Il ritorno dalle vacanze

Bella cosa le vacanze, peccato il rientro. Come una filastrocca, nel mese d’agosto si levano lamenti da tutta Italia: sono gli ex turisti tornati al lavoro, che rimpiangono le giornate di viaggio, di mare di sole e di spiaggia. Ebbene: esiste un modo perché tutto questo non succeda, perché la sindrome da rientro non scatti, perché la vita sia, anche a fine agosto/inizio settembre un pochino migliore. Preparatevi un’altra vacanza: subito È molto probabile che, in ogni caso, la vacanza appena trascorsa non sia stata perfetta in ogni momento. Pioggia, malattie, inconvenienti vari ritardi, valigie smarrite, furti, litigi possono avere colpito i pochi, sacri, giorni di ferie. Meglio allora averne già un’altra in cantiere, anche solo per un weekend. Aiuta ad assorbire il trauma, impegna la mente in fantasticherie piacevoli, rende più produttivi, bisogna finire tutto il lavoro in tempo per la ripartenza. Cambiare routineTornare al lavoro significa sprofondare, come nelle spire di una piovra, nella routine che durante le vacanze si era interrotta. Le stesse abitudini, gli stessi percorsi, le stesse conversazioni. Le vacanze devono essere un momento di rottura, un’interruzione, ma anche fonte di ispirazione per tentare qualcosa di nuovo, di diverso. Un corso di pittura, un’iscrizione a una palestra, un nuovo modo di disporre degli orari. Approfittare dei cambiamenti imposti dalle ferie per modellare nuove vite è il modo migliore per non farsi incastrare di nuovo in quella precedente. Tornare dalla vacanza e poi, il giorno dopo, al lavoro? Anche no. Meglio prendersi un paio di giorni per riposarsi dalle ferie, rientrare in contatto con le cose che si erano lasciate, riempire il frigo e ricominciare. Si è pronti per tornare a lavorare, senza troppe lamentele Regali per amici e parenti vanno bene. Ma non ci si deve dimenticare di se stessi. Dalle vacanze è meglio tornare con qualcosa in mano, anche piccolo, anche simbolico, anche una conchiglia raccolta in riva al mare riposta nel portafoglio aiuterà a ricordare l’atmosfera appena finita.

I benefici del succo di grano

Uno dei motivi per cui sempre più persone bevono succo di grano sono i suoi numerosi benefici, soprattutto per quanto riguarda la presenza dei numerosi antiossidanti. Il glutatione, per esempio, è uno tra gli antiossidanti più forti conosciuti in natura, composto molto presente nelle piante di wheatgrass. Uno studio pubblicato dalla rivista Phytotherapy Research, avrebbe comprovato che il succo di grano è in grado di stimolare la risposta antiossidativa all’interno del nostro organismo.Altri articoli pubblicati su testate scientifiche hanno messo in luce altri benefici sottolineano che il succo di grano potrebbe essere potenzialmente utile nella lotta contro il colesterolo cattivo. Pare che i suoi benefici sono paragonabili a quelli di un medicinale di solito usato per combattere l’eccesso di colesterolo nel sangue.Un altro aspetto a cui gli scienziati hanno prestato particolare attenzione è la possibilità che il succo di grano estratto dalla wheatgrass sia in grado di regolare la glicemia, il livello di glucosio nel sangue. In particolari alcuni esperimenti svolti in laboratorio suggeriscono che la bevanda sia in grado di diminuire i livelli di zucchero nel sangue. Insomma, ci troviamo di fronte ad un prodotto dai numerosi benefici, alcuni, probabilmente, ancora da scoprire.

 

L’aglio germogliato non fa male …anzi !

L’aglio germoglia, cioè tira fuori dei veri e propri germogli verdi dalla cima, dopo qualche tempo che lo conserviamo in cucina e questo significa, per molte persone, che è arrivato il momento di buttarlo. Fate parte anche voi della schiera di persone che buttano l’aglio con i germogli? Se la risposta è si, dopo aver letto queste righe cambierete idea L’aglio germogliato non è “troppo maturo” o “marcio”, anzi: è in stato di maturazione tale da esaltare le sue proprietà nutrizionali Contiene allil disulfide, alliina e allicina in quantità maggiori: si tratta dei principali nutrienti dell’aglio, quelli con più marcate capacità antibatteriche, anticolesterolemiche, antitumorali ed antibiotiche. L’aglio germogliato è quindi una sorta di aglio potenziato: contiene più antiossidanti ed agisce con più efficacia su virus e batteri, inoltre viene usato anche per affrontare le intossicazioni alimentari in quanto aiuta a combattere crampi addominali e diarrea. Questo perchè quando crescono i germogli la pianta si attiva per difendersi dagli eventuali attacchi patogeni e sprigiona più nutrienti: secondo un recente studio, dopo 5 giorni dalla comparsa del germoglio l’aglio è al massimo della sua “potenza”.Se trovate in casa l’aglio germogliato, sappiate anche che è perfetto per la semina: il periodo giusto per questa operazione è l’autunno. Interrate i bulbi germogliati in un vaso che avrete precedentemente fertilizzato, a 3-5 cm di profondità, e aspettate fiduciosi la primavera con un po’ di fortuna avrete una fornitura casalinga di aglio per tutta la stagione!

 

 

Pareti con piante

Avere un giardino è la norma per chi ama il verde; riuscire a costruire una parete vegetale, invece, è l’ultima tendenza per chi vuole sentirsi sempre a contatto con la natura.I cosiddetti “muri verdi“ sono dei rivestimenti naturali che oltre ad essere belli e accattivanti esteticamente, costituiscono una protezione naturale contro l’inquinamento ambientale e acustico. Si prestano per facciate esterne, per pareti autoportanti o per siepi. Ma come costruirli? Ecco alcuni consigli per realizzare e custodire le vostre pareti vegetali. Queste pareti green sono costituite da moduli preformati, alloro volta suddivisi in diversi substrati colturali di feltro di polipropilene per sistemare le piante e un nucleo di torba e perlite espansa, che serve a tenere l’umidità per la loro crescita. Tra i moduli e la parete viene lasciato uno spazio che serve per la ventilazione e l’isolamento termo-acustico. Quali piante scegliere? L’opzione migliore è la tipologia che si presta a meno cure durante l’anno e che sia coprente: i rampicanti come l’edera, arbusti o piante pendenti sono perfetti. Se invece volete un prato, allora è meglio spostarsi sulle graminacee che resistono bene al freddo poco al caldo o sulla varietà macroterme zizzania e gramigna che amano i climi intensi. Per conservare la vostra parete vegetale in salute dovete seguire due accortezze: irrigazione e fertilizzazione. Non preoccupatevi. Esistono dei sistemi automatici incorporati negli impianti stessi. In alternativa, potete ricorrere ad un sistema d’irrigazione piovana che consiste nel convogliare la pioggia in vasche di raccolta alla base del muro.

 

 

Antiestetica muffa

Cosa c’è di più brutto, noioso e antigienico delle macchie di muffa su asciugamani, tappeti o, peggio, sulle pareti? Non desidereremmo mai averci a che fare ma è un problema che capita più spesso di quanto si possa pensare. Prima di tutto in questa stagione quando il tepore della casa calda non invoglia ad aprire le finestre per arieggiare le stanze. Ma è proprio il   calore associato all’umidità e al mancato ricambio dell’aria che favorisce lo sviluppo della muffa. Pertanto, senza volerlo, talvolta siamo proprio noi a produrre la comparsa. Ma è inutile piangere sul latte versato. Una volte che le antiestetiche macchie di muffa si sono formate bisogna intervenire per liberarsene.Il bucato che fatica ad asciugarsi, cassetti e armadi che hanno preso umidità, abiti e scarpe sudate che rimangono troppo a lungo nella borsa dopo lo sport. Tutto questo può provare la formazione di macchie di muffa su abiti e biancheria per la casa. Per intervenire su tessuti lavabili, però, non occorrono particolari accortezze. Generalmente con un normale lavaggio   si dovrebbe risolvere il problema, specie se si tratta di macchie fresche. Nel caso, invece, di aloni e macchie ostinate su tessuti bianchi, ad eccezione del nylon, si può intervenire con un ammollo in acqua a candeggina. Quando la muffa si sviluppa sulle pareti dietro ai mobili o ai divani si creano quelle fastidiose aree annerite che, oltre ad essere brutte a vedersi, talvolta emanano anche cattivo odore. Anche per queste la candeggina si rivelerà un ottimo alleato. Si potrà realizzare una soluzione con quattro parti di acqua e una di candeggina. Oppure si potrà ricorrere ad uno sgrassatore multiuso a base di candeggina. In entrambi i casi conviene sempre fare un piccolo test su un’area circoscritta e poco visibile per accertarsi che il prodotto non alteri il colore. Si dovrà, quindi, spazzolare, risciacquare con cura e lasciare asciugare. Tenere uno o più deumidificatori all’interno della casa aiuta notevolmente a ridurre il comparire della muffa