggi fattorie che si tramandano l’arte della caseificazione di padre in figlio, dove il latte proviene da allevamenti selezionati, e gli animali sono alimentati al pascolo su prati e erbai, ricorrendo all’integrazione con fieni e mangimi prodotti in azienda, e da qui escono deliziosi formaggi freschissimi, oltre chiaramente a formaggi stagionati e semi stagionati aromatizzati e affinati, tutti accuratamente prodotti secondo la regola artigianale per portare a tavola o seduti in un verde prato a fare un pic-nic un lieve sensore di storia

19 Marzo festa del papà

I papà sono sempre più presenti nella vita dei figli e viceversa. Così come lo è la tecnologia. Il rapporto padre-figli non può prescindere dalla tecnologia, che diventa un nuovo campo di condivisione per fare cose insieme. E spesso sono i figli a insegnare ai padri. Ma se volete stupire i vostri ragazzi potete organizzare attività da fare insieme, partendo da un’app: potete catturare l’attenzione del figlio adolescente con quella per condividere e scambiarsi canzoni  o organizzare con lo smartphone tornei di calcio, tennis o basket tra padri e figli, imparare le lingue e addirittura la matematica insieme divertendosi. Con le giuste applicazioni potete anche insegnare ai figli a gestire questioni più importanti: se prima la paghetta settimanale era in contanti, ora si può condividere tramite un app che monitora anche le spese E ce n’è una anche per gestire e condividere il calendario degli impegni e dei tempi familiari tra figli e genitori separati. Se poi per la vostra festa volete rinchiudere in un cassetto il vostro telefonino e dedicare un intero pomeriggio ai vostri figli lontano dalla tecnologia saranno sicuramente felici di festeggiare con voi…auguri a tutti i papà

 

Storditi dall’amore

Storditi, confusi, labili: sono aggettivi che si addicono tanto agli innamorati, quanto a chi ha esagerato con l’alcool. Che ci sia un collegamento? Uno studio dimostra proprio che alcool e ossitocina hanno sul cervello effetti molto simili, se non identici. L’ossitocina, un ormone prodotto dall’ipotalamo, è fondamentale nel unire il rapporto tra madre e figlio, e gioca un ruolo chiave nelle interazioni sociali. Il suo picco – che coincide con i momenti topici dell’innamoramento, dagli abbracci dei baci dei cuori che scalpitano agisce sui circuiti corticali limbico e prefrontale, allentando i freni inibitori solitamente imposti da stress, paura e ansia. Questo meccanismo alimenta comportamenti pro sociali, come altruismo, generosità, empatia, e ci rende più capaci di amoreggiare e fare la prima mossa, atteggiamenti indispensabili in chiave evolutiva. Ma questo enormità di fiducia può anche alimentare dinamiche comportamentali spiacevoli di cui si parla poco, complice forse il soprannome “ormone dell’amore”. Psicologi esperti hanno confrontato gli effetti neurologici di un accentuato consumo di alcol e di una dose di ossitocina somministrata per via nasale. Le due sostanze «sembrano intercettare recettori diversi nel cervello, ma agiscono in modo analogo l’alcool e l’ossitocina possono far sembrare queste situazioni meno spaventose. Questo fa si che l’innamoramento abbia l’effetto …di una bella sbronza

 

 

Videogame…realtà o marketing

Gli appassionati di videogiochi conoscono la sensazione: quando si sta giocando al proprio gioco preferito, non si vorrebbe interrompere mai, e la cosa più fastidiosa al mondo è quando qualcuno chiama dicendo “È ora, dobbiamo andare”. Ma nonostante questo, non è certo comune l’atteggiamento di una sposa che i parenti hanno dovuto letteralmente trascinare all’altare  che, perché lei non voleva mollare il computer con cui stava giocando. Secondo quanto riportato, la futura sposa stava giocando in un internet café a League of Legends, un videogioco online che starebbe avendo grande successo in Cina, rifiutando di scollegarsi per andare alla cerimonia, finché i parenti e lo sposo, esasperati, la trascinano via a forza. Il fatto pare sia successo in Cina. Va detto che ci sono stati diversi casi in cui la passione per i videogiochi ha raggiunto livelli patologici è il caso divulgato giorni fa, di una coppia che ha venduto i figli per poter giocare tranquillamente ai videogame, ed in alcuni casi la cosa è addirittura finita in tragedia. Nonostante questo, però qualcuno ha sollevato dubbi sulla veridicità dell’accaduto, alimentando sospetti che i fatti siano stati organizzati, magari nell’ambito di una campagna di marketing del gioco.